Risen 2: Dark Waters – Recensione

Cambio di rotta nei GDR: abbandoniamo definitivamente l’Ordine dei Templari, i castelli medievali e leggendarie armature, per goderci un giro sulla nave tra antichi tesori. Questo è il piano proposto da Piranha Bytes per bissare il successo della serie Risen, attraverso il secondo capitolo Risen 2: Dark Waters , uscito a fine Aprile su PC, Ps3 e Xbox 360 .

La storia ci vede nuovamente nei panni del protagonista del primo episodio, dopo gli avvenimenti di Faranga. L’eroe dell’Inquisizione è di ritorno a Caldera quando la città è pressa sotto assedio dalla guerra e dal fuoco causata da Mara : tutta la spiaggia è osservata 24 ore su 24, dopo che la potente creatura malvagia ha iniziato ad attaccare le navi del porto con l’aiuto del leggendario kraken, un enorme polpo magico in grado di distruggere anche vascelli giganteschi con pochi colpi di tentacoli.

Sebastiano, il Comandante dell’Inquisizione, chiederà al protagonista di unirsi all’equipaggio di Barba D’Argento , uno dei Capitani pirata più in gamba, poiché è a conoscenza di tutte le informazioni in grado di sconfiggere Mara.

Tutta la storia di Risen 2 si basa proprio sull’obiettivo di sconfiggere definitivamente la creatura malvagia e riportare la pace nei mari, ed i segreti dei pirati, tra forzieri e diari di bordo, ne rivelano tutti i mezzi per farcela.

Dopo aver superato il prologo della storia, entrando nell’equipaggio di Barba D’Argento – nonché padre di Patty , una piratessa incontrata nel primo capitolo della serie – il giocatore apprenderà che per distruggere Mara si devono utilizzare quattro potenti artefatti creati proprio per annientare le sue difese: tali artefatti sono stati custoditi per tutto questo da diversi Capitani, i più importanti, di cui Barba D’Argento fa parte. Al protagonista verrà dunque chiesto di riunire i quattro artefatti per utilizzarli in battaglia contro Mara, e per farlo inizierà un viaggio di mille pericoli, imbrogli, complotti e tesori, per tutta la mappa del gioco.

Inflitrato al quadrato

L’avventura si svolgerà su varie isole, tutte obbligatorie per garantire una buona esplorazione del mondo proposto da Piranha Bytes . Le missioni seguiranno i canoni del genere, con alcune particolarità: fin dall’inizio il videogiocatore viene messo in condizione di scegliere se aiutare una persona piuttosto che un’altra, oppure farsi i fatti suoi per evitare danni. Aldilà dei classici favori da fare ai personaggi del gioco, l’utente avrà la possibilità di scegliere percorsi alternativi per raggiungere alcuni obiettivi.

Tutto ciò è reso possibile dall’introduzione della classe d’abilità vudù, che non solo rappresenta l’espediente più originale del gioco, ma va ad incidere sul modo in cui si affronta il gioco in maniera tangibile.

All’inizio dell’avventura verrà chiesto all’utente di prendere la scelta di sposare la causa degli indigeni piuttosto che quella di un gruppo appartenente all’Inquisizione: tale scelta non riguarderà solo il modo in cui raggiungere l’obbiettivo, ma dividerà le classi di specializzazione tra vudù ed armi da fuoco. In sostanza, non sarà possibile progredire in entrambi i rami, bensì l’alter ego del videogiocatore dovrà diventare abile con la magia nera oppure aumentare le skill con i fucili ed i moschetti.

Presa la decisione, a partire da quel momento alcune missioni saranno gestibili in maniera differente: sfortunatamente, la scelta più saggia per godere appieno della giocabilità di Risen 2 è quella di aiutare la tribù dell’isola, perché aprirà le porte verso il saper creare e maneggiare le bambole vudù. Gli scenari in cui utilizzare questa caratteristica saranno molto simili, ovvero controllare un personaggio per fargli cambiare alcune decisioni o entrare in zone altrimenti inaccessibili. La scelta di optare per la risoluzione delle quest mediante controllo del corpo è sempre la più divertente, tuttavia anche la parte che si trascura lo è, e spesso è quella più intrigante per via della difficoltà che offre il percorso.

Immancabili i tesori dei pirati sparsi per ogni isola: il videogiocatore troverà mappe del tesoro in vendita dai locandieri, in bottiglie trascinate in riva dal mare o all’interno di altri forzieri: questa è una delle tantissime citazioni azzeccate del mondo piratesco, che non fanno altro che far apprezzare la scelta degli sviluppatori di dedicare il titolo a questo affascinante contesto.

Risen 2: Dark Waters è un prodotto di qualità, una ventata di freschezza nel genere degli action GDR che va sempre di più appiattendosi seguendo i solidi binari di gameplay raggiunti in questa generazione videoludica.

A cominciare dall’atmosfera alla One Piece, il clima piratesco si respira anche nella giocabilità, più forte che mai. Cominciamo subito con l’analisi del combat system, che rappresenta il punto cardine del gioco.

