Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit
Sistema operativo: Windows 10
Processore: Intel Core i5-2300 o AMD FX-4350
Memoria: 4 GB di RAM
Scheda video: NVIDIA GeForce GTS 450 (1GB) o AMD Radeon HD 6570 (1GB)
DirectX: Versione 11
Archiviazione: 2 GB di spazio disponibile
Scheda audio: Headphones recommended
Note aggiuntive: 16:9 monitor recommended
Consigliati
Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit
Sistema operativo: Windows 10
Processore: Intel Core i5-3470 o AMD FX-6300
Memoria: 4 GB di RAM
Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 760 (2GB) o AMD Radeon HD 7870 (2GB)
DirectX: Versione 11
Archiviazione: 2 GB di spazio disponibile
Scheda audio: Headphones recommended
Note aggiuntive: 16:9 monitor recommended
Silver Lining Interactive e Painted Black Games hanno pubblicato la demo giocabile di The Road of Dust and Sorrow, disponibile ora su Steam e Itch.io.
Non è il classico horror apocalittico. Qui il focus non è solo sopravvivere, ma proteggere ciò che resta, in un mondo che sembra aver già perso tutto.
Pixel art che colpisce davvero
Il primo impatto è visivo: pixel art curata a mano, ricca di dettagli, capace di trasformare ambienti distrutti e corridoi insanguinati in qualcosa di stranamente affascinante.
Il gioco richiama il peso emotivo di The Last of Us e la tensione dei survival anni ’90, ma con una sua identità ben precisa. Un mix che potremmo definire, senza troppi giri di parole, un “cozy horror”.
Una storia più importante della sopravvivenza
Si gioca nei panni di Katherine, impegnata a proteggere la figlia Ava in un mondo popolato da creature mosse da istinti primordiali.
Il punto non è solo combattere, ma capire fin dove sei disposto a spingerti per salvare chi ami. Il gioco sposta il peso dalla violenza fine a sé stessa a una narrazione più intima, dove ogni scelta può avere un significato.
Demo già disponibile
La demo è disponibile da subito e offre un primo assaggio di questo equilibrio tra tensione, narrativa e atmosfera.
Se ti incuriosiscono gli horror più riflessivi, quelli che puntano più sulle emozioni che sugli spaventi facili, questo è uno di quelli da tenere d’occhio.