Soul Sacrifice ? Recensione

Il coraggio di osare

Un fulmine al ciel sereno ( e monotono aggiungeremmo) è stato il debutto di Soul Sacrifice nel panorama di Playstation Vita, una console tanto potente quanto poco sfruttata e presa in considerazione dalla maggior parte degli sviluppatori. Le software house non osano e non rischiano quando si tratta della nuova console portatile Sony. Proprio per questo l’anno scorso, durante la visione del trailer di Soul Sacrifice, abbiamo iniziato a sperare grazie allo stile visionario di Keiji Inafune, director di questo particolarissimo action/RPG sviluppato in collaborazione con Marvelous Entertainment. Inafune dopotutto ha fatto tanto in casa Capcom, e adesso, senza più le ali tappate da vincoli e contratti, il suo genio non poteva non sfornare un titolo degno di essere sviscerato a dovere. Il titolo è stato ufficialmente distribuito oggi nei negozi specializzati, ma Sony non ha nemmeno dimenticato una versione digitale su PSN. Cyberludus, grazie alla copia inviataci qualche settimana fa, vi offre una succulenta recensione per farvi un’idea chiara su questo titolo e per capire se vale davvero la pena sborsare 40 euro e rispolverare Playstation Vita. Pronti a immergervi in un mondo oscuro e corrotto dalla stregoneria, ma soprattutto, cosa siete disposti a sacrificare per il potere e per la libertà?

C’è sempre un prezzo da pagare

C’era una volta..un regno corrotto e infernale! Eh si, il prologo di Soul Sacrifice non si può certo considerare tra i più sereni e piacevoli: nel bel mezzo di una sorta di ultraterrena landa desolata, in cui si possono chiaramente sentire le urla strazianti di anime in pena, il nostro alter-ego si risveglierà imprigionato e prossimo all’esecuzione da parte del sadico stregone Magusar. Per nostra fortuna, il fato ha deciso di darci una possibilità, dato che entreremo subito in possesso del Librom, una sorta di tomo stregato parlante che ha la capacità di far rivivere in prima persona a chi lo legge le imprese dei protagonisti delle pagine in esso contenute. E a quanto pare le gesta che andremo a ripercorrere sono proprio quelle del nostro carceriere, Magusar.. e qui ci fermiamo per non incappare nello spoiler, ma vi assicuriamo che ne vedrete delle belle tra colpi di scena e conseguenze che scaturiranno nientemeno che dalle vostre scelte! L’impatto con la storia è decisamente piacevole e coinvolge sin da subito, grazie a toni sempre accesi, maturi, a tratti davvero violenti, in quanto la trama è tutta incentrata sul dolore e sul sacrificio, il più delle volte necessari per proseguire. Le atmosfere fantasy dalle tinte marcatamente dark, le magie e i viaggi nel tempo attraverso la lettura del libro, fanno la parte del leone in questa produzione e rappresentano ottimi ingredienti per infarcire una storia degna d’interesse, arricchita da leggende, aneddoti e tanti oscuri personaggi. Tra questi non possiamo non citare Magusar e Sortiara, che ci accompagneranno (in un modo o nell’altro) nel nostro tormentato viaggio. Sfiziosa anche la compagnia del Librom, sempre pronto a darci una mano, quando non è impegnato a punzecchiarci con sottile ironia.

Reami perduti, e dannati..

Se c’è una cosa che di Soul Sacrifice ci ha conquistato sin da subito, quella è sicuramente rappresentata dal level design. La firma di Keiji Inafune e di un team composto da veri e propri sceneggiatori ed artisti, è più che evidente sin dalle prime schermate di gioco. L’universo di Soul Sacrifice prende fortemente spunto dall’immaginario fantasy, impreziosito in questa sede da ingenti dosi di carattere dark. Lande desolate avvolte nella nebbia, rovine tormentate da tempeste e maremoti, foreste sinistre, paludi malsane e tutto il repertorio classico ospiteranno orripilanti creature, alcune davvero raccapriccianti, soprattutto i temibili boss di fine livello. Tecnicamente, nonostante un ottimo lavoro ci troviamo di fronte ad un impianto grafico che non sfrutta al massimo il sistema Vita: scenari lineari, il più delle volte semivuoti e aridi di dettaglio e texture sottotono in alcuni frangenti. Avremmo gradito scenari più estesi, ma ci troviamo di fronte ad un’infinità di dungeon realizzati apposta per ospitare nemici da abbattere senza pietà. Ottimo invece il comparto audio, caratterizzato da musiche di accompagnamento decisamente azzeccate. Molto buono il doppiaggio inglese e abbastanza ben tradotti i sottotitoli in italiano.

