Valentino Rossi: The Game – Recensione

Milestone cambia marcia e vince tutto

Valentino Rossi: The Game non è altro che il nuovo capitolo della serie MotoGP dell’italianissima Milestone, software house con sede a Milano. Da anni “in corsa” per il titolo della miglior simulazione nel suo genere (che si tratti di MotoGP o di Rally), la zavorra che la casa di sviluppo tricolore si portava dietro da diversi anni è stata finalmente abbandonata a rotolare sullo sterrato: il motore grafico. Conosciuto come Jam Engine, il motore di Milestone è stato finalmente aggiornato e tirato a lucido. I risultati? Scopritelo leggendo la nostra recensione.

 

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Valentino Rossi: “The Doctor”. Ma non solo.

Che il nuovo titolo di Milestone sia dedicato a Valentino Rossi non è certo difficile da intuire. Ciò che ci ha sorpreso positivamente è invece il modo in cui l’intero titolo è stato strutturato (parliamo di contenuti, il gameplay verrà dopo). Prima di tutto, è cosa buona e giusta chiarire che questo titolo contiene tutto ciò che la MotoGP 2016 (e 2015!) ha da offrire in termini di contenuti e relative licenze. Non state quindi acquistando un gioco “castrato” – anzi! – ma una vera e propria dimostrazione d’amore di Milestone nei confronti delle due ruote (e non solo in quelle di Valentino Rossi).

Sono tre le classi nelle quali proveremo il piacere di gareggiare, con tutti i team e i piloti ufficiali al loro posto, liberi di sfrecciare sui 18 tracciati del Moto Mondiale di quest’anno. Il livello di contenuti è sbalorditivo. Tra le modalità di gioco troviamo le “Gare Veloci”, utili per prendere pratica con il modello di guida, le “Gare Complete” (incluse le prove libere e le qualifiche), le “Prove cronometrate” ed i “Campionati personalizzati”. Nel caso non bastasse, sappiate che avrete la possibilità di salire in sella alle moto a 2 tempi (3 cilindrate: 500cc, 250cc e 125cc), percorrendo le vecchie versioni di circuiti storici quali Laguna Seca, Estoril, Assen ed altri.

 

Inseguendo la Leggenda

La modalità “Carriera”, com’è facile intuire, rappresenta il fulcro di “Valentino Rossi: The Game”. Si inizia con la personalizzazione del proprio alter-ego virtuale, con la possibilità di scegliere lo schema di colori di guanti, tuta, stivali e casco. Inoltre, sono ben quattro gli stili di guida presenti: spalle fuori, corpo fuori, gomiti a terra e “old school”.

Con l’avanzare del campionato, guadagnerete punti esperienza che potrete spendere aumentando i diversi parametri del vostro pilota: abilità nel guidare sul bagnato, abilità nel curvare, livello di aggressività, posizione del corpo, sensibilità in fase di frenata. La “resistenza”, inoltre, determina quanto a lungo il pilota sarà in grado di reggere i ritmi della gara. La sensazione di stanchezza, durante le corse, è resa meravigliosamente. Così come le ruote tendono a consumarsi e ad essere, quindi, meno efficienti, così il pilota vedrà pian piano peggiorare i propri valori e la propria capacità di guida, rendendo gli ultimi giri un vero – e meraviglioso – inferno.

Alle modalità multiplayer (locale in split-screen e online) va ad aggiungersi la VR46 Academy. Tra una gara ufficiale e l’altra, sarà piacevole intrattenersi in gare di Flat Track, rally (a Monza), gare di drift e gare su Yamaha R1M, il tutto mentre la voce di Valentino Rossi vi farà sentire letteralmente a casa (sua).

Anche la “Rossi Experience” si è rivelata essere una meravigliosa modalità di gioco, interamente dedicata al “Dottore”, nella quale avremo la possibilità di rivivere le gare più emozionanti che hanno segnato la storia di Valentino Rossi. Il gioco vi sfiderà inoltre a battere i tempi ufficiali ottenuti da Valentino nell’arco della sua carriera, e non è roba per tutti, possiamo garantirvelo. A completare il quadro ci sono le sfide settimanali, vincendo le quali otterrete dei nuovi contenuti in-game, come ad esempio nuovi caschi, nuove livree per la moto e via discorrendo.