Il protagonista avrà a disposizione un’arma primaria per combattere, che potrà essere una lunga ed affilata spada piuttosto che un potente moschetto; tuttavia ogni pirata che si rispetti possiede un trucchetto per avere la meglio sull’avversario e Risen 2 ne mette a disposizione tantissimi: mentre il combattimento è nel vivo, è possibile lanciare della sabbia negli occhi dello sfidante, una noce di cocco in testa, riempirlo di piombo con l’altra mano o eseguire altri trucchetti sporchi sempre più vicini al clichè dell’uomo con la benda su un occhio, come ad esempio far svolazzare il fidato pappagallo.

Grazie a questi stratagemmi divertenti, i combattimenti sono piacevoli da affrontare sia con umani che con bestie trovate sulle varie isole, poiché l’uso del trucco sporco sarà centellinato per via di attesa forzata nell’utilizzo della pistola o dal numero di oggetti che si ha in inventario.

Di sicuro, il combat system funziona meglio tenendo in considerazione la spada come arma principale: infatti, contando su un fucile o un moschetto, la scarsa precisione e velocità delle armi, oltre che il numero di pallettoni acquistabili “al giorno”, ne rendono sconsigliato l’utilizzo. Va detto, tra l’altro, che i nemici non staranno a guardare l’utente mentre si posiziona per mirare, ed anzi lo attaccheranno a vista infliggendo una serie di colpi a raffica, spesso seguendo pattern d’attacco lunghi e letali che non danno modo di reagire.

Già, a voler essere critici a tutti i costi, punto del combat system è esattamente questo: bisogna attaccare l’avversario per primi per mantenere alte le possibilità di restare in vita, perché subendo un colpo spesso e volentieri ne arriveranno altri 3-4 impossibili da evitare. A tal proposito, l’utente può lamentare la mancanza di una qualsiasi forma di schivata, a vantaggio però del contrattacco che, a patto di aver imparato l’abilità, si rivela preciso e molto funzionale se usato nella maniera migliore.

Immedesimarsi nella parte

Accantonati dunque i pallettoni a favore di elsa e lama, sparse per tutto il gioco vi saranno alcune spade rare – davvero poche – che porteranno il nome della leggenda in cui sono menzionate.

Sfortunatamente, la raccolta di queste spade non incide particolarmente sull’avventura, in quanto la differenza rispetto a quelle in vendita non è tanta e, dopo aver raccolto le due parti della spada, sarà necessario forgiare l’oggetto, contando chiaramente sulle abilità associate alla forgiatura, del tutto evitabili.

Pertanto l’equipaggiamento non è vastissimo togliendo i poco ottimizzati fucili e i trucchetti come armi secondarie, tuttavia l’utente può sbizzarrirsi nel scegliere gli indumenti da pirata che l’alter ego dovrà indossare: dimenticandosi di punti armatura, punti salute, punti mana e quant’altro, le vesti scelte andranno ad influenzare solo la soglia di Intimidazione/Eloquenza che il personaggio “emanerà” al proprio interlocutore.

Le vesti sono realizzate con cura, ed è possibile combinare pantaloni di seta con giacche robuste, oppure andare in giro con una camicetta sbottonata. In più vi sarà vasta scelta anche per il capo: bandana, benda dell’occhio e cappello da pirata, tutto per tutti i gusti.

La scarsezza a livello di equipaggiamento si sente fino a un certo punto, poiché non mancheranno i tanti accessori, divisi tra amuleti, anelli ed orecchini: ciascuno di questi porterà dei bonus a specifiche abilità, andando a compensare eventuali mancanze che altresì avrebbero limitato le scelte di gameplay, come la possibilità di aumentare l’abilità nel furto per aprire un forziere chiuso, oppure diventare maggiormente letali con le spade o più resistenti ai colpi nemici.

Acquisire le abilità comporta due requisiti: la gloria ed il denaro, che come sempre vanno a braccetto nel magico mondo GDR.

Completando quest e trovando tesori ed oggetti rari, il videogiocatore otterrà punti gloria che serviranno per aumentare gli attributi del personaggio. Raggiunta una certa soglia per attributo, si sbloccheranno le skill associate a quel livello, che il protagonista potrà acquisire solo ricevendo lezioni dagli npc abilitati.

Trattandosi di un action GDR , non può mancare il consueto ventaglio di abilità a disposizione dell’eroe, che ricoprono quattro classi: lame, armi da fuoco, resistenza, astuzia e vudù. Per ciascuna delle classi ci sono talenti specifici da poter apprendere: le abilità legate alla specializzazione in lame influenzano l’uso di armi da taglio – le classiche spade – armi da punta – i fioretti – e armi da lancio – lance e pugnali.

Le armi da fuoco sono quelle elencate precedentemente, ovvero moschetti, fucili e pistole. La resistenza indica la capacità di subire più danni, l’astuzia è l’abilità che riguarda furto e trucchi sporchi, bilanciando con l’eloquenza la percentuale di intimidazione che appartiene all’astuzia. Infine la classe vudù permette, oltre che di creare e maneggiare bambole vudù, anche di creare pozioni o lanciare maledizioni.

