Mad Max [Gamescom 2013]

Ancora una volta l’Australia postapocalittica fa da sfondo alle avventure di Max, permettendo ai ragazzi di Avalanche Studios di ricrearla in un mondo open world grazie alla potenza bruta delle console di nuova generazione. Ogni location del film, dalle dune sabbiose passando per i rottami di metallo e strutture in rovina, testimonianza di una civiltà che non esiste più.

La build mostrata ci mostra Max che è alla ricerca di un leggendario motore per il nuovo bolide, poiché sprovvisto della leggendaria Interceptor. La sezione del gioco mostrata si collocava a circa un terzo del gioco e verteva sul recupero di parti di auto per potenziare il proprio veicolo. Max e il fido compagno meccanico Jeet erano a bordo di un’autovettura e si avvicinavano con circospezione all’accampamento di una gang. Per evitare di essere scoperti da una delle tante sentinelle appostate su torri di guardia era possibile in qualsiasi momento passare ad una modalità cecchino attraverso la pressione di un pulsante del controller: Max si scambiava di posto con Jeet e l’inquadratura passava dalla terza alla prima persona. Per eliminare una seconda guardia gli sviluppatori hanno invece optato per un espediente più diretto ed appariscente: scagliare l’arpione dell’auto alla torre in sradicare l’intera struttura, guardia malcapitata compresa.

L’efficacia e spettacolarità di quest’azione non è però passata inosservata, allarmando l’intera popolazione dell’accampamento. Sceso dal veicolo Max si è fatto strada a piedi all’interno della fortezza, così da mostrare il sistema di combattimenti e scontri a fuoco del gioco. Essendo le munizioni abbastanza limitate, si è optato soprattutto per il primo, che ricorda abbastanza la serie di Batman, tra parate, contrattacchi, attacchi leggeri, pesanti e combo varie, oltre alla possibilità di raccogliere armi per utilizzarle contro i nemici. Non mancano neppure mosse speciali e altamente brutali per terminare uno scontro uccidendo all’istante un avversario. Una volta raggiunto il veicolo con i componenti da riciclare, Max ci salta su ed incomincia una rocambolesca fuga con inseguimento a bordo di veicoli. La fisica e il sistema di controllo risultano abbastanza profondi, permettendoci ad esempio di sparare in corsa ai conducenti, alle gomme dell’auto oppure ad eventuali barili esplosivi trasportati dalle vetture.

Raggiunto una delle molteplici officine sparse nella mappa di gioco siamo passati alla seconda fase della demo. In Mad Max infatti le fasi di guida e gestione dei veicoli risultano importanti tanto quanto quelle a piedi, un po’ come accadeva in Rage. Potremo modificare la carrozzeria, il motore, le gomme ed aggiungere particolari accessori. I componenti installi sul nostro bolide influiranno non solo sull’estetica di quest’ultimo ma anche sulle statistiche macchina quali l’accelerazione, la velocità massima raggiungibile, la manovrabilità e così via. Bisogna valutare accuratamente l’assetto di guida per la missione successiva in modo da procedere più spediti. Ad esempio gli sviluppatori, essendo a conoscenza che Max avrebbe fatto una capatina nel luogo conosciuto come The Jaw, ha optato per gomme da sabbia profonde ed installato un rostro frontale. Quest’ultimo in particolare si è rivelato utile per sbarazzarci dei teppisti che ci sbarravano l’ingresso della location, consentendoci di far ribaltare i veicoli avversari e schiacciare nemici appiedati.

Giunti di fronte gli imponenti cancelli di The Jaw, Max utilizza l’arpione del veicolo per sradicarle, ma cosa ci attendesse al di là non c’è stato svelato poiché la demo terminava esattamente in questo punto. Mad Max sembra un gioco interessante che trasuda dello spirito dell’opera originale senza tradirne il feeling crudo delle avventure cinematografiche dell’antieroe australiano. Si spera che quando il gioco arriverà nei negozi nel corso del prossimo anno il comparto tecnico sia stato rifinito. Ai posteri l’ardua sentenza…

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Redazione
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