Fiumi di sangue, tanta violenza e musica metal, questo è Killing Floor 2!

Prendete una pandemia di zombie mutanti, aggiungete una manciata di uomini e donne dalla discutibile stabilità psichica e armati di tutto punto, litri di sangue, un pizzico di gore, musica metal, mescolate il tutto e lasciatelo cuocere a fuoco lento per un anno e mezzo in early access. Ecco qua la ricetta segreta di Killing Floor 2.

Il secondo capitolo della serie sparatutto di Tripwire è approdato anche su PS4. L’apocalisse degli Zed avrà mantenuto il suo fascino anche sulla console ammiraglia di casa Sony?

Scopriamolo insieme.

Killing Floor 2 recensione 4Umani Vs Zed: la sfida del secolo!

Killing Floor 2 è uno sparattutto in prima persona prettamente cooperativo, che arriva sugli scaffali dei negozi con due modalità: Survival e Survival VS. In entrambe, le meccaniche alla base non cambiano: gli umani dovranno resistere a orde e orde di pericolosissimi mutanti dal nome Zed.

Tra questi ce ne sono di varie specie, dai (quasi) innocui Cloth, passando per le fastidiose Stalker e Siren, fino ai temibili colossi Scrake e Fleshpound in grado di assicurarvi un biglietto di sola andata per l’altro mondo con pochissimi colpi. Come se non bastasse, una volta conclusa le ondate, apparirà il Patriarca o il Dott. Hans Volter, i due terribili boss di fine match, veramente ardui da mandare giù.

D’altro canto noi e i nostri compagni non subiremo l’apocalisse passivamente.

In Killing Floor 2 ci sono ben 10 classi, ognuna di esse dotata del suo personale equipaggiamento e peculiarità. Ad esempio, il Berserk sarà predisposto al combattimento all’arma bianca e all’utilizzo di bocche da fuoco non convenzionali, come una sparachiodi e il potentissimo Svisceratore, mentre il Piromane potrà fare flambè di Zed grazie a lanciafiamme e Molotov. Ovviamente non mancano classi più convenzionali come il Commando e lo SWAT, che utilizzeranno armi da fuoco come fucili d’assalto e mitragliette.

Ogni classe inoltre avrà una serie di bonus passivi, che possono riguardare, ad esempio, i danni inferti da una determinata tipologia di armi, una resistenza a un particolare tipo di danno o una velocità di movimento migliorata. La loro efficacia sarà direttamente proporzionale al nostro livello, circostanza che renderà il nostro sopravvissuto una macchina da guerra con l’avanzare del tempo. Inoltre ogni cinque livelli potrete scegliere uno tra i due nuovi perk di classe messi a disposizione, adattando lo sviluppo del vostro personaggio al vostro stile di gioco.

Killing Floor 2 recensione 5

Uniti facciamo la forza, da soli andiamo al macello

Tornando alle due modalità disponibili nel gioco, Survival si presenta come una classica modalità a orde, in cui dovremo resistere a ondate (da quattro a dieci a seconda delle impostazioni del match) di Zed, che si faranno sempre più numerosi e pericolosi di round in round.

Tra un ondata e l’altra ci verrà concesso un minuto di meritata tregua in cui sarà possibile investire i Dosh, la valuta di gioco guadagnata uccidendo gli Zed, nei “pod” sparsi in giro per mappe, postazioni utili per rifornirsi di armi, munizioni, granate e, magari, di un’armatura per mitigare i danni. Inoltre, prima di ogni nuovo round, avrete anche un po’ tempo per barricare le porte, azione utile per rallentare l’avanzata dei feroci Zed.

Le prime ore potrebbero dare l’impressione che Killing Floor 2 sia uno sparatutto “caciarone” e spensierato, ma basta provare i livelli di difficoltà più alti per rendersi conto che il titolo Tripwire ha molto di più da offrire. Ce ne sono quattro (partendo da Normale fino ad arrivare al tostissimo “Inferno in Terra”) e non solo influenzeranno il numero e la resistenza degli Zed ma gli garantiranno anche nuove abilità.

Insomma il livello di sfida e rigiocabilità di Killing Floor 2 è bello alto, e la chiave di volta per il successo della squadra è quella di coordinarsi, coprirsi le spalle a vicenda, e sfruttare le peculiarità della propria classe. Ai livelli più alti, il giocatore alla ricerca della gloria in solitaria otterrà solo una morte prematura. Siete avvisati.

Da questo punto di vista, fa un po’ storcere il naso il fatto che le classi Supporto, Demolitore e Medico da Campo siano fin troppo utili rispetto alle altre nel quadro del gioco di squadra. Il Medico, come avrete già intuito, curerà i compagni, mentre il Supporto e il Demolitore potranno rispettivamente rifornire di munizioni e granate gli altri personaggi (e, fidatevi, non sono mai abbastanza), riparare le porte distrutte o piazzarci una bella trappola esplosiva. Vista la loro utilità, appunto, queste tre classi diventano quasi imprescindibili ai livelli di difficoltà più alti, uccidendo un po’ la libertà di scelta dei giocatori, che potrebbero doversi “sacrificare” nel ricoprire uno di questi ruoli a discapito della loro classe preferita.

