Questo matrimonio non s’ha da fare

Il lontano oriente è una terra che affascina** , a suo modo, soprattutto quando si guarda ai fast del suo passato… Regni comandati da potenti sultani, città di un colore dorato sulle quali il sole splende di continuo e tante, tante avventure da vivere nei luoghi più impensabili. Beh, quando Jordan Mechner , nel 1989, pensò di realizzare delle avventure ambientate proprio in queste zone, per la precisione in Persia, non si sarebbe mai immaginato un simile successo… Il 1989 è l’anno nel quale Broderbund Software fa uscire “Prince Of Persia” e, facendo questo, riscrive le regole su come vivere i platform adventure: una vera e propria rivoluzione, capace di mantenersi viva per diversi anni fino ad arrivare ai giorni nostri quasi senza intoppi e più fresca che mai! Ma, anche se oggi siamo abituati a vedere un principe agilissimo e abile nella spada, il nostro ricordo va ancora a quel ragazzino biondo con il completo bianco, impegnato in salti e movenze assurde per poter uscire dalle segrete di quel castello… Il visir Jaffar è intenzionato a mettere in piedi un colpo di stato , e cosa c’è di meglio di un ricatto per riuscire in questo intento? Il nostro malvagio consigliere ha rapito la figlia del sultano, lanciandole un ultimatum spaventoso: la ragazza ha 60 minuti per decidere di sposarlo, altrimenti lei morirà e lui porterà a termine il suo losco piano. Per eliminare tutti i possibili problemi, Jaffar ha rinchiuso un giovane viaggiatore, segretamente innamorato della fanciulla, all’interno delle prigioni del palazzo… **Il cancello si chiude…

Semplicità e genio

“Prince Of Persia”, convertito su quasi ogni supporto esistente dalla sua uscita, è un gioco decisamente particolare, e questa particolarità è stata la sua carta vincente per farlo diventare quella leggenda che noi tutti siamo abituati a ricordare con affetto: il giocatore impersona un giovane ragazzo, alle prese con una disperata fuga contro il tempo (si è detto, 60 minuti esatti) per poter attraversare più di 10 livelli cosparsi di trappole, pozioni e nemici. Unici alleati sono una spada e i riflessi del suo controllore: al giocatore è dato di scegliere se muovere il principe con una scapestrata audacia, portandolo a saltare senza ragionare di piattaforma in piattaforma, o di farlo proseguire nel suo viaggio ragionando adeguatamente, facendolo camminare con calma e osservando con occhio cauto ogni situazione, studiando ogni stanza, gioendo, passo passo, di un level design che grida davvero al miracolo tecnologico. Ogni stanza del palazzo è costruita per poter essere attraversata con una particolare strategia, utilizzando le abilità fisiche del nostro viaggiatore (non ancora Principe), che ci verranno mostrate pian piano mentre i nostri occhi stramazzano di fronte ad animazioni accurate e realistiche. Il capolavoro Broderbund, infatti, è uno dei primi videogames a fare uso della tecnologia Motion Capture , capace di catturare i movimenti degli esseri umani per poi riportarli sullo schermo con certosina precisione. La colonna sonora orientaleggiante si alterna perfettamente ai sinistri rumori provocati dal rimbombo dei propri passi nelle strette stanze, e gli effetti sonori, che spaziano tra urla di dolore, lamenti e colpi di spada, sono campionati con estrema cura. Dopo tanto splendore era quasi difficile immaginare che si potesse fare di meglio, e molti nemmeno credo che esista qualcosa dopo questo titolo, a livello di successione diretta… In realtà, prima dell’avvento del nuovo principe e all’introduzione delle sabbie del tempo, ci sono ben altri due titoli che recuperano le gesta di questo primo protagonista, anche se molti, per vari motivi, stentano a ricordarli…

Un impostore?

