Pochi videogiochi sono riusciti a catalizzare l’attenzione del grande pubblico come la serie di Street Fighter. Street Fighter 2, oltre ad essere stato il capostipite dei picchiaduro 2d ad incontri, è stato forse il primo gioco a generare il fenomeno del “funboyismo”. I personaggi ideati dai programmatori  erano talmente caratterizzati che “sfondavano” letteralmente lo schermo. E’ incredibile come un semplice agglomerato di pixel possa aver dato il via a queste vere e proprie patologie sociali. A memoria d’uomo, chiunque abbia un età compresa tra i 25 e i 30 anni, ed abbia passato intere giornate della sua infanzia rinchiuso nelle sale giochi (durante la loro epoca d’oro), si deve ricordare che anche dopo la fatidica scritta game-over si continuava a parlare dei personaggi del gioco Capcom. Ecco che prendevano forma le mirabolanti fantasie tipiche della giovane età.  Il titolo Capcom è ancora oggi l’esempio vivente di come l’abilità dei programmatori, capaci di ideare un gameplay semplice ma allo stesso tempo tecnico e profondo, abbia permesso la realizzazione di un capolavoro senza tempo, e che ha rappresentato un vero e proprio spartiacque per i picchiaduro usciti di lì a venire. Della saga del picchiaduro giapponese si è ampiamente discusso in uno speciale  dove è stato ripercorso tutto l’iter di questa magica saga. Recentemente è uscito  –esclusivamente su xbox live arcade e psn – Super Street Fighter 2 turbo hd remix  che oltre ad un essere un ricco antipasto nell’attesa del piatto forte (SF IV per l’appunto), proponeva interessanti novità, come un completo restyling grafico e la modalità online, che ha letteralmente lanciato il gioco verso soglie di giocabilità molto alte.

Street Fighter IV è stato uno dei titoli più attesi di questo 2009, senza dubbio per l’hype che accompagna l’uscita di ogni nuovo capitolo della saga. L’iter del suo sviluppo, e il conseguente rilascio dei primi screen, è stato un vero e proprio “viaggio di passione”. Le prime immagini statiche che vennero rilasciate riguardavano i due indiscussi protagonisti della saga: Ken e Ryu. Lo stile molto particolare, quasi eccessivo, non venne ben digerito da tutti i fans. L’idea sposata dal produttore Yoshinori Ono, più che quella di produrre un capitolo di grossa rottura con il passato,  fu quella di realizzare un picchiaduro bidimensionale ma con una grafica in 3D, capace comunque di sfruttare i maggiori algoritmi permessi dalle console attuali.

Una volta inserito il disco nel lettore della PS3 e assistito ad una presentazione davvero “carica” condita con una musica adrenalinica (e azzeccata) si è finalmente pronti per giocare.

A farla da padrone c’è la modalità Arcade, vero cavallo di battaglia del titolo Capcom. Questa modalità, come da tradizione, ci permetterà di affrontare una serie di nemici per arrivare, infine, al cattivone finale di turno. Apprezzabile la presenza di una storyline che si colloca tra Street Fighter II e Street Fighter III e dedicata ai vari personaggi. Una volta selezionato il nostro alter-ego virtuale assisteremo infatti ad un prologo, e qualora termineremo il gioco, ad un finale. Questi intermezzi, in alta definizione, sono realizzati come un vero e proprio anime e localizzati in italiano grazie alla presenza di sottotitoli.

Oltre alla modalità arcade, vero perno del gameplay, sono presenti le ormai consuete: versus mode – teatro di sanguinose battaglie contro un avversario umano- e la modalità multiplayer, di cui parleremo approfonditamente in seguito.

Molto interessanti, e utili, le modalità allenamento e sfida. Con la prima si potranno provare le mosse speciali, combo, e super, contro un avversario-fantoccio che si farà allegramente picchiare senza battere ciglio. Con la sfida si dovranno invece superare una serie di prove di difficoltà crescente che possono riguardare l’eliminazione di un certo numero di avversari in un lasso di tempo determinato, oppure, senza far affidamento sul recupero della salute tra i vari round.  Molto piacevole la presenza di uno specifico allenamento per le combo – già visto in Street Fighter Alpha- questo specifico training può mettere alle corde anche i giocatori più esperti, perché richiederà il completamento di combinazioni sempre più articolate. Queste ultime due opzioni di gioco, che a una prima superficiale analisi possono sembrare riempitive sono in realtà molto ben congeniate perché permettono, al completamento di determinati step, di sbloccare nuovi colori per i costumi dei lottatori preferiti in modo da “vestire a festa” il proprio alter-ego e danno la possibilità di inserimento di titoli ed onorificenze con cui fregiarsi nel profilo del proprio street fighter.

