Overwatch – Recensione

Il nostro parere ufficiale sulla versione PC di Overwatch

Inutile negarlo. Tra lunghe sessioni di closed ed open beta, cortometraggi e fumetti, era inevitabile innamorarsi dell’ultima proprietà intellettuale di Blizzard Entertainment, Overwatch. L’ultima fatica della software house statunitense è un concentrato di comicità, stile ma soprattutto un prodotto capace di proporre meccaniche immediate che non disdegnano una componente tattica di spessore, strizzando più di un occhio al mondo degli eSport.
Un incredibile roster di personaggi – per l’esattezza 21 – ci ha accompagnato per un gigantesco ammontare di ore, tra partite tese fino all’ultimo secondo e momenti di pura epicità, meritevoli di essere rivisti ancora e ancora.
Divertimento ma soprattutto stile, che per molti aspetti ci ha ricordato quello dei film targati Disney/Pixar: basta infatti dare un occhio ai meravigliosi cortometraggi online per farsi un idea del meraviglioso character design proposto da Blizzard.

Overwatch è un titolo sorprendentemente bello e divertente, in grado di catturare il giocatore partita dopo partita, e spingerlo a provare ogni singolo personaggio del roster proposto.
Dopo aver collezionato un numero sproposito di ore tra beta e release finale, siamo finalmente pronti a dirvi la nostra sul primo Fps di casa Blizzard, Overwatch.

Buona lettura!

 

Arrivano i nostri!

Fin dal suo trailer di annuncio, Overwatch è riuscito a catalizzare le attenzioni dell’universo videoludico per una miriade di ragioni. In primis, ci troviamo di fronte alla nuova IP ufficiale di Blizzard Entertainment (per ovvie ragioni abbiamo escluso Heroes of the Storm ed Heartstone, visto che si tratta comunque di due prodotti “derivati” da altre esclusive Blizzard), IP su cui da mesi – anzi anni – giravano diverse speculazioni. Il famoso “Project Titan”, l’MMO in produzione presso gli studi della software house statunitense, si è quindi rivelato essere Overwatch, di fatto il primo sparattutto prodotto da Blizzard in più di vent’anni di una – onorata – carriera caratterizzata da giochi di strategia, action rpg e un supporto incredibile al prodotto di punta World of Warcraft. Il sopraccitato trailer fece molto parlare di sé – positivamente – per via dell’evidente cura rivolta dal team alla caratterizzazione degli “eroi” proposti dal gioco. Lo stile “a la Pixar” che contraddistingue Overwatch ha permesso a Blizzard di rendere l’aspetto di ogni personaggio assolutamente unico; un’identità ulteriormente rafforzata da uno specifico background narrativo. Il curatissimo character design di Overwatch è riesce quasi ad eclissare quello proposto da altre software house per i loro MOBA, compreso quello del recentissimo Battleborn (a questo link trovate la nostra recensione ufficiale).

 

Reaper

 

Sebbene il titolone di Blizzard non presenti – a livello di modalità – alcuna campagna single player, abbiamo apprezzato la volontà del team di offrire un background narrativo all’universo di gioco attraverso svariati cortometraggi, fumetti e trailer.
Nel mondo di Overwatch, l’umanità si trova a vivere una cosiddetta “golden age” della tecnologia, dove a incredibili successi nel campo della robotica sono seguiti eccellenti risultati nell’esplorazione dello spazio. L’enorme progresso  della robotica ha però portato l’universo di Overwatch sull’orlo di una vera e propria catastrofe, definita la Crisi dell’Omnic. Robot governati da intelligenze artificiali bellicose e umani iniziarono quindi un conflitto incredibilmente straziante per l’intero pianeta. Per contrastare la minaccia robotica, sempre più crescente, venne creata l’unità speciale Overwatch – da cui prende il nome il titolo – un vero e proprio esercito d’élite, l’unica forza di sgominare il pericolo Omnic.
Scongiurata la crisi, l’unità Overwatch venne sciolta.

Ora, anni dopo, l’universo sembra essere sull’orlo di una nuova crisi. Questa volta, però, a richiamare in servizio gli eroi saremo noi, i giocatori.

Overwatch è questo, un fps arena interamente multigiocatore, dove due squadre – composte da sei giocatori ciascuna – si danno battaglia in diverse arene di gioco, con l’unico scopo di portare a termine tutti gli obiettivi proposti dalla modalità.
La volontà di Blizzard, in merito alle modalità disponibili, è stata quella di non fornire a Overwatch alcun tipo di partita “tutti contro tutti”, visto che l’intero titolo è stato pensato per stimolare il gioco di squadra e la condivisione dell’obiettivo tra tutti i componenti del team (in linea con quanto abbiamo visto in MOBA come Heroes of the Storm).

 

Overwatch

 

In Overwatch ogni mappa è stata pensata per essere il teatro perfetto di una specifica modalità. Dalle meraviglie orientali di Hanamura, alle imponenti fabbriche di Volskaya, ogni mappa ha delle particolarità uniche e altrettanto peculiari condizioni da soddisfare per ottenere la vittoria. Con quattro modalità e un totale di 12 mappe, ogni giocatore amante della competizione potrà trovare pane per i propri denti.

Conquista, la prima modalità proposta, rappresenta forse una tra le più immediate sul piano di gioco: la squadra in attacco ha l’incarico di conquistare una serie di obiettivi sparsi lungo la mappa, mentre alla squadra avversaria – in difesa – tocca l’ingrato compito di tenere lontani gli oppositori fino allo scadere del tempo.

