“Mi chiamo Dan, Dan Miles e sono un pilota di corse clandestine. O almeno lo ero fin quando non mi hanno arrestato. Adesso lavoro sotto copertura per la polizia di New York e collaboro per catturare un gruppo di terroristi”. Da queste semplici righe avrete certamente capito che torna su Nintendo DS un gioco GTA style e, stavolta, noi staremo dalla parte dei buoni, o qualcosa di simile!

Il GTA de noiattri

Che la piccola handheld Nintendo fosse pronta a tutto lo si era capito. E perché, allora, non sperimentare anche un gioco come COP: The Recruit con strutture e meccaniche – in teoria – complesse? Ubisoft tenta di portare il mondo dei free-roaming game, come GTA per l’appunto, in una piccola console. Il risultato, anticipiamo subito, è sufficiente e ci ritroviamo tra le mani un titolo abbastanza divertente ma con evidenti limitazioni. Iniziamo parlando del sistema di puntamento, di controllo e di gestione delle sparatorie. Il gioco, esclusivamente progettato per la piccola console Nintendo, gode di comandi dedicati e programmati interamente per l’occasione.
Lo stilo servirà soprattutto per orientare la nostra visuale e i movimenti durante gli scontri a fuoco. Se da un lato questo sistema può offrire una certa libertà di azione, assicurando un controllo a 360 gradi, dall’altro mostra alcuni limiti. Anzitutto la velocità di movimento della visuale non è succifiente per coprire tutti gli angoli delle varie sezioni di gioco. Molto spesso capiterà di dover spostare il nostro braccio armato da un lato all’altro della stanza: tale movimento non avverrà con la dovuta velocità così che molto spesso potremmo, per forza di cose, trovarci scoperti su un fronte. Al di là di questo, che non rappresenta certo la problematica più evidente, la difficoltà principale è dovuta all’uso del fuoco. Questo avverrà per mezzo dei tasti dorsali, e se diamo per scontato che la mano destra è impegnata nella suddetta gestione della visuale, possiamo ben comprendere come sarà la mano sinistra a “sobbarcarsi” tutto il peso della console.
Vero è che non è certo pesantissima ma a lungo andare il polso ne risentirà sicuramente. Proprio per risolvere tale problema è possibile, ma scarsamente consigliabile, l’uso del “doppio tocco” per sparare. Questo, purtroppo, non si dimostra dei più precisi, andando così a vanificare molte delle nostre operazioni sul campo. I numerosi nemici su schermo richiederanno spesso maggiore velocità di movimento, cosa che non riusciremo ad avere attraverso questa seconda opzione. La prima delle due alternative sembra in grado di offrire un feeling e una solidità maggiore, fermorestando i problemi citati.
Andando oltre tali dovute precisazioni, C.O.P. The Recruit non cade mai nell’insufficienza, cosìcché le evidenti limitazioni appena elencate non rendono il titolo completamente ingestibile. Ribadiamo, dunque, che il pennino permette in parte un’accettabile gestione dell’azione, ma a lungo andare occorrerà appoggiare la console per far riposare il polso e rifiatare. Una bella idea è quella di dotare il nostro agente Dan Miles di apposita strumentazione di servizio: il 3C.
Questo piccolo apparecchio consentirà di scattare foto, interagire con i sistemi di telecamere a circuito chiuso, aprire serrature elettroniche, chiamare rinforzi e quant’altro possa essere di aiuto alla missione. Se da un lato tale implementazione potrebbe risultare vincente, dall’altro c’è da sottolineare la poca profondità con la quale viene effettivamente utilizzata in gioco. Gli incarichi si suddividono in principali e secondari. I primi, utili nel proseguo della storyline, ci vedranno impegnati in compiti vari: inseguimenti alla guida di potenti veicoli, classiche azioni di irruzione e scontri a fuoco o, addirittura, approcci più stealth e strategici.
Quando, al contrario, non saremo impegnati in queste situazioni, potremo comunque divertirci a rispondere alle chiamate della polizia per reati più comuni, come la “semplice” rapina che non ha nulla a che vedere con la storia principale e l’arresto dei terroristi. Se si escludono queste missioni, il contesto in cui è inserita la nostra avventura sembra piuttosto anonimo. Se prendiamo come punto di riferimento GTA, sapremo sicuramente che anche il semplice girare per i vicoli delle strade può dare soddisfazione.

Nel titolo Rockstar si riesce a percepire una certa interazione con l’ambiente circostante e con i pedoni che popolano la città, mentre in C.O.P tale feeling non è presente. Se si prova a sparare ad un passante, questi rimarrà in piedi illeso e al massimo tenterà un’inutile fuga, inutile dato che non può essere ucciso. Manca, insomma, una qualche dose di violenza che possa però restituire la giusta senzazione in un titolo del genere. La stessa mancanza di realismo si fa sentire durante le fasi in macchina: è sì presente una sorta di barra laterale indicante i danni e la resistenza del veicolo, ma se cerchiamo in C.O.P. qualcosa che si avvicini alla fisica sbagliamo di grosso.
Tamponare un mezzo, o urtare a tutta velocità contro un muro scalfirà appena il mezzo, il risultato è una sensazione piattezza sicuramente poco appagante. La longevità del gioco si attesta su livelli medio alti. Da questo punto di vista non possiamo certo lamentarci delle 20 ore necessarie per portare a termine tutte le missioni. Su tale versante siamo ben sopra la media rispetto alle produzioni ordierne.

Un comparto tecnico davvero curato

Se il gameplay non riesce di certo a raggiungere i livelli di un GTA, il reparto tecnico è meritevole di nota. Tutti i palazzoni della nostra New York sono in 3D, con un numero appagante di poligoni e texture credibili e soddisfacenti per la macchina ospitante. Il frame rate rimane costante in tutte le occasioni e difficilmente scenderà sotto i 60. Ben strutturato è anche il sistema di illuminazione, che consentirà di vivere la città di giorno, di notte o al tramonto. Anche i numerosi spazi indoor sono ben caratterizzati e ogni elemeno che si presenta sullo schermo (anzi sugli schermi) è ben dettagliato. Il reparto tecnico si rivela, insomma, una piacevole sorpresa. Invece, lo stesso discorso non può essere fatto per il versante audio. Anonime e poco coinvolgenti le musiche di sottofondo, del tutto assente la possibilità di ascoltare l’autoradio (l’avranno fregata i malviventi, che volete farci!). Del tutto irreali, poi, gli effetti del veicolo, sia per quel che riguarda il motore sia per le brusche frenate o sgommate eventuali.

CI PIACE
  • Ottima colonna sonora
  • Molto curato
  • Prezzo accattivante
NON CI PIACE
  • Privo di personalità
  • Annoierà i giocatori più navigati
  • Spesso ripetitivo
6.5Cyberludus.com
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