Il protagonista del gioco conterà anche sulla presenza di altri personaggi secondari, che andranno a comporre l’equipaggio a sua disposizione: anche in questo caso i membri da poter arruolare differiranno in minima parte dalla scelta presa ad inizio avventura, tuttavia il gruppo non si rivela parte integrante del gioco in quanto è possibile portarsi in giro solo uno di loro: per ovvie ragioni, la scelta ricadrà quasi esclusivamente su Patty, che entra in gioco più di altri nelle quest principali.

Grazie al DLC è possibile arruolare anche Eldric, una vecchia conoscenza del primo capitolo, e a fine avventura è possibile rendersi conto che rimangono vuoti alcuni slot, segno che probabilmente ci sono altri contenuti aggiuntivi all’orizzonte.

Le isole dai due volti

Tecnicamente Risen 2: Dark Waters è croce e delizia per gli appassionati di texture, soprattutto per l’esigente utenza PC.

Bisogna scindere la valutazione artistica da quella tecnica per trovare tutti d’accordo: il gioco gode di un level design azzeccato, atmosfera che pochi action GDR sono in grado di trasmettere e una bella sceneggiatura che, grazie ai protagonisti della vicenda e a tutte le situazioni in cui verranno coinvolti, rendono piacevole l’intero mondo.

L’esplorazione è godibile, poiché ogni isola ha le sue caratteristiche, anche se purtroppo sulla mappa verranno aggiunti pochissimi punti di trasporto rapido, che sono utilissimi quando ormai il territorio è stato analizzato da cima a fondo – soprattutto perché il respawn dei nemici avviene dopo 2-3 viaggi.

L’alternarsi del giorno e della notte si sente molto nelle foreste, e lanterna in mano è evidente che l’illuminazione del mondo in notturna sarebbe dovuta essere più curata, per via di numerose imperfezioni riguardanti le ombre e gli effetti del fuoco.

Se le isole – almeno di giorno – si fanno apprezzare godendo di diversi dettagli, scorci sul mare piuttosto evocativi e pattern di colori esaltanti, in maniera del tutto diversa dobbiamo commentare i modelli poligonali: le animazioni dei personaggi non sono perfette, salvo in combattimento nonostante la persistenza dei problemi già accennati, e diversi modelli sono stati riutilizzati per più personaggi, nonostante il numero di npc sia decisamente minore rispetto ad altri action GDR contemporanei.

L’esplorazione delle isole soffre di un leggero problema relativo al pop-up, anche se la cosa è stata appositamente studiata: non riproducendo lo sfondo in streaming, Piranha Bytes restituisce il giusto effetto ottico alla vegetazione vista da lontano, ma avvicinandosi col proprio personaggio quelle foglie che pochi passi prima erano piccole si allargano diventano un grande ramo vestito.

Dal punto di vista audio, gli effetti ambientali sono davvero soddisfacenti, soprattutto giocando il titolo con le cuffie, poiché i rumori del mare in sottofondo o lo scricchiolio dei terricci rappresentano i piccoli dettagli che aumentano la qualità globale del comparto sonoro.

Il doppiaggio – inglese – è a livelli standard e le linee di dialogo sono presenti nella giusta quantità, tale da far apprezzare la trama, le battute e le citazioni, ma senza mai annoiare.

Ottima la longevità, che grazie a diverse sottoquest e agli oggetti leggendari presenti nel gioco, arriva a superare le 35 ore di divertimento.

*Risen 2: Dark Waters cambia finalmente il modo di vedere gli action GDR: abbandonati tutti i clichè del mondo fantasy-medievale ne ritroviamo altri, ma tutti dedicati al mondo piratesco.

Una nave, un equipaggio, il Capitano in cerca di gloria con spada in una mano e sabbia nell’altra, salpando per le isole dei mari del sud. Un viaggio tra i Capitani più avidi e astuti alla ricerca di quattro artefatti magici per sconfiggere una creatura malvagia che minaccia Caldera e l’Inquisizione: la formula proposta da Piranha Bytes convince sia nelle intenzioni che nella pratica, attraverso un gameplay vasto e assolutamente originale grazie a diversi espedienti come le pratiche vudù ed un combat system più tattico di quello che si possa pensare.

Tecnicamente altalenante per chi esige il massimo in termini di pixel, ma la variopinta mappa e l’ottimo comparto audio ne fanno un prodotto completo anche sotto questo punto di vista.

Da acquistare sicuramente, e probabilmente tutti rimarranno affascinati dall’atmosfera che il titolo è in grado di offrire fin dalle battute iniziali.*

CI PIACE

Tante quest da affrontare in modo diverso
\nBella sceneggiatura
\nEspedienti di gameplay molto divertenti
\nDiversi omaggi e citazioni al mondo piratesco della cinematografia
\nC’è davvero tanto da vedere e scoprire

NON CI PIACE

Modelli poligonali ed animazioni potevano essere maggiormenti curati
\nEquipaggiamento piuttosto ridotto

8Cyberludus.com
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Redazione
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