Finalmente Star Ocean: Integrity and Faithlessness è arrivato nei nostri lidi. Avrà soddisfatto le nostre aspettative?

Sono passati ben 7 anni da quando The Last Hope approdò su Xbox 360 e, circa un anno dopo, su PS3. Un lasso di tempo di non poco conto, che non ha fatto altro che aumentare le aspettative dei fan per Star Ocean: Integrity and Faithlessness, il nuovo capitolo della serie JRPG di tri-Ace approdato da qualche giorno su PS4 (ci sarebbe anche una versione PS3, ma è rimasta confinata in madrepatria).

Dopo aver passato ore e ore su Faykreed IV siamo pronti a darvi la nostra opinione.

E, purtroppo, non è positiva.

 

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Faccio cose, vedo gente, salvo mondi… la solita roba, insomma.

Ambientate a cavallo tra The Second Story e Till the End of Time, le vicende di Star Ocean: Integrity and Faithlessness si svolgono su un pianeta del sistema Faykreed, e calano il giocatore nei panni di Fidel Camuze, prode spadaccino del tranquillo villaggio di Stahl. A dare via alle vicende del gioco, un inatteso assalto da parte di alcuni banditi che spingerà Fidel e l’amica d’infanzia Miki a difendere la tranquilla cittadina e i suoi abitanti. Dopo una serie di eventi imprevisti i due si imbatteranno in Relia, una ragazzina dai poteri eccezionali e dal passato misterioso, inseguita da una pericolosa organizzazione. Ciò darà inizio a un viaggio che condurrà il nostro gruppetto di eroi nel bel mezzo di conflitto più grande di quanto potessero immaginare.

Togliamoci subito il dente, probabilmente l’aspetto meno riuscito (e ce ne sono tanti) della produzione tri-Ace è proprio l’impianto narrativo.  La trama infatti risulta scialba, priva di mordente e di qualsivoglia colpo di scena che possa tenere viva l’attenzione del giocatore. Ad aggravare il tutto, poi, c’è la scellerata scelta degli sviluppatori di limitare al minino il numero di cutscene, in favore di sequenze in tempo reale prive di inquadrature dinamiche che riducono al minimo l’enfasi della narrazione anche durante quei (pochi) momenti vagamente epici o di spessore del gioco.

Anche sul fronte dei personaggi non siamo messi tanto meglio, con una serie di protagonisti, Fidel in primis, che risultano poco carismatici e stereotipati, e caratterizzati da un design che va dall’anonimo all’eccessivo, come quello di Fiore Brunelli, personaggio che ricorderemo più per gli abiti succinti che per il carattere. A nulla, poi, servono le Private Action, una serie di dialoghi opzionali a cui potremo assistere nel corso dell’avventura, che non riescono ad aumentare la profondità dei protagonisti, o quantomeno a renderli più interessanti.

 

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Ti distruggo con due tasti

In Star Ocean: Integrity and Faithlessness ci sposteremo nel mondo di gioco solo nei panni di Fidel, ma potremo utilizzare tutti i personaggi del nostro party (esclusa Relia) ando si passa alle fasi di combattimento. Gli attacchi sono affidati a due tasti, X per quelli leggeri, O per quelli pesanti, con la possibilità di effettuare le Battle Skill assegnate con una pressione prolungata dei due tasti sopracitati, mentre il tasto quadrato viene utilizzato per la difesa. Con il tasto triangolo, invece, si entrerà in una sorta di pausa tattica dove potremo utilizzare gli oggetti o gestire equipaggiamento, ruoli e abilità dei nostri eroi.

Gli sviluppatori hanno optato per un sistema carta-forbice-sasso dove gli attacchi leggeri non possono scalfire i nemici in difesa, ma possono bloccare sul nascere gli attacchi pesanti, in grado di infliggere maggiori danni e rompere la guardia degli avversari. Difendendoci, invece, potremo non solo parare gli attacchi leggeri ma anche eseguire, se avremo il giusto tempismo, un contrattacco. Vincendo questa morra cinese a fil di lama, incrementeremo inoltre la Reserve Gauge, una barra che permetterà di eseguire dei devastanti attacchi speciali, la cui potenza varierà a seconda del numero di segmenti riempiti, e di ottenere dei bonus a esperienza, soldi e SP ottenuti.

Il tutto dà vita a un sistema dinamico e decisamente accessibile. Se inizialmente la possibilità di eseguire tutti gli attacchi con soli due tasti può risultare monotona, in seguito, quando il nostro party aumenterà di grandezza dandoci così la possibilità di accedere a diversi stili di combattimento, le cose si faranno decisamente più interessanti.

I nostri compagni saranno controllati dall’IA ma, grazie a un sistema di ruoli, potremo gestire indirettamente le loro azioni. Tramite l’apposita schermata potremo assegnare ad ogni personaggio un massimo di quattro ruoli. Questi influenzeranno il comportamento di quel dato personaggio quando non lo controlleremo in prima persona e, in aggiunta, influenzerà le sue statistiche. Il ruolo Healer, ad esempio, farà sì che un personaggio sia più propenso a castare incantesimi curativi e di supporto dalla retroguardia, mentre il Menace lo spingerà ad effettuare attacchi aggressivi dalla corta distanza, e così discorrendo. Sarà inoltre possibile potenziare ulteriormente i ruoli investendo gli SP ottenuti dai nemici sconfitti e durante l’esplorazione, con la possibilità di impararne di nuovi. Certo, alcuni ruoli sono palesemente pensati per determinati personaggi – limitando in parte le possibilità di scelta – ma il sistema nel complesso funziona bene, dimostrandosi abbastanza profondo e accessibile allo stesso tempo.