Il viaggiatore è riuscito, per fortuna, ad uscire dalle segrete prima dello scoccare dei sessanta minuti , prima che quell’ultimo granello di sabbia di clessidra cadesse sul fondo… La ragazza è salva, il visir è sconfitto e la pace è ritornata nel regno… Il sultano, decisamente fiero di questo ragazzo, vuole ricompensarlo con gioielli e ricchezze infinite: nonostante tutto, il giovane desidera solo la possibilità di vivere una vita felice al fianco della principessa, e il regnante, con gioia, non può che accettare. Il ragazzo diventò il Principe di Persia e visse per sempre… No… Non per sempre.. Visse felice e contento per undici giorni… Jaffar non era affatto morto e, trasformatosi nel principe, si infiltra a palazzo, accusando il vero principe di essere un impostore venuto per togliere la vita al sultano… Il principe, ancora fuggitivo, è costretto a scappare da una finestra, dando inizio all’avventura di “Prince Of Persia 2: The Shadow And The Flame” ! E’ così, nel 1993 Broderbund crea la seconda parte delle avventure di quel giovane viaggiatore, negandogli la felicità appena conquistata per dare a noi giocatori la possibilità di gioire di nuovo. Questo titolo è tecnicamente eccellente: grafica migliorata, una colonna sonora ancora più attraente e accattivante, giocabilità alle stelle grazie a un miglioramento dei controlli, all’inserimento di nuove armi e tecniche di combattimento e ad un aumento esponenziale delle abilità fisiche del principe e delle situazioni nelle quali può trovarsi. Insomma, con questo titolo quasi sconosciuto, il “figlio” di Jordan Mechner vive di una vita tutta nuova, una vita ancora migliore della precedente, nonostante già prima si avvicinasse davvero a livelli di assoluta eccellenza. Oltretutto, in questa nuova avventura si ha a disposizione un totale di 75 minuti per portare a termine il gioco e si ha l’opportunità di salvare i propri progressi, in modo tale da potersi godere il titolo poco per volta, senza dover concludere tutto di corsa con un’unica partita . Dopo questo exploit, Broderbund ammanta il suo principe con un velo di oscurità, per farlo ritornare sui nostri schermi sei anni dopo, con un titolo che molti vorrebbero dimenticare…

I nemici non finiscono proprio mai… Nemmeno per i giocatori…

Red Orb Entertainment** , nel 1999, dona vita a “Prince Of Persia 3D” … Eh si, sono gli anni della nascita del vero e proprio videogioco tridimensionale, e tra i tanti personaggi che avevano già compiuto il salto, con differente successo. Il principe era prossimo a dover compiere questo passo verso la modernità , ma purtroppo si rivelò semplicemente come un pesante inciampo, che gli costò la stima di tanti, tantissimi appassionati… Il titolo, infatti, delude sotto diversi aspetti, primo su tutti il sistema di controllo: a differenza dei due episodi precedenti, caratterizzati da una eccellente fluidità e dalle risposte rapide e immediate, questo principe sembra un pezzo di legno , incapace di muoversi con agilità, di compiere salti precisi senza cadere nelle troppe trappole presenti in giro, incapace addirittura di difendersi con la spada come si conviene, complice la volontà di inserire controlli complicati per il combattimento, ignorando che non dovrebbe essere considerato come la colonna portante di un gioco simile. Perlomeno, la grafica, per il 1999, è di buon livello, e così lo sono le musiche e la trama, che vede il nemico del sultano di turno nel tentativo di conquistare il regno, ma con metodi più ingegnosi (per esempio, mediante l’uso di spietate ballerine assassine). Oltretutto, va ricordata l’aggiunta degli archi, utili per eliminare a distanza alcuni nemici prima che questi possano scoprirci… Insomma, se non fosse stato per il sistema di controllo, evidentemente sviluppato con poca cura, ci saremmo trovati di fronte a un titolo molto più appagante, quasi interessante! Peccato, perchè questa delusione ha tenuto nascosto il principe per molti anni, fino all’avvento delle console moderne, fino all’apparizione delle famigerate **sabbie del tempo.

Conclusioni** **** La serie “Prince Of Persia” è una serie leggendaria, creata da un genio che ha portato sui nostri schermi dei gioielli di rara fattura, pieni di trovate tecniche eccellenti, davvero memorabili. A parte il tonfo di “Prince Of Persia 3D”, il resto della serie si è sempre mantenuto su livelli eccellenti, portando il principe a una nuova maturità sulle console moderne. Una maturità che verrà analizzata nella seconda e ultima parte di questa retrospettiva: “Retro-Spectives: Prince Of Persia! – La maturità del principe immaturo!” **** **Alessandro “Il Notturno” Perlini

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