Lylat Wars rinasce su Nintendo Switch 2

Star Fox

Scheda Gioco

Star Fox

Piattaforma

Switch 2
Genere
Space Shooter
Modalità

Giocatore singolo
Cooperativa
Co-op locale
Sviluppatore
Velan Studios
Publisher
Nintendo
Uscita

25 Giugno 2026
PEGI
PEGI 7

Il Nostro Voto

85/100
BUONO

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Che Nintendo stesse preparando il ritorno di una delle sue IP più celebri e al tempo stesso più trascurate era ormai evidente. A lanciare il primo indizio era stato il recente film d’animazione Super Mario Galaxy, sequel del fortunato lungometraggio dedicato all’idraulico baffuto, che ha sorpreso il pubblico con il debutto cinematografico di Fox McCloud, uno degli eroi storici della casa di Kyoto rimasto troppo a lungo ai margini.

Sono bastati pochi mesi perché quell’apparizione si trasformasse in qualcosa di molto più concreto. I fan speravano in un nuovo Star Fox, certo, ma difficilmente avrebbero immaginato che Nintendo avrebbe scelto di riportare in auge la serie ripartendo proprio da Star Fox 64 — conosciuto in Europa come Lylat Wars — attraverso un remake completo. Del resto, il classico per Nintendo 64 aveva già ricevuto un’ottima riedizione su Nintendo 3DS, ma questa nuova incarnazione esclusiva per Nintendo Switch 2 promette un salto tecnico e produttivo decisamente più ambizioso.

Dopo essere rimasti colpiti dalla demo mostrata nei mesi scorsi, abbiamo finalmente avuto modo di mettere le mani sulla versione completa, affrontando più volte la campagna e scoprendone ogni percorso alternativo. È arrivato il momento di tirare le somme: ecco la nostra recensione di Star Fox per Nintendo Switch 2.

Dal CRT alla handheld Nintendo

Bastano pochi minuti sopra i cieli di Corneria per capire che non ci troviamo di fronte a un semplice rifacimento grafico. Questo Star Fox è, in molti sensi, l’immagine che chi è cresciuto con Lylat Wars si era costruito nella propria testa guardando i poligoni del Nintendo 64 attraverso il vetro di un televisore a tubo catodico. Corneria è finalmente una metropoli futuristica credibile, devastata dalla guerra ma ricca di dettagli: grattacieli che crollano sotto il fuoco nemico, fiamme che illuminano le strade, colonne di fumo che avvolgono l’orizzonte e un uso delle luci capace di trasformare ogni scontro in uno spettacolo visivo. Il tutto accompagnato da una colonna sonora orchestrale che amplifica il senso di epicità. È evidente come Nintendo abbia ormai assimilato una sensibilità cinematografica molto più marcata rispetto al passato.

Fox McCloud
Fox McCloud è il carismatico leader della squadra Star Fox.

La qualità della direzione artistica non si limita però a Corneria. Le profondità marine di Aquas, le tempeste tossiche di Zoness e i Settori X e Y restituiscono finalmente quella sensazione di vastità spaziale che l’hardware dell’epoca poteva soltanto suggerire. Velan Studios riempie lo schermo di detriti, esplosioni, raggi laser e oggetti in continuo movimento senza mai mettere realmente in crisi Nintendo Switch 2: il gioco mantiene i 60 fotogrammi al secondo con grande stabilità anche nelle sequenze più concitate. Il nuovo stile grafico, più morbido e cartoonesco rispetto a quanto qualcuno avrebbe potuto aspettarsi, potrebbe non convincere tutti, ma contribuisce a rendere gli scenari più vivi e leggibili senza tradire l’identità della serie.

Un remake rispettoso ma non abbastanza coraggioso…

Anche sul fronte del gameplay il lavoro svolto è rispettoso dell’originale. Star Fox rimane uno shooter arcade impegnativo, soprattutto ai livelli di difficoltà più elevati, ma introduce una Modalità Facile decisamente più permissiva, con salute ripristinabile, tentativi illimitati, assistenza alla mira, assenza di fuoco amico e boss meno severi. Una soluzione intelligente per permettere anche ai nuovi giocatori di arrivare ai titoli di coda senza troppe frustrazioni. Rimane invece meno convincente la gestione delle hitbox di alcuni nemici e, soprattutto, la scelta di eliminare gran parte dei feedback visivi che nell’originale indicavano chiaramente quando un punto debole veniva colpito. In alcuni scontri capita di continuare a sparare senza avere la certezza che i propri colpi stiano realmente infliggendo danni, una piccola modifica che finisce per rendere certi boss meno leggibili del necessario.

Star Fox
A bordo dell’Arwing, il colpo d’occhio è notevole.

La struttura della campagna resta sostanzialmente invariata. Livelli, percorsi alternativi e boss ripropongono fedelmente quelli di Star Fox 64, senza introdurre missioni completamente inedite. È probabilmente l’aspetto più conservativo dell’intera produzione. Considerando l’ambizione del remake, qualche sorpresa in più avrebbe fatto piacere: una breve campagna dedicata a James McCloud o una serie di missioni extra ambientate dopo la conclusione della storia sarebbero state aggiunte perfette per i fan storici. Così com’è, il viaggio si conclude forse un po’ troppo presto.

Sfide e extra?

