Call of Duty: Black Ops III Salvation – Recensione

Tesoro mi si sono ristretti i soldati

Manca poco più di un mese al lancio del nuovo capitolo della saga fps di Activision, Call of Duty: Infinite Warfare, e mentre non possiamo fare a meno di chiederci se il nuovo villain Kit Harington sarà pestato a morte da uno dei nostri irlandesi preferiti, lo sboccato picchiatore Conor McGregor, è il momento di chiudere – almeno giornalisticamente – la parentesi Black Ops 3 con la recensione di Salvation, l’ultimo DLC incluso nel Season Pack del gioco.

Prima di cominciare, abbiamo per voi una notizia buona e una cattiva.

La buona è che i contenuti di questo Salvation sono in media decisamente più apprezzabili rispetto a quelli del precedente Descent. La cattiva è che, malgrado il cast di “Le Ombre del Male” continui a riempire le schermate di caricamento della modalità Zombie di Black Ops 3, anche quest’ultimo contenuto scaricabile non offre alcun seguito alle vicende degli assassini in questione.

Peccato.

Vi ricordiamo che Salvation, disponibile già da qualche giorno su PS4, sarà pubblicato su PC e Xbox One nei primi giorni di ottobre.


 
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Micro

Come potreste aver intuito dal sottotitolo di questa recensione, Micro è la mappa che abbiamo maggiormente apprezzato tra quelle proposte da questa quarta tornata di contenuti aggiuntivi. La premessa è che gli avatar corazzati di tutti i giocatori sono stati ridotti alle dimensioni di un tappo di sughero perché… perché sì. A partire da questo concetto, Treyarch ci propone una mappe più interessanti e divertenti della recente storia di COD, folle, frenetica e allo stesso tempo ben bilanciata. La classica struttura a tre corsie si presta ad approcci molto diversi, sebbene Micro si adatti meglio agli esperti delle distanze medio-corte. Combattere tra scatole di pizza giganti, panini grandi come automobili e torreggianti bicchieri da picnic sarà per voi un’esperienza esaltante, specialmente dopo aver fatto quattro bracciate immersi in una bevanda energetica. Le caratteristiche strutturali della mappa saranno inoltre particolarmente apprezzate dagli esperti di parkour di Black Ops 3, vista la sovrabbondanza di occasioni acrobatiche.


 
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Citadel

Con Citadel Treyarch torna a proporre le contaminazioni fantasy già viste con la mappa Berserk di Descent, ma con risultati – fortunatamente – ben diversi. Questo campo di battaglia medievaleggiante è sormontato da una torre minacciosa, abitata in passato da un potente stregone e avviluppata tra le spire di un drago minaccioso. Da appassionati di lunga data di shooter competitivi non potrete fare a meno di notare le innegabili similitudini stilistiche con alcuni grandi fps arcade del passato, Unreal e Quake in primis. Si tratta di nuovo di una mappa molto ben bilanciata, tra corridoi perfetti per gli scontri ravvicinati e ampie sezioni aperte che vi costringeranno a sudare per non finire travolti dal fuoco incrociato.


 

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Outlaw

Outlaw è un completo remake in salsa western della mappa Standoff di Black Ops 2. Si tratta di un’ottimo esercizio di stile da parte di Treyarch, sebbene la qualità altalenante del design delle strutture, a volte quasi “posticce”, cozzi con la bontà del concept “vecchio west”. La mappa è composta da vicoli e corridoi che affluiscono in una zona centrale perfetta per sparatorie in pieno stile banditi contro sceriffi. Nel caso siate pistoleri da “un colpo, una tacca”, Outlaw vi saprà offrire momenti genuinamente memorabili, dato che la mappa sembra favorire approcci a media\corta distanza. La mappa avrebbe potuto trarre beneficio da una maggiore attenzione ai dettagli ma, in generale, si tratta di uno scenario decisamente piacevole da giocare.


 

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Rupture

Eccoci alle prese con un altro remake, questa volta una reinterpretazione in chiave futuristica della mappa Outskirts di Call of Duty: World at War. Alla prova del pad, si tratta di un mix piuttosto banale di tunnel e trespoli da tiratore, privo di spunti realmente interessanti che differenzino la mappa dalla media dell’offerta di questo Call of Duty: Black Ops 3. La presenza di mech corazzati e pesantemente armati, distribuiti in punti strategici della mappa, può infatti suonare interessante sulla carta, ma risulta, alla prova dei fatti, sorprendentemente inefficace, a causa dell’estrema lentezza e vulnerabilità dei colossi meccanizzati. Fatta eccezione per il nucleo energetico sullo sfondo, poi, il design generale di Rupture risulta trito e di scarso impatto.


 

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Revelatios

Un cottage ai confini dell’universo, creature lovecraftiane che si stagliano, minacciose, sullo sfondo di panorami apocalittici, mentre quattro uomini, fratelli in armi, si preparano ad affrontare la battaglia delle battaglie. Con Revelations, Treyarch porta al suo epilogo la linea narrativa del cast Origins, partita 8 anni fa con Call of Duty: World at War, e lo fa con una delle migliori mappe mai viste nella storia della modalità zombie. Sovrapposizioni spaziotemporali, misteriosi portali dimensionali, artefatti mistici e una storia genuinamente intrigante, somministrata, battuta su battuta, da un cast di voci eccellenti, Revelations trascina il giocatore in una corsa folle attraverso mondi sull’orlo del collasso, tra scorci da capogiro, orde di non morti e la più grande varietà stilistica finora offerta dalla modalità. Da notare anche la buona quantità easter egg piazzata da Treyarch all’interno di questa visione apocalittica, talvolta piacevolmente in bella vista (come nel caso del Servitore Apothicon). L’unico appunto – peraltro già ribadito – che possiamo muovere a Treyarch a proposito della modalità zombie di questo Call of Duty: Black Ops 3 riguarda l’imperdonabile sottoutilizzo dell’affascinante filone de “Le Ombre del Male”, portabandiera della modalità in questo capitolo ma, allo stato dei fatti, protagonista di un singolo, brillante, episodio. Concluso definitivamente il capitolo Black Ops 3, non possiamo fare a meno di sperare che Infinite Warfare offra finalmente un seguito alle vicende del cast anni ’30 de “Le Ombre del Male”.

Quel simpatico gruppo di assassini se lo merita senza dubbio.


 

Concludendo…

L’offerta di Salvation, l’ultimo contenuto scaricabile del Season Pack di Call of Duty: Black Ops 3, rappresenta un netto miglioramento dopo il deludente Descent. La qualità generale del contenuto ci è sembrata decisamente in linea con l’esborso richiesto, a patto, ovviamente, che siate ancora ludicamente attratti dal titolo in questione. Revelations, in particolare, è probabilmente una delle migliori mappa zombie mai proposte dalla serie ed è, da sola, in grado di giustificare l’acquisto del contenuto.

CI PIACE

– Le mappe Micro, Citadel e Outlaw sono aggiunte più che gradevoli

– Ottimo design generale

– Revelations è una delle migliori mappe zombie mai viste

NON CI PIACE

– Rupture era un passo falso evitabile

– Dove diavolo sono finiti gli assassini de “Le Ombre del Male?”

Conclusioni

Salvation, l’ultimo contenuto scaricabile del Season Pack di Call of Duty: Black Ops 3, rappresenta un netto miglioramento dopo il deludente Descent, e merita senza dubbio l’interesse dei fan del franchise

7.8Cyberludus.com
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