La ruota del tempo

La serie di Pro Evolution Soccer (Winning Eleven nella versione giapponese) iniziò a diffondersi grazie all’affermazione in Europa della PlayStation 2 che con l’uscita di Pro Evolution Soccer 2 (2002), permise al titolo giapponese di sfidare nei mercati mondiali la ben più blasonata serie prodotta dalla EA Sports, ovvero Fifa. Il gioco pur non possedendo alcuna licenza ufficiale dei club, fu in grado di vantare in compenso, una dose di divertimento e gameplay che i rivali non accennavano a raggiungere. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un grosso cambiamento in queste consolidate gerarchie calcistiche. In questo momento nonostante la serie di PES si trovi in una situazione di grande inferiorità, continua ad avere una grossa fetta di appassionati videogiocatori. Konami, ben consapevole della sua fetta di pubblico, ha cercato di portare la serie in una nuova direzione. E’ ormai chiaro che, mentre lo sviluppo del titolo prosegue su console di nuova generazione, Psp e PlayStation 2 rimangono invece legate agli schemi tradizionali dando prova di essere due edizioni praticamente identiche. Questo capitolo di PES 2010, uscito con qualche settimana di differenza rispetto alle console casalinghe, riprende per alcuni versi il lavoro di rinnovamento che è stato fatto con l’edizione per console.

 

Calcio d’inizio

I tornei disponibili in questo nuovo PES 2010 presentano una vasta gamma di possibilità che permettono di cimentarsi nelle classiche coppe e campionati, con la consueta possibilità di modificare le rose delle squadre (sebbene i team presenti possiedono le rose aggiornate) e le caratteristiche dei giocatori. La vera novità di quest’anno è costituita dalla comparsa, per la prima volta in versione portatile, della Uefa Champions League che porta con sé tutte le emozioni e le atmosfere tipiche della coppa più importante per club. In realtà questa nuova modalità di gioco sarebbe già dovuta essere presente lo scorso anno, quando cioè Konami ha ottenuto la licenza ufficiale della coppa, presente poi nell’edizione per console di PES 2009. La coppa più importante per club non ha bisogno di presentazioni, e nella sua versione per Psp, ci permette di vivere il percorso verso la vittoria dei club partecipanti, con tutte le musiche e le atmosfere che caratterizzano la Champions. Le altre competizioni presenti sono le classiche Coppa e Campionato, la Master League, Miti e Diventa un Mito.

Pro Evolution Soccer 2010

Come diventare una leggenda del calcio

L’elemento più innovativo nello sviluppo della serie, è stato l’introduzione della modalità diventa un mito, nella quale vivremo in prima persona la carriera calcistica del nostro alter-ego. La prima mossa da fare prima di precipitarsi sul campo di gioco e dimostrare al mister il nostro talento, è creare un calciatore virtuale impostando alcuni parametri che spaziano dalle caratteristiche fisiche alle predisposizioni calcistiche, come ruolo preferito, tecnica, condizione fisica, potenza, velocità, abilità con la palla e gioco di squadra. Una volta terminata la creazione, potremo dare il via alla nostra carriera nel mondo del pallone, partendo da una partita fittizia in cui saremo osservati da diversi talent scout delle formazioni appartenenti ai maggiori campionati europei e che alla fine ci offriranno un contratto. Ha così inizio una lunga avventura in cui l’elemento più importante sarà quello di mettersi in mostra negli spazi concessi dall’allenatore, tralasciando aspetti quali tatticismi e formazioni e preoccupandoci di controllare unicamente il nostro personaggio, aspirando magari ad un’apparizione in nazionale. La natura portatile del titolo porta con sé alcuni accorgimenti che rendono più immediata la giocabilità. Le differenze saltano all’occhio rispetto alla controparte per console, riguardano l’esclusione delle partitelle infrasettimanali tra titolari e riserve, una scelta che rende più versatile e meno frustrante l’intera esperienza di gioco. La visuale verticale alle spalle del giocatore, che in passato risultava troppo stretta per permettere una corretta visuale di gioco, è stata completamente rivista. Adesso è, infatti, possibile giocare una partita con una prospettiva di gioco decisamente più invitante.

Calcio portatile

Una volta scesi in campo, che si tratti del nostro mito o di una partita completa, possiamo notare quanto la giocabilità del titolo sia rimasta sostanzialmente immutata. La configurazione dei tasti per il controllo della palla, dei tiri e per i passaggi è rimasta la stessa, storica, della serie portando con sé i pregi e i difetti che affliggono il gameplay da diversi anni. Il gioco risulta ancora imbrigliato negli schemi e nelle trame che ogni appassionato conosce ormai a memoria. Saremo, infatti, spettatori di situazioni di gioco alquanto improbabili, che si ripetono da anni con le medesime dinamiche. Un esempio è rappresentato dai binari invisibili che i giocatori seguono con insistenza che, nel caso di passaggi filtranti o lunghi, si trasforma in un corto circuito mentale che induce i giocatori a fermarsi e andare incontro al pallone mentre cerchiamo di dirigerli nella direzione opposta. Nonostante neppure la fisica delle collisioni nei contrasti si è dimostrata soddisfacente, la giocabilità del titolo presenta alcuni aspetti positivi. Il ritmo di gioco è rapido e scorrevole e non soffre dei terribili rallentamenti patiti nelle scorse edizioni, con ribaltamenti di fronte e azioni pericolose sino all’ultimo istante.