Vecchie e nuove conoscenze

Il roster a disposizione del giocatore è costituito da ben 25 personaggi, di cui 16 inizialmente selezionabili; il resto si sbloccheranno portando a termine il gioco con i diversi lottatori. Tra le vecchie conoscenze, annoveriamo: Dhalsim, Blanka, Ken, Ryu, Honda, Bison, Balrog, Vega, Sagat, Chun Li, Zangief. Tra i nuovi acquisti presenti ci sono: Abel, El Fuerte, C.Viper, Rufus. Come detto, il resto della truppa si dovrà sbloccare, ma, oltre che non essere un’impresa titanica, si consiglia caldamente di portare a termine il gioco per disporre di personaggi carismatici come Fei Long, Cammy, Sakura, Rose, Dan e Gen. Assicurarsi i servigi di Akuma, Gouken  e Seth richiederà invece un impegno assai maggiore, ma se si pensa alla forza distruttiva di questi personaggi l’impegno profuso sarà senza dubbio ben ripagato.

Seguirà una breve descrizione dei nuovi personaggi.

Viper: si unisce agli altri personaggi femminili, Cammy e Chun Li, che oltre ad essere di bella presenza le suonano di santa ragione. E’ una vera e propria femme fatale dotata di una notevole velocità ed agilità, e fonda la sua potenza di percosse sugli arti inferiori, che grazie ad un particolare congegno sprigionano fiamme.

Abel: lottatore francese dotato di una grande mole, che ne compromette l’agilità, ma che al contempo gli permette di sferrare colpi molto dolorosi per la barra di salute dell’avversario. Ha uno stile misto di Catch, Wrestiling e Pugilato. Per essere sfruttato a dovere ha bisogno di una buona dose di pratica, il che lo colloca leggermente al di sotto nella soglia di gradimento delle new entry.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

El Fuerte: senza dubbio il più particolare dell’intero roster di lottatori. Ha la peculiarità di essere un  cuoco-lottatore di origini messicane; sia le origini sia l’aspetto esteriore lasciano comprendere più di un riferimento al wrestler Ray Misterio. Il piatto forte di questo personaggio sono le prese aeree molto spettacolari, che sono sicuramente il suo punto di forza insieme alla sua estrema agilità.

Rufus: questo è il personaggio più ingannevole di tutto Street Fighter IV. La sua stazza caratterizzata da una pancia tanto enorme quanto gommosa può dare inizialmente adito a più di una perplessità circa il suo valore, invece, con grande sorpresa, si scopre utilizzando, un’inaspettata agilità. Il suo piatto forte sono le combo capaci di infliggere notevole danno.

Seth: signori e signori ecco il cattivone finale di turno. Dall’aspetto esteriore denota una somiglianza con Silver Surfer dei Fanstastici 4, che lo renderebbe quasi identico a quest’ultimo se non fosse per una strana sfera collocata all’altezza del suo addome che sembra essere la sede della sua linfa vitale. Pur non essendo dotato di una grandissima personalità questo lottatore è in grado di assorbire le tecniche di tutti i lottatori.

Un vecchio bello…

L’intento originale del producer Ono era quello di realizzare uno Street Fighter 4 che potesse accontentare i feroci sostenitori dell’originale Street Fighter II. Dall’altro canto però bisognava rimpolpare la formula, che cominciava a sentire il peso degli anni. La parola d’ordine è quindi “Tecnica”, la stessa tecnica, opportunamente rinvigorita, che aveva fatto la fortuna della saga. Così ritroviamo praticamente lo stesso gameplay di SF2 rimpolpato però con diverse aggiunte e una spruzzata della serie Alfa.

