The Last Of Us Remastered – Recensione

Avete presente l’ultimo tramonto al termine di una vacanza da sogno? E’ il più bello, il più intenso, l’apogeo di un’esperienza indimenticabile. The Last of Us è stato proprio questo. L’ultimo bagliore al tramonto della settima generazione di console, tanto luminoso da risultare accecante. Un titolo quasi perfetto. Un instant classic che ora, a un anno dall’uscita su PS3, Naughty Dog ci ripropone in una veste tecnicamente aggiornata. Vale l’acquisto? Scopriamolo insieme.

Un calcio all’anima

La storia è adulta, cruda e credibile, di quelle che ti entrano nel cuore con un calcio e rimangono lì a tirarti le corde dell’anima. The Last of Us parla di cosa succede quando gli uomini smettono di vivere e cominciano a sopravvivere, senza sogni o aspettative, morendo un giorno alla volta. Lo sa bene Joel, il protagonista di The Last of Us, reso duro e cinico da vent’anni di una vita senza gioia. Perché Joel la gioia l’ha persa all’inizio della fine, in una calda notte texana, due decenni prima di svegliarsi nella zona di quarantena di Boston. Joel non è un cavaliere in armatura splendente, non è l’eroe destinato a salvare il mondo dall’apocalisse. Joel fa quello che è necessario, che ci piaccia oppure no. Dall’altra parte dell’arcobaleno abbiamo Ellie, la viva incarnazione di ciò che il mondo di The Last of Us ha perso da tempo: la speranza. Il legame tra i due personaggi è il binario sul quale scorre il treno della storia, ed è eccezionale il lavoro svolto da Naughty Dog nel somministrare la trama attraverso gli occhi di due personaggi tanto lontani, quanto complementari. The Last of Us funziona tanto bene perché ogni avvenimento del gioco, ogni svolta della storia, viene vista attraverso la lente policromatica del rapporto tra Joel e Ellie, due personaggi ai quali è impossibile non legarsi.

La gioia di premere il grilletto

Il comparto gameplay del titolo è rimasto sostanzialmente invariato con il cambio generazionale. The Last of Us è un action-adventure game, con un forte accento sulle dinamiche survival. Il ché vuol dire pochi proiettili, risorse limitate e una quantità di nemici decisamente abbondante, che costringe ad un approccio ragionato e silenzioso. La scarsità di risorse (variabile a seconda della difficoltà) ha un peso importante nelle dinamiche di gameplay, e contribuisce al disperato feel post apocalittico del titolo. La novità di spicco (o almeno, quella più pubblicizzata) di questa Remastered Edition è la Photo Mode. Una modalità che consente, previa pressione dello stick sinistro, di congelare l’azione di gioco, e assumere il controllo totale della telecamera per scattare screenshots altamente suggestivi. Interessante la possibilità di aggiungere all’immagine filtri in perfetto stile Instagram. Era impensabile che il lifting next gen lasciasse fuori dai giochi il magnifico controller PS4, vero protagonista del gameplay di Remastered. Approfittando della nuova periferica, i ragazzi di Naughty Dog hanno assegnato (finalmente) ai grilletti R2-L2 le meccaniche di shooting, lasciando comunque agli utenti la possibilità di scegliere la configurazione classica (L1-R1) della versione originale. La superficie tattile del Dualshock 4 permette l’accesso allo zaino (inventario) e alla gestione delle risorse, mentre lo speaker del controller può essere usato per ascoltare i diari trovati in giro per le ambientazioni o alcuni effetti sonori (come ad esempio il click all’accensione della torcia). In un’ottica user friendly, fa piacere il fatto che gli sviluppatori abbiano reso tutte queste aggiunte assolutamente opzionali, permettendo al giocatore di scegliere la formula più aderente ai suoi gusti personali. Altro punto forte di questa edizione, è la presenza di tutti i DLC usciti per la versione PS3, compresa una valanga di mappe e modalità multiplayer (che vale la pena provare), e il sorprendente Left Behind, prequel del gioco ed eccezionale esercizio di stile narrativo.

Trucco e parrucco

La versione old gen di The Last of Us è probabilmente quanto di meglio sia stato fatto sulle piattaforme della settima generazione. Un titolo che spremeva ogni goccia della potenza di calcolo di PS3, per offrire al pubblico una qualità tecnica senza precedenti. Facile capire come, con un’eredità del genere, le aspettative verso questa Remastered Edition fossero alle stelle. Partiamo con il cambiamento più lampante: 1080p per 60 frame al secondo. Il passaggio a 60 fps aggiunge fluidità e credibilità ad ogni elemento sullo schermo. E’ un cambiamento silenzioso ma cardinale, che si ripercuote su ogni azione e ogni dettaglio del mondo di gioco. Nelle sezioni più frenetiche, l’ancoraggio a 60fps garantisce ai controlli una maggiore responsività e accuratezza, rendendo l’azione più dinamica e appagante. Nelle fasi esplorative, il nuovo framecap offre ad ambientazioni e personaggi una maggiore credibilità, tutti elementi che favoriscono l’immersione del giocatore. Il framerate ci è sembrato stabile anche nelle fasi più concitate, con po’ di stuttering acontestuale e micro-cali per non danneggiano in alcun modo l’esperienza in-game. Ovviamente non basta raddoppiare il framerate per fare il salto generazionale, quindi i ragazzi di Naughty Dog si sono rimboccati le maniche e hanno rifatto il trucco a The Last of Us. Su PS4 tutto risulta più dettagliato e piacevole: illuminazione, ombre, textures, effetti particellari, fogliame. Il pacchetto completo dell’eye candy rifinito e potenziato. Il primo impatto non è certo sconvolgente, ma facendo un confronto diretto con la versione PS3 le differenze si vedono, eccome. Dall’originale The Last of Us, Remastered eredita un comparto sonoro d’eccezione, che comprende un doppiaggio italiano di ottima qualità. Vi consigliamo comunque di gustarvi l’esperienza con il doppiaggio originale inglese, decisamente una spanna sopra la localizzazione nostrana. L’unica nota dolente, anche questa ereditata dall’originale, è rappresentata dalla scarsa intelligenza artificiale dei compagni, il cui comportamento risulta, il più delle volte, assolutamente incomprensibile. Tale è l’idiozia artificiale dei compagni, che i nemici tenderanno ad ignorarli sfacciatamente, dando origine, talvolta, a veri e propri siparietti comici.

Conclusioni

The Last of Us Remastered contiene tutto ciò che ha fatto della versione PS3 un capolavoro assoluto e molto altro ancora. Un acquisto obbligato per chi non avesse giocato l’originale e una consigliabile aggiunta alla vostra nuova collezione PS4. The Last of Us è un’esperienza che vi lascerà dentro un segno profondo ed indelebile, uno degli esempi più lampanti di come il media videoludico possa abbattere le barriere tra intrattenimento e arte.

CI PIACE

The Last of Us Remastered è uno dei migliori giochi attualmente disponibili per PS4. Tanto basta.

NON CI PIACE

Odiate i videogiochi.

Conclusioni

Un gioco quasi perfetto. Uno dei più grandi capolavori della storia del gaming.

9.5Cyberludus.com
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