Per le case cinematografiche avviare un film al cinema senza pubblicità è una sorta di harakiri commerciale. Questa tradizione si protrae praticamente da sempre, solo che negli ultimi anni è tornata la moda di accompagnare all’uscita cinematografica anche un’uscita sul mercato videoludico. “Nel Paese delle Creature Selvagge” è solo l’ultimo dei film che si è affidato a un adattamento ludico, la lista infatti è molto lunga. Ed eccoci proprio a analizzare il tie-in de “Nel Paese delle Creature Selvagge”, prodotto dalla Warner.

Romanzo di formazione

“Nel Paese delle Creature Selvagge” è prima di tutto un romanzo di formazione, la cui trama è stata ripresa piuttosto fedelmente anche dal film uscito il 30 ottobre nelle sale italiane. Max, il bambino protagonista, si comporta male e i genitori per punirlo lo mandano a letto senza cenare. Nella sua stanza, per reazione, si crea un mondo di fantasia, dominato dalle Creature Selvagge, dove potrà essere Re. Purtroppo quest’aspetto della trama viene tralasciato dal gioco, che inizia direttamente con l’arrivo di Max sull’isola.

Nel Paese Delle Creature Selvagge

Nel Paese delle piattaforme

Appena iniziata la nostra avventura capiremo subito la tipologia di gioco. Come del resto molti altri prodotti nati come adattamenti cinematografici, anche “Nel Paese delle Creature Selvagge” si configura come un gioco di piattaforme, contaminato da alcuni elementi action. Per controllare Max avremo bisogno di Wiimote più Nunchuk. Il Nunchuk, tramite la leva analogica, ci permetterà di camminare, la Z sarà invece utile per scivolare sotto i tronchi. Il Wiimote ci consentirà di saltare tramite il tasto A e di colpire con lo scettro i nemici con il tasto B, mentre il tasto 2 ci farà ripristinare la barra della vita se vicini a una creatura. A livello motorio troveremo molto poco, solo la possibilità di ringhiare e ballare, agitando Wiimote e Nunchuk. Nemici, più o meno pericolosi, saranno spesso sul nostro cammino e il gioco per la maggior parte del tempo ci chiederà semplicemente di far fuori questi fastidiosi esseri (quasi sempre insetti). Il sistema di combo, classico ma funzionale, insieme al colpo potente da caricare tenendo premuto il tasto B, rende un po’ più vario il quadro generale del di combattimento. Si aggiungeranno via via altri nuovi elementi che cercheranno di aumentare la varietà del gameplay, come la possibilità di cavalcare la creatura Carol in alcune sezioni di “corsa”, dove dovremo evitare gli ostacoli, scivolando e saltando, o abbatterne degli altri con B. Tramite le piume di una delle creature potremo volare per brevi tratti con il tasto A e, per abbattere alcuni insetti fastidiosi, potremo mirare in prima persona con il cursore del Wiimote e lanciare contro di loro delle pietre. Nell’isola, oltre alla storia principale che potremo continuare in qualsiasi momento dalla nostra capanna premendo il tasto C, avremo modo di svolgere alcune quest secondarie, come raccogliere un determinato numero di oggetti affinché una creatura possa fare una determinata cosa (ad esempio, costruire un giardino). La ricerca di questi oggetti, che variano dalle piante alla tartarughe, potrà essere fatta nel villaggio oppure durante l’avventura principale, facendo sì che il villaggio stesso possa essere definito come una sorta di hub principale.