Appena preso in mano il pad della console Sony e configurato a piacimento -operazione che si consiglia di fare per assegnare ai tasti dorsali una funzione più consona di quella di default – eccoci finalmente nel vivo del combattimento. Se l’intento di Ono era quello di ricreare lo spirito di Street Fighter 2 in chiave moderna, c’è senza dubbio riuscito. Il feeling che si trova, specie con i personaggi classici come Ken o Ryu, è immediato,  e mette il giocatore nelle condizioni ideali per apprendere le nuove tecniche di questo quarto capitolo. Al solito, i colpi saranno divisi in calci e pugni, di debole, media, forte, intensità, per un totale di sei tasti utilizzati. Le prese sono invece eseguibili con la pressione contemporanea di calcio e pugno debole. Visto l’importante numero di tasti utilizzati, e visto che per forza di cose occorre utilizzare anche i tasti dorsali – di non troppo facile fruizione- si consiglia l’adozione di un arcade stick appositamente progettato per questo tipo di giochi; l’esperienza ne guadagnerà sicuramente. La realizzazione delle mosse speciali non ha subito sconvolgimenti; per realizzare un Hadoken uno Shoryuken o il Tatsumaki Senpukyaku si dovrà operare sempre allo stesso modo sul pad, realizzando il più delle volte un quarto di giro in una delle due direzioni. Direttamente dalla serie Alpha sono state inserite le EX, che sono in realtà versioni potenziate delle stesse supermosse, e che si realizzano premendo congiuntamente due tasti (due calci o due pugni). Seguono poi le Super Combo eseguibili tramite il riempimento dell’apposita barra attraverso l’esecuzione delle mosse speciali caratteristiche di ogni personaggio. Chiudono il corollario delle mosse speciali le Ultra combo che si eseguono con la consueta doppia rotazione del pad e la pressione di tre pugni o tre calci. Per ovviare ad eventuali tendinopatie o “sindromi del polipo” è stata intelligentemente introdotta la possibilità di assegnare ad un solo tasto i tre pugni o i tre calci. Fin qui quindi nulla di trascendentale e di nuovo. La vera novità risiede ,infatti, nei Focus Attack che viene suddiviso in tre livelli di potenza. E’ attivabile attraverso la pressione dei tasti relativi ai colpi medi (calcio o pugno), questo attacco speciale renderà il personaggio praticamente immune ad ogni colpo dell’avversario permettendogli di andare avanti nella proiezione dell’attacco, arrivando perfino a rompere la guardia, se eseguito alla massima potenza. Sempre con questo tipo di attacco è possibile concatenare combo davvero dolorose, frutto della più fervida fantasia del giocatore. Padroneggiare al meglio tutte queste tecniche, specie il focus attack, richiederà una certa abnegazione da parte del giocatore. Sotto questo aspetto si può vedere uno Street Fighter sostanzialmente dai due volti; superficiale e immediato, per i giocatori  che non vogliono apprendere completamente tutte le tecniche presenti, profondo, per coloro che invece vogliono padroneggiare tutti gli attacchi speciali in modo da avere in mano le chiavi del gameplay del titolo Capcom.

Per quanto concerne il livello di difficoltà, già a livello medio il computer si comporterà piuttosto bene, quindi, è praticamente propedeutico quantomeno imparare a padroneggiare, se non tutti, la maggior parte degli attacchi speciali e delle supermosse del personaggio selezionato. Anche sul bilanciamento dei personaggi e sui tempi di ripresa è stato fatto un certosino lavoro, in maniera tale da rendere anche lottatori storicamente impacciati (Zangief e Dhalsim su tutti) fruibili anche da utenti con non troppa esperienza. Infine, anche i comandi e la realizzazione delle mosse speciali hanno subito un ottimo trattamento, anche se la realizzazione delle supermosse di certi personaggi risulta sempre troppo meccanica. La cosa che comunque è rimasta invariata, vero marchio di fabbrica della serie, è l’estremo tecnicismo di tutti gli incontri; picchiare a caso è un viatico per una sicura sconfitta. Chiaramente ai livelli di difficoltà più alti occorrerà ancor di più un uso intelligente del nostro personaggio.

Multiplayer

Super Street Fighter 2 Turbo HD remix ci aveva dato un saggio delle potenzialità del titolo Capcom nell’ambito delle sfide multi giocatore. Street Fighter IV conferma quanto di buono aveva fatto vedere SSF2THD remix rimpolpando l’offerta con delle gradite aggiunte. In primo luogo, partecipando alla modalità arcade è possibile che altri giocatori si possono inserire a partita in corso; un po’ come avveniva in sala giochi quando un avversario smanioso di un confronto diretto, per misurare il suo livello di abilità, inseriva il gettone. Qualora si vorrà affrontare la campagna arcade senza intromissioni coatte e indesiderate basterà disattivare l’apposita opzioni che permette appunto ad altri utenti online di intromettersi. Presente quelle che ormai sono diventate una consuetudine, ossia, le partite classificate, che danno la possibilità di avanzare nel ranking dei migliori Street Fighter mondiali. Da annotare la quasi assenza di lag, complice anche l’intelligente opzione che permette di filtrare le partite, sia per stabilità di connessione, sia per abilità del nostro avversario. Man mano che si vinceranno scontri online si potrà rimpinguare il profilo del proprio lottatore con titoli ed icone differenti. L’unica mancanza –presente invece in SSF2THDremix- è l’assenza di una modalità torneo, che avrebbe reso l’offerta ancor più interessante e completa.

