Il dibattito sulla preservazione dei videogiochi prosegue in Europa con una promessa concreta. Durante la sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo del 21 maggio, i politici hanno discusso nuovamente della campagna Stop Killing Games, che chiede protezioni legali più robuste contro gli spegnimenti dei server online nei giochi.
La discussione arriva a poche settimane di distanza da un’audizione pubblica tenutasi a Bruxelles presso il Parlamento europeo. Come accade in questi casi, diversi rappresentanti politici hanno espresso le proprie posizioni sulla questione e sulle possibili azioni da intraprendere. Un membro della Commissione Europea ha preso la parola durante il dibattito, offrendo rassicurazioni importanti: una risposta ufficiale alla petizione arriverà prima dell’inizio dell’estate. Si tratta di un segnale che le istituzioni europee stanno affrontando con serietà la preoccupazione crescente attorno alla scomparsa digitale dei titoli online quando i gestori decidono di chiudere i server.
La campagna Stop Killing Games ha raccolto nel tempo il supporto di migliaia di giocatori, sviluppatori e conservatori digitali preoccupati dalla perdita permanente di esperienze videoludiche storiche una volta che gli editori cessano il supporto online.
Un impegno europeo verso la preservazione del gaming
La promessa della Commissione Europea di fornire una risposta entro l’estate rappresenta un passo tangibile verso il riconoscimento del problema a livello legislativo. Non è una soluzione immediata, ma dimostra che la voce dei giocatori e degli esperti di conservazione sta finalmente raggiungendo i livelli decisionali dell’Unione Europea. Personalmente ritengo che questo tipo di dibattito parlamentare sia fondamentale per proteggere il patrimonio videoludico delle generazioni presenti e future.



