La sorella minore di casa Sony ha voluto dimostrare sin dagli esordi tutto il suo valore. É riuscita nell’intento o è inciampata nella sua ambizione?

Alleanza consolidata

La serie di Tekken è sempre stata legata alla Playstation con un rapporto simbiotico che ha contrubuito alla diffusione delle piattaforme Sony, le quali da sempre godono dell’esclusiva sul picchiaduro della Namco. Poteva mancare una versione per la console portatile? Non c’è neanche bisogno di chiederselo.

Sguardo generale

L’Iron Fist Tournament è alle porte: tutti i lottatori si preparano, tutti hanno il loro buon motivo per partecipare e per vincere, ma in tutto ciò percepisco un leggero deja-vù. Se avete mai giocato a Tekken 5 non faticherete a capire cosa intendo, dato che sarebbe stato forse più corretto chiamare il gioco Tekken 5.1. Al di la d’alcune modalità bonus, di cui parlerò in seguito, le differenze concrete sono limitate a tre personaggi aggiuntivi (di cui 2 inediti) e nuovi sfondi. Tuttavia la carne al fuoco è davvero tanta e non si faticherà a perdonare gli sviluppatori di fronte a 34 personaggi (si avete capito bene: trentaquattro) tra i quali troverete di certo quello che rispecchierà i vostri gusti in fatto di tecniche marziali oppure di caratterizzazione estetica, e come se non bastasse ogni personaggio è completamente customizzabile tramite accessori (ancora più numerosi di quelli di Tekken 5 e diversi, dai più aggressivi ai più buffi) che potrete comprare utilizzando i crediti vinti nelle varie partite, così avrete l’occasione di creare il lottatore che fa per voi. Tutti i personaggi sono inoltre disponibili sin dall’inizio, contrariamente alle versioni casalinghe, forse per favorire l’approcio immediato richiesto dagli utenti delle console portatili.

Le modalità di gioco

La modalità di gioco principale è la storia, cioè la partita classica nella quale ci caleremo nei panni di uno dei lottatori e saremo introdotti tramite un filmato iniziale all’Iron Fist Tournament dal punto di vista del nostro alterego, peccato che la trama sia la stessa vista in Tekken 5, così come tutte le storie dei personaggi.
Sul multiplayer non c’è molto da aggiungere, le modalità sono le stesse, ma sfidare avversari umani è decisamente più avvincente che combattere contro sterili bot, e la natura della PSP, dotata di connessione wireless, valorizza al massimo quest’aspetto. E’ doveroso contemplare il fatto che per giocare con gli amici non è necessario che entrambi i giocatori abbiano l’umd di Tekken DR, si può, infatti, inviare una demo allo sfidante che potrà scegliere uno qualsiasi dei 34 personaggi, ma lo scenario delle lotte sarà sempre lo stesso, anche se dubito che qualcuno si lamenterà mai di ciò.
Oltre alla modalità storia sono presenti numerosi tipi di sfide: Arcade, Tekken Dojo, Gold Rush, Tekken Bowl, Survival, Time Attack; ma andiamo per ordine.
L’Arcade è uguale a quello gia visto in Tekken 5, in questo tipo di partite lotteremo con un personaggio in una serie di duelli infiniti contro avversari controllati dalla IA (e customizzati a random con tutti gli accessori gia citati) e la statistica delle nostre vittorie contribuirà a far alzare il livello del nostro lottatore.
La modalità Tekken Dojo è una versione “evoluta” dell’arcade, anche qui useremo un personaggio facendolo allenare, ma con la differenza che qui dovremo spingerlo alla conquista di vari dojo disseminati su di un’isola virtuale. A cosa serve, a parte a compiacere il proprio ego, affrontare centinaia di scontri per cambiare il nome del nostro livello? È presto detto, i personaggi addestrati in questa modalità possono essere condivisi su internet ed essere resi disponibili per gli altri utenti che volessero scaricare il nostro “ghost” (così si chiama il personaggio addestrato) e sfidarlo.
Tekken Bowl è un minigioco, a dirla tutta non molto entusiasmante, che come dice il nome non è altro che una variante del bowling.
Gold Rush è una modalità originale in cui lo scopo sarà effettuare combo più lunghe possibili sugli avversari che lasceranno a terra quantità d’oro esponenzialmente crescenti con la difficoltà delle mosse eseguite.
Survival come suggerisce il nome è una lotta di resistenza, affronteremo un avversario dopo l’altro, ma ad ogni match la nostra energia non sarà rigenerata.
Ed infine il Time Attack in cui, come si può immaginare, sarà importante eliminare gli avversari nel minor tempo possibile.

Come si combatte?

I controlli sono gli stessi gia visti in tutti gli altri episodi, con l’unico rammarico di avere due tasti dorsali in meno in cui inserire le scorciatoie per le prese. Inoltre i tasti direzionali hanno il difetto di non essere molto sensibili nelle diagonali, per fortuna non sono molte le mosse che ne richiedono l’uso. Qualcuno potrebbe accusare la mancanza delle vibrazioni del dual shock sulla PSP, ma sono dettagli.

Tekken si affaccia dalla PSP

Al primo impatto avere Jin, Brian, Paul, Lei &co. nel palmo della mano è sconcertante, ci si chiede davvero se sia una PSP oppure se è un filmato… Invece stiamo proprio giocando e si stenta a crederlo. L’impulso è di chiamare gli amici e mostrare loro con orgoglio tutta la potenza della piccola ma fiera PSP. I modelli dei personaggi sono splendidamente realizzati così come le texture e gli effetti, i fondali reagiscono agli impatti dei combattenti che cadono al tappeto, assisteremo frequentemente a statue che si rompono, pavimenti che si incrinano e quant’altro. Una serie incredibile di dettagli che non ci si aspetterebbe su piattaforma portatile, dove sono proprio queste attenzioni normalmente ad essere sacrificate per alleggerire il gioco.
Poteva forse l’audio non essere all’altezza? Inutile chiederselo, il comparto sonoro non delude, e resta all’altezza della grafica come qualità, anche se le musiche non sono le migliori apparse in un videogioco di lotta (riusciranno mai ad eguagliare Street Fighter?).

Concludendo…

Trovare difetti in Tekken Dark Resurrection è difficile, tuttavia a voler essere veramente critici si può accusare la sensibilità della croce direzionale, ma è in realtà un difetto della PSP piuttosto che del gioco. E magari risparmiarsi un paio di modalità secondarie a favore di una modalità a scorrimento come “Tekken Force”, apparso in Tekken 3, o “Devil Within”, presente proprio nel capitolo precedente di Tekken. Ora che siete a conoscenza del cosiddetto “pelo nell’uovo” potete notare come l’ago della bilancia non abbia incertezze a pendere comunque verso un giudizio più che buono.
Il miglior picchiaduro per PSP, non dovrebbe mancare nella vostra collezione.

CI PIACE
  • Grafica
  • 34 personaggi
  • Non rimpiangerete le console casalinghe
NON CI PIACE
  • Manca modalità a scorrimento orizzontale
Conclusioni

Trovare difetti in Tekken Dark Resurrection è difficile, tuttavia a voler essere veramente critici si può accusare la sensibilità della croce direzionale, ma è in realtà un difetto della PSP piuttosto che del gioco.

9.5Cyberludus.com
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