Grafica e Tecnica

Si è giunti finalmente a commentare uno degli aspetti che ha fatto storcere il naso a molti appassionati della serie; il comparto tecnico. Le critiche mosse non riguardano l’impianto grafico, di primissimo livello, ma il character design al quale sono stati sottoposti sia i vecchi che i nuovi personaggi.  La maggior critica mossa sotto questo aspetto è l’eccessiva “gommosità” e muscolarità di alcuni lottatori –ken e Ryu su tutti-. Yoshinori Ono però non ha dato ascolto alle critiche piovute addosso al rilasciato dei primi screen, ed ha continuato per la sua strada, realizzando uno Street Fighter senza dubbio molto stiloso, e per certi tratti anche troppo esagerato. I poligoni che compongono i singoli personaggi sono abbondanti al punto tale da rendere quest’ultimi assolutamente privi di un benché minimo spigolo e assolutamente ben caratterizzati. Come tutte le scelte coraggiose, anche  le scelte di Ono, possono dividere dato che rappresentano un forte punto di rottura con lo stile del passato. Gli amanti del manga-style potranno avere da ridire su questo stile. Tra tutti i personaggi presenti, forse il meno riuscito risulta Blanka, che, risulta forse un po’ privo di personalità. Come detto in precedenza la grafica è in 3 D ma i personaggi si possono muovere soltanto secondo le canoniche due dimensioni. Questo, a detta di Capcom, ha comportato diversi problemi in fase di programmazioni, problemi che però, vedendo l’opera finale, sono, senza ombra di dubbio, stati ampiamente superati. Gli sfondi, anch’essi completamente in 3 D risultano pieni di dettagli e di molti elementi in movimento, forse, sarebbe stato preferibile la presenza di uno sfondo caratteristico di ogni lottatore, come la tradizione ci ha insegnato. Anche gli effetti grafici, in seguito alla realizzazione di una super mossa, sono notevoli e contribuiscono a creare un effetto pastelloso complessivo molto gradevole. La palette di colori utilizzata è anch’essa molto particolare, e si avvale dell’utilizzo di colori molto accesi che mettono ancor più in risalto il particolare stile di Street Fighter IV. Le musiche che accompagnano gli scontri sono originali, non sono state quindi riprese le vecchie, caratteristiche, melodie. Questa scelta è discutibile, in quanto melodie come quella dello stage di ken o Ryu, erano orami entrate nel cuore di tutti gli appassionati.

Commento finale

Ecco finalmente giunti al giro di boa. Dopo più di un anno di attesa e di speranze, il titolo prodotto da Yoshinori Ono non delude. In primo luogo la giocabilità, grazie al grande tatticismo degli scontri, e alle nuove tecniche –focus mode su tutti- è su altissimi livelli, proprio come lo era stata ai tempi di Street Fighter 2. L’intento di Capcom era quello di non stravolgere le meccaniche di gioco originali, ma di renderle ancora più profonde, in modo che si potesse comunque respirare l’aria di vecchio, ma in una veste tutta nuova. L’online svolge il suo lavoro eggreggiamente assicurando sessioni di combattimento pressoché prive di lag. La longevità, grazie alla presenza di molti livelli di difficoltà, e 25 lottatori, è su livelli molto alti; l’online chiaramente contribuisce ancora maggiormente ad allungare “il ciclo di vita” di questo Street Fighter IV. Una cosa è certa; prima che l’ultimo nato in casa Capcom annoierà passerà parecchio tempo (anni). In ultima analisi l’aspetto che può non mettere d’accordo tutti è la grafica, che se dal punto di vista tecnico è indiscutibile –frame rate granitico- sotto l’aspetto stilistico può dare adito a qualche critica o perplessità, soprattutto sulle character design di alcuni personaggi.In conclusione, Street Fighter IV è da acquistare senza alcuna riserva, (magari insieme ad un arcade stick). E’ un titolo che riesce ad accontentare gli storici fan della serie e le nuove leve che per la prima volta si confrontano con questogenere. Ci si trova di fronte, senza dubbio,  ad uno dei migliori picchiaduro di tutti i tempi, se non il migliore. Gli unici difetti riscontrabili sono più dei difetti cronici di tutta la saga; che si possono ridurre all’affannosa ricerca, non sempre andata a buon fine,  di personaggi carismatici che possono in qualche modo sostituire gli inossidabili Ryu e Ken.

Emiliano ”Lollo 79” Ragoni

CI PIACE
  • E’ Street Fighter
  • Giocabilità ai massimi livelli
  • Longevità molto alta
  • Multiplayer ben realizzato
  • Tecnicamente molto valido
NON CI PIACE
  • Character design che può non piacere a tutti
  • Alcuni personaggi poco carismatici
Conclusioni

Street Fighter IV è da acquistare senza alcuna riserva, (magari insieme ad un arcade stick).

9.4Cyberludus.com
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Redazione
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