La serie dei record

Grazie all’Animus abbiamo vissuto avventure indimenticabili: dalle Crociate in Terra Santa alle cronache Rinascimentali, per poi approdare in territorio Americano per vivere la Rivoluzione e l’Era dei Pirati. Le epocali battaglie tra assassini e templari ci hanno appassionato come non mai tra intrighi, vendette, giochi di potere e personaggi (storici e non) pronti a tutto pur di raggiungere il loro fine. In sette anni Ubisoft è riuscita nell’intento di trasformare Assassin’s Creed in una tra le saghe più apprezzate nell’ambito videoludico, rompendo più e più volte record di vendita e garantendosi una fan base davvero nutrita. L’arrivo delle console di nuova generazione ha rappresentato per Ubisoft, l’occasione di portare la propria serie verso un nuovo livello qualitativo. Con Assassin’s Creed Unity gli sviluppatori non si sono posti limiti, cercando di riprodurre in maniera piuttosto fedele, uno tra i periodi storici più interessanti e sfaccettati del passato: la Rivoluzione Francese. Nei panni di Arno Victor Dorian abbiamo passato decine di ore ad esplorare Parigi, attraverso una nutrita storyline principale ed un numero mastodontico di missioni secondarie. Ora siamo pronti a fornirvi ufficialmente il nostro responso finale: via alla recensione e? buona lettura!

Liberté, Égalité e Fraternité

Come prima accennato, Assassin’s Creed Unity si svolge aParigi in piena Rivoluzione Francese, durante il diciottesimo secolo. Prenderemo il controllo di un giovane Arno, che in tenera età sarà testimone dell’assassinio di suo padre. Ritrovatosi solo, il giovane protagonista verrà accolto tra le affettuose mani di François de la Serre, attuale gran maestro dei Templari; una serie di terribili eventi porteranno Arno al dover lottare per la sua stessa libertà e innocenza. Da questo punto in poi, il protagonista entrerà in contatto con Pierre Bellec, membro degli assassini imprigionato nella Bastiglia, che spingerà Arno ad unirsi alla causa della confraternita, per trovare finalmente una sorta di redenzione e vendetta atta a riscattare la morte delle persone a lui care.

In Assassin’s Creed Unity ritroveremo nuovamente l’eterna faida tra assassini e templari ma, nel caso di questo capitolo, entrambi i gruppi si ritroveranno a dover fronteggiare le proprie problematiche interne: sia la confraternita che l’ordine dovranno scendere a patti con prese di potere interne e tradimenti. Ottimo lavoro è stato svolto dal team canadese nel plasmare e dirigere la relazione tra Arno ed Elise de la Serre (figlia del padre adottivo di Arno): il loro amore quasi impossibile si porterà avanti per tutta la storyline principale. L’introduzione di questa significativa relazione alla narrativa del titolo è stata capace di donare un’emotività particolare ad Arno che da tempo mancava ai protagonisti degli Assassin’s Creed.

A differenza dei precedenti capitoli, in Assassin’s Creed Unity abbiamo riscontrato la mancanza delle sezioni all’esterno dell’Animus (o in questo caso di Helix, la periferica Abstergo casalinga). Gli unici momenti di “svago” (se così lo vogliamo definire) dalla Parigi in piena Rivoluzione, sono dati dalle fratture temporali, che porteranno Arno in tre diverse occasioni ad esplorare la capitale francese in epoche storiche differenti. Sezioni divertenti, anche se brevi e fini a loro stesse.

L’inizio di una nuova generazione?

Assassin’s Creed Unity si propone con la medesima impostazione open world che aveva contraddistinto i precedenti capitoli. La Parigi di Unity è immensa, si tratta forse di una delle ambientazioni più impressionanti mai prodotte da Ubisoft per la serie: tutti i più importanti monumenti ed edifici storici come Notre-Dame, la Bastiglia, Versailles e il Louvre saranno presenti nel gioco e liberamente esplorabili. Anche a livello contenutistico il gioco se la cava egregiamente. Oltre alla già corposa storyline principale (completabile in circa dodici ore) si vanno ad aggiungere un gran numero di missioni secondarie di diverse categorie: troveremo omicidi da risolvere (con sequenze investigative ed interrogatori), gli enigmi di Nostradamus (all’apparenza difficili, ma appaganti), le storie di Parigi (vere e proprie missioni che ci verranno assegnate da carismatici personaggi storici e non), un intero locale amministrabile (il Cafè Theathre) ed infine i vari collezionabili come bauli e coccarde sparsi per la mappa. Di certo le ore che potrete passare nella Parigi di Unity sono innumerevoli, anche se l’obbligatorietà della companion app per sbloccare alcuni collezionabili non l’abbiamo affatto apprezzata.

