The Legend Of Zelda: una delle poche serie che, a 25 anni dalla sua uscita, riesce a mantenere ogni volta una freschezza insolita, con ogni singolo episodio che approda sul mercato come una ventata di novità pur con minime evoluzioni. E tutto questo grazie a una struttura indomabile, a un uso sapiente delle funzioni fiabesche e a una splendente creatività che caratterizza ogni avventura: Link indossa sempre una tunica verde raggiante, panacea per dimenticare la noia e farsi carico, con passione, del destino di Hyrule. A poco più di un mese dal futuro arrivo di The Legend Of Zelda: Skyward Sword, Nintendo propone come regalo per festeggiare l’anniversario di questa epopea un port di un episodio che, nel 2002, aveva trovato un insperato successo, inserito come aggiunta gratuita al remake di TLOZ: A Link To The Past”: “TLOZ: Four Swords” viene preso, restaurato e rimpinguato di molto nuovo materiale, e la cosa migliore è che per godere di tutta la sua grandezza non è necessario sborsare nemmeno un centesimo!

Quattro eroi all’unisono… Una sola, avventurosa anima
Link e Zelda si trovano all’interno di un bosco sacro, nei pressi della roccia che custodisce la leggendaria Quadrispada: questa lama dal grande potere è stata sigillata per bloccare le scorribande di Vaati, il signore dei venti, ma sembra che questo sigillo, imposto ormai da diversi anni, stia per cedere. Mentre Zelda decide il da farsi, Vaati riesce a liberarsi e a catturarla, costringendo Link a un salvataggio in extremis, Quadrispada alla mano… La leggenda vuole, però, che tutti gli eroi che abbiano mai impugnato Quadrispada si trovassero divisi in più entità, generando quattro individui con lo stesso animo ma con corpi indipendenti, capaci di collaborare e ostacolarsi fra loro. Il rischio è elevato ma non c’è tempo per pensare: Link estrae Quadrispada e subito si ritrova insieme a tre suoi piccoli cloni, ognuno vestito con una tunica di un colore diverso. Questi quattro Link dovranno aiutarsi a vicenda per recuperare dalle Fate Radiose le tre chiavi d’argento che garantiranno loro l’accesso al palazzo del temibile Vaati… Riusciranno questi quattro novelli eroi ad andare d’accordo senza fare confusione per restituire al trono di Hyrule la sua principessa?

Meglio bene accompagnati che soli!
The Legend Of Zelda: Four Swords presentava una singolare peculiarità, e questa ridondanza guadagna senso proprio per la stranezza del caso di fronte al quale ci si trovava. Si trattava, infatti, del primo episodio della serie pensato esclusivamente per più giocatori, i quali dovevano interagire connettendo i loro GameBoy Advance per portare a termine le prigioni e sbrogliare tutti i puzzle e gli enigmi al loro interno. La planimetria dei livelli non permetteva la risoluzione di ogni ostacolo solo con un Link e questo nuovo approccio all’avventura ha suscitato un discreto interesse, portando poi alla creazione di un sequel, The Legend Of Zelda: Four Swords Adventures, su Nintendo GameCube. Nintendo, per permettere a tutti di prendere parte a questa avventura, ha deciso di inserire una modalità per un singolo giocatore il quale, accompagnato da un solo eroe extra, potrà tranquillamente affrontare le varie prigioni del gioco sfruttando il suo compagno e, in contemporanea, gli oggetti e le ambientazioni presenti. Il gameplay, in questo senso, subisce alcune profonde variazioni: lo scopo principale di ogni prigione sarà arrivare da un punto A ad un punto B raccogliendo, nel frattempo, una quantità industriale di Rupie. Per l’occasione, infatti, sono stati proposti alcuni tipi di rupia inediti, come le versioni grandi di Rupie Verdi, Blu e Rosse, i frammenti gialli di Rupia che, se collezionati in gruppi da quattro, garantiscono un totale di 500 Rupie e, da ultimo, le Rupie nere, che spargeranno attorno a voi 80 delle Rupie in vostro possesso, lasciandole alla mercè di una prematura sparizione o del vostro avversario. Resta, quindi, la vena agonistica tipica della modalità multigiocatore, preservata nella sua integrità grazie al collegamento Wireless in locale tra le varie console: alla fine di ogni prigione avverrà un conteggio delle Rupie e solo colui che ne avrà collezionate in quantità maggiori potrà guadagnare la vittoria. Questa caratterizzazione agonistica degli eroi-giocatori è la più immediata novità di questo “Four Swords”: abbiamo un eroe, uguale a se stesso se non per una ricolorazione, che vive, in quanto impersonato da diversi giocatori, una sorta di disaccordo con la sua stessa figura, come se Nintendo avesse voluto approfondire un aspetto del carattere di Link che, prima, ci era sempre stato celato. Questo aspetto competitivo, tuttavia, finisce per inficiare sulla difficoltà del gioco: le possibilità di Game Over, infatti, sono piuttosto basse in quanto, ogni volta che l’ultimo portacuore sarà svuotato, ogni eroe potrà sempre tornare in azione pagando un dazio di Rupie; si tratta di un espediente che resta interessante per le partite in competizione ma che risulta poco intrigante nella campagna per il giocatore singolo.