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A parte questo appunto, la modalità Survival di Killing Floor 2 è in grado di garantire e ore di divertimento, che potrebbero facilmente raggiungere la tripla cifra se deciderete di giocarci in compagnia di qualche amico. D’altronde, visto l’alto livello di sfida, avere uno o più compagni con cui coordinarsi, è probabilmente l’unico modo per portare a casa la pelle alle difficoltà più alte.

Se invece siete dei lupi solitari, volgete il vostro sguardo e i vostri risparmi altrove: Killing Floor 2 non ha una campagna single player o modalità pensate per il giocatore singolo, e la stessa modalità Survival, che sarà possibile affrontare anche offline, perderà completamente di fascino se affrontata da soli.

Per quanto riguarda invece la modalità Survival VS, vige sempre la meccanica base delle orde (solo quattro in questo caso), ma in questo caso i giocatori verranno divise in due squadre, una composta da umani, mentre l’altra si unirà ai ranghi degli Zed. Le due compagini si alterneranno nell’arco di due match, e quella che avrà resistito di più nei panni degli umani si garantirà la vittoria.

Togliamoci subito il dente, questa modalità è decisamente meno curata e forse fin troppo accessoria rispetto a quella PvE. Impersonare i panni degli Zed sulla carta potrebbe sembrare divertente, ma all’atto pratico lo è decisamente meno, a causa di una visuale in terza persona non sempre comodissima e della legnosità generale dei movimenti dei mostri. A questo va ad aggiungersi anche il fatto che, a differenza di quanto avviene per gli umani, non potrete scegliere che tipologia di Zed impersonare né personalizzare il loadout tramite perk di livello.

Insomma Survival VS si presenta come una modalità sì divertente, ma non sulle lunghe distanze.

Forse il numero esiguo di modalità farà un po’ storcere il naso, ma d’altro canto Killing Floor 2 arriva nei negozi al prezzo budget di 40€, che per i contenuti proposti è tutto sommato un prezzo ragionevole, specialmente se si considera la promessa degli sviluppatori di supportare il gioco con nuovi contenuti nei prossimi mesi.

Killing Floor 2 recensione 1Il bello dell’apocalisse

Dal punto di vista tecnico, pur non potendo contare di un comparto grafico “spacca mascelle”, il porting di Killing Floor 2 per PS4 convince. Abbiamo avuto modo di testare il gioco su PS4 Pro utilizzando uno schermo Full HD. Rispetto alla versione PS4 standard, abbiamo notato un qualità delle immagini leggermente superiore, grazie al supersampling della risoluzione 1080p e a texture (specie quelle delle ombre) leggermente migliori. Per quanto riguarda il frame rate non abbiamo notato cali di sorta su Pro, neanche in presenza di nemici ed esplosioni in quantità.

Da un punto di vista del level design, Tripwire ha decisamente fatto un buon lavoro con tutte e dodici le mappe presenti nel gioco, curate e ben differenziate nello stile. Si va da quelle urbane come “Parigi in Fiamme”, passando per quelle più claustrofobiche e ricche di punti in cui barricarsi come i “Laboratori Biotech”, fino ad altre più dispersive come la “Foresta Nera” dove è facile venire circondati dagli Zed.

Per quanto riguarda il netcode, dopo i timori sorti durante la fase di open beta di qualche settimana fa, fortunatamente possiamo confermare che, grazie alla patch 1.02, già da ora le cose sono nettamente migliorate, e non abbiamo riscontrato problemi di matchmaking evidenti. Ovviamente non possiamo prevedere cosa succederà nei giorni successivi, quando i server si riempiranno di giocatori, ma non abbiamo motivo di essere pessimisti.

Killing Floor 2 recensione 2

Concludendo…  

Se voi e i vostri amici state cercando un titolo da giocare assieme, non esitate nemmeno per un momento e gettatevi a capofitto nel festival del sangue di Killing Floor 2. La modalità Survival e la varietà offerta dalle numerose classi ideate da Tripwire, sapranno garantirvi decine e decine di ore di divertimento. Tuttavia se cercate un titolo da giocare in solitaria o ricco di modalità forse vi conviene volgere lo sguardo altrove.

In breve

  • Genere: Sparatutto in prima persona
  • Sito web: Vai al sito
  • Data di rilascio: 18 novembre 2016
  • Sviluppatore: Tripwire Interactive
  • Distributore: Iceberg Interactive
  • Publisher: Tripwire Interactive
  • Pegi:

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