Per compensare, il remake espande sensibilmente la componente narrativa grazie a numerose scene d’intermezzo aggiuntive. I membri del Team Star Fox acquistano finalmente maggiore profondità: Falco incarna perfettamente il ruolo del pilota spaccone, Slippy trova spazio per mostrare il proprio talento da ingegnere, Peppy assume il ruolo di mentore, mentre Fox emerge come un leader credibile, serio ma capace di stemperare la tensione con qualche battuta. Questi dialoghi danno maggiore coerenza al susseguirsi delle missioni e arricchiscono una lore che nell’originale rimaneva spesso sullo sfondo. Più altalenante, invece, il doppiaggio durante l’azione. Molte delle storiche battute sono state riscritte e diversi boss hanno perso quella vena ironica e volutamente sopra le righe che li aveva resi così memorabili. Se ne avete la possibilità, vale la pena provare il doppiaggio giapponese, che restituisce maggiore personalità ai personaggi.

La longevità viene poi sostenuta da una Modalità Sfida ricca di obiettivi specifici e dall’immancabile raccolta delle medaglie, elementi che invogliano a ripercorrere più volte la campagna cercando percorsi ottimali, tempi migliori e punteggi sempre più elevati. Completare Corneria in meno di tre minuti, massimizzare la precisione o eliminare determinati bersagli trasforma ogni livello in una piccola gara contro se stessi.

Lylat Wars
Il gioco segue la struttura consolidata dell’originale Lylat Wars, ma basterà dopo così tanti anni?

Le sfide possono essere affrontate anche in cooperativa grazie a una modalità asimmetrica in cui un giocatore pilota l’Arwing mentre il secondo controlla il puntatore tramite la funzione mouse dei Joy-Con. È una soluzione insolita e inevitabilmente caotica, ma funziona sorprendentemente bene come punto d’ingresso per chi non ha familiarità con il ritmo serrato della serie.

A completare il pacchetto troviamo infine una modalità multiplayer competitiva fino a otto giocatori, con tre arene “a tutto campo” e diverse modalità obiettivo tra cattura della bandiera, recupero del carico e controllo dei frammenti di asteroidi. Il risultato è un divertimento immediato, arricchito da power-up che richiamano apertamente la filosofia di Mario Kart. Resta però la sensazione che Nintendo e Velan Studios abbiano soltanto sfiorato il potenziale di questa componente: più mappe e un supporto post-lancio potrebbero trasformarla in qualcosa di ben più duraturo.

Concludendo…

Con questo remake Nintendo dimostra finalmente di non considerare più Star Fox una semplice reliquia del passato. L’operazione è rispettosa dell’originale, ma allo stesso tempo abbastanza ambiziosa da restituire ai giocatori quella fantasia che, quasi trent’anni fa, la tecnologia del Nintendo 64 poteva soltanto suggerire. Il comparto tecnico convince, il gameplay conserva intatta la sua immediatezza e la nuova caratterizzazione del Team Star Fox aggiunge spessore a un’avventura che continua a funzionare sorprendentemente bene ancora oggi.

Resta il rammarico per un’occasione solo parzialmente colta. La fedeltà quasi assoluta nei confronti di Lylat Wars impedisce infatti al remake di osare davvero, lasciando fuori contenuti inediti che avrebbero potuto trasformarlo nella nuova incarnazione definitiva della serie. Qualche missione extra, nuovi percorsi o un maggiore supporto alla componente multiplayer avrebbero contribuito a rendere questo ritorno ancora più memorabile.

Nonostante ciò, Star Fox per Nintendo Switch 2 è esattamente il rilancio che Fox McCloud meritava. È un remake realizzato con cura, capace di soddisfare i nostalgici senza risultare ostico ai nuovi arrivati e, soprattutto, di ricordare perché la saga rappresenti ancora oggi uno degli arcade shooter più iconici mai pubblicati da Nintendo. Ora che la squadriglia è tornata in volo, la speranza è una sola: che questa non sia una missione isolata, ma l’inizio di una nuova era per il Team Star Fox.

Il Nostro Verdetto

Star Fox

BUONO
Voto: 85 su 100 — BUONO
+
Pro
  • Remake tecnicamente eccellente, con 60 fps stabili e comparto audiovisivo di alto livello
  • Gameplay arcade ancora divertente e appagante dopo quasi trent’anni
  • Ottima caratterizzazione della squadra di mercenari Star Fox grazie alle nuove cutscene
  • Modalità Sfida e medaglie aumentano sensibilmente la rigiocabilità
  • Modalità Facile ben studiata per accogliere anche i nuovi giocatori
Contro
  • Pochi contenuti inediti rispetto a Lylat Wars
  • Hitbox e feedback visivi dei boss meno chiari rispetto all’originale
  • Campagna ancora piuttosto breve
  • Il multiplayer avrebbe meritato più mappe e modalità
Conclusioni

Star Fox per Nintendo Switch 2 è il ritorno che i fan aspettavano da anni: un remake curato, spettacolare e fedele, capace di modernizzare un classico senza snaturarne l’identità. Qualche contenuto inedito in più avrebbe reso l’operazione ancora più memorabile, ma resta comunque uno dei migliori rilanci che Nintendo potesse riservare a una delle sue saghe più amate.

Piattaforma
Switch 2
Data Recensione
1 luglio 2026
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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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