Perché si può restare sempre sorpresi

Ricordo perfettamente come è successo tutto quanto… Si, ricordo perfettamente come l’avvento del mio fido computer portatile sconvolse la mia concezione di mobilità multimediale, aiutandomi in quegli interminabili e noiosi viaggi in treno per arrivare dalla mia città, Ravenna, in quel di Bologna, per frequentare l’università. All’inizio potevo contare, per rallegrare il mio viaggio, soltanto su un mal sfruttato Nintendo DS, ma con l’avvento del portatile, batteria permettendo, mi si è aperto un mondo nuovo di possibilità. Mentre viaggiavo, mi ritornò in mente di come un mio amico, Marco Garofalo, che ringrazio per avermi iniziato all’arte del montaggio e della regia, mi aveva parlato molto positivamente di Ritorno Al Futuro, di tutta la trilogia. Diceva che era impensabile che io non avessi mai visto quei tre film: il fatto che fossero vecchi film non giustificava, un giorno o l’altro avrei dovuto rimediare all’errore. In parte ci pensò Italia 1: dopo aver lasciato una videocassetta a registrare un programma, mi ritrovai metà del primo episodio, trasmesso in seconda serata, alla fine della cassetta. Le vicende di quello strano ragazzino e di quel dottore fuori di testa mi interessavano parecchio, ma quando iniziò il primo viaggio nel tempo il nastro giunse al termine, impedendomi di godere degli sviluppi del film. Quella era la scintilla, quello era il segno che io dovevo andare avanti in questa nuova esplorazione. Mi procurai, allora, l’intera trilogia e questa mi accompagnò, per la prima volta, durante quei lunghi viaggi in treno… Viaggi che mi hanno cambiato la vita…

“Ho inventato qualcosa che funziona!”

Marty McFly è un ragazzino di 17 anni che abita a Hill Valley, una cittadina americana, nel 1985. La sua è una vita apparentemente banale: una bella fidanzata, alcuni problemi a scuola e una famiglia strampalata, ma tutto sommato nella norma. Il padre, Gorge McFly, è uno scrittore fallito ridotto a umile impiegato dal vecchio compagno di scuola Biff, ai tempi il bullo del liceo, che lo sottomette e lo umilia ogni volta che ne ha la possibilità. La madre di Marty, Lorraine, è una donna robusta e semi-alcolizzata, ma che non nasconde il suo amore per la famiglia e per le buone tradizioni. Tutto sembra procedere “tranquillamente”, fino a quando il più caro amico di Marty, il dottor Emmet Brown (o Doc, per il ragazzo), gli chiede di raggiungere un grande spiazzo per uno dei suoi folli esperimenti scientifici. A notte fonda, il ragazzo raggiunge il vecchio amico, che gli confessa di aver installato su una DeLorean DMC-12 un circuito per poter viaggiare nel tempo. Nonostante tutti i problemi del caso, l’esperimento ha successo, e da lì cominciano i guai… Ma non sono qui per raccontare tutta la trama; mi fermerò immediatamente. Volevo solo dare a tutti una visione d’insieme di Ritorno Al Futuro e di come una trama così apparentemente semplice e pure, se vogliamo, obsoleta come quella dei viaggi nel tempo possa aver dato vita a una delle più imponenti trilogie che abbiamo mai raggiunto il grande e il piccolo schermo.

Un turbinio di personaggi e situazioni

La Trilogia di Ritorno Al Futuro, per tutte le sue situazioni imprevedibili, può apparire come qualcosa di incredibilmente confusionario… I viaggi nel tempo, i personaggi e le situazioni che si ripetono, le casualità che si succedono, volontariamente o non, fra un evento e l’altro, tutto è stato egregiamente unito dal genio di Robert Zemeckis per creare un insieme coinvolgente e divertente. Nella situazione di disagio nella quale Marty si ritrova incontrando suo padre o sua madre, nello spiegare al Doc del 1955 che lui è un viaggiatore nel tempo, nell’impedire che suo figlio Martin Jr. diventi un teppista, sarebbe difficile trovare qualcosa di comico: tuttavia, si può dire che gli sceneggiatori abbiano selezionato e gestito in modo perfetto tutto quanto, inserendo qua e là trovate comiche, battute di spirito, richiami ironici a situazioni o eventi realmente accaduti. Michael J. Fox, che adesso lotta contro una gravissima forma del morbo di Parkinson, e Cristopher Lloyd interpretano i loro ruoli alla perfezione, soprattutto quest’ultimo, dando vita a due personaggi capaci di uscire vivi da ogni situazione, evitando sovrapposizioni temporali e altre “piccole scaramucce” alle quali bisogna far fronte, sapete com’è, per viaggiare nel tempo…

Il potere della musica

La trilogia di Ritorno Al Futuro, è caratterizzata da una colonna sonora eccezionale. Non solo per il leggendario tema principale, scritto da Alan Silvestri, ma anche per tutte le musiche e canzoni che danno tono e gusto a tutti gli avvenimenti. Si pensi alla canzone con la quale si apre il film, “The Power Of Love” degli Huey Lewis & The News, che riassume magistralmente tutto lo spirito giovanile della musica anni ’80. Perfino nel secondo e nel terzo episodio, quando, per via delle epoche visitate, 2015 e 1885, non è stato possibile appoggiarsi a veri brani dell’epoca (soprattutto la vedo dura per il 2015), la colonna sonora non tradisce lo spettatore, adattandosi come un guanto a tutto quello che i film offrono. Esempio di come, spesso e volentieri, non sono solo le trame, o gli effetti speciali, o gli attori famosi a “fare il film”.

Se ci metti l’impegno, assimili qualsiasi sfumatura

Cosa è rimasto a me di Ritorno Al Futuro? Non saprei… E vi dico “non saprei” proprio perché è difficile trovare un nome, una definizione che possa descrivere alla perfezione quello che provo ogni volta che lo guardo, che ne parlo, che ne scrivo o che interagisco con la sua trama e i suoi personaggi. Ritorno Al Futuro ha ispirato e conquistato già milioni di persone… Sono usciti libri, una serie animata, dei videogiochi (purtroppo quasi tutti di scarsa fattura, soprattutto quelli per NES e Commodore 64) e mille, mille altre cose. Io stesso, ultimamente, ho girato con alcuni amici un cortometraggio dal titolo “Ritorno Al Futuro – Bec Tu Ze Fiùciur” che vuole essere un divertente omaggio a questi capolavori. Non so come farvelo capire…Avete mai visto un film, magari anche più di una volta, e ogni volta che arrivavano i titoli di coda siete sempre riusciti ad preservare una sensazione di piacere, di un’esperienza sempre nuova? Ecco, Ritorno Al Futuro è capace di questo e di ben altro. Se non avete ancora visto questa trilogia fatelo quanto prima, sono poche ad oggi le esperienze cinematografiche che possono entrare nei cuori con tale impeto e freschezza. E quando lo guardate, date ascolto a un mio consiglio, modificato e preso in prestito da Doc: se guardandolo ci metterete l’impegno ne assimilerete qualsiasi sfumatura. E vi assicuro che ne vale la pena. Buon viaggo!

Alessandro Perlini

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