Turok torna sui nostri monitor con una nuova veste next-gen dopo anni di assenza. Imbracciate l’arco e affilate il coltello: la giungla giurassica e le sue insidie ci attendono!

Augh Turok!

E’ trascorso molto tempo dai giorni in cui il primo Turok fece la sua comparsa su Nintendo 64 e pc. Oggi questo brand ha potuto contare numerosi seguiti caratterizzati, nonostante la qualità altalenante, da un discreto successo e da un seguito di fedeli appassionati.
Il primo Turok narrava le vicende dell’omonimo nativo americano che, avendo il potere di viaggiare nel tempo, si trova faccia a faccia con i grandi rettili della preistoria. Inutile dire che il comune denominatore dei successivi episodi saranno proprio i dinosauri. Ormai la tradizione che lega Turok a queste creature colossali è ben consolidata, ma, nonostante non ci sia Turok senza T-Rex, l’ambientazione intorno al protagonista e ai suoi (pre)storici antagonsiti è sempre diversa.
Questa volta, però, Turok non viaggia nel tempo, ma nello spazio.

Deja-vù videoludico

L’avventura inizia come nella maggior parte degli sparatutto fantascientifici: la nostra astronave si avvicina ad un pianeta ostile (per stanare un nucleo terroristico che qui vi ha stabilito la propria base) quando un missile colpisce lo scafo costringendoci ad un atterraggio di emergenza. La astronave nell’impatto con il suolo si frantumerà in diverse parti che si spargeranno per un ampia zona del pianeta.
Terminato il filmato iniziale prendiamo i comandi dell’energumeno indiano mentre il relitto della nostra astronave esplode attorno a noi. Corriamo a perdifiato attraverso lamiere contorte e lingue di fuoco, assistiamo impotenti alle morti (scriptate) dei comapagni che ci precedono nella fuga fino all’uscita. Insieme a noi c’è un altro supersite che, nella sua breve comparsa, si immolerà involontariamente al primo contatto con la fauna locale. A questo punto Turok sarà un soldato solo e disperso su un pianeta (duplicemente) ostile a seguito di un drammatico atterraggio: deja-vu? Forse avete giocato ad Halo o a qualche Quake.
Le premesse per una trama originale sembrano mancare, per fortuna la storia proseguirà con colpi di scena inattesi ed un adrenalinico susseguirsi di eventi fino alla conclusione, anche se nessuno griderà al miracolo per la sceneggiatura.

Non ci sono più i terroristi di una volta

Nel tentativo di ricongiugerci con gli altri superstiti (e di riorganizzarsi per ribaltare le sorti della sfortunata spedizione) Turok avanzerà per le foreste del pianeta decisamente mal frequentate. Infatti i soldati della resistenza, sparsi per tutto il pianeta, ostacoleranno il nostro cammino. Nonostante nelle prime sessioni di gioco si mostrino avversari decisamente facili da abbattere, ad un punto preciso della nostra avventura diventeranno infallibili tiratori e da allora dovremo curarci di rispondere al fuoco sempre da posizioni sicure.
Sarà possibile usare anche un approcio stealth qual’ora lo ritenessimo necessario, infatti ci verranno fornite diverse armi per eliminare silenziosamente i nostri avversari, tra cui pugnale (del quale parleremo in seguito) e arco. I nemici mostreranno la loro soglia di attenzione attraverso le luci degli occhi, esattamente come accade in “Killzone”, a seconda del colore possiam capire se siano all’erta o ignari della nostra presenza.
Nonostante tutto la loro reazione al pericolo non sarà sempre lucida, mentre alcuni soldati si nascondono dietro ai ripari sporgendosi solo per sparare altri ci corrono incontro o rimangono fermi allo scoperto per farsi felicemente trivellare.

Il nemico del tuo nemico è tuo amico

Ed infine parliamo delle star di questo gioco, volutamente lasciati per ultimi come ciliegina sulla torta… I dinosauri!
Il compito di questi è quello di catalizzare il terrore all’interno dell’esperienza ludica che Turok offre. Psicologicamente parlando la paura ancestrale dell’uomo è quella di diventare preda, in un mondo popolato da dinosauri queste occasioni non mancheranno.
A differenza dei soldati, i dinosauri spesso faranno la loro trionfale entrata dai margini dei sentieri calpestabili, uscendo da buche ben mimetizzate o dalla folta vegetazione, sfruttando il fattore sorpresa per farci sobbalzare sulla sedia e guadagnare un vantaggio tattico. Paradossalmente questi rettili, decisamente poco noti per il loro acume (raptor a parte), si dimostrano più intelligenti degli avversari umani, corrono, saltano, ci accerchiano se attaccano in gruppo o cercano di colpire alle spalle. Inoltre ogni razza (in tutto una decina) avrà i suoi specifici comportamenti “sociali”, ad esempio: gli erbivori si muovono in gruppi e sono innoqui a meno che nn vengano spaventati (ma anche in tal caso reagiscono solo per allontanarci). I piccoli spazzini giurassici ci seguiranno curiosi senza attaccarci a meno di non avere ferite sangunanti, mentre i carnivori aggrediranno chiunque sia un gradino più basso nella piramide alimentare…
A volte i dinosauri possono trasformarsi da ostacolo a vantaggio tattico, infatti ai loro occhi noi siamo gustosi quanto i terroristi, e capiterà, non di rado, di assistere a combattimenti tra soldati e raptor, e a noi viene data la possibilità di intervenire in favore di chiunque, o di restare semplicemente a guardare. Ovviamente ci saranno altri accorgimenti che potremo usare per far eliminare i nostri nemici tra loro, come ad esempio lanciare un bel bengala in mezzo ad un manipolo di soldati avversari.

