Oggigiorno il mondo delle avventure grafiche è spaccato in due sottogruppi, differenziati tra loro da concezioni contrastanti. In uno troviamo l’innovazione ben rappresentata dalla formula diffusa dai giochi Telltale, esperienze molto veloci, ansiogene e cinematografiche, tanto dedicate agli appassionati quanto ai casual gamers. Nell’altro, invece, troviamo tutti quei prodotti che, nonostante l’evoluzione tecnologica, hanno deciso di rimanere ancorati al passato, seguendo la forma dei capostipiti genere. Tra questi ultimi possiamo annoverare la saga The Book of Unwritten Tales, sviluppata dal team tedesco KING Art Games, che tanto successo ha raccolto con il primo capitolo e lo spin-off The Critter Chronicles. Per questo secondo capitolo, gli appassionati nutrono aspettative molto alte, poichè nonostante la pubblicazione a cura di Nordic Games, i ragazzi di KING Art si sono rivolti anche a Kickstarter per aumentare il budget a loro disposizione e sviluppare un gioco più ampio rispetto al predecessore: l’operazione si è rivelata un successo, riuscendo a raccogliere oltre 170.000€ in pochissimo tempo. Il gioco sarà in grado di soddisfare le aspettative?

Umorismo e citazioni

The Book of Unwritten Tales 2 si presenta davvero bene. L’ambientazione di Aventasia è notevole, ben pensata e apertissima a nuovi innesti narrativi. Per chi non conosce la saga, i protagonisti di questa avventura sono quattro, tutti magistralmente caratterizzati: lo gnomo Wilbur, divenuto un mago non troppo capace, rappresenta il classico eroe totalmente buono; l’elfa Ivo, una nobile tra la sua gente, ma sempre in cerca di avventura nonostante il suo fare un po’ snob; il furfante Nate, anti-eroe per eccellenza, accompagnato, a mo’ di Han Solo & Chewbecca, dal suo amico Critter, una “cosa” rosa e pelosa, assai simpatica e dal linguaggio incomprensibile. Insomma, un cast piuttosto tipico e stereotipato, ma in cui si racchiude una grossa forza. Vanno elogiati anche i dialoghi, leggeri e pieni di un umorismo acutissimo, e la montagna di citazioni che ci accompagneranno lungo tutta l’avventura. Sì, perché una delle cose che colpisce maggiormente sono sicuramente le citazioni di opere tanto care al videogiocatore o, più in generale, al piccolo nerd che cresce in ciascuno di noi.

Si spazia da Il Signore degli Anelli a Doctor Who, da Final Fantasy a Shrek, passando anche per Skyrim e una marea di altri esponenti della cultura pop che non mancheranno di strapparvi più di un sorriso, e vi assicuriamo che sono presenti davvero in gran quantità, a volte palesissime, a volte nascoste qua e là tra i dialoghi e i fondali. Sarebbe davvero un crimine non dedicare la giusta attenzione nello scovarli. Anche la trama riesce nel difficile compito di appassionare, è dinamica e si fa seguire con interesse per tutta la sua lunghezza, decisamente importante rispetto alla breve e intensa esperienza delle odierne avventure – in particolare quelle episodiche: naturalmente è un fattore che porta facilmente ad un’alternanza nel ritmo della narrazione, cosa che potrebbe far storcere il naso a chi cerca, anche nelle avventure grafiche, maggiore immediatezza. Siamo sicuri, però, che questo è un problema che difficilmente riguarderà i giocatori di lunga data, cresciuti con gli illustri predecessori del genere. Gli enigmi sono invece molto stimolanti, quasi sempre intuitivi, e molto appagante è la sensazione portata dalla loro risoluzione, anche questo fortemente in linea con la tradizione delle avventure classiche.

