Destiny – Hands on al Gamescom di Colonia

Manca veramente poco all’uscita di Destiny, lo sparatutto multiplayer di Activision che, ancor prima di debuttare ufficialmente, ha già cominciato a far breccia nel cuore di tutti gli appassionati del genere e non. Dopo il grande successo della beta, di cui vi abbiamo proposto la nostra anteprima video oggi parliamo dell’hands on a Colonia che ci ha visto liberi di scorrazzare nell’universo Bungie per circa 45 minuti. Abbiamo deciso di affrontare due missioni molto differenti tra loro a livello di difficoltà, così per mettere alla prova le nostre abilità e la flessibilità del gameplay. Activision ci ha permesso di giocare in due, Eugenio e il sottoscritto, ovviamente in team, per meglio analizzare la struttura del gioco e le potenzialità della co-op all’interno delle mappe. E questo è il nostro resoconto.

Superluna

E’ difficile aggiungere nuove informazioni all’anteprima che vi abbiamo fornito qualche settimana fa, in quanto il gameplay è, ovviamente, rimasto immutato rispetto alla prova del nostro Alessandro Bruni. Per cominciare abbiamo fatto una capatina sulla Luna, disponibile nella closed beta soltanto per un giorno. Il livello di difficoltà dell’unica missione disponibile non era molto alto, pertanto siamo riusciti a completare la quest senza troppe difficoltà. Anzitutto abbiamo cominciato a conoscere i nemici, dalle torrette ai robot, avanzando assieme mentre gli obiettivi segnavano l’intero percorso. Il gameplay ha cominciato ad emergere in tutto il suo splendore alle prime ondate dei nemici, quando l’intelligenza artificiale degli stessi ci ha costretto a separarci per affrontare le creature da ambo i lati e poi concentrare il fuoco con reciproca copertura. Le sezioni ad ondate sono piuttosto frequenti e non lasciano quasi mai margine di errore, anche se è sempre possibile nascondersi dietro un elemento dello scenario e ricaricare gli scudi – a patto di avvisare il partner per ottenere copertura. Dopo aver eliminato tutti i nemici nell’ultimo step della missione, è emerso un mini-boss piuttosto pericoloso, che ci ha obbligati ancora una volta ad approfondire la struttura del gameplay: stavolta, abbiamo cominciato ad alternare le due armi in nostro possesso – fucile a fuoco rapido e di precisione – ed utilizzare qualche abilità di base, come la spinta sonica, fino a concludere positivamente la missione.

Back to the Earth

In cerca di una sfida più impegnativa, gli sviluppatori ci hanno suggerito la missione più difficile della demo, ovvero Devil’s Lair sulla Terra, da condurre in tre con un altro giocatore. Dopo aver formato il team, ci siamo subito fiondati verso l’obiettivo fronteggiando le orde di nemici che, senza un attimo di respiro, hanno messo a dura prova le nostre abilità. Superata la fase iniziale siamo giunti ad un punto privo di checkpoint: perire in questa fase significa morte permanente nella missione, senza possibilità di ritornare in gioco. L’area, piuttosto grande, ci ha costretto a difenderci da ben 3 ondate di nemici – tra cui i mini boss della precedente missione e piccoli robot molto agili – prima di poter continuare il percorso. Mai come in precedenza abbiamo sentito l’esigenza di cooperare per non sopperire, aiutandoci reciprocamente con coperture e ripristino della salute, resistendo fino alla fine agli assalti nemici e utilizzando, in maniera assolutamente ragionata, i poteri più potenti. Superata la zona si è attivata una nuova area priva di checkpoint, che non abbiamo potuto approfondire per mancanza di tempo.

Commento finale

La demo di Destiny ci ha veramente colpito, soprattutto in virtù della stringente esigenza di cooperare per portare a termine le missioni con successo. Pensare di giocare in solitaria un titolo del genere è una follia, oltre che uno spreco di tempo. Il 9 settembre è alle porte e, con tutta probabilità, sarà la data di una nuova era per gli sparatutto multiplayer. Nel frattempo, Activision ha rilasciato i trailer in italiano di Venere e Marte, che potete trovare di seguito.