 

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Si accendono le luci…

“Ok” – penserete voi – “Tutto molto bello, ma in pista?”. L’ultima fatica di Milestone, per nostra, vostra e loro fortuna, è tanto ricca di contenuti quanto bella da guidare. Fatto un breve cenno sulla modalità rally (su 4 ruote, quindi), che è poco più che un passatempo, con il suo orientamento decisamente arcade e poco approfondito, quando si tratta di salire in sella a una moto e aprire il gas non ce n’è per nessuno. Il già citato Jam Engine garantisce un’ottima gestione in fase di accelerazione e frenata. Le animazioni dei piloti sono realizzate in maniera impeccabile e sapranno sorprendervi quando, nell’intento di non essere sbalzato via dal proprio bolide in curva, vedrete il pilota issarsi su una gamba sola, per un ultimo, disperato, tentativo di restare in sella. Tramite lo stick di sinistra è possibile gestire, con grandissima precisione, l’angolo di curvatura di moto e pilota rispetto all’asfalto. Rispetto a quanto visto in MotoGP 15, il salto di qualità è evidente. Con tutti gli aiuti attivati vi ritroverete tra le mani un gioco Arcade divertentissimo, ma disattivandoli tutti, il titolo entra prepotentemente nella categoria delle simulazioni. Non aspettatevi, però, una simulazione pura e troppo “cattiva” nei confronti del giocatore. Il sistema di guida tende a perdonare qualche accelerata di troppo in curva: la moto darà la sensazione di “volare via”, con il classico colpo di coda, terrore di ogni pilota, ma dovrete davvero mettercela tutta per perderne definitivamente il controllo. Ci ha convinto poco, invece, la gestione delle collisioni con altri piloti, visto che, anche a velocità particolarmente elevate, i piloti sembrano ignorare quasi del tutto il contatto.

Grandi passi avanti per quel che concerne il comportamento dell’I.A. in pista. I piloti avversari hanno, rispetto al passato, molta più consapevolezza di quello che gli accade in torno, anche se qualcuno, di tanto in tanto, sembra ignorare completamente tutto e tutti e andare dritto per la sua strada, anche se ciò dovesse significare mandare dritti voi, a terra, nel bel mezzo di una curva. I piloti più famosi hanno un loro carattere ed un loro stile di guida preciso e non farete fatica a riconoscerli.

Il motore grafico dà il meglio di sé nella rappresentazione delle moto, curate in ogni dettaglio. I tracciati sono riprodotti in maniera impeccabile, per quel che concerne posizionamento delle curve e realizzazione di salite e discese. Meno entusiasmante è il contorno, con un pubblico realizzato in maniera molto spartana e con poche animazioni, riprodotte in loop. La cosa stona nei replay e nelle inquadrature pre-gara ma, va detto, nel bel mezzo di una corsa non vi soffermerete certo a contare i pixel. Ottima la fluidità, sia quando si corre in solitaria sia quando a schermo si scatena l’inferno, con piloti da tutti i lati pronti a soffiarvi una posizione.

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Concludendo…

“Valentino Rossi: The Game” rappresenta, per Milestone, un deciso cambio di marcia nella corsa al miglior titolo racing della categoria. Per quanto riguarda la generazione attuale, è sicuramente il miglior titolo di corse su due ruote. La riproduzione della fisica, del modello di guida e l’enorme mole di contenuti, contribuiscono a rendere questo gioco un titolo davvero imperdibile, per appassionati e non. L’unico vero problema è rappresentato dal “marchio” di VR46 che permea tutta l’esperienza. Se amate Valentino Rossi, avete trovate il paradiso, altrimenti, sarà dura sopportare tutto quel giallo!

CI PIACE

– Ottimo modello di guida, né troppo arcade, né troppo simulativo.

– Una quantità di contenuti impressionante!

– La possibilità di rivivere le gare più importanti che hanno segnato la carriera di Valentino Rossi.

NON CI PIACE

– Il motore grafico è finalmente a passo con i tempi, per animazioni e stabilità del frame-rate. C’è bisogno, però, di maggiore qualità nella riproduzione degli elementi di contorno.

– Le collisioni tra le moto non convincono molto.

– Se non amate Valentino Rossi…

Conclusioni

“Valentino Rossi: The Game” è un fantastico titolo dedicato alle due ruote. Presenta una mole di contenuti impressionante, ha un cuore che batte per Valentino Rossi e presenta un modello di guida convincente, con un giusto equilibrio tra le esagerazioni di un arcade e le ferree regole di una simulazione. Il motore grafico ha garantito un salto di qualità nella resa visiva rispetto ai precedenti titoli Milestone. Dal prossimo anno, le cose non potranno che migliorare. Nel frattempo, salite in sella, perché lì, all’orizzonte, le luci sono accese!

8.7Cyberludus.com
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