Il ritorno dei giochi d’avventura

Se facciamo un salto indietro a qualche anno fa sicuramente ricorderemo la grande quantità di giochi di avventura esposti sugli scaffali dei negozi di videogiochi. Monkey Island, Myst, Grim Fandango erano solo alcuni esempi di un elenco interminabile, giochi ancora disponibili su diverse piattaforme tra cui Startselect. L’affermarsi degli sparatutto in prima persona ha influito sul calo di interesse verso questo genere ma ultimamente stiamo assistendo ad una rinascita grazie a nuove uscite, Firewatch e The Witness ne sono un esempio.

Gli inizi

Molte persone definiscono Colossal Cave Adventure (1976) come il primo gioco di avventura in assoluto. Come molti giochi dell’epoca, non è presente nessun tipo di grafica e per progredire nel gioco, procedendo all’esplorazione di una caverna, il giocatore deve inserire comandi da tastiera composti da una o due parole. Il gameplay è formato semplicemente da scritte che compaiono sullo schermo che descrivono la situazione nella quale siamo coinvolti.

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I primi giochi ad introdurre un’interfaccia grafica, seppur rudimentale, sono stati Adventure (1979) e Rogue (1980). Si tratta ovviamente di una grafica basilare, con personaggi e mostri rappresentati da semplici quadratini di pixel. Il primo a fornire una grafica vera e propria è stato Mystery House, nel quale riusciamo a riconoscere personaggi e oggetti, utilizzati semplicemente per rappresentare quello che il testo sottostante indicava.

Dopo l’introduzione del mouse, non è passato molto tempo prima che il genere punta e clicca venisse inventato. Questo ha portato ad una rivoluzione del gameplay di genere che, invece di basarsi su comandi inseriti da tastiera, offre ora la possibilità di scegliere tra differenti azioni a schermo, dando la possibilità di interagire con l’ambiente. LucasArts ha dimostrato di essere la miglior casa di produzione nel settore, realizzando pietre miliari leggendarie come: Monkey Island, Day of the Tentacle e Grim Fandango.

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Il primo gioco che ha mostrato un forte sviluppo in termini di grafica e gameplay è stato Myst. In questo titolo c’è la possibilità di muoversi liberamente sulla mappa attraverso un susseguirsi di schermate statiche (ricorda molto l’utilizzo di Google Street View). Grazie ai numerosi ed intriganti puzzles presenti, e all’utilizzo di una stile grafico realistico, questo gioco ha aperto la strada ai più recenti titoli di avventura.

Declino

Nonostante le critiche ricevute da Wolfenstein 3D (1992) per via dei suoi riferimenti nazisti e per la troppa violenza, negli anni ’90 il genere sparatutto ha fatto il suo ingresso sul mercato e, anche grazie all’evoluzione della grafica 3D, è riuscito in poco tempo a conquistare il favore dei gamers, segnando un primo, durissimo colpo, al genere adventure. Il tutto ha portato alla realizzazione di Doom, gioco che ha definito il genere con un design innovativo. Quest’ultimo ha introdotto anche il multiplayer competitivo coniando il termine “deathmatch”.

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Sull’onda del successo ottenuto, altri grandi titoli come Duke Nukem 3D (1996), Quake (1996) e GoldenEye (1997) sono stati lanciati rendendo lo sparatutto ancora più popolare. Nel 1998 poi, grazie a Valve e al suo Half Life, questo genere viene portato alla consacrazione.

L’industria del gaming all’inizio di questo millennio era quindi dominata dai giochi sparatutto. Halo, Call of Duty e Battlefield erano in cima alle classifiche di vendita. Negli anni seguenti sono stati affiancati da Far Cry e Bioshock.

Ripresa

Nonostante in passato Valve abbia contribuito al declino del genere adventure con il rilascio di Half Life, la compagnia è riuscita allo stesso tempo a risollevare le sorti del genere grazie alla sua piattaforma Steam. Quest’ultima è stata creata per rendere più facile la distribuzione delle patch di gioco ed anche per contrastare la pirateria. Successivamente altre aziende hanno mostrato interesse nel progetto e dal 2005 è possibile quindi acquistare giochi e contenuti di terze parti direttamente da Steam.

La piattaforma si è rivelata fondamentale per sviluppatori independenti, che in questo modo possono pubblicare e vendere i loro giochi senza dover stringere accordi con i più famosi publisher. Non ci è voluto quindi molto tempo prima che questi sviluppatori indie cominciassero a realizzare giochi di avventura con ottimi risultati. Alcuni esempi sono Machinarium e Superbrothers che hanno riscosso un discreto successo su Steam.

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Altre piattaforme hanno contribuito a dare una spinta positiva al genere adventure come, ad esempio, le avventure del Professor Layton per 3DS e iPad. Un’ulteriore spinta è stata data infine da The Walking Dead e Back to the future, due titoli di Telltale Games.

Rinascita

La vera e propria rinascita del genere è finalmente arrivata con Tim Schafer e la sua compagnia Double Fine. Nel 2012 Tim ha chiesto attraverso Kickstarter un finanziamento di 400.000 dollari per la realizzazione di una nuova avventura punta e clicca. Gli investimenti, grazie anche al supporto dei gamers di tutto il mondo, hanno raggiunto numeri inaspettati, arrivando a quasi 3,4 milioni di dollari.

Per Kickstarter questo investimento ha rapprensentato un record che ha attirato l’attenzione dei media e ha fatto capire ad altri sviluppatori che il crowdfunding è una forma di finanziamento “alternativa” effettivamente in grado di portare un titolo al lancio. Sulla scia di questo successo per Double Fine, altre compagnie hanno quindi deciso di riportare in vita vecchi franchise come Leisure Suit Larry e Broken Sword.

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Sono state anche realizzate versioni rimasterizzate di Gabriel Knight e Grim Fandango.

Successivamente gli sviluppatori hanno iniziato a sperimentare nella realizzazione di adventure games, e ad accettare nuove sfide creative e nuovi rischi. Un esempio di questa sperimentazione è Journey di Thatgamecompany, che è riuscita a raccontare una storia senza un inizio o una fine. Un’altra particolare tecnica, utilizzata ad esempio da Telltale Games, è quella della realizzazione dei titoli a episodi, ripresa anche dallo sviluppatore Dontnod con il gioco Life Is Strange.

Attualmente il genere adventure è all’apice del suo successo. Nel 2015 titoli come Everybody’s Gone to the Rapture e The Vanishing of Ethan Carter sono stati tra i giochi più apprezzati dalla critica.

Con l’uscita di The Witness possiamo certamente dire che il 2015 è un anno che non ha deluso le aspettative e con il Batman di Telltale Syberia 3 all’orizzonte, anche il 2016 sembra promettere bene.

 

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