Gli amanti delle simulazioni possono finalmente porre fine alla loro fame… Race Pro di Simbin Studios è finalmente sbarcato sulla piattaforma di casa Redmond, e promette di portare quel livello di simulazione che non si è mai visto su una console casalinga.

 

La “vera” simulazione approda su console… Xbox 360 si prepara a scaldare i motori

PC e console hanno ormai conosciuto il fenomeno della “convergenza evolutiva”. Titoli che prima erano esclusiva del PC sono approdati anche su console, e viceversa. Questa “evoluzione parallela” ha senza ombra di dubbio giovato ad entrambe le piattaforme, e Race Pro ne è l’esempio più eclatante. Gli amanti delle simulazioni pure, infatti, fino a poco tempo fa dovevano rivolgersi quasi esclusivamente  al PC, in quanto su console c’era sempre da scendere un po’ troppo a compromessi. Gli appassionati di giochi di guida non possono non aver sentito, almeno per una volta, nominare sua maestà GTR2, senza ombra di dubbio, uno dei migliori simulatori mai prodotti per PC, nonché, uno dei migliori in termini assoluti. Realizzato dai ragazzi svedesi della Simbin Studios – casa fondata nel 2003 da Henrik Roos (che ha avuto un proprio team nella classe GT correndo e vincendo  sia nel campionato svedese che in quello GT) –  era il seguito di GTR, uscito due anni prima. A circa 3 anni dal suo rilascio GTR 2 ancora oggi è il punto di riferimento del genere. Gli sviluppatori nordici non hanno resistito alla sirene della casa di Redmond ed hanno realizzato, esclusivamente per  Xbox 360, Race Pro, che non è altro che una sorta di porting della serie GTR. In questo modo si è andata a colmare una lacuna esistente da un bel po’ di tempo nella ludoteca della console Microsoft.

Che la gara abbia inizio..

Una volta inserito il DVD e visionate le prime schermate, si evince subito che i ragazzi di Simbin hanno realizzato un lavoro di sostanza, senza badare a troppi fronzoli. I menù sono molto asciutti e semplici, ma allo stesso modo riescono a dare un senso di professionalità. Sembra proprio che i programmatori nordici abbiamo volutamente distaccarsi dalle produzioni moderne, spesso ricche di troppi fronzoli e orpelli ma di poca concretezza. Sfogliando il menù si possono vedere le varie modalità di gioco, che spaziano dalla gara singola all’esibizione contro il cronometro, fino ad arrivare alle prove libere, alla modalità carriera e al campionato, vero cuore pulsante del titolo. Immancabile il multiplayer che, tra le altre cose, prevede anche la possibilità di sfidare un amico sulla stessa console.

Se si decide di intraprendere la modalità carriera ci si rende subito conto delle scelte operate dai programmatori che potranno non piacere a tutti. L’impossibilità di acquistare con i crediti guadagnati un determinato mezzo, la mancanza assoluta di personalizzazione e di possibilità di scelta di un team piuttosto che con un altro, sono elementi che lasciano l’amaro in bocca. Dell’aspetto relativo alla personalizzazione, ad esempio, Gran Turismo ne aveva fatto uno dei suoi punti di forza, e qui il prodotto distribuito da Atari manca totalmente, conferendo a questa modalità dei toni di eccessiva austerità.

Inizialmente si disporrà di 300 crediti, 100 dei quali se ne andranno per la firma del contratto relativo alla categoria iniziale. Prima di “mettere nero su bianco” si dovrà fare un giro lanciato su un determinato circuito e cercare di rimanere al di sotto di un intervallo di tempo. Questa prima prova – che si affronterà utilizzando la modaiola Mini Copeer – è di facile superamento e permetterà di tastare con mano le meccaniche del modello di guida. Al superamento di tutte le gare del primo contratto si avrà automaticamente accesso agli eventi della categoria B, e così via fino ad arrivare alla lettera H per un  totale di 33 eventi da affrontare con 33 auto diverse. In ogni gruppo di eventi a variare, oltre alle piste, saranno i mezzi di cui si dispone. Nella categoria B, ad esempio, si dovrà tenere a bada una trazione posteriore con svariati cavalli. Come detto, con il proseguo della modalità carriera non si avrà accesso a nessun bonus, niente macchine nuove da acquistare,  niente modifiche, niente di niente quindi…

Da questo punto di vista le scelte dei programmatori sono piuttosto opinabili; la modalità carriera risulta oltremodo asciutta e pressoché priva di quei “quid” spesso propedeutici per il giocatore medio. L’unico gratificazione che si riceverà vincendo le gare sarà quello di udire la voce del cronista che annuncia “hai vinto la corsa”: si poteva fare di più sotto questo punto di vista.

