Harvest Moon GBC – Recensione

Videogiochi e calma: due universi fin troppo spesso paralleli. Non sono tante le volte in cui questi due mondi si sono incontrati ma quando è accaduto il risultato è sempre stato quantomeno interessante. Molti conosceranno, per esempio, la notissima serie Animal Crossing: lì di calma ce n’è quanta volete e state ben certi che tutta quella tranquillità e tutto quel silenzio valgono l’esperienza. Prima ancora che noi occidentali potessimo intraprendere la nostra prima avventura della foresta degli animali, tuttavia, era il turno di Pack-In-Video e Natsume di riscrivere alcuni canoni della ?calma’ videoludica con una esperienza di vita talmente quotidiana e d’altri tempi da risultare immediatamente affascinante: l’esistenza contadina di Harvest Moon. Dopo un apprezzato episodio di esordio su Super Nintendo, Victor Interactive Software ha proposto la stessa formula sugli schermi portatili del GameBoy ed è proprio questa la versione ad aver recentemente raggiunto la Virtual Console di Nintendo 3DS, pronta per essere assaporata da un nuovo pubblico. Dal momento del download sembra di sentire nell’aria l’odore della terra appena smossa? Una nuova vita contadina ha inizio nelle nostre tasche!

Una difficile eredità

La vita di campagna è sempre stata un riflesso dello sforzo e del sudore che qualunque contadino ha dovuto versare per riuscire a mantenersi, a contatto con gli animali, le piante e la vita della terra. Il nonno del protagonista, proprietario di una grande fattoria, purtroppo viene a mancare: durante una notte egli appare in sogno al proprio nipote chiedendogli di raccogliere la sua eredità e continuare il suo lavoro di contadino; al risveglio, però, lo scenario è desolante: i campi sono spariti, la terra è arida e rocce e sterpaglie rubano la scena ai fiori e alle piante? Perfino gli spiriti del raccolto sembrano più silenziosi del solito! E’ tempo di recuperare vanga, semi e innaffiatoio: bisogna ricostruire una fattoria, risolvendo questo problema ?alla radice’.

Occhi aperti su tutto

Si mette un piede giù dal letto, si fa colazione con un bel bicchiere di succo di frutta e una brioche croccante e si guardano le previsioni del tempo: per fortuna sarà sereno sia oggi che domani, non dovremo preoccuparci delle intemperie. Tutti questi elementi sono rilavanti per la costruzione del gameplay di Harvest Moon: usciti di casa ci si rende subito conto che bisogna sistemare il territorio quanto più possibile e il capanno degli attrezzi contiene già tutti gli strumenti necessari, come un martello per eliminare le rocce, una falce per raccogliere il foraggio ed eliminare le erbacce e una zappa per preparare il terreno alla coltivazione? Si tratta di attività che, mano a mano che vengono svolte, affaticano il giocatore-contadino, obbligandolo al riposo, mentre il tempo scorre impietoso. Il gioco si suddivide in giornate e in stagioni, composte ognuna da circa trenta giorni ciascuna: durante ogni singola stagione si possono incontrare diverse condizioni atmosferiche e piantare solo determinate categorie di vegetali, ognuna con il suo tempo di crescita, prezzo di vendita e reazione all’innaffiatura. Una volta cresciute le piante, queste possono essere riposte in un piccolo magazzino per poi essere recuperate da un distributore, che ne valuterà il prezzo ogni giorno alle cinque del pomeriggio. La vita del contadino non finisce solo tra le quattro assi di legno della staccionata della sua fattoria: poco lontano è presente, infatti, una piccola cittadina, con tutti i comfort e le necessità di un bravo lavoratore; un bar per la ristorazione, un venditore di bevande, un commerciante di animali che può improvvisarsi veterinario, un carpentiere, una commerciante di strumenti, una chiesa dove pregare la dea del raccolto e farsi predire il futuro e, ultimo ma non ultimo, una venditrice di semi, necessari per lo sviluppo della nostra fattoria e delle nostre finanze. Un bravo contadino, però, non si occupa solo di piante e vegetali assortiti: gli animali posseggono un ruolo fondamentale nell’economia di Harvest Moon, con cani e gatti, difensori del territorio, cavalli per il trasporto e galline e mucche, generatrici di uova e latte, lavorabile in burro e formaggio, ottimi prodotti da gustare e da vendere per ottenere un profitto ancora maggiore. Per allevare questi animali, tuttavia, è necessario tenere sotto controllo le proprie scorte di foraggio e fare sempre in modo che nessuno di questi si deprima; oltretutto, è possibile far nascere nelle proprie stalle sia vitelli che pulcini, senza dover ricorrere ad acquisti costanti nel negozio di animali. La struttura di gioco, quindi, vive di una ripetitività congenita che, fortunatamente, non stanca: vedere maturare i propri sforzi è un processo che riempie di orgoglio e passione e anche se, alla lunga, sarà sempre più difficile tenere sotto controllo tutte le proprietà, non c’è ragione di preoccuparsi: i folletti del raccolto, se opportunamente aiutati, faranno piacevolmente da supporto all’agricoltore e all’allevatore di turno anche mentre la console è spenta!