Supporto tecnico

Analizzando il gioco in sé, possiamo notare un miglioramento generale. La grafica, come dicevamo prima, non soffre di alcun rallentamento, e la giocabilità giova di una migliore (anche se ancora imprecisa) intelligenza artificiale, costringendoci alla costruzione di azioni ragionate che prevedono la gestione del possesso palla e limitando, di fatto, la pratica di passare il pallone al campione di turno per tentare gol e dribbling improbabili (anche se sono sempre presenti). I comandi della PSP non sono certo i migliori per un titolo calcistico, ma il lavoro svolto in casa Konami ha permesso di migliorare il feeling con i movimenti dei calciatori, sebbene questi ultimi soffrano di movimenti ancora troppo macchinosi. Il nuovo PES 2010, benché presenti diversi miglioramenti, si mostra nelle vesti con cui avremmo voluto vederlo qualche anno fa, esente da rallentamenti e capace di regalare tante ore di divertimento. Ci saremmo aspettati, inoltre, una maggiore attenzione per il titolo portatile, magari attuando delle concrete modifiche rispetto al titolo su PlayStation 2, piattaforma che è giunta ormai alla fine del suo ciclo vitale. I menù di gioco sono stati completamente rivisitati e risultano estremamente colorati, segno che mostra il chiaro messaggio del team di sviluppo, ovvero la volontà di svecchiare un sistema che ormai inizia ad essere troppo antiquato. Il tutto è accompagnato da una colonna sonora composta da brani rock freschi e trascinanti, anche se dobbiamo segnalare la quasi totale assenza di una telecronaca durante il match, dovuta probabilmente alle potenzialità della console.

 

Dov’è finito l’online?

La gradita aggiunta della Champions League viene immediatamente bilanciata in PES 2010, dalla perdita della modalità online del gioco. Konami, infatti, ha più volte dichiarato di non essere contenta del lavoro svolto con il comparto multigiocatore della versione portatile (e non solo). Ebbene, il team di sviluppo piuttosto che lavorare per perfezionare questi problemi, ha ben pensato di eliminare del tutto questa modalità. L’unica scelta che hanno i giocatori più accaniti in PES 2010, considerando soprattutto il basso livello dell’intelligenza artificiale, non rimane che una partita con i propri amici in modalità ad-hoc. Anche in quest’ultimo e disperato caso però, le partite in wireless soffrono di frequenti problemi di lag che rendono poco piacevole persino una sfida con i propri amici.

 

Conclusioni

PES 2010 nella sua versione portatile non possiede le poche innovazioni che abbiamo osservato su PlayStation 3 e Xbox 360. Anche in questo caso, si tratta di un titolo che continua a soffrire di un’impostazione troppo legata al passato per aspirare al tanto auspicato salto di qualità e se accantoniamo due aspetti come la grafica dei menu e alcuni contenuti aggiornati, appare esattamente come il suo predecessore. In questa edizione possiamo scordarci, infatti, di avere a disposizione un controllo a 360 gradi, delle nuove animazioni o un rinnovato motore grafico, peraltro plausibile se consideriamo l’hardware in questione. Se siete, dunque, dei fan della serie e non riponete troppe aspettative nel gioco online e nella modalità single player, troverete sicuramente ottimi motivi per avere il calcio Konami sempre con voi. Se speravate, invece, in una produzione che sapesse slegarsi del tutto da vecchi difetti e da meccaniche antiquate, potreste rimanere delusi. Siamo sicuri che se questo capitolo del calcio targato Konami avesse fatto capolino nell’inverno di qualche anno fa, sarebbe apparso come una piacevole novità.

CI PIACE
  • Inserite alcune novità.
  • Menù rinnovati.
  • Immediato e privo di rallentamenti.
  • La presenza della Champions League.
NON CI PIACE
  • Identico al suo predecessore.
  • Portieri imbarazzanti.
  • Assenza della modalità Infrastruttura.
  • Telecronaca praticamente assente.
  • Diversi difetti nel gameplay.
  • Lag nelle partite in wireless.
  • Assente l’Europa League.
Conclusioni

PES 2010 nella sua versione portatile non possiede le poche innovazioni che abbiamo osservato su PlayStation 3 e Xbox 360. Anche in questo caso, si tratta di un titolo che continua a soffrire di un’impostazione troppo legata al passato per aspirare al tanto auspicato salto di qualità e se accantoniamo due aspetti come la grafica dei menu e alcuni contenuti aggiornati, appare esattamente come il suo predecessore. In questa edizione possiamo scordarci, infatti, di avere a disposizione un controllo a 360 gradi, delle nuove animazioni o un rinnovato motore grafico, peraltro plausibile se consideriamo l’hardware in questione. Se siete, dunque, dei fan della serie e non riponete troppe aspettative nel gioco online e nella modalità single player, troverete sicuramente ottimi motivi per avere il calcio Konami sempre con voi. Se speravate, invece, in una produzione che sapesse slegarsi del tutto da vecchi difetti e da meccaniche antiquate, potreste rimanere delusi. Siamo sicuri che se questo capitolo del calcio targato Konami avesse fatto capolino nell’inverno di qualche anno fa, sarebbe apparso come una piacevole novità.

6.5Cyberludus.com
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