Il genere dei puzzle game sta inaspettatamente vivendo una seconda giovinezza grazie all’approdo nelle case dei videogiocatori dei vari dispositivi per la realtà virtuale. La possibilità di approcciarsi agli enigmi da una prospettiva totalmente immersiva ha permesso agli sviluppatori di sbizzarrirsi, creando delle vere e proprie perle per la categoria (qualcuno ha detto Statik?). Uno dei progetti più interessanti del recente periodo è certamente Salary Man Escape, sviluppato dalla giovane software house cinese Red Accent Studios in esclusiva per PlayStation VR. Dopo esserci scervellati per oltre sei ore sui complicati rompicapo di questo particolare gioco, siamo finalmente pronti per esprimere il nostro verdetto. Buona lettura!

Il lavoro nobilita l’uomo…. Forse.

In Salary Man Escape dovremo aiutare uno stressato impiegato a fuggire dalle quotidiane pressioni rappresentate dal lavoro che svolge. Il surreale contesto in cui questo affascinante puzzle game ci immerge rappresenta una critica, abbastanza evidente, alle alienanti condizioni di lavoro che imperversano in terra asiatica. Liberando il percorso dell’impiegato, lo libereremo dai pesi della sua rotine lavorativa, aiutandolo nell’intento di uscire dal suo ufficio, in modo da poter godere del meritato relax. Tale contesto stilistico, così tagliente, eleva certamente il gioco da semplice passatempo ad interessante opera satirica ma, questo avvincente setting, poggia su un gameplay solido e divertente?

Il titolo ricorda per certi versi la serie Lemmings, il nostro compito consiste nel permettere al nostro ‘salary man’ di raggiungere l’uscita dell’ufficio, grazie al puntatore del PlayStation Move potremo rimuovere i blocchi che ostacolano la via verso la salvezza del protagonista, in modo da creare un percorso privo di impedimenti o pericoli per il nostro incravattato eroe. Per aiutarci in questa singolare impresa, potremo ruotare e zoommare a piacimento il modello tridimensionale dello stage, in modo da avere una visione più chiara della situazione. L’avventura si snocciola attraverso una settantina di livelli (di cui alcuni opzionali, sbloccabili raccogliendo le monete sparse per le aree di gioco), suddivisi a loro volta in 6 capitoli. Inizialmente dovremo semplicemente spostare dei blocchi per formare la via di fuga ma, con l’avanzare dei vari capitoli, verranno man mano introdotte nuove caratteristiche che aumenteranno esponenzialmente la varietà degli enigmi, scongiurando il rischio di vivere un’esperienza noiosa o ripetitiva. Per esempio, progredendo ci troveremo a dover gestire piattaforme sorrette su odiose bilance, guidare diversi ‘salary man’ su percorsi paralleli e persino fasi stealth in cui evitare di farci beccare dai nostri superiori. Tali meccaniche convergeranno insieme, spesso e volentieri, in livelli che metteranno a dura prova le vostre meningi! Gli enigmi che saremo chiamati a risolvere si basano su una ben riuscita gestione della fisica, quindi non sarà raro rimuovere il blocco sbagliato facendo collassare l’intera struttura, costringendoci a riavviare il livello. Se tutto ciò rischia di non appagare la vostra voglia di sfida non temete, a rendere il tutto più ostico subentrano i limiti di tempo che dovremo rispettare durante la risoluzione del puzzle, in caso di fallimento dovremo ricominciare dal principio l’intera operazione

Una volta liberato il cammino, il nostro ‘salary man’ si recherà autonomamente verso l’uscita, pronto ad affrontare la sfida successiva.

Salary Man Escape

Assumi il controlla della tua vita! O muori provandoci…

Lo stile grafico del gioco risulta apprezzabile, grazie ad ambientazioni contraddistinte da uno stile minimal dalle tinte nere, grigie, rosse e bianche che risultano funzionali durante la risoluzione dei puzzle ed esaltano a dovere la sofferenza di queste persone schiave del loro impiego. A ciò aggiungete una colonna sonora a base di allegri brani pop asiatici, che vanno a comporre un grottesco connubio con l’atmosfera semi-seria del gioco. Completano questa cornice le irriverenti premesse testuali dei livelli e le odiose frasette motivazionali con cui verremo premiati dopo aver raggiunto con successo l’uscita.

Non altrettanto encomiabile il sistema di controllo. Potete giocare con il Dualshock o tramite i PlayStation Move, entrambe le soluzioni risultano alquanto intuitive ma sono presenti problemi di tracking che causano una notevole imprecisione nei controlli e negli imput, portando a momenti di vera e propria frustrazione durante la risoluzione degli enigmi, soprattutto quando vi ritroverete nelle fasi più avanzate del gioco, in cui precisione e tempismo sono aspetti fondamentali. Va detto che il Dualshock risulta leggermente più affidabile dei Move, perciò non possiamo che consigliarvi l’utilizzo del classico controller, anche a discapito della maggiore naturalezza nelle movenze garantita dai controller di movimento.

Salary Man Escape

Concludendo…

Salary Man Escape è certamente un puzzle game di buon livello, il titolo di Red Accent Studios riesce a proporre una struttura ludica piuttosto varia e stimolante contornata da un comparto stilistico d’effetto. Delle gravi imprecisioni nel sistema di controllo negano a questo gioco un posto di rilievo tra i big del settore ma, grazie anche all’ottimo rapporto qualità-prezzo, non dovreste farvelo sfuggire se siete amanti del genere.

 

 

 

In breve
Condividi
Articolo precedenteDEAD OR ALIVE 6 arrivva all’EVO 2018
Prossimo articoloCon Spiderman, Insomniac Games sta cercando di alzare l’asticella qualitativa dei propri lavori
Fabrizio Giardina
Alla costante ricerca di se stesso e del suo ruolo nel mondo, perde la sua verginità videoludica con la gloriosa PS1 e da allora è un amore in costante crescita. In quanto appassionato di cinema apprezza particolarmente i videogames in grado di raccontare storie interessanti e coinvolgenti. Attende con impazienza una cruenta apocalisse zombi per mettere in atto tutto ciò che ha imparato grazie a Resident Evil e The Last of Us.