Sfocamento d’ingegno
Mi permetto di prendere la parola in prima persona… Qualcosa non va. Dopo aver analizzato la serie The Legend Of Zelda nel contesto di una tesi di laurea, ogni successivo approccio è carico, costantemente, di un grandissimo fascino ma anche di un minimo di paura e di preoccupazione. E’ il dramma della creazione di un’aspettativa, molto lontana dal semplice hype, che mette in scacco il giudizio su un titolo in più occasioni, e questo vale per ogni gioco sul mercato. La serie in questione è stata sempre glorioso portabandiera di una creatività sopraffina, capace di spremere l’ingegno con una spensieratezza che nessun’altra avventura, al giorno d’oggi, è mai riuscita a garantire. L’impatto decisamente straniante con la nuova formula del multigiocatore, tuttavia, sembra voler soffocare proprio lo scioglimento e l’intraprendenza celebrale, e insieme meravigliosamente bambina, che ha mantenuto viva ognuna di queste peripezie nel corso di questi 25 anni. Ogni tragitto sembra eccessivamente guidato, soffocando una libertà esplorativa più appagante e i vari oggetti presenti, tra i quali figurano meravigliose citazioni da The Legend Of Zelda: Link’s Awakening (come il Mantello del Roc e il Categnaccio) e, con esse, altre contaminazioni videoludiche di alto spessore, paiono sfruttati con poca arguzia: si instaura un processo a tre gradi di recupero, uso e sostituzione che tarpa le ali al giocatore, proponendogli una e una sola soluzione di fronte alle asperità del suo viaggio. E’ un lieve tradimento della miglior formula zeldiana che non distrugge minimamente il gameplay ma finisce per renderlo leggermente più blando, irrimediabilmente meno affascinante. E’ in questo momento di speranze sopite che Nintendo riapre le porte della riappacificazione: a missione completata, infatti, il giocatore avrà accesso ai Reami Della Memoria, tre prigioni ispirate a “A Link To The Past”, “Link’s Awakening” e The Legend Of Zelda; non si tratta solo di un ritorno nostalgico quanto piuttosto di un gesto di gratitudine, che vede il giocatore-eroe impegnato in riproposizioni simil-certosine di mondi ed esperienze già vissute, tutte con un nuovo slancio, un nuovo gaudente spirito. Il disequilibrio è ancora vivo, la pillola amara è solo indorata, ma se si pensa che tutto questo ci viene offerto gratuitamente è possibile chiudere (solo) mezzo occhio: non sia mai che una delusione possa essere di ostacolo a una fruizione gioiosa e spensierata, come dovrebbe essere.

Conclusioni
The Legend Of Zelda: Four Swords Anniversary Edition soffre di un leggero tradimento imposto da una ricetta nuova, poco usata e forse troppo avanguardistica per la serie a cui è stata applicata. La gratuità di questo dono ci spinge verso il desiderio di volere qualcosa di più, è vero, ma lo fa senza esagerare, facendo ricordare a noi stessi che, se qualcosa ci viene così gentilmente offerto, voltare le spalle con indignazione potrebbe essere un gesto meschino. Quattro eroi simil-diversi inseriti in una narrazione forse troppo scheletrica e in un contesto che riesce ad essere creativo e limitato allo stesso tempo: è una lotta emozionale difficile da sedare, una rissa dell’animo che, pur nel suo tumulto, riesce a trovare un suo particolare equilibrio instabile. Un suo traguardo, sfocato e imprevedibile, ma che è sempre un piacere da tagliare, nell’attesa di poter vivere di nuovo altre avventure insieme a Link e, di immediata conseguenza, insieme a noi stessi. Nel frattempo, abbiamo diversi eroi a cui stringere la mano: non sottovalutiamo il calore di questo gesto.
Alessandro Perlini





