Carmageddon: Max Damage e la redenzione di Reincarnation

Carmageddon: Max Damage è la trasposizione per console di Carmageddon: Reincarnation, uscito più di un anno fa su PC. Nato e sviluppato grazie a una campagna Kickstarter di successo, la moderna reincarnazione di Carmageddon venne accolta con un certo disappunto della critica che, vuoi per una realizzazione approssimativa a esser larghi, vuoi per una pessima ottimizzazione grafica, proprio non riuscì a mandare giù il pessimo boccone.

I fan d’altro canto sembrarono soddisfatti, merito anche di un pacchetto di gioco che per i kickstarter prevedeva anche i primi due capitoli originali. Comunque, in preparazione del passaggio su console di nuova generazione, Carmageddon: Max Damage offre tutto ciò che già aveva proposto Reincarnation con l’aggiunta di diverse migliorie.

Sarà la volta buona?

 

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Carma classico

Carmageddon: Max Damage non ha nessuna modalità storia per giustificare le gare, ma piuttosto propone una longeva modalità carriera nella quale la violenza e la distruzione saranno il fulcro. A livello contenutistico il gioco se la cava grazie a una campagna molto lunga e alla varietà di mappe e modalità: carma classico è forse la modalità di punta e anche quella più varia, visto che si potrà concludere in vari modi, come arrivare primi nell’arco dei cinque giri di pista, avere il maggiore punteggio allo scadere del tempo oppure, molto più semplicemente, distruggere tutti i veicoli avversari.

Le altre modalità disponibili saranno più mirate, e richiederanno (per esempio) di completare per primi i dieci checkpoint o di eliminare il maggior numero di pedoni. Le mappe sono una decina e (come in generale tutto il gioco) si rifanno alle locazioni più iconiche della saga: basti pensare che il livello/tutorial iniziale sarà ambientato nel contesto urbano dove si trova lo storico stadio di football, con tanto di cheerleaders e giocatori da investire e trucidare. Le piste sono molto aperte e dispersive, disseminate di barili, gettoni e soprattutto pedoni.

Affinché il timer del gioco ci sia favorevole, investire i civili sarà fondamentale: ciò verrà facilitato anche da una serie di abilità speciali che si potranno guadagnare tramite i già citati barili, nello specifico quelli contrassegnati da un punto di domanda. Questi barili saranno importantissimi, poiché si riveleranno la chiave di volta durante le gare. I loro effetti saranno tra i più disparati e consisteranno sia nella dotazione di abilità come un enorme palla di ferro con cui eliminare le altre vetture, sia come modificatori generali, quale ad esempio la trasformazione delle altre vetture in blocchi di ghiaccio.

I gettoni saranno invece la vostra moneta di scambio per il potenziamento della vettura, che potrà essere resa più ergonomica, corazzata e offensiva. Il punteggio che apparirà in alto sullo schermo sarà quello che vi permetterà di completare i vari capitoli, ma sarà anche la vostra valuta durante la gara nel caso dobbiate riparare il veicolo: i danni e gli urti subiti possono lasciarvi letteralmente con metà macchina (nel caso non siate già saltati in aria) e quindi la riparazione “al volo” sarà spesso richiesta. Il vostro punteggio sarà costantemente a rischio, poiché se verrete distrutti passerà in mano al vostro carnefice, e viceversa. Ciò però non risulterà mai davvero un problema, poiché anche in caso di game over tutti i punti e i gettoni raccolti durante la gara rimarranno. Carmageddon: Max Damage tenta un approccio molto ammiccante, spingendovi più al divertimento che alla competizione.

Le stesse mappe sono così grosse e piene di distrazioni (come palazzi-rampe) che capiterà spesso di disinteressarsi della gara, qualsiasi sia la modalità, e andare piuttosto in giro a creare scompiglio. Complice di ciò si è rivelata anche un’intelligenza artificiale così ridicola che a volte sale il dubbio se la cosa non sia proprio voluta dagli sviluppatori stessi, un dubbio che però è scomparso nell’istante in cui ho avuto modo di verificare l’handicap dell’IA in tutti i livelli di difficoltà.

