Rive – Recensione

Two Tribes saluta il mondo dei videogames con un piccolo capolavoro!


Two Tribes, conosciuta per essere la Software House responsabile della serie Toki Tori, ha deciso di dire addio al mondo dei videogames con Rive, uno sparatutto frenetico, folle, cattivo e… estremamente divertente! Disponibile per PC, PlayStation 4, Xbox One e Wii U, Rive ci mette nei panni di uno “spazzino interstellare” che, scampato a una pioggia di meteoriti, trova riparo in una gigantesca base orbitale. All’interno di tale base il protagonista farà la conoscenza con l’IA che gestisce la base stessa, nei “panni” di un drone. Se all’esterno le cose non erano messe per il meglio, all’interno è forse anche peggio. Si scopre, infatti, che vi è in atto una vera e propria rivoluzione da parte delle macchine senzienti tutte, che non ci metteranno molto a riconoscervi come acerrimo nemico e, come tale, a tentare di distruggervi senza soluzione di continuità.

 

 

Mouse e tastiera? Non scherziamo!

La struttura che sorregge il gameplay di Rive è tanto semplice, quanto funzionale e di facile interpretazione: si è al comando di una sorta di piccolo carro armato da controllare con lo stick di sinistra, mentre si è intenti a scaricare vagonate di proiettili, con quello destro, su qualsiasi cosa sia vagamente ostile (praticamente, tutto). Consigliamo quindi l’utilizzo di un controller ai giocatori PC. Senza di esso, infatti, rischiereste di rovinarvi in buona parte l’esperienza.

Impegnati come sarete a distruggere qualsiasi cosa si muova a schermo, dovrete ricordare di raccogliere ogni pezzo di ferraglia che i droni avversari lasceranno per strada. Tale “immondizia” si tramuterà (come per gli spazzini sul nostro pianeta, tra l’altro) in monete. Come avrete già facilmente intuito, le monete guadagnate potranno essere spese, tra una missione e l’altra, per l’upgrade del proprio mezzo di locomozione, con armi più potenti, armatura rinforzata, capacità di saltare più in alto e via discorrendo.

 

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Portare a termine il gioco richiederà 6 ore circa, a patto di avere una buona capacità di mira e ottimi riflessi, perché – credeteci – Rive è cattivo. Non è il Dark Souls degli sparatutto a scorrimento, ma poco ci manca. Lo schermo è infatti solito trasformarsi, nel giro di pochi minuti, in un’esplosione di colori e di… esplosioni. I proiettili hanno la simpatica abitudine di rimbalzare quando colpiscono uno scudo nemico, il che aggiunge un’importante componente tattica alle sparatorie: non basterà irrompere sulla scena in stile Terminator, perché se gli scudi sullo schermo, al momento di far fuoco, sono tanti, le vostre possibilità di sopravvivere saranno drammaticamente scarse. A tal proposito, abbiamo trovato l’IA avversaria davvero ben realizzata, nonché estremamente motivata a distruggervi nel minor tempo possibile, facendovi sentire davvero al centro di quello che è un interminabile fuoco d’artificio di proiettili.

La qualità del gameplay, con comandi estremamente reattivi, rappresenta solo una parte dei motivi per i quali Rive è un gran titolo. L’aspetto meglio riuscito e più curato, a nostro parere, è infatti la varietà. Nei 13 livelli di cui il gioco è composto, annoiarvi sarà praticamente impossibile. Fasi da classico sparatutto bidimensionale a scorrimento si fondono, in maniera assolutamente fluida, a livelli in cui vi sarà richiesto di galleggiare, sospesi come sarete a causa della gravità o immersi fino al collo in ambienti colmi d’acqua. La possibilità di hackerare i dispositivi elettronici aggiunge ulteriore varietà alla formula di base, spezzando per il tempo di qualche respiro il ritmo indemoniato di Rive. L’unica nota negativa è rappresentata dai punti di respawn della navetta ai vari check-point disseminati lungo i livelli, non sempre azzeccatissimi. Ci si ritrova spesso a subire il primo colpo senza aver alcuna possibilità di reazione, complice la mancanza di quei 2-3 secondi di invulnerabilità della navetta che abbiamo sempre trovato in titoli del genere. Roba di poco conto, comunque, quando si è sotto la costante minaccia di esplodere per tutta la durata del titolo. Ve ne farete una ragione (o perirete nel tentativo).

