Furi segna il ritorno degli action con la A maiuscola?

Furi è un hack ‘n’ slash nudo e crudo che, pad alla mano, risulterà particolarmente familiare ai videogiocatori di vecchia data. Sviluppato dagli indipendenti The Game Bakers, Furi è una bellissima sorpresa ispirata ad alcune delle saghe action più belle ed iconiche degli ultimi 20 anni.

Il titolo rivelazione di The Game Bakers strizza infatti l’occhio agli action arcade e ai shoot ‘em up di vecchia scuola, con una struttura di gioco che ai nostri giorni risulta atipica e piuttosto “vintage”.

Ma basteranno le citazioni pulp e uno stile sopra le righe a fare di Furi un gioco per cui vale la pena sborsare 25 euro?

 

1466620172-furi-burst-path_e9dp

 

The jailer is the key. Kill him and you will be free

Il silenzioso protagonista di Furi viene risvegliato da questa criptica frase, pronunciata da un ancor più criptico personaggio con il viso coperto da una maschera da coniglio: il nostro misterioso liberatore sarà l’unica voce che sentiremo durante l’intera durata dell’avventura, e saranno le sue parole ad offrirci maggiori dettagli sulla trama e sulla psicologia del protagonista.

L’impianto narrativo di Furi è semplice, lineare ed efficace per ciò che Furi vuole essere: una boss rush in cui l’ossessione del protagonista per la libertà lo porterà a confrontarsi con nemici unici e pericolosissimi.

L’enorme prigione in cui il protagonista è stato imprigionato è divisa in livelli, ognuno dei quali è dominato da uno degli avversari che dovremo affrontare. Non aspettatevi però nemici minori da macinare durante l’avanzata attraverso i vari livelli perché, come impareremo subito dal tutorial, i nostri unici avversari saranno dei guerrieri esperti e mortali. Lo stesso tutorial del gioco sarà una boss fight che ci permetterà di apprendere le basi del gameplay, immediato e divertente, di Furi. Il titolo è del tutto privo di potenziamenti o collezionabili, una scelta che riporta il concetto di progressione alla crescita graduale dell’abilità del giocatore.

Premettendo che gli stessi sviluppatori, all’inizio del gioco, consigliano l’utilizzo di un controller, avremo a disposizione un tasto per l’attacco con cui si potrà eseguire una combo di massimo quattro colpi con la katana, mentre per gli attacchi distanza si utilizzerà la levetta destra del controller per indirizzare i proiettili della pistola del protagonista. Ambo le armi hanno a disposizione un colpo caricato in grado di sprigionare effetti devastanti. Il nostro eroe potrà contare anche su uno scatto fulmineo (anche questo caricabile per coprire maggiori distante) che offrirà al giocatore un invincible frame, ovvero una frazione d’istante in cui, se sarete bravi con le tempistiche, risulterete invulnerabili.

E questo è tutto.

Per quanto possa risultare scarno, almeno superficialmente, il gameplay di Furi si dimostra invece frenetico e divertentissimo, assolutamente perfetto nel quadro di genere. Sarebbe inoltre un crimine limitare l’esperienza di Furi unicamente alla gamma di attacchi in dotazione al giocatore, specialmente perché, già dopo i primi boss, risulta chiaro come la qualità del gameplay dipenda da ben altri fattori.

 

Furi_pathtonextguardian

 

Gli stilosissimi nemici che andremo ad affrontare sono infatti intelligenti e mai banali: sia noi che loro avremo a disposizione un certo numero di barre di vita, ognuna delle quali, una volta azzerata, farà partire la fase successiva dello scontro. La tattica è un elemento inaspettatamente essenziale in Furi, perché il primo che riuscirà ad azzerare la vita dell’altro vedrà completamente ripristinata la propria. Nei panni dello spadaccino dovremo riuscire ad effettuare delle parate con perfetto tempismo (ovvero nell’istante in cui il nemico si “illuminerà” prima di colpire) dato che quest’azione di difesa, se eseguita correttamente, ricaricherà un po’ la nostra vita, una vera boccata d’ossigeno in quelli che saranno scontri tesissimi e all’ultimo sangue.

Sempre durante la difesa, se sarete abbastanza veloci, potrete eseguire un contrattacco che stordirà momentaneamente il nemico, permettendovi di eseguire una coreografica mossa speciale che farà più danni del normale.

 

Lezioni di stile

I boss spiazzeranno spesso e volentieri il giocatore, cambiando completamente pattern d’attacco, e lanciandosi in letali combinazione di colpi da mischia e da fuoco che non daranno tregua al protagonista. Una fase di questi scontri permetterà al giocatore di muoversi liberamente – con la mappa completamente aperta e una telecamera al limite dell’isometrico – e alternare a piacimento combattimento in mischia e a distanza.

L’altra fase sarà invece un combattimento ravvicinato e con un limitato raggio di movimento, con la telecamera fissa alle spalle del protagonista. Durante queste sessioni il focus del gameplay passerà unicamente al corpo a corpo, come se si trattasse di un duello: il personaggio non potrà infatti correre, e il tasto delle armi da fuoco sarà utilizzato per la ricarica dell’energia della spada, che potrà contestualmente effettuare una serie di colpi molto più potenti del normale.

Come se non bastasse, ogni volta che all’avversario rimarrà una sola barra della vita, partirà una fase di Bullet Hell, che per chi è pratico di giochi arcade come Ikaruga suonerà tanto familiare quanto terrificante: questa fase infatti consiste in una vera e propria modalità berserk del nemico che, del tutto invincibile, sfoggerà il massimo dei suoi poteri riempendo lo schermo di colpi, raggi e ondate di energia da schivare. Un vero incubo, anche perché, nel caso esauriate le vite, sarete costretti a ricominciare lo scontro daccapo.