In Trasporto, gli “attaccanti” devono scortare un carico verso il punto prestabilito prima dello scadere del tempo, mentre i difensori devono impedire che questo arrivi a destinazione.

La terza modalità, Controllo, mette di fronte due squadre il cui obiettivo è la conquista – e il controllo, appunto – di un punto strategico sulla mappa. La prima squadra che vince due round, viene incoronata a fine partita.

L’ultima modalità proposta in Overwatch, Conquista/Trasporto, è sostanzialmente un ibrido delle prime due modalità precedentemente citate, dove alla conquista del carico si aggiunge il trasporto a destinazione dello stesso.

Sebbene manchino ancora le partite classificate – le quali secondo Blizzard dovrebbero essere aggiunte a breve – abbiamo apprezzato l’attuale comparto modalità, che ci auguriamo venga ampliato con i prossimi aggiornamenti. Divertente invece la variante Rissa settimanale che, ad intervallo di tempo regolari, propone partite caratterizzate da diversi bonus attivi capaci di rendere più “frizzanti” gli scontri, come Ultra che si ricaricano più velocemente, bonus alla salute, ecc.

 

Hanzo

 

A livello di meccaniche di gioco, Overwatch punta forte sulla unicità dei singoli eroi disponibili. Le diverse categorie presenti, come attacco, supporto, difesa e tank, permettono ai giocatori di sfruttare a dovere il roster tenendo a mente diversi fattori, come la modalità della partita e le necessità del team. Trovandosi nei panni della squadra in attacco, ad esempio, è consigliabile buttarsi su eroi supporto e attacco, cercando di “schiacciare” il nemico e costringerlo al ripiegamento. Ogni eroe in Overwatch è dotato di abilità uniche, alcune azionabili tramite hotkeys su tastiera, altre semplicemente con il mouse. Al pieno caricamento di una barra in fondo allo schermo potremo rilasciare le “Ultimate”, potenti abilità – uniche per ogni eroe – che se sfruttate a dovere sono in grado di cambiare le sorti di una partita.

 

Nerfa questo!

La nostra configurazione:

Scheda video: SAPPHIRE R9 390 8 gb
Processore: AMD FX-8370
RAM: 16 GB
Sistema Operativo: Windows 10 Pro 64-bit

Fin dal suo primo approdo in closed beta, siamo rimasti affascinati dall’incredibile comparto audiovisivo del titolo targato Blizzard Entertainment. Trattandosi di un titolo che deve fare della fluidità il suo punto forte, possiamo affermare con sicurezza che Overwatch è sicuramente uno tra i titoli meglio ottimizzati attualmente disponibili sul mercato PC. Grazie alla sua enorme scalabilità, Overwatch permette a tutti gli utenti di calarsi all’interno del caotico universo di gioco, anche se in possesso di PC piuttosto datati, grazie a requisiti minimi sorprendentemente abbordabili.
La valanga configurazioni presenti all’interno del gioco sapranno soddisfare qualsiasi giocatore PC “enthusiast” alla ricerca del settaggio “perfetto”, capace di regalare la più piacevole esperienza di gioco possibile.

 

Ganji

 

Il design dei personaggi e delle mappe, come già precedentemente accennato, sono sensazionali. Overwatch riesce a proporre uno stile cartoonesco assolutamente non infantile, che per certi aspetti ci ha ricordato quello degli ultimi film d’animazione della Disney.
Anche la localizzazione in italiana, unita a una soundtrack di spessore, riesce ad elevare il comparto audio allo stesso livello di quello grafico, rendendo così Overwatch una vera e propria gioia per gli occhi e per le orecchie. Le voci in italiano sono particolarmente azzeccate anche se, a differenza della versione originale, sono stati omesse alcune inflessioni dialettali presenti in quella inglese su personaggi come, per esempio, Hanzo.

 

Concludendo…

Cosa dire di questo Overwatch?

Siamo rimasti colpiti tantissimo dalla cura rivolta da Blizzard Entertainment verso il loro primo sparatutto online, un titolo divertente, appagante e assolutamente bello da vedere che però – ancora – non ci sentiamo di dover elevare al grado di capolavoro assoluto. Le modalità proposte non sono tantissime – di fatto le principali sono due, Conquista e Trasporto – ma il level design di ogni mappa non può far altro che farci ben sperare per il futuro. L’eccellente cast di eroi, realizzati in maniera impeccabile, meriterebbe ancora un’ulteriore limata nel bilanciamento, mentre attendiamo fiduciosi l’arrivo delle partite classificate.

A conti fatti, Overwatch ci è piaciuto tantissimo e siamo curiosi di sapere cosa bolle all’interno del calderone di Blizzard che, come sappiamo benissimo, è cintura nera nel supportare le proprie IP negli anni successivi alla pubblicazione.

Stupiteci, siete sulla buona strada!

CI PIACE

– Appagante, divertente e immediato
– 21 eroi caratterizzati magistralmente
– Vi prosciugherà l’anima
– Comparto audiovisivo convincente

NON CI PIACE

– Alcuni personaggi paiono più “OP” di altri
– A livello di modalità presenti si può fare qualcosina di più…
– Costoso se messo a confronto con altri rivali “free to play”
– Mancano ancora le partite competitive

Conclusioni

Uno tra i migliori sparatutto competitivi nell’ambito del gaming su PC.

8.8Cyberludus.com
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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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