Ma Race Pro dà senza dubbio il meglio di sé con la modalità campionato, vero fulcro del gioco. Il campionato ha ricevuto un certosino lavoro da parte dei programmatori sia in termini di varietà che di qualità. Rispetto alla modalità carriera balza subito all’occhio la differenza del numero di avversari, otto, contro quindici del sistema campionato. Ma la cosa più esaltante è la licenza WTCC di cui può fregiarsi il lavoro dei Simbin, con la presenza di vettura di assoluto livello come la fantastica Alfa 156 GTA tanto per citarne una. L’iter di preparazione alla gara è quello classico, che prevede le qualificazioni e successivamente la stessa gara. Starà al giocatore decidere se partecipare alle qualificazioni per beneficiare di un posto in griglia migliore oppure se passare direttamente alla competizione vera e propria. Immancabili tutti i crismi propri delle simulazioni, come le penalizzazioni a seguito a tagli di curva o comportamenti scorretti, i guasti meccanici, le bandiere gialle, le comunicazione via radio con il box, e via dicendo.

Ottimo anche il multiplayer, che offre la possibilità di sfidare fino a dodici giocatori sulla pista che si desidera. Buona anche la varietà di opzioni disponibili che permettere di scegliere, oltre alla gara classificata o meno, anche il livello di  realismo, dei danni, le condizioni atmosferiche, la quantità di aiuti elettronici, ed infine la presenza di un giro di qualificazione. Purtroppo però l’esperienza online è macchiata da frequenti lag, specie nelle gare classificare; urge quindi il rilascio di una patch risolutiva.

Interessante risulta la modalità “Hot Seat” che consente  a due o più giocatori di sfidarsi utilizzando (a turno) lo stesso controller comparando i tempi su giro o gareggiando contro il computer; in questo modo ci si lascia alle spalle il vetusto e orami sorpassato split screen.

Simulazione?

Spendere più di qualche parola in merito al sistema di guida di Race Pro sembra quanto meno doveroso. L’intento dei programmatori è stato quello di realizzare un gameplay simulativo, quindi l’esperienza di gioco è fortemente orientata in questa direzione con tutti i pregi e i difetti del caso. Gli amanti dei giochi di guida arcade faranno quindi meglio a rivolgersi altrove. Padroneggiare il mezzo a disposizione è cosa alquanto ostica, specie per coloro che non sono avvezzi a questo genere. C’è da dire che la difficoltà è molto scalabile; si passa da un livello di difficoltà semplice, che prevede l’utilizzo di praticamente tutti i dispositivi elettronici – controllo dell’antibloccaggio (ABS),  controllo della trazione, controllo stabilità, traiettoria ideale – a un livello professionista che invece costringe il giocatore a trattare il proprio mezzo “con i guanti”, avendo rispetto di tutti i cavalli, se non si vuole finire inesorabilmente in testacoda. Tenere a bada una vettura a trazione posteriore con oltre 300 cavalli richiede l’adozione di uno stile di guida molto morbido, difficile da ottenere con l’utilizzo del pad microsoft. E’ consigliato infatti l’uso del volante Microsoft, che riesce ad offrire, oltre che una immedesimazione maggiore, anche un controllo più “razionale” del proprio bolide. Purtroppo non è possibile utilizzare volanti di altre marche.

Uno dei grandi meriti di Race Pro è quello di riuscire a riprodurre il comportamento delle vetture molto fedelmente; ad esempio con una trazione posteriore non si deve nemmeno pensare di mettere le ruote sull’erba per non rischiare di finire fuori pista. Il prodotto di Simbin dà il meglio di sé giocato a livello professionista, (senza nessun aiuto elettronico) il che, come detto in precedenza, si traduce a un utilizzo quasi “obbligatorio” di volante e pedaliera. Tra le cose più difficoltose di questi modello di guida simulativo adottato dai programmatori, c’è quello di riuscire a “trovare” il giusto punto di corda di una curva. Si deve riuscire a ritardare il più possibile la staccata senza però esagerare, pena l’uscita di strada. “Imboccare” bene una curva non è un operazione facile, specie senza contare sugli aiuti elettronici e su quelli della traiettoria ideale. Pertanto occorre pratica, pratica, e ancora pratica, per riuscire a padroneggiare al meglio questo approccio di guida che, se ai pcisti risulta alquanto famigliare, la stessa cosa non si può dire per un utente medio abituato alle console. Qualora si decidesse di utilizzare il “semplice” joypad dell’amata console di Redmond i programmatori sono comunque riusciti ad offrire una giocabilità valida anche con questo controller che è stato spesso criticato. Si consiglia di utilizzare il pad digitale piuttosto che l’analogico per curvare e i canonici tasti dorsali per dosare gas e freno. Questo perché l’analogico nella “geografia”  del pad Microsoft è posizionato piuttosto avanzato e vicino al grilleto del freno, il che rende difficile e scomoda la coordinazione delle dita (pollice e indice) che si trovano a lavorare troppo vicine tra loro. Chiaramente trovare la giusta configurazione è cosa piuttosto soggettiva, si devono quindi prendere con le dovute molle questi suggerimenti.