Presente anche un sistema di crafting che permette di investire i materiali collezionati sconfiggendo nemici, o raccolti nel mondo di gioco, per creare dozzine e dozzine di oggetti utili, per potenziare gli accessori, oppure tentare la fortuna amalgamando oggetti a casaccio per ottenerne uno nuovo di zecca.

E tutto perfetto quindi?

Assolutamente no. Infatti nonostante l’ottima premessa, il sistema carta-forbice-sasso di Star Ocean: Integrity and Faithlessness funziona solo a metà. Spesso assumere una posa difensiva risulta deleterio, visto che i nemici utilizzano maggiormente gli attacchi pesanti e che la finestra temporale per bloccarli risulta fin troppo breve. A tutto ciò si aggiunge anche l’insopportabile confusione che si presenta puntualmente sullo schermo ad ogni battaglia, tra nemici, alleati, vistosi effetti speciali di tecniche e magie, e una gestione della telecamera disastrosa, che rende difficile seguire l’andamento di ogni scontro. Ben presto ci si accorge che per aver la meglio sui nemici conviene buttarsi all’attacco con del button smashing forsennato, alternando attacchi pesanti e leggeri. D’altronde anche il livello di difficoltà non aiuta, assestandosi sempre su livelli bassi (tranne in rare occasioni dove ci sono dei picchi, insensatamente, alti) che rendono, di fatto, completamente inutile qualsivoglia tatticismo o impegno nel costruire una squadra efficiente, e che, a dirla tutta, portano anche un po’ di noia nelle fasi finali.

 

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Uhm, ma non eravamo già passati da qui?

Purtroppo, anche dal punto di vista tecnico Star Ocean: Integrity and Faithlessness non brilla. Anche per via della sua natura old gen, la produzione tri-Ace non regge assolutamente il confronto con quelli che sono gli standard dei titoli PS4, offrendo ambientazioni spoglie, prive di interattività e, in generale, un comparto grafico mediocre, afflitto anche da vistosi problemi di “pop in”. Anche dal punto di vista artistico il gioco risulta tutt’altro che brillante, per via di ambientazioni e scelte di design che vanno dal buono al totalmente anonimo.

Segnaliamo, inoltre,  un fastidioso difetto che abbiamo riscontrato con la telecamera. Oltre ai già citati problemi nei combattimenti, in fase di esplorazione l’inquadratura tende a fare su e giù come una pallina da pin pong impazzita, specialemente in presenza di terreni irregolari. Un movimento continuo che si traduce in problemi di cinetosi (per gli amici “mal d’auto”). Il problema si può – parzialmente – aggirare agendo in prima persona sulla sensibilità della telecamera nelle opzioni ma, se siete particolarmente sensibili a questo tipo di disturbi vi consigliamo caldamente di stare alla larga dal titolo, visto che, tra l’altro, gli sviluppatori non sembrano neppure intenzionati a risolvere la cosa con una patch correttiva. Una pecca assolutamente inaccettabile nel 2016, specie in un gioco che viene prezzato 60€ sugli scaffali dei negozi.

Anche dal punto di vista della longevità, Star Ocean: Integrity and Faithlessness delude. Per portare a termine il gioco senza cimentarvi nei compiti secondarie, infatti, bastano circa venti ore, toh, venticinque a voler esagerare, di gran lunga meno degli altri esponenti del genere.

Il tutto, poi, è ulteriormente aggravato da massicce dosi di backtracking che vi costringeranno a lunghe scarpinate per tornare in location già visitate in precedenza. Il tutto risulta divertente come una mazzata sulle gengive e, una volta capita l’antifona, passerete ore a tener premuto il tasto dello scatto e a dribblare i nemici presenti (ormai non più al nostro livello) per cercare quantomeno di ridurre la durata di queste sezioni. Il problema si estende anche alle quest secondarie ottenibili presso le bacheche delle (poche) città presenti nel gioco, che, specie in quelle che richiedono l’eliminazione di un obiettivo, vi obbligheranno a fare i “giri delle sette chiese”.

Quantomeno ci sentiamo di salvare la colonna sonora composta da Motoi Sakuraba, ricca di pezzi assolutamente orecchiabili e di ottima qualità.

Infine, segnaliamo la mancata localizzazione in Italiano del gioco, che si presenta con testi in Inglese e doppiaggio a scelta tra quello anglofono o quello giapponese (sicuramente migliore del primo).

 

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Concludendo…

Vuoi per un budget sicuramente risicato, vuoi per alcune pessime scelte di game design, Star Ocean: Integrity and Faithlessness è un prodotto deludente, afflitto da problemi non di poco conto. Neppure quanto di buono fatto con l’aspetto ruolistico e il sistema combattimento (seppur non esente da pecche) riescono a salvare la produzione tri-Ace. Purtroppo ci sentiamo di sconsigliare il gioco anche ai fan più accaniti della serie e, in generale, a chi cerca un buon JRPG. Il 2016 è stato piuttosto ricco di uscite interessanti che meritano sicuramente di più i vostri sudati risparmi.

CI PIACE

– Sistema dei ruoli e crafting interessante

– Colonna sonora di buona fattura

– Il sistema di combattimento è veloce e accessibile…

NON CI PIACE

– …ma poco profondo.

– Trama e personaggi da dimenticare

– Backtracking eccessivo

– Longevità di gran lunga sotto la media del genere.

– Gravi problemi nella gestione della telecamera.

– Tecnicamente arretrato.

– Manca la localizzazione in Italiano.

4.5Cyberludus.com
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