Zone of the Enders HD Collection – Recensione

Le raccolte di grandi classici del passato sono tornate in auge come non mai. La pratica delle conversioni in alta definizione è diventata ormai consueta, e il grande pubblico ha così la possibilità di conoscere titoli di nicchia o appartenenti a altre ere videoludiche. Ora è il turno di Zone of the Enders, serie creata da Hideo Kojima, ben più famoso come autore di Metal Gear Solid, e che ha ottenuto buoni successi nei primissimi anni di vita di Playstation 2. Ora i primi due capitoli si ripresentano "restaurati" in HD, contestualmente all’annuncio dell’attesissimo terzo capitolo (a data naturalmente da destinarsi), ed eccoci qui per analizzare il lavoro svolto da Konami.

E’ bene segnalare che una delle (poche) novità in questa raccolta è data dalla splendida intro iniziale, che presenta entrambi i giochi, che è stata disegnata appositamente dallo Studio Sunrise, studio di animazione piuttosto celebre e autori di serie del calibro di Cowboy Bebop, Code Geass, City Hunter e I cieli di Escaflowne. Da segnalare anche che nel disco troveremo la demo di Metal Gear Solid Rising: Revengeance.

Zone of the Enders

Capitolo seminale, pionieristico per certi versi, Zone of the Enders è stato uno dei titoli di punta di PS2 in Giappone nei primi due anni di vita e ha avuto il pregio di riportare interesse nei confronti dei giochi di combattimenti mech (dai tempi di Virtual On). Visto al giorno d’oggi, l’appartenenza al primo arco di vita di PS2 è evidenziato da una realizzazione tecnica molto acerba e dai filmati di intermezzo in Computer Graphic a dir poco obsoleti, evidenziando ancora il retaggio con la prima Playstation. Il lavoro di restyling è comunque molto apprezzabile, in quanto la fluidità del gioco migliora in modo evidente, e le texture dei mecha sono davvero affascinanti e risaltate dall’alta definizione. Discorso diverso per i fondali e le arene di scontro, che naturalmente restano scarne e povere come lo erano ai tempi. Restano i problemi con le telecamere, seppur non frequentissimi, per via di una certa difficoltà nel seguire obiettivi con targeting. Molto belle le musiche, vera colonna portante, e discreti gli effetti ambientali. Il doppiaggio inglese è abbastanza efficace, peccato però non avere a disposizione la traccia originale giapponese, e lo spazio a disposizione nel Blu-Ray l’avrebbe certamente permesso. Non è solo l’invecchiamento tecnico a pesare sull’obsolescenza del primo Zone of the Enders, anzi con grande probabilità è la sua struttura di gioco e la narrazione a invecchiarlo più di tutto il resto. Molto spesso nel corso del gioco troveremo dei punti dove non potremo proseguire e, senza che sia spiegato in alcun modo, dovremo tornare a recuperare armi e varie upgrade nelle arene precedenti. Arene che avevamo lasciato vuote e liberate, ma che ora sono ancora inspiegabilmente sotto scacco, e da parte di nemici naturalmente più forti. Questo backtracking continuo può infastidire, soprattutto per la sua mancanza di chiarezza e di logica, che a oltre dieci anni di distanza rischia di essere difficile da accettare. Nonostante questi difetti, resi macroscopici dal tempo, se affrontato con pazienza (anche per la sua longevità piuttosto corta) Zone of the Enders è in grado di regalare delle emozioni agli appassionati del genere, e di valere tutte le ore necessarie per completarlo. La giocabilità è sempre di un livello medio molto alto, controllare il mech è semplice e immediato fin dalle prime battute di gioco. L’agilità e l’efficacia delle schivate, in generale la sensazione di velocità molto buona, danno una sensazione di controllo reale del mezzo. E’ presente anche una modalità multigiocatore per due utenti, da sbloccare, e un finale alternativo, anch’esso da sbloccare ma con un maggior numero di sforzi: dovremo ottenere il massimo punteggio in tutti gli scontri.

