Non è facile parlare di un prodotto come Shape of The World. Il valore del gioco, sviluppato dal piccolo team canadese Hollow Tree Games, può variare notevolmente, non solo di soggetto in soggetto ma anche in base allo stato emotivo con cui ci si approccia a questa particolare e, tutto sommato, affascinante avventura esplorativa.

Senza perderci in ulteriori chiacchiere, ecco le nostre finali considerazioni sul titolo…

Shape of the World

Forma mentis

Shape of The World è un titolo unicamente incentrato sull’esplorazione che ci vede catapultati in un mondo dai colori psichedelici in cui, fondamentalmente, non dovremo far altro che avanzare, interagendo con i pochi elementi interattivi disseminati per le varie aree di gioco. La particolarità dell’esperienza è data dal fatto che l’ambiente circostante si genererà soltanto al nostro passaggio. Avanzando nei vari livelli, quindi, sveleremo sempre più zone fino a formare un ecosistema ricco di una fantasiosa flora e di una bizzarra fauna.

L’obbiettivo degli sviluppatori è certamente quello di immergervi in un contesto rilassante e assolutamente privo di sfida. Nel vostro viaggio verso la cima della montagna non vi imbatterete in alcun tipo di minaccia e non avrete limiti di tempo da rispettare.

A questo punto potreste certamente aspettarvi che il gioco offra quantomeno una qualche componente narrativa o proponga degli interessanti spunti di riflessione… Beh, nulla di tutto ciò caratterizza l’avventura di Hollow Tree Games.

Lo scopo del gioco è quello di concedervi un paio d’ore di pausa e relax dalla vostra vita quotidiana. La domanda a questo punto è: Shape of the World può veramente farvi dimenticare per un paio d’ore lo stress giornaliero? La risposta è estremamente soggettiva ma vi racconto brevemente la mia personale esperienza.

Ho cominciato Shape of the World senza sapere esattamente a cosa andavo incontro. Superata l’iniziale curiosità mi sono ritrovato a vagare in un’area di gioco nemmeno troppo vasta senza capire quale fosse lo scopo di ciò che facevo. Così, dopo circa mezz’ora di frustrante nulla assoluto, mi sono decisamente stancato e ho spento la console. Il giorno dopo ho deciso di dare un’altra chance al gioco ma cambiando decisamente mentalità: mi sono dunque spaparanzato sul divano, ho indossato le cuffie e ho provato ad immergermi nuovamente nei mondi creati da Hollow Tree Games senza impormi un obbiettivo da perseguire, ma cercando soltanto di godermi questo particolare viaggio. Il risultato? A questo punto mi sono ritrovato a vivere un’esperienza più piacevole e l’esplorazione è risultata molto più naturale e soave.

Nonostante l’esperienza risulti parzialmente apprezzabile, vanno comunque segnalati dei difetti che minano la bontà dell’esplorazione del mondo di gioco. Innanzitutto l’incedere che, a tratti, risulta fin troppo casuale e non è raro in certe situazioni cercare di interagire con i pochi elementi interattivi per cercare di avanzare in un modo o in un altro. Inoltre, sono presenti anche diversi bug e glitch che, in certi casi, rendono poco piacevole la componente esplorativa.

Disseminati per le varie aree troveremo degli strani semi che, una volta raccolti, potremo lanciare sul terreno in modo da dar vita a svariate tipologie di alberi. Questo “elemento di personalizzazione” dell’ambiente circostante non funziona a dovere, visto che le ambientazioni sono già abbastanza caratterizzate e ricche di elementi, rendendo il nostro apporto piuttosto superfluo.

Lo stile grafico del gioco è certamente apprezzabile e riesce a esaltare le assurde ambientazioni messe in scena dal team di sviluppo. Il mondo di gioco è ricco di colori e riesce a proporre una varietà notevole, ricordando per certi versi giochi come Journey o Bound. Un plauso, infine, va rivolto alla colonna sonora che, in maniera dinamica, evolve insieme alle immagini, avvolgendo il giocatore durante il suo viaggio. L’aspetto estetico gioca quindi un ruolo fondamentale nella progressione dell’avventura, invogliando l’avanzare del giocatore ben più rispetto alle meccaniche di gioco che caratterizzano il lavoro di Hollow Tree Games.

Concludendo…

Shape of the World non è certamente un titolo adatto a tutti. Il gioco di Hollow Tree Games vuole semplicemente farvi staccare la spina per un paio d’ore proponendovi un’esperienza estremamente rilassante, grazie soprattutto alle ottimo comparto musiche proposto. Il confine tra relax e noia è però molto labile e nonostante le premesse ludiche di questo prodotto siano ben chiare, il tedio potrebbe presto prendere il sopravvento lasciando l’amaro in bocca per non aver sfruttato a dovere delle ambientazioni così evocative con un gioco in cui, fondamentalmente, non si fa nulla.

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Fabrizio Giardina
Alla costante ricerca di se stesso e del suo ruolo nel mondo, perde la sua verginità videoludica con la gloriosa PS1 e da allora è un amore in costante crescita. In quanto appassionato di cinema apprezza particolarmente i videogames in grado di raccontare storie interessanti e coinvolgenti. Attende con impazienza una cruenta apocalisse zombi per mettere in atto tutto ciò che ha imparato grazie a Resident Evil e The Last of Us.