Blue Prince

Scheda Gioco

Blue Prince

Piattaforma

Switch 2
Genere
Puzzle
Sviluppatore
Dougbomb
Publisher
Raw Fury
Uscita

10 Aprile 2025
PEGI
PEGI 7

Il Nostro Voto

90/100
OTTIMO


Di Blue Prince avevamo già parlato diffusamente, anche in occasione del nostro appuntamento annuale con gli Cyberludus Awards 2025, dove avevamo messo in evidenza tutta l’originalità della sua formula ludica. Il titolo sviluppato da Dogubomb e pubblicato da Raw Fury ci accompagna in un viaggio solitario tra i corridoi misteriosi di Mt. Holly, alla ricerca della leggendaria Stanza 46 e di un’eredità fatta di segreti, intrighi e ombre difficili da decifrare. A distanza di quasi un anno dall’uscita originale, Raw Fury porta ora l’esperienza completa su Nintendo Switch 2, con un porting che riesce a restituire intatto tutto il fascino dell’opera, senza sacrifici davvero degni di nota.

Ve ne parliamo nel dettaglio…

Blue Prince o blue-print?

Raccontare Blue Prince significa prima di tutto fare i conti con un minimalismo narrativo quasi assoluto. All’inizio della storia, Simon – il protagonista – eredita la maestosa tenuta di Mt. Holly. La particolarità? Non può semplicemente abitarla: deve costruirla, stanza dopo stanza, fino a raggiungere l’anticamera della Stanza 46. Ed è proprio qui che il gioco comincia a mostrare la sua vera anima. Ogni ambiente nasconde dettagli, segreti, rimandi e connessioni con enigmi più grandi, e spesso ciò che sembra marginale si rivela in seguito fondamentale per dare un senso all’intero impianto narrativo.

La trama resta volutamente sullo sfondo, quasi trattenuta, e si manifesta attraverso lettere, annotazioni, tracce ambientali e frammenti di lore che, messi insieme, compongono un mosaico complesso e raramente risolvibile in un’unica partita. Anzi, molto spesso non basta nemmeno una seconda o una terza run per afferrarne davvero la portata. Qui non esistono cutscene di alcun tipo: il gioco preferisce costruire pian piano una sensazione di scoperta, di osservazione costante, di responsabilità verso ciò che si sta svelando. Ogni stanza ottenuta, ogni indizio raccolto e ogni particolare notato contribuiscono a dare forma a un universo stratificato, in cui il peso dell’eredità si mescola alla ricerca della verità.

Blue Prince Switch 2
Più si esplora, più Blue Prince diventa irresistibile.

L’obiettivo principale, almeno in apparenza, ruota attorno al raggiungimento della mitica Stanza 46 di Mt. Holly. Già questo traguardo, preso da solo, rappresenta una sfida niente affatto banale, soprattutto considerando la natura enigmatica e mutevole della casa. Ma diciamolo subito: arrivare alla Stanza 46 è solo il primo passo di un percorso che ha molto di più da offrire di quanto non sembri inizialmente. Più ci si inoltra nella struttura del gioco, più emergono relazioni, manipolazioni, segreti politici e trame oscure, spostando progressivamente il focus da quello che pareva essere l’obiettivo iniziale.

Ogni partita si sviluppa nell’arco di più “giorni”. Simon dorme in una tenda fuori dal maniero e, ogni mattina, riparte dall’ingresso principale, davanti al quale si trovano tre porte chiuse. Avvicinandosi a ciascuna di esse è possibile scegliere tra tre progetti di stanza, costringendo il giocatore a valutare non soltanto la tipologia dell’ambiente, ma anche la sua posizione, le sue uscite e le conseguenze che quella scelta avrà sull’intera run.Le stanze sono suddivise in categorie differenti, immediatamente riconoscibili anche grazie a un preciso codice cromatico. Le stanze rosse tendono a introdurre svantaggi o situazioni più rischiose, quelle verdi rimandano alla natura e spesso garantiscono gemme, mentre altre nascondono meccanismi misteriosi, puzzle da attivare o bonus di varia natura. Ogni ambiente, di conseguenza, contribuisce a definire un percorso sempre nuovo verso la Stanza 46, rendendo ogni partita diversa dalla precedente.

Non andremo oltre nei dettagli, per non rovinare il piacere della scoperta.

Elementi roguelite e pianificazione

Blue Prince propone una sua personale rilettura della formula roguelite, mescolando casualità e pianificazione a lungo termine con un equilibrio che, sulla carta, può sembrare fragile, ma che in pratica funziona con grande efficacia. La selezione delle stanze si basa su una struttura dinamica, mentre alcuni potenziamenti restano disponibili da un giorno all’altro, introducendo un livello di progressione persistente che dà continuità all’esperienza.

A fare davvero la differenza è la capacità del giocatore di adattarsi. Una stanza, una volta collocata, in linea generale non torna più disponibile, a meno che non si verifichino condizioni particolari. Comprendere come gli ambienti interagiscono tra loro diventa quindi fondamentale: è solo attraverso sperimentazione, osservazione e pianificazione che emergono, poco a poco, i percorsi più efficaci per raggiungere i potenziamenti permanenti e sbloccare nuove opportunità.

Blue Prince Mt. Holly
L’eredità di Mt. Holly si costruisce stanza dopo stanza.

Tra gli elementi più importanti di Blue Prince troviamo poi il movimento, i consumabili e la gestione delle risorse necessarie ad aprire nuove strade: monete, gemme e chiavi. Le monete permettono di acquistare oggetti e consumabili all’interno del maniero; gemme e chiavi seguono dinamiche simili, ma le chiavi restano soprattutto vincolate all’apertura di porte specifiche e di passaggi selezionati. Ancora più delicata è la gestione dei passi. Ogni giornata comincia con un numero limitato di movimenti: entrare in una stanza ne consuma uno, e persino tornare indietro comporta un costo. Alcuni ambienti richiedono passi aggiuntivi oppure li restituiscono, mentre il cibo può aiutare a recuperarne una parte. È una struttura che costringe a ragionare con grande attenzione, perché ogni decisione ha un peso concreto sull’esplorazione. Decisiva è anche la componente casuale degli oggetti. Alcuni obiettivi restano irraggiungibili senza l’oggetto giusto, anche con una pianificazione impeccabile. La fortuna, dunque, continua ad avere un ruolo importante, ma il gioco mette a disposizione diversi strumenti per aumentare le probabilità di trovare ciò che serve al momento giusto.

Un’estetica silenziosamente inquietante

Sul piano tecnico, Blue Prince sceglie di puntare ai 30 fps, una decisione che abbiamo trovato del tutto coerente con il tipo di esperienza proposta. In modalità portatile l’esperienza risulta in generale la più convincente, anche perché la struttura del gioco si presta perfettamente a sessioni brevi o medio-brevi. In docked, il risultato resta comunque buono, ma il vantaggio rispetto alla fruizione handheld non è così marcato come ci si potrebbe aspettare. I tempi di caricamento rappresentano il compromesso più evidente: leggermente più lunghi del desiderabile, ma comunque non tali da compromettere il piacere complessivo dell’