Zone of the Enders ? The 2nd Runner

Il seguito è uscito esattamente due anni dopo il primo capitolo, e porta lo standard tecnico a livello di avanguardia. La realizzazione grafica è davvero sontuosa, con miriadi di dettagli (e nemici) su schermo contemporaneamente e con un livello di dettaglio decisamente superiore al capostipite. Anche stilisticamente si avverte una maggior cura, i filmati in CG sono stati sostituiti da spezzoni anime realizzati ad hoc, con grande maestria peraltro, e la storia ha un peso nell’economia di gioco decisamente maggiore rispetto al precedente episodio. Il passaggio in alta definizione non ha fatto che esaltare ulteriormente la realizzazione tecnica, che potrebbe tranquillamente essere scambiata per un gioco "dei giorni nostri" e non del 2003, anche grazie a una direzione artistica, oltre che realizzazione grafica, fuori parametro. Resta qualche problema con la gestione delle inquadrature, ma sono cose cui comunque si fa l’abitudine in poco tempo. Il comparto audio è addirittura superiore al precedente, così come il doppiaggio inglese, decisamente più intenso nell’interpretazione dei doppiatori. Resta, anche in questo caso, il rammarico per la mancanza della traccia bonus giapponese, che avrebbe di certo rappresentato un bonus apprezzato dai fan. Il gameplay è stato notevolmente raffinato, e sono state introdotte nuove armi e missioni di tipologia diversa per variare l’esperienza di gioco, piuttosto monotona nel primo episodio. La longevità è stata elevata notevolmente, quasi raddoppiando quel primo capitolo (stimabile mediamente sulle 5-6 di gioco), e si lascia rigiocare con maggior interesse per via dei molti extra sbloccabili (anche in questo sarà possibile sbloccare una modalità multigiocatore). Nel complesso questo The 2nd Runner migliora il primo episodio in tutti gli aspetti, e a dispetto di quest’ultimo regge divinamente il peso degli anni, risultando tutt’oggi un titolo intrigante e consigliato a tutti gli appassionati dei giochi di mech, e spesso segnalato tra i migliori in assoluto nel suo genere.

Conclusioni

Zone of the Enders Collection HD è indubbiamente un raccolta dal grande pregio, soprattutto storico. Se il primo mostra purtroppo il segno degli anni, nonostante abbia ancora un certo fascino e sia in grado di attirare interesse e curiosità, è il secondo episodio, The 2nd Runner, a essere il piatto forte di questa Collection. Il voto alla proposta è una sorta di media tra i due giochi, cui comunque il giocatore affezionato può innalzare di almeno mezzo punto, in quanto su certi difetti potrà tranquillamente chiudere un occhio. Per coloro che posseggono gli originali PS2, la scelta di giocarli in HD (e di avere trofei/obiettivi a disposizione) potrebbe far propende per l’acquisto, ma è bene ricordare loro che, oltre all’introduzione animata di circa 7 minuti ai due episodi, e la demo di Metal Gear Rising: Revengeance, non c’è alcuna novità rilevante da segnalare.

CI PIACE

Due classici imprescindibili, nonostante i difetti dovuti soprattutto all’età del primo episodio, che regalano una tipologia d’avventura, quella a tema mech, un po’ in disuso nei videogiochi più recenti. Se l’obsolescenza grafica non vi spaventa, se siete novizi e vi incuriosisce il genere o siete dei giocatori di vecchia data che non hanno potuto giocare la serie all’epoca, questa HD Colletion è un acquisto consigliato.

NON CI PIACE

Se i ?robottoni? non vi stuzzicano più di tanto, Zone of The Enders HD Collection difficolmente riuscirà a farvi cambiare idea. Se poi cercate in un gioco la realizzazione grafica d’alto livello,

Conclusioni

Zone of the Enders Collection HD è indubbiamente un raccolta dal grande pregio, soprattutto storico. Se il primo mostra purtroppo il segno degli anni, nonostante abbia ancora un certo fascino e sia in grado di attirare interesse e curiosità, è il secondo episodio, The 2nd Runner, a essere il piatto forte di questa Collection.

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