Discorrendo degli altri aspetti del gameplay, quello che non convince appieno è l’AI degli avversari controllati dalla CPU; spesso tenteranno di speronarci e, il più delle volte, con un piccolo colpo riusciranno a mandarci in testacoda. Quando invece si cercherà di riservargli lo stesso trattamento quasi mai si otterrà il risultato sperato. Vedere poi gli avversari in panne fuori pista è cosa molto rara, questo aspetto poteva essere più “umanizzato”. Sulla loro bravura, specie a livello professionista, non c’è nulla da eccepire, e la sfida risulta molto tirata, esaltante ed adrenalinica.

Le sensazioni che si provano giocando a Race Pro sono comunque ottime, anche se, sul livello di simulazione, se paragonato a GTR2, si è scesi a compromessi; era però inevitabile per un gioco destinato a una console casalinga che deve comunque essere adatto a un pubblico più vasto possibile.

Infine, la longevità è assai elevata; se portare a termine la modalità carriera non richiederà troppo tempo, completare tutti i campionati ufficiali della WTCC porterà via molte ore.

Tecnicamente parlando

Il comparto tecnico di Race Pro è l’aspetto meno riuscito della produzione dei Simbin Studios. La sensazione che si ha osservando la grafica è di una generale “sporcizia”, i modelli poligonali delle vetture, seppure discretamente realizzati e fedeli alle controparti reali, non risultano definiti molto bene, così come le texture dell’asfalto dei tracciati. Presenti le ormai consuete scalettatature che contribuiscono maggiormente alla sensazione di non pulizia. I 30 fps non riescono a dare quel senso di velocità che invece avrebbero potuto garantire i 60 fps. Se si vuole guadagnare un maggior realismo sotto questo aspetto si deve necessariamente utilizzare la visuale all’interno dell’abitacolo, che però compromette inesorabilmente la porzione di visuale dell’utente.

Dal punto di vista grafico si sarebbe potuto (e dovuto) fare di meglio, anche se comunque l’engine riesce a gestire senza troppi affanni la presenza di molte vetture su schermo.

Per quanto concerne la fisica dei danni questa è stata volutamente resa più permissiva per non rendere l’esperienza di gioco troppo frustrante. Sotto questo aspetto è una spanna sotto GTR2.

Il comparto sonoro è nella norma, presenti le consuete campionature dei motori che risultano abbastanza convincenti.

Commento finale

Nonostante parecchi difettucci che non permettono a Race Pro di raggiungere l’olimpo dei giochi di guida su console, la produzione Simbin riesce comunque ad arrivare dove gli altri titoli del genere non erano riusciti. Un approccio così simulativo (seppur con dei compromessi) è una novità su console; tutti coloro che consideravano Forza Motor sport 2 troppo “all’acqua di rose” sono accontentati. Certo, un comparto grafico almeno a livello delle ultime produzioni del genere avrebbe garantito un’esperienza ancor più piacevole, ma comunque Race Pro non fallisce il compito che si era preposto, ossia riprodurre quanto più fedelmente possibile le dinamiche di gara di un campionato WTCC. Sicuramente i ragazzi di Simbin Studios sapranno migliorare tutti questi aspetti, magari in un eventuale secondo episodio del gioco; in quanto a talento per le simulazioni non sono secondi a nessuno. Portare a termine tutti gli eventi del campionato richiederà molto tempo e molta applicazione. Alla fine dei conti il lavoro degli svedesi deve essere premiato, perché tirare bene una staccata e superare l’avversario che ci è davanti è una sensazione che solo Race Pro, grazie alla conclamata esperienza di tutti i membri del team di sviluppo nel mondo delle corse, riesce a rendere galvanizzante e allo stesso tempo adrenalinica.

Emiliano “Lollo 79″Ragoni

CI PIACE
  • licenza ufficiale WTCC
  • longevità
  • livello di simulazione
  • ottimo multiplayer
NON CI PIACE
  • comparto grafico non all’altezza
  • modalità carriera scialba
Conclusioni

Nonostante parecchi difettucci che non permettono a Race Pro di raggiungere l’olimpo dei giochi di guida su console, la produzione Simbin riesce comunque ad arrivare dove gli altri titoli del genere non erano riusciti.

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