Potere è sacrificio

Soul Sacrifice rappresenta in tutto e per tutto un action/RPG, già da molti considerato come il Monster Hunter dell’universo dark/fantasy. Se proprio dobbiamo essere sinceri, riteniamo il paragone non pienamente azzeccato, vista la maggiore profondità di questo titolo. Dimenticate anzitutto armature e arsenali bellici: qui sono le magie a dominare la scena. Il protagonista dovrà infatti sfruttare le memorie del Librom per apprendere i segreti oscuri di Magusar. Si possono selezionare sei magie differenti, tra le centinaia offensive e difensive che troverete strada facendo, utilizzando i tasti Quadrato, Triangolo e Cerchio (con il tasto X potrete rotolare o scattare). Grazie ai tasti direzionali invece, attiverete una sorta di visuale ad infrarossi, grazie alla quale potrete scovare non solo i punti deboli dei nemici, ma anche i power-up reperibili lungo i livelli dello scenario. Le magie sono efficaci, ma i nemici non se ne staranno certo a guardare e schivare gli attacchi non sarà sempre facile (soprattutto quando sarete circondati). A questo proposito va detto che il titolo non è certo adatto ai più pigri: non esistono diversi livelli di difficoltà e mano a mano che avanzerete troverete mostri sempre più coriacei. Salire di livello il più in fretta possibile è il consiglio che vi diamo per sostenere battaglie in futuro davvero impegnative. Il bello arriva non appena abbatterete i primi brutti ceffi: il protagonista potrà scegliere se redimere o sacrificare (poggiando il dito in angolo a sinistra o a destra dello schermo) le anime dei malcapitati di turno. Cosa succede? Beh, nel primo caso potremo aumentare il nostro potere magico, mentre nell’altro vedremo aumentata la nostra energia. La scelta sarà direttamente proporzionale al nostro status: se siamo feriti ci conviene sacrificare le anime; se siamo a corto di potere saremo più misericordiosi con queste creature dannate. Nemico dopo nemico, collezioneremo anche le anime dei morti, indispensabili per i sigilli di potere che potranno essere associati al nostro braccio destro. Da qui potremo modificare le nostre abilità e recuperare bonus battaglia dopo battaglia. Ma il titolo non parla solo di anime e dolore, ma anche (e soprattutto) di sacrifici. Il protagonista sarà infatti costretto a sacrificare parti del proprio corpo, il solo modo per evocare i Rituali Oscuri. Il potere accumulato ci permetterà di avere la meglio sui nemici, ma allo stesso tempo la perdita degli arti indebolirà le nostre prestazioni. Solo al termine delle battaglie potremo curarci, ma il prezzo non farà che aumentare ogni volta che abuseremo dei Rituali Oscuri. Un’altra scelta da prendere avverrà in caso di morte: possiamo ritornare in battaglia sottoforma di spirito e indebolire i nemici, oppure chiedere aiuto agli altri giocatori che ci cureranno all’istante, nemici permettendo naturalmente. Il sistema di controllo funziona piuttosto bene e abbiamo apprezzato molto le magie e il sistema del sacrificio della anime. Abbiamo però notato una certa ripetitività di fondo: leggi le pagine del libro, combatti con le magie dungeon dopo dungeon, ritorna al libro. E stiamo parlando di ben 30 ore di gioco per chi vuole completare al 100% il gioco scovando e ottenendo di tutto e di più. La ripetitività svanisce quasi del tutto invece grazie alla campagna multiplayer, disponibile sia in locale che online fino a un massimo di quattro giocatori. Il bello sta nel fatto che potrete scegliere di sacrificare o salvare i vostri stessi compagni traendone pieno vantaggio: potrete infatti scegliere se rimetterli in sesto per darvi man forte in battaglia oppure consentire loro di sferrare un ultimo, disperato (ma letale) attacco finale prima di spirare per sempre.

Conclusioni

Soul Sacrifice rappresenta al momento uno dei titoli di punta di Playstation Vita, decisamente in grado di donare vigore a questa console tanto prodigiosa quanto poco sfruttata, ma attenzione. L’ultima fatica di Marvelous Entertainment non è un gioco adatto a tutti, sia per la ripetitività di fondo, che costringe il giocatore ad avanzare dungeon dopo dungeon e a non fare altro che sterminare abomini e acquisire power-up, sia a causa del livello di difficoltà, mai frustrante, ma da non prendere assolutamente alla leggera, a causa dei nemici, decisamente più tosti di quello che sembrano. Questo non rappresenta necessariamente un difetto, anzi esalta un titolo in cui ogni mossa va ben studiata per proseguire. Gli appassionati di action/RPG, soprattutto i fan di Monster Hunter, troveranno pane per i loro denti, ma anche gli amanti delle belle storie insaporite da atmosfere fantasy, che grazie al genio di Inafune trascinano il giocatore in un mondo perduto, ancestrale e dimenticato, ma che in questo gioco prende vita, facendo da scenario a battaglie divertenti quanto impegnative.

CI PIACE

– Trama piacevole e personaggi secondari mai banali \n- Tantissime magie, power up e ottima personalizzazione. Interessante il sistema del sacrificio e delle scelte che porta in battaglia\n- Longevità mica da ridere..\n- Scenari fiabeschi quanto tetri e sinistri. Ottima colonna sonora \n- In multiplayer risulta decisamente avvincente..

NON CI PIACE

– ..ma in singolo potrebbe risultare piùttosto ripetitivo \n- Comparto tecnico non sempre all’altezza. Scenari semivuoti e ripetitivi \n- Non adatto a tutti visti i nemici coriacei

Conclusioni

Keiji Inafune sforna un action/RPG brillante, divertente ma allo stesso tempo impegnativo, che farà la gioia dei fan di Monster Hunter come quella degli appassionati dei giochi d’azione frenetici, ma allo stesso tempo ricchi di atmosfera.

8.5Cyberludus.com
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Redazione
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