 

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Max Damage

Niente male tutto considerato, no? No.

Il sistema di guida è pessimo. Si tratta dell’elemento fondamentale e, per qualche assurdo motivo, sono riusciti a cannarlo in pieno. Carmageddon: Max Damage è fastidioso da giocare e guidare, con una fisica che non riesce mai a decidersi tra il realistico e l’arcade e che crea situazioni divertenti da guardare e assolutamente irritanti da vivere. Lo stesso utilizzo della telecamera non aiuta, legnoso e lento, andando a peggiorare una situazione già di suo drammatica. Quello che dovrebbe essere il cuore del gioco risulta essere il principale punto debole, capace di debilitare l’esperienza e tutto il divertimento che poteva offrire.

Se riuscirete ad andare oltre questo limite, comunque, avrete modo di ridurre il fastidio optando per l’utilizzo degli altri veicoli, in totale una trentina circa, alcuni dei quali (coi giusti upgrade) riusciranno a darvi una parvenza di controllo. Per ottenerli vi toccherà rintracciarli e distruggerli, anche se, in virtù delle cose dette poco sopra, spesso sarà un’agonia.

Tutto ciò avrebbe potuto essere molto più accettabile con una co-op locale, che invece è assente e lascia quindi spazio unicamente all’online, dove Carmageddon: Max Damage riesce a essere (tutto sommato) divertente e funzionante, soprattutto grazie alle assurde situazioni che si verranno a creare con gli altri giocatori e a un netcode stabile.

Dal punto di vista tecnico Carmageddon: Max Damage infligge un altro duro colpo. Visivamente arretrato, il buon level design viene intralciato da texture e poligoni spesso rimaste indietro di un’intera generazione. Si tratta pur sempre di un titolo sviluppato tramite crowdfounding, quindi non andrò a insistere su questo aspetto, ma almeno garantire i 60 frame sarebbe stato apprezzabile, perché gli attuali e poco stabili 30 frame al secondo non fanno altro che rendere ancora più spiacevole un gioco che dovrebbe essere divertimento assoluto. Non aiutano neanche i caricamenti davvero lunghissimi, o una parte gore assolutamente deludente e poco splatter. Molto buono il sonoro invece, dotato di brani rockeggianti e divertenti a fare da sfondo al boato dei motori e alle urla di terrore dei pedoni.

In generale, se escludiamo l’introduzione di un paio di veicoli e qualche skin, c’è poco in più rispetto a Reincarnation, che dal canto suo era ancora più instabile dal punto di vista tecnico.

 

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Concludendo…

Dare un giudizio a Carmageddon: Max Damage è un grosso problema per me. Da fan della saga ho avuto modo di rivivere tutta l’atmosfera dei due capitoli originali grazie a mappe, auto e addirittura skin del menù che rimandano in tutto e per tutto ai fasti del passato. D’altro canto però la magia viene spezzata una volta presa la guida del veicolo, assolutamente distante da quell’arcade fuori dai canoni con cui investivo la gente senza ritegno. Da recensore, invece, la situazione peggiora in quanto ho sotto mano un gioco per lo più mediocre, che nonostante il prezzo budget di 40 euro risulta datato, legnoso e incapace di regalare soddisfazioni effettive. Se siete dei fan della saga buttateci un occhio (a un pezzo minore), se siete neofiti be’, tutto è possibile.

Ma in ogni caso la sufficienza è lontana.

CI PIACE

-Modalità carriera longeva e piena di cose da fare

-Tanti veicoli e online divertente

-Ottima colonna sonora

NON CI PIACE

-Pessimo modello di guida

-Comparto tecnico instabile e datato

-Sembra ma non è un Carmageddon

Conclusioni

Carmageddon: Max Damage lascia amareggiati e delusi. Quello che poteva essere un ritorno in grande stile di una delle saghe più divertenti dei decenni passati, risulta invece in una pallida ombra di ciò che ha saputo conquistarci un tempo. La longevità e il prezzo budget non riescono a colmare un gameplay scomodo e un comparto tecnico arretrato. Se siete dei fan, pensateci due volte prima di comprarlo.

5.5Cyberludus.com
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