 

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Snake…!?

Altro punto a favore dell’ultima produzione di Two Tribes è l’ironia che permea tutta l’avventura. Sebbene la trama che porta avanti gli eventi non sia nulla di epocale, ciò che sorprende è come questa “normalità” venga narrata. Il protagonista scambia continue battute con l’IA a capo del relitto orbitante, e questa risponde di conseguenza, con trovate a tratti esilaranti (provate a distruggere il drone che funge da occhio dell’IA per più di 2 volte e vedrete!). Divertenti e, in molti casi, azzeccati anche i continui richiami ad altri videogames. Il fantastico “Insert Coin” (fantastico in termini di fattore nostalgia, s’intende) si alterna al leggendario “Snake! Snaaaaaaake!“, che rimanda immediatamente a Metal Gear Solid (quello vero, non quella “cosa” con gli zombie presentata qualche settimana fa). Non solo videogames, anche libri e cinema hanno assunto il ruolo di muse ispiratrici in quanto a citazioni famose. Insomma, giocare Rive non vuol dire soltanto imbestialirsi per i continui Game Over, ma anche divertirsi, parecchio, per tutto ciò che fa da contorno al suo gameplay indiavolato.

 

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Cattivo, cattivissimo, fin troppo?

Il motivo per il quale non possiamo consigliare Rive a tutti è uno soltanto: la difficoltà. Se la prima metà del gioco scorre via in maniera abbastanza lineare, l’inferno che vi attende dalla seconda metà fino al termine dell’avventura è un qualcosa da non prendere sottogamba. Se siete tra quelli che vanno in confusione a guardare sullo schermo più di 3 oggetti che si muovono, pensateci bene prima di procedere all’acquisto di Rive. Complice una mappatura dei comandi che, probabilmente, poteva e doveva essere studiata meglio, la parte finale di Rive si dimostra davvero tosta, cattivissima, pronta a punirvi al minimo errore. Magari fatevi un’idea del titolo osservando un video su YouTube. Ad ogni modo, sappiate che nel caso in cui doveste accettare la sfida, vi imbatterete in uno dei migliori titolo del suo genere.

 

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Concludendo…

Un vero peccato che i ragazzi di Two Tribes abbiano deciso, proprio adesso, di salutare il mondo dei videogames. Proprio alla fine, hanno probabilmente azzeccato il genere che più gli si addice, quello degli sparatutto a scorrimento. In quanto tale, Rive è infatti un piccolo capolavoro. Per stile grafico, qualità del gameplay e per le tonnellate d’ironia, sempre azzeccata, ci troviamo di fronte ad un titolo davvero eccezionale, rovinato solo in piccola parte da un livello di difficoltà forse un po’ esagerato, causa anche un’assegnazione dei comandi non proprio geniale. Il divertimento (folle) è assicurato, in ogni caso!

CI PIACE

– Ritmo indiavolato (e comandi che tengono il passo)

– Tantissima varietà

– Citazioni particolarmente azzeccate a libri, film e videogames

NON CI PIACE

– Mappatura dei comandi da rivedere

– Troppo difficile verso la fine del viaggio

– Non molto longevo (6 ore circa)

Conclusioni

Rive entra di diritto tra i migliori esponenti del genere degli sparatutto a scorrimento. Il gameplay, dal ritmo particolarmente indiavolato, è sorretto da un livello di varietà elevatissimo, che fa dell’ultima fatica di Two Tribes un must have per gli appassionati.

8Cyberludus.com
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