A Sangue Freddo recensione

Scheda Retro

A Sangue Freddo recensione

Piattaforma

PS1

Il Nostro Voto

70/100
DISCRETO


Quando Revolution guardava oltre

Era il lontano 2000 e Revolution Software si trovava sulla cresta dell’onda grazie a due titoli di enorme spessore: la serie Broken Sword. Considerati da molti come i degni eredi dello spirito LucasArts, questi sviluppatori avevano dimostrato di saper costruire avventure raffinate, intelligenti, capaci di lasciare il segno.

Dopo Broken Sword II, però, la scelta fu chiara: non replicare, ma rischiare. Non restare nella comfort zone, ma provare a spingersi oltre.

E così nasce A Sangue Freddo, un titolo che prova a mescolare le classiche meccaniche delle avventure grafiche con qualcosa di diverso: una spy story, infiltrazioni, tensione, azione. Una formula nuova, almeno per l’epoca.

Missione impossibile? Forse no. Ma sicuramente complicata.

Da George Stobbart a John Cord

Il cambio di rotta è evidente già dal protagonista. Dimenticate George Stobbart: qui vestiamo i panni di John Cord, agente britannico dell’MI7, inviato in territorio russo – nello stato del Volgia – per indagare sulla scomparsa di un collega. L’incipit è potente: Cord è ammanettato a una sedia, sotto l’effetto di un siero della verità. L’interrogatorio diventa il pretesto narrativo per un lungo flashback che ci porta dentro la storia, passo dopo passo, fino a capire come sia finito in quella situazione. Un inizio che funziona. Coinvolge, incuriosisce, tiene incollati. E soprattutto pone la domanda giusta: come è arrivato fin qui?

Un comparto tecnico tra luci e ombre

Il primo impatto, però, è decisamente agrodolce. Da un lato troviamo fondali statici dipinti a mano, evocativi e curati, che ricordano produzioni come Resident Evil. Dall’altro, i modelli poligonali dei personaggi lasciano più di qualche perplessità. La scelta del 3D, in un genere storicamente legato al disegno animato, era coraggiosa. E va riconosciuto. Ma il risultato non è all’altezza dell’ambizione: animazioni legnose, pochi poligoni, personaggi che a tratti sembrano più automi che esseri umani. Decisamente migliore il comparto sonoro. La colonna sonora è solida, ben costruita, senza picchi memorabili ma sempre coerente. Ottimo invece il doppiaggio italiano, sorprendentemente efficace e credibile. Il risultato? Un gioco sopra la sufficienza, ma lontano dall’eccellenza.

Gameplay: tqradizione e sperimentazione

Le basi restano quelle classiche: dialoghi gestiti tramite icone di argomentazione, esplorazione, enigmi, interazione con pochi oggetti chiave. Un sistema chiaramente ereditato da Broken Sword, che continua a funzionare bene.

Ma Revolution prova ad andare oltre. Introduce una componente stealth, cosa decisamente insolita per un’avventura grafica. Ci saranno sezioni in cui dovremo muoverci nell’ombra, evitare le guardie, studiare i movimenti nemici e agire senza farci scoprire. Ed è qui che iniziano i problemi. La difficoltà è spesso sbilanciata, frustrante. Le sezioni stealth si risolvono quasi sempre per tentativi ed errori, spezzando il ritmo e mettendo a dura prova la pazienza del giocatore. Non solo: in caso di scoperta, si passa agli scontri a fuoco, con mira manuale e combattimenti che risultano poco raffinati e spesso penalizzanti. Un’idea interessante, ma realizzata con poca precisione.

Un’identità in cerca di equilibrio

Nel 2000 il genere delle avventure grafiche stava vivendo una crisi evidente, oscurato da produzioni tecnicamente più avanzate. Revolution prova a reagire, a scuotere il sistema, a proporre qualcosa di nuovo.

Ma A Sangue Freddo resta sospeso tra due anime. Non è più un’avventura pura, ma non diventa mai davvero un action o uno stealth convincente. È un ibrido, affascinante nelle intenzioni ma incerto nell’esecuzione. Eppure, qualcosa funziona. Il ritmo narrativo è sempre alto, il mistero regge, il desiderio di arrivare alla fine non viene mai meno. I colpi di scena sono ben distribuiti e la curiosità resta viva fino ai titoli di coda. Ed è questo che, alla fine, salva il viaggio.

Conclusioni: un esperimento coraggioso

A Sangue Freddo è un gioco imperfetto, ma necessario. Un titolo che ha provato a spingere oltre i confini del genere, anche a costo di inciampare. Non tutto funziona, anzi. Ma sotto le sue rigidità tecniche e le sue scelte discutibili si nasconde un’anima coraggiosa, una voglia di innovare che merita rispetto. Non sarà un capolavoro. Ma è uno di quei giochi che, nel bene e nel male, si ricordano. E a volte, questo basta.

> Il Nostro Verdetto_

A Sangue Freddo recensione

DISCRETO
Voto: 70 su 100 — DISCRETO
Power-Ups
  • Trama degna di un film e scelta del “flashback narrativo” molto raffinata
  • Doppiaggio sempre all’altezza della situazione
  • Enigmi ben congegnati e alla portata di tutti
Bugs
  • Il mix “avventura/stealth”riesce solo in parte
  • Alcune fasi di infiltrazione risultano frustranti
  • Movimenti “legnosi” dei personaggi
Game Clear

Afflitto da pochi ed evidenti difetti, quali una realizzazione dei modelli dei personaggi approssimativa e un modo di affrontare ogni schermata in cui si presentano dei nemici “a tentativi”, “A Sangue Freddo” arriva in un momento della storia dei videogiochi in cui non si parla d’altro che di “Metal Gear Solid”. Essendo due titoli che prevedono l’infiltrazione di un agente segreto, il confronto è nettamente vinto dal capolavoro Konami. Sul versante dell’avventura grafica, invece, “A Sangue Freddo” non ha niente da invidiare a nessun titolo del suo tempo e a ben pochi di quelli che sono arrivati in seguito. Le musiche non passeranno alla storia per bellezza, ma trama e personaggi potrebbero far breccia nel cuore degli appassionati. E’ un buon titolo da guardare più con spirito “d’avventura” che da “agente segreto”, che non manca di stupire e allietare dall’inizio alla

Piattaforma
PS1
Data Recensione
25 aprile 2009
Articolo precedenteAssassin’s Creed 2 – Anteprima
Prossimo articoloX3: Gold Edition – Recensione
Redazione
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.

E tu che ne pensi? Facci conoscere la tua opinione!