Furi è tosto, punitivo e impietoso, ma mai squilibrato o (come nel caso di alcune saghe famose *coff) dotato di una difficoltà volutamente eccessiva, tutt’altro. Furi è piuttosto l’emblema dei giochi hardcore, caratterizzati da quel tipo di difficoltà che solo la crescita dell’abilità del giocatore permette di superare. E le soddisfazioni, come potrete immaginare, saranno tante, anche perché i nemici, lo ripetiamo, sono davvero tosti e spettacolari. Il design folle e unico che li caratterizza è ulteriormente arricchito da stili di combattimento mai ripetitivi,  in grado di stupire il giocatore in più di un’occasione.

 

02_Furi_Demo_Closecombat

 

Lo stile narrativo di Furi è onirico e d’impatto, e permette di creare un particolare legame non solo con il protagonista, ma anche con gli avversari, ognuno dei quali spinto da motivazioni ben precise. Il misterioso narratore ci racconterà tutto quello che ci aspetta sulla strada per la libertà, preparandoci per le battaglie che dovremo affrontare. È anche possibile, con la pressione di un tasto, far muovere il personaggio automaticamente, come per sottolineare il meritato riposo dopo uno scontro epico, ma anche per permettere al giocatore di godersi la calma prima della tempesta successiva.

Una scelta stilistica apprezzabilissima, mentre risulta un po’ più controversa la scelta di rendere disponibili tre livelli di difficoltà, limitando però il numero dei boss affrontabili a quelli più bassi. L’intento degli sviluppatori è probabilmente quello di spingere il giocatore ad applicarsi il più possibile per riuscire a vivere al massimo l’esperienza offerta da Furi, sebbene questa scelta di design renda il gioco ancora più di nicchia.

La longevità non è purtroppo il punto forte di Furi, anche se avrete modo di riaffrontare ogni scontro in modalità sfida, al fine di segnare punteggi sempre più alti che andranno poi a confluire in classifiche online. Il discorso sulla longevità rimane comunque in parte soggettivo, anche perché  – da patito degli action – sento ancora la voglia di giocare dopo ben 13 ore passate tra i paesaggi psichedelici di Furi.

Va comunque detto che qualche trovata aggiuntiva avrebbe reso Furi decisamente più appetibile rispetto al prezzo di listino (25 euro).

La grandiosità dello stile di Furi è dovuto, oltre a scelte registiche e sceniche, anche ad un comparto tecnico eccezionale. Sul fronte grafico abbiamo un cel shading fluido e vario che, pur peccando spesso sul fronte texture e poligoni, si risolleva alla grande grazie a un design ispiratissimo, frutto della mente di Takashi Okazaki, il creatore di Afro Samurai. Gli scenari che vi troverete ad attraversare saranno sempre vari e ispirati, caratterizzati da temi stilistici che spazieranno dalla tecnologia cyberpunk, alla bellezza esotica di paesaggi naturali, fino a paesaggi onirici fuori da ogni regola fisica. L’atmosfera creata è sublime, e riesce ad incantare grazie anche a un uso psichedelico dei colori e, soprattutto, a una colonna sonora nientemeno che grandiosa.

Prodotta da un team di compositori eccezionali del calibro di Brut Carpenter e Danger, la soundtrack di Furi è un gioiello di musica synth (fun fact: il nostro caporedattore ha insistito per farcelo recensire dopo averla ascoltata) vibrante e “colorata”, qualcosa che non si ascoltava dai tempi di Hotline Miami. Da brani introversi e intimi, capaci di trasmettere le emozioni che il protagonista non riesce ad esprimere, ai pezzi asfissianti e ricchi di pathos delle sequenze di combattimento, la colonna sonora si merita tranquillamente un acquisto a parte.

 

 

Concludendo…

Furi è la sorpresa del 2016, come lo fu Undertale l’anno scorso. Si tratta di di un gioco eccezionale, ricco di stile e figlio di una filosofia nata dai mostri sacri dell’industria videoludica. Il suo gameplay vivace e frenetico, le boss fight all’ultimo respiro, la difficoltà esaltante, un comparto tecnico che vi prende letteralmente a schiaffi con assurdi sprazzi visivi e la colonna sonora già leggendaria, rendono Furi un titolo imperdibile. Uno dei must have assoluti dell’anno e, mi sento di azzardare, dell’ultimo decennio.

CI PIACE

-Scontri difficili ed entusiasmanti

-Gameplay solido ed efficace

-Comparto visivo ricco di stile

-Colonna sonora eccezionale e d’autore

-Suggestivo e onirico nel suo modo di narrare la storia

NON CI PIACE

-Durata piuttosto esigua

-Prezzo un po’ alto

-Molto di nicchia

-Texture e poligoni non sempre di qualità

Conclusioni

Furi è un fulmine a ciel sereno che fa rivivere alcuni degli anni più belli del panorama action. Forte di una struttura semplice ed efficace che, unita a un gameplay ottimamente calibrato e a un comparto tecnico d’impatto, farà rinascere ed esaltare il giocatore hardcore che è in voi.

9Cyberludus.com
Articolo precedenteThe Technomancer – Recensione
Prossimo articoloCarmageddon: Max Damage – Recensione

E tu che ne pensi? Facci conoscere la tua opinione!