Se dal lato contenutistico il titolo Ubisoft è forse uno tra i più completi della serie, è dal lato gameplay che Unity inizia a scricchiolare. Gli sforzi del team canadese per cercare di svecchiare una formula oramai diventata stantia ci sono e si notano, anche se purtroppo la cura rivolta a certe meccaniche ci ha lasciato più e più volte l’amaro in bocca. Partiamo dall’aggiunta più evidente: il nuovo sistema stealth. Assassin’s Creed Unity presenta delle meccaniche stealth sicuramente interessanti sulla carta, tra cui un sistema di copertura dinamico e la possibilità di spostarsi in maniera furtiva manualmente oltre che mischiarsi tra le folte folle del gioco negli spazi aperti (grazie all’upgrade dell’engine potremo visualizzare fino a 5000 personaggi a schermo)… Meccaniche che all’apparenza ricordano l’ultimo capitolo della saga di Sam Fisher, Splinter Cell Blacklist (con tanto di “ultima posizione nota” visualizzata tramite una sagoma trasparente)! Sulla carta il nuovo sistema stealth sarebbe da considerare una tra le migliori aggiunte alla serie ma, sfortunatamente, parecchi difetti più o meno gravi impediscono alle nuove meccaniche di decollare: primo tra tutti il sistema di coperture, spesso impreciso e problematico, unito ad una intelligenza artificiale incredibilmente pessima e permissiva.

Sul fronte combat system il discorso è un pelino differente: da un lato il titolo Ubisoft è diventato più complesso, con counter spesso difficili da effettuare (soprattutto se ci ritroveremo a fronteggiare più di due nemici) ma lo sbilanciamento dovuto ai gadget di Arno rende il tutto davvero semplice. Granate fumogene, stordenti e gas velenosi ribalteranno in pochi istanti il combattimento a nostro favore e se, nel caso, capiterà di ritrovarsi con un livello di salute pericolosamente basso, basterà utilizzare i medicinali a disposizione per recuperare istantaneamente la salute di Arno, permettendoci di rientrare in battaglia a piene forze. In ogni caso abbiamo apprezzato la varietà sulla tipologia delle armi: in Unity potremo usare armi leggere, a due mani o ad asta con l’aggiunta di fucili e le classiche pistole. Buona l’aggiunta della lama fantasma, che fungerà da mini balestra capace di terminare furtivamente i nemici.

Evidenti e discreti sono i miglioramenti sul movimento del protagonista, che oltre ad offrire animazioni maggiormente fluide permetteranno una discesa controllata dagli edifici (netto miglioramento rispetto ai precedenti capitoli dove raramente era possibile scendere dalle strutture incolumi). Spesso sarà comunque difficile introdursi negli interni degli edifici attraverso finestre aperte, visto che comunque il sistema di controllo durante la scalata risulta eccessivamente macchinoso e problematico. Ottimo invece il sistema di crescita del personaggio il quale, oltre a permettere al giocatore di acquisire abilità per Arno nelle diverse categorie, consente di potenziare ogni singolo pezzo del vestiario dell’assassino come cappucci, armature, accessori negli avambracci e molto altro.

Simpatica, ma nulla di più, l’aggiunta della modalità cooperativa: totalmente slegata dalla trama principale, poco incline alla cooperazione tra i giocatori ed inoltre non esente da problemi per via di un netcode non ottimale. Il consiglio è ovviamente quello di organizzarsi con un gruppo di amici fidati, possibilmente armati di microfono!

Ottimizzazione: questa sconosciuta!

Unity pur essendo l’Assassin’s Creed maggiormente dettagliato e curato dal punto di vista tecnico, risulta essere quello più problematico. Il motivo? L’ottimizzazione del titolo Ubisoft è assolutamente pessima, sotto tutti i punti di vista. Cali di frame rate, freeze, glitch grafici e bug sono solo alcuni dei problemi che attanagliano il titolo sin dalla data di lancio. Se da un lato siamo rimasti colpiti dai dettagli di Parigi e di ogni edifici dall’altro ci è impossibile chiudere un occhio sugli svariati problemi, compresi gli estenuanti tempi di caricamento. Quando un titolo di questo calibro non riesce neppure a garantire i 30 fps fissi in svariate circostanze (soprattutto nelle aree affollate), può solo dimostrare la frettolosità del lavoro degli sviluppatori. Problemi tecnici a parte, grandi passi avanti sono stati compiuti sui modelli dei personaggi: grazie all’utilizzo del motion capture i volti paiono più realistici e curati. Dal lato sonoro molto buona la soundtrack proposta dal team canadese ma solo discreto il doppiaggio in lingua italiana, che per certi personaggi raggiunge picchi qualitativi davvero bassi (voce di Arno in primis).

Concludendo?

Assassin’s Creed Unity può essere visto in due modi: una buona rampa di lancio per i futuri capitoli della serie di questa generazione o una terribile occasione sprecata di imporsi come miglior titolo dell’anno. Unity è un titolo promettente (o almeno sulla carta) che, per via dei suoi gravi problemi tecnici e scelte di gameplay non particolarmente azzeccate, non riesce ad elevarsi dalla massa, lasciando al videogiocatore l’amaro in bocca per le tante buone idee buttate al vento. Peccato!

CI PIACE
  • Parigi è maestosa e dettagliatissima
  • Narrativa (e protagonista) soddisfacente
  • Tanti contenuti
NON CI PIACE
  • Ottimizzazione pessima
  • Semplice e sbilanciato
  • IA incredibilmente arretrata
  • Caricamenti estenuanti
Conclusioni

Se questa è la next gen, prepariamoci al peggio!

7.5Cyberludus.com

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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.