Nel Paese Delle Creature Selvagge

Le creature al nostro fianco

Nell’avventura Max dovrà imparare a superare le avversità che gli si porranno di fronte, ma potrà spesso contare sull’apporto delle creature. Infatti quando incontreremo ostacoli che non potremo abbattere da soli, segnalati da farfalle gialle, provando a colpirli una creatura li abbatterà per noi, semplificandoci la vita. In effetti saremo quasi sempre affiancati dalle creature, simpatiche e ottimamente caratterizzate, che contribuiscono a creare nell’utente un senso di affidamento e fiducia. Questo dettaglio, che potrebbe apparire ai più insignificante, dimostra invece una certa applicazione da parte degli sviluppatori, che hanno dimostrato di saper mantenere intatta l’atmosfera del film/romanzo. Il gioco, per il resto, si dimostra un onesto platform, tutt’altro che originale ma comunque ben confezionato. Non mancheranno ostacoli da saltare, rami a cui aggrapparsi, pali dai quali scendere o salire, rampicanti da scalare, oggetti da utilizzare per distrarre i nemici e liberarci la strada… insomma, gli elementi tipici di un gioco di piattaforme. La varietà, come un po’ in tutti i tie-in, si dimostra piuttosto bassa ma, grazie alla buona risposta dei comandi e all’atmosfera, gli utenti più giovani passeranno senz’altro alcune ore di divertimento e scoperta.

Aspetto tecnico e longevità

Il prodotto Warner si dimostra tecnicamente apprezzabile. Anche se la grafica non sfrutta al meglio le potenzialità di Nintendo Wii, cosa che del resto nessuno si aspetta da una produzione del genere, non è difficile trovare spunti interessanti. In primis troviamo le creature selvagge, realizzate con molta cura, sia a livello poligonale che per caratterizzazione, con animazioni credibili e divertenti. Anche il nostro Max risulta ben realizzato, con delle animazioni sufficientemente verosimili e fluide. Lo scenario, pur non sempre dettagliatissimo, contribuisce moltissimo nel ricreare fedelmente l’atmosfera del film, mostrando scorci piacevoli. Quella che potrebbe essere una riproduzione grafica tutto sommato discreta viene frenata da alcuni problemi tecnici. Per prima cosa la telecamera, gestibile (in modo poco preciso) dalle freccette del Wiimote, che in alcuni punti creerà qualche problema al giocatore. Quando entreremo nei vicoli stretti, nei sotterranei, o ci gireremo in luoghi angusti, l’inquadratura talvolta ci perderà di vista bloccandosi sulle texture esterne. Questi bug possono nuocere all’esperienza del giocatore, rendendo anche difficoltoso il controllo del giovanissimo protagonista. Altro limite del motore grafico è dato dall’incapacità di gestire le situazioni più concitate, non sarà raro trovarci a giocare situazioni dal frame rate drammaticamente dimezzato, sintomo di una scarsa cura in fase di beta testing. Per quanto riguarda il sonoro, il gioco vanta una positiva localizzazione interamente in italiano: il doppiaggio si dimostra ben recitato e piacevole, in più per i più piccoli sarà sicuramente più divertente, vista la scomodità di una sottotitolatura e di voci “sconosciute”. La longevità del gioco si attesta, come standard per il genere tie-in, tra le 6 e le 8 ore di gioco, in base all’abilità dell’utente. Essendo il target di riferimento i giocatori molto piccoli, e vista la bella atmosfera, non è da escludere che ci giocheranno per molto più tempo di quanto occorra per finirlo. La difficoltà di gioco si dimostra relativamente impegnativa già in facile, scongiurando così la paura che possa essere “troppo facile” anche per il figlio o fratellino più piccolo.

Conclusioni

Un tie-in discreto, meglio di molti altri che si affacciano sul mercato ludico. “Nel Paese delle Creature Selvagge”, essendo rivolto in particolare ai bambini più piccoli che hanno apprezzato il film, è un platform classico, senza molta originalità ma senza nemmeno grossi peccati da espiare. Le uniche pecche, oltre alla sintomatica poca varietà di gioco, risiedono in alcuni problemi con la telecamera e un frame rate un po’ ballerino, noie attenuate da un impatto visivo piacevole e dignitoso.

Mikhail “MIK64” Vadalà

CI PIACE
  • Atmosfera del film rispettata
  • Buon doppiaggio italiano
  • Controlli reattivi
  • Meccaniche divertenti…
NON CI PIACE
  • ma niente di originale
  • Telecamera scomoda e frame rate ballerino
6.2Cyberludus.com
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