The Book of Unwritten Tales 2

Aventasia e i suoi scorci meravigliosi

Per quanto decisamente secondario in una produzione di questo genere, è davvero difficile trovare difetti nel comparto tecnico. È impossibile non rimanere estasiati davanti ad alcuni degli scorci che offre Aventasia, e per questo un plauso alla creatività e al gusto artistico dei ragazzi di KING Art è dovuto. Il motore di The Book of Unwritten Tales 2 è in 2.5 dimensioni, consta cioè di personaggi poligonali che si muovono su fondali prerenderizzati. Questi ultimi sono assolutamente indistinguibili da una produzione full-3D, minuziosamente dettagliati e coloratissimi. Lo stesso dicasi per i personaggi e gli oggetti poligonali, anche se i toni entusiastici, in questo caso, devono essere smorzati leggermente a causa di una texturizzazione buona, ma non certo eccezionale. Un difetto che, data la tipologia di prodotto, non inficia minimamente sul giudizio. Anche la fluidità è un fattore di poco conto nelle avventure grafiche, ma il motore di gioco va segnalato per fluidità e resa anche su PC di fascia medio bassa: diciamo che una scheda video non particolarmente performante e 4GB di RAM possono bastare per godersi appieno l’esperienza di gioco, senza scendere a compromessi con dettagli e risoluzione. Di buona fattura anche l’audio, con un doppiaggio in inglese di buon livello e un accompagnamento musicale di qualità: forse un po’ di varietà in più nell’offerta musicale non avrebbe di certo guastato, visto che i brani tendono a ripetersi, e questo, in un prodotto dalla longevità piuttosto elevata, potrebbe risultare alla lunga un fattore di non poco conto.

The Book of Unwritten Tales 2

Un gameplay classico ma lentissimo!

Riassumendo quello detto fino ad ora, The Book of Unwritten Tales 2 potrebbe sembrare l’avventura grafica definitiva: bei personaggi, caratterizzazione eccezionale, dialoghi divertenti, enigmi stimolanti, solido comparto tecnico e umorismo e citazioni a farcire il tutto. Purtroppo, un paio di aspetti non ci hanno convinto pienamente. Il primo è la già citata lentezza del ritmo della narrazione e, a volte, i dialoghi paiono leggermente ridondanti. Chi ha vissuto videoludicamente gli anni ’90 stia tranquillo, è comunque una lentezza che rientra ampiamente nei canoni del genere, ma avremmo preferito un maggiore equilibrio tra la tradizione e una più innovativa immediatezza, da riuscire ad esaltare così il racconto, movimentato e veloce sin dalle prime battute. La seconda nota dolente riguarda la fluidità del gameplay, in particolare la macchinosità dei movimenti dei personaggi: quando si ordina ad un personaggio di compiere un’azione, inizia spesso un processo di micro-spostamenti che durano alcuni secondi, risultando piuttosto snervante a lungo andare. Ci si rammarica che, viste i tool odierni a supporto dello sviluppo, non sia stato fatto nulla per limitare tali lentezze. Infine, facciamo un appunto sulla lingua del gioco: al momento, The Book of Unwritten Tales 2 non dispone di sottotitoli in italiano, ma Adventure Productions pubblicherà nei prossimi mesi una specifica versione per il Belpaese.

The Book of Unwritten Tales 2

Concludendo…

The Book of Unwritten Tales 2 è una gran produzione, i cui unici difetti risiedono principalmente nell’attaccamento quasi integralista ai canoni del genere. Pertanto, è consigliato solo a coloro che, armati di tanta pazienza, non si faranno spaventare da un livello di sfida leggermente più alto della media e dalla prolissità dei dialoghi. Tutto il resto si attesta ad alti livelli, configurando questo secondo capitolo non solo come il migliore della saga ma addirittura come l’avventura grafica migliore uscita nell’ultimo periodo. E se tutto questo vi sembra poco, si possono considerare altri due fattori: prezzo aggressivo e assenza di bug all’uscita, una vera chimera di questi tempi. Insomma, se amate il genere non ci sono scuse per non acquistarlo.

CI PIACE

Probabilmente la migliore avventura grafica di stampo tradizionale degli ultimi tempi.

NON CI PIACE

La macchinosità del gameplay potrebbe spaventare qualcuno. Inoltre il gioco, per ora, è disponibile solo in inglese e tedesco (nei prossimi mesi è attesa la versione sub-ita di Adventure Productions).

Conclusioni

Qualità e quantità senza eguali, nonostante i piccoli difetti è il gioco che tutti gli appassionati di punta e clicca non dovrebbero assolutamente lasciarsi scappare.

8.5Cyberludus.com
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Studente di "Archeologia e Culture Antiche" all'università di Salerno, passa il suo tempo interessandosi di tante, troppe cose. Nulla però è in confronto della sua passione per i videogiochi, quasi insana. Predilige il gioco su PC, il retrogaming, gli RPG e gli strategici, ma non disdegna tutto il resto, ad esclusione dei simulatori di guida che evita neanche fossero debiti.