Fallout 4: Far Harbor – Recensione

E via, verso terre lontane

A distanza di diversi mesi dall’uscita di Fallout 4, ci troviamo ancora qui a parlare del titolo pubblicato da Bethesda. Il merito, ovviamente, è dell’ultimo dei contenuti scaricabili messi a disposizione per i giocatori: Far Harbor. Dopo aver preso atto delle lamentele ricevute in seguito all’espansione precedente (apprezzabile, ma – come abbiamo fatto notare noi stessi – piuttosto povera in termini di contenuti), gli sviluppatori hanno deciso de cambiare approccio e di dedicarsi alla realizzazione di quella che appare fin da subito come un’espansione vera e propria, forte di una storia originale e contornata da varie missioni secondarie. Al centro dell’esperienza vi è una location completamente nuova; un’isola impregnata di radioattività che si manifesta all’orizzonte completamente inglobata nella nebbia. Scopriamo, dunque, se il livello qualitativo di questa nuova offerta ha davvero fatto il salto di qualità sperato. Sveliamo una volta per tutte i misteri che attorniano questo inquietante molto lontano.

 

far harbor

 

La legge della giungla

La trama prende il via quando veniamo incaricati dall’agenzia investigativa Valentine di ritrovare Kasumi Nanako, erede dell’omonima famiglia che, dopo aver riflettuto sulla propria vita e sul posto che vorrebbe occupare nel mondo, decide di abbandonare tutto per unirsi ad una comunità di sintetici stabilitisi nella lontana isola di Far Harbor. Una volta giunti sul posto verremo a sapere che la popolazione indigena è distinta in diversi gruppi, ognuno dei quali giocherà un ruolo importante nello svolgersi degli eventi. Quello che ci aspetta, in realtà, va ben al di là di una semplice missione di recupero, e saremo noi stessi a plasmare il destino dell’intera isola. Quello che colpisce in positivo dell’intero arco narrativo di Far Harbor è senza ombra di dubbio l’atmosfera che si respira (non in senso letterale, la nebbia è radioattiva!). La sensazione di trovarsi immersi in un ambiente ostile, pieno di conflitti sociali che mettono in contrasto (anche violento) gli abitanti dell’isola, è davvero tangibile.

I dialoghi, come al solito, sono scritti benissimo e consentono al giocatore una serie di scelte che influiranno pesantemente sullo scorrere degli eventi. Le decisioni morali sono infatti una delle colonne portanti dell’intera esperienza in Far Harbor, fattore che ci costringerà a schierarci in favore di una o l’altra fazione nel corso del gioco. Ovviamente questo avrà delle ripercussioni importanti circa le nostre possibilità di risolvere certe situazioni per via diplomatica o di accedere a determinate missioni secondarie. Un approccio che rende l’avventura ricca di sfaccettature e certamente più interessante, quanto – e a volte anche più – del gioco di base. Da non dimenticare poi, l’estrema cura che è stata impiegata per la “costruzione” dell’intero background: parlare con tutti, esplorare ogni angolo dell’isola e cercare di cogliere ogni particolare ci porterà a scoprire sempre più informazioni relative ad un mondo di gioco incredibilmente vasto, soprattutto se teniamo a mente che parliamo di una semplice espansione. Insomma, dal punto di vista della trama e della lore di gioco, non possiamo avanzare alcuna lamentela.

 

far harbor

 

Capitano, c’è ancora qualcosa che non va

In termini tecnici, ovviamente, non esistono differenze rispetto al gioco principale: tuttavia, dobbiamo mettere in evidenza vari cali di frame rate, soprattutto nel bel mezzo delle zone più “nebbiose” e, quindi, cariche di effetti particellari. A parte questo, però, non c’è praticamente nient’altro da segnalare, se non fosse per i soliti bug di natura minore che occasionalmente riusciranno a renderci la vita un po’ più difficile (tipo quelli, seppur rari, legati all’impossibilità di completare le missioni secondarie).

Tra caricamenti fin troppo lunghi, freeze improvvisi e altro, a volte l’esperienza complessiva risulterà compromessa, ma niente a cui i giocatori più navigati di Fallout – purtroppo – non siano abituati. Relativamente al comparto artistico, invece, dobbiamo constatare l’ottimo lavoro svolto dal team di sviluppo: le ambientazioni sono spesso lugubri, al punto tale da mettere ansia, e il tono generale risulta sempre azzeccatamente cupo. Completamente in linea con il tipo di ambientazione che è stata messa in piedi e che ci proietterà in una realtà coerente con l’universo di Fallout ma allo stesso tempo alienata dal medesimo.

 

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Chicche

Occupiamoci adesso delle cose veramente importanti, cominciando con una domanda: quali sono le reali novità introdotte nel DLC? Se nel paragrafo precedente abbiamo messo in evidenza l’importanza che le nostre scelte, nonché le azioni che metteremo in atto, hanno assunto in merito allo svolgersi della trama, parleremo adesso di tutte le altre piccole cose che gli sviluppatori ci hanno messo a disposizione. Al di là di un nuovo compagno di avventure, un marinaio chiamato Longfellow (che purtroppo non ha alle spalle un background molto solido), potremo contare sul supporto di nuove armi e attrezzature. Fra tutte spicca lo spara-arpioni, fucile con cui potremo andare a caccia delle terribili creature che popolano l’isola.

E quanto a disgusto (in senso buono) siamo su livelli veramente alti: le radiazioni, infatti, hanno portato alla nascita di vere e proprie mostruosità, tra cui insetti giganti, conigli radioattivi, animali marini dal carattere poco amichevole e tanto altro ancora.

Per il resto si tratta del solito, e ottimo, Fallout.

 

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Concludendo…

La nuova ambientazione, tra quest principali e secondarie, offre numerose ore di svago (quasi una ventina), un sacco di compiti da portare a termine e tanti retroscena da scoprire. Far Harbor è il DLC che finalmente stavamo aspettando, riuscendo nell’intento di aggiungere realmente qualcosa di significativo all’esperienza (anche se, prevalentemente, in termini narrativi) e a farci sperare in ulteriori espansioni della medesima qualità nel prossimo futuro.

CI PIACE

– Ottima atmosfera

– Almeno 20 ore di combattimenti ed esplorazione rinnovata

– Un’arma esclusiva per il DLC

NON CI PIACE

– Le solite incertezze tecniche

Conclusioni

La nuova ambientazione, tra quest princiali e secondarie, offre numerose ore di svago (quasi una ventina), un sacco di compiti da portare a termine e tanti retroscena da scoprire. Far Harbor è il DLC che finalmente stavamo aspettando, riuscendo nell’intento di aggiungere realmente qualcosa di significativo all’esperienza (anche se, prevalentemente, in termini narrativi) e a farci sperare in ulteriori espansioni della medesima qualità nel prossimo futuro.

8Cyberludus.com
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