Cromie per tutte le stagioni

Le molteplicità dei colori della natura, per chi la ama ed è abituato a viverci a stretto contatto, non sono certo un mistero: il verde delle foglie estive e le sgargianti tinte primaverili, l’oro che tinge l’autunno e il candido bianco della neve invernale? Tutto fa parte di un ciclo che si ripete ogni anno e che ci viene reso manifesto attraverso i cambiamenti cromatici. In Harvest Moon, perfino su una console come il GameBoy Color, valgono le stesse regole: cambia il colore del terreno insieme a quello del foraggio, cambiano le tinte perfino delle verdure e tutto può sembrare più acceso o più spento a seconda che piova o che la vibrante luce del sole colpisca le foglie fin dal primo mattino. I colori sono ancora più sorprendenti se accostate alle ottime animazioni di tutti gli sprite, specialmente per quelli degli animali, dove qualche frame basta a destare una immediata e viva simpatia. La colonna sonora è tranquilla e riflette anch’essa le condizioni ambientali: la melodia sarà più viva durante l’estate e più mogia durante l’autunno, tutto in coordinazione con gli eventi che si dispiegano? Unico problema è il suo ripetersi in un loop fin troppo rapido, ma per fortuna riesce a bilanciare questo problema restando fischiettabile e godibile anche per lunghe, lunghissime sessioni. Grandissimo plauso va fatto al manuale elettronico del gioco: le immagini e gli esempi sono incredibilmente esplicativi e non c’è pericolo che le spiegazioni risultino incomprensibili.

Conclusione

La vita di campagna riflessa in questo episodio portatile di Harvest Moon non è di certo una esperienza per tutti ma saprà sicuramente affascinare chi vorrà abbracciarla: nonostante i ritmi, veloci o lenti a seconda delle stagioni, mosci o trafelati a seconda degli impegni, tutto è così vivo e vedere crescere piante e animali attorno a sé è tanto soddisfacente da rendere meno pesante la ovvia ripetitività di tutto l’insieme. Questa ripetitività, infatti, è un sacrificio che va fatto all’impegno e allo sviluppo del proprio lavoro: la fattoria è viva e di certo non può curarsi da sola, solo chi ha voglia di sudare può ottenere il successo. Le verdure continuano a crescere, il muggito di una nuova vita ci chiama alla stalla e subito dopo siamo nel capanno adiacente, a guardare tre galline che litigano per il cibo mentre la quarta dorme, in un angolo: Harvest Moon, perfino su GameBoy Color, perfino nella sua semplicità, trasmette una grande atmosfera di pace. La soddisfazione di andare a letto sudati e consci di aver lavorato tanto è senz’altro una grande gratifica per l’animo umano.

CI PIACE

– Gameplay attraente e struttura piena di fascino\n- La fattoria, dopo poco tempo, si rivela piena di vitalità\n- Procedere nel gioco regala grandi soddisfazioni

NON CI PIACE

– Geneticamente ripetitivo\n- All’inizio i ritmi possono sembrare piuttosto lenti\n- E’ un prodotto ‘elitario’

Conclusioni

Harvest Moon GBC è una esperienza pacifica, elitaria ma pronta ad essere assaporata ad ogni palato: con essa viaggiano i valori di una cultura di altri tempi dalla quale è davvero, davvero semplice farsi catturare

8.5Cyberludus.com
Articolo precedenteSoul Sacrifice ? Recensione
Prossimo articoloResident Evil: Revelations in un nuovo “contagioso” video
Redazione
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.