Per un dinosauro grande non ci vuole un arsenale grande, ma un grande arsenale

Turok ci mette a disposizione un corposo arsenale composto sia dagli immancabili classici del genere (pistola, fucile, mitra, lanciarazzi), sia da armi inusuali, come l’arco, essenziale per eliminare silenziosamente i nemici dalle lunghe distanze. Anche il coltello, che notoriamente viene utilizzato solo in mancanza di munizioni (problema che difficilmente affronterete), assume un ruolo fondamentale, ed introduce alcune meccaniche già viste nei videogiochi, ma estranee al mondo degli sparatutto.
Sguainato il pugnale infatti avremo l’occasione di uccidere i nemici attraverso una speed kill, ovvero una coreografica uccisione automatica dell’avversario che potremo effettuare premendo nel giusto ordine e tempo i tasti che appariranno sullo schermo. Alcuni boss di fine livello potranno essere sconfitti solo in questo modo dopo essere stati opportunatamente indeboliti alla “vecchia maniera”.

“Duro come prendere a cazzotti un velociraptor”

Recitava così il livello di sfida maggiore che si poteva selezionare per uno storico gioco di “guida” (chissà se qualcuno riesce ad indovinare… ndr). Ebbene combattere contro un raptor a mani nude, o quasi, non è mai stato così facile.
Le speed kill sopracitate rendono gli scontri diretti con queste bestie giurassiche delle passeggiate, e soprattutto economici in termini di munizioni. La difficoltà, in genere, risulta piuttosto bassa, poiché calibrata per gli utenti console che non possono certo godere del vantaggio tattico fornito dal mouse. Le uniche sfide (e le occasioni di “game over”) verranno offerte quasi esclusivamente dai boss di fine livello, che invero si mostreranno decisamente ostici anche ai primi livelli di difficoltà, soprattutto a causa della loro robusta costituzione.

“Ci sono dinosauri, nel suo parco di dinosauri?! Eh?!”

Ancora citazioni? D’altronde i ricordi del passato, che affiorano alla mente di fronte alla vista di questi rettili, non sono pochi.
I dinosauri si muovono con la stessa fluidità vista nei film (inutile dire di che film stia parlando, vero?), si lanceranno alla carica dondolandosi col peso, cambieranno improvvisamente direzione piegandosi in maniera verosimile e non ruotando come pezzi di legno su un perno.
La pelle coriacea dei rettili è resa splendidamente, con un effetto luccicante che ne esalta la viscidezza e ne aumenta il realismo. Un gran lavoro è stato fatto dagli sviluppatori nel ricreare al meglio i dinosauri (decisamente i migliori mai visti in un videogioco), diversamente appare, invece, l’impegno profuso nella caratterizzazione del resto del gioco. Tutti i personaggi umani sono di buona fattura, seppur distanti dalla qualità dei lucertoloni, ma il vero tallone d’achille sono le ambientazioni.
Per buona parte del gioco, Turok è ambientato nella giungla, o meglio, in corridoi cammuffati da giungla (dimenticate l’esplorazione concessa in giochi come Crysis), fino a quando non ci si alterna a basi militari create in serie e che decisamente non hanno niente da offrire di nuovo (inquilini a parte). La semplicità delle ambientazione si fa sentire in termini di fps, infatti il gioco ha requisiti minimi davvero abbordabili.
Il sonoro gioca un ruolo essenziale: giocare con le casse spente equivale ad accecarsi un occhio. Forse non potrete comprendere il paragone finchè non vi troverete in una giungla pulsante di rumori e strani versi giurassici, dove il suono di ramoscelli spezzati alle vostre spalle può essere una suggestione della mente… O forse no.

Concludendo…

Il rischio di non essere imparziali recensendo Turok è piuttosto alto, può capirmi chi, come me, è cresciuto adorando film cult come Jurassic Park o collezionando quei fascicoletti che uscivano in edicola… Suvvia… Non ditemi che ero l’unico!
Trattenendo però il mio entusiasmo si rivela un gioco discreto, seppur caratterizzato da alti (atmosfera) e bassi (ambienti). Se siete alla ricerca di uno sparatutto divertente, longevo e senza troppe pretese (con qualche piccola osata innovazione) questo gioco fa per voi.

CI PIACE
  • La realizzazione dei dinosauri
  • Tocchi di originalità
NON CI PIACE
  • Ambienti spogli
  • Ia dei soldati
Conclusioni

Il rischio di non essere imparziali recensendo Turok è piuttosto alto, può capirmi chi, come me, è cresciuto adorando film cult come Jurassic Park o collezionando quei fascicoletti che uscivano in edicola… Suvvia… Non ditemi che ero l’unico!
Trattenendo però il mio entusiasmo si rivela un gioco discreto, seppur caratterizzato da alti (atmosfera) e bassi (ambienti). Se siete alla ricerca di uno sparatutto divertente, longevo e senza troppe pretese (con qualche piccola osata innovazione) questo gioco fa per voi.

7Cyberludus.com

Articolo precedenteSony: “GTA: Chinatown Wars non é adatto agli utenti del DS”
Prossimo articoloTekken Dark Resurrection – Recensione
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.

E tu che ne pensi? Facci conoscere la tua opinione!