Oggi vi presentiamo Mars Or Die!, titolo tutto italiano dedicato al pianeta rosso in chiave decisamente divertente e spensierata. Sviluppato dalla torinese 34BigThings Srl si tratta di un gioco che cerca di miscelare lo stile tower defense con elementi arcade in stile twin shooter, il tutto proiettato in un contesto che non si prende troppo sul serio.

Continuate a leggere per scoprire le nostre impressioni…

Marte O Morte!!

Come anticipato Mars Or Die! è un gioco con dei toni decisamente grotteschi, più ispirato al Mars Attacks di Tim Burton che alla vera fantascienza. Si viene quindi proiettati nei panni di due buffi alieni facenti parte di una coalizione pseudo-militarista desiderosa di conquistare il pianeta rosso. Ad attenderli sulla brulla distesa del quarto pianeta però ci sono appunto i marziani, qui rappresentati da esseri mono-oculari dalla pelle rossa e decerebrati disponibili in varie dimensioni. Questi non sono esattamente entusiasti all’idea di essere conquistati ed opporranno una serrata rivalsa contro i nostri eroi, che dovranno quindi imbastire delle difese improvvisate per raggiungere gli obiettivi che vengono di volta in volta proposti dal comando militare.

Mars Or Die! prevede una campagna di 9 missioni di difficoltà crescente, dopo le quali verrà sbloccata la modalità Endless che permetterà di affrontare le orde marziane in un crescendo senza fine.
Le suddette missioni vengono indirizzate ai protagonisti direttamente dal comando militare dei nostri eroi verdi, che vi si rivolge sempre con un tono molto solenne ed auto-ironico, sulla falsariga di un infausto dittatore spaziale.
I due protagonisti sono rappresentati da esseri rotondeggianti in tuta spaziale e dalla forma antropomorfa (NB: all’inizio solo un personaggio sarà disponibile, ma dopo le primissime missioni ci verrà introdotto il secondo). Questi sono sotto il diretto controllo del giocatore che tramite i controlli (joypad o tastiera/mouse) dovrà guidarli in giro per i livelli alla ricerca di risorse e ordinando la costruzione di apparecchiature e difese (per chi lo conosce lo stile di gioco è davvero simile a Factorio). Uno dei nostri eroi è dotato di un’arma a raggi mentre l’altro di uno scudo di energia avveniristico. Entrambi hanno la possibilità di costruire armi ed attrezzature.

In pillole, il gioco prevede la continua raccolta di risorse che andranno poi spese per imbastire la difesa (o l’avanzata, a seconda delle missioni) dei nostri piccoli amici verdi. Le risorse qui sono rappresentate da enormi cristalli che spuntano dal suolo marziano e che vanno raccolti tramite degli appositi estrattori meccanici.
I nostri amici alieni hanno bisogno di ossigeno per sopravvivere, per cui dovranno essere regolarmente riportati in prossimità di un apposito generatore di O2 per evitare di spirare. Oltre a questo è possibile anche costruire un centro di ricerca che permette ai nostri amici di potenziare armi e difese tramite alcune casse sparse per i livelli (che andranno singolarmente raccolte e trascinate fino al centro stesso). Ogni edificio infine va opportunamente alimentato da un pannello solare che molto semplicemente fornisce energia senza limiti nel suo raggio d’azione – l’unica difficoltà consiste nell’assicurarsi di averne sempre uno vicino alle strutture e rimpiazzarlo casomai fosse distrutto.

Dopo le prime tre missioni ci si rende subito conto del primo grosso problema del titolo: il parco di edifici e torrette a disposizione è davvero esiguo, così come la varietà dei paesaggi e dei nemici. Le torrette difensive infatti sono disponibili in soli due tipi diversi (quelle standard e quelle pesanti), mentre le strutture a disposizione sono appena di 6 tipi (incluse le bandiere); allo stesso modo gli avversari sono tutti visivamente molto simili e poco vari.

Comparto tecnico

La grafica offerta da Mars Or Die! è generalmente di prim’ordine. I paesaggi sono invero poco variegati, ma molto dettagliati e puliti. I piccoli alieni protagonisti sono ricchi di piacevoli particolari ed animati a dovere – esprimono davvero personalità e dopo poco tempo si arriva ad apprezzare il loro carisma.
Gli edifici e le torrette sono resi a dovere, ma poco fantasiosi dato che si assomigliano un po’ tutti e denotano poca creatività.
Il comparto audio è equipaggiato da una buona colonna sonora in linea con il tema strambo offerto dal titolo, ma adeguatamente varia e che non stanca facilmente. Gli effetti sonori sono ben curati e mai fastidiosi.

Concludendo

Mars Or Die! è un titolo che sembra quasi una demo più che un titolo completo. I paesaggi, i nemici e gli oggetti costruibili sono davvero ridotti all’osso e dopo poche ore di gioco ci si ritrova a giocare fondamentalmente sempre allo stesso modo. Il gameplay poi è purtroppo minato da alcuni problemi che andrebbero indirizzati a dovere. Iniziando con l’interfaccia di scelta e costruzione degli edifici, decisamente ferraginosa e che utilizzando il joypad obbliga il giocatore a ripetute chiusure ed aperture della stessa anche solo per rimuovere edifici inutilizzati. Anche peggio il piazzamento delle strutture stesse che appare molto cervellotico: a volte una zona apparentemente sgombra risulta occupata e durante i momenti più convulsi con il nemico che avanza viene davvero voglia di imprecare quando non si riesce a collocare le torrette in tempo.
L’intelligenza artificiale allo stesso modo avrebbe bisogno di una bella messa a punto. I nemici come già anticipato sono assolutamente ebeti – durante le fasi di attacco si limitano a comparire dai drop point ed avanzare inesorabili verso le installazioni più vicine senza alcuna tattica (se avete presente lo storico Lemmings avete una buona idea di cosa intendiamo).
Anche i nostri protagonisti posseggono una parvenza di intelletto un po’ incerto: dato che si è costretti al comando di uno solo alla volta (niente multiplayer, peccato), l’altro viene pilotato dalla CPU che il più delle volte lo manda a raccogliere cristalli o a riparare gli edifici danneggiati in prossimità. Purtroppo spesso l’esito è che il nostro amico si paralizza dinanzi al primo ostacolo e rimane lì imbalsamato fino a quando non esaurisce l’ossigeno e muore. Sì perché la IA non sembra in grado di portarlo in autonomia al punto di raccolta ossigeno, neanche quando questi è ad un centimetro di distanza.
Insomma non è senza rammarico che dobbiamo bocciare l’ultimo nato della casa torinese, sperando che almeno i problemi gestionali e di IA vengano indirizzati in una delle prossime patch. Anche se, beninteso, il contenuto offerto rimarrebbe comunque scarso per il prezzo attualmente proposto (19,99 €). Aggiungiamo che curiosamente nonostante si tratti di un titolo italiano al momento la nostra lingua è completamente assente.

In breve
Articolo precedenteCapcom rivela la collector’s edition di Resident Evil 2
Prossimo articoloE se Fortinite incontrasse il mondo Lego? Ecco come potrebbe essere…
Gabriele o “Gabe” per gli amici, è un informatico di professione ed inguaribile videogiocatore. Cresciuto a colpi di Commodore 64 ed Amiga è papà di due bellissimi bimbi che ormai gli rubano quasi tutto il tempo. La sua passione sono l’informatica, il cinema, la musica ed un giorno spera di finire e vedere pubblicato il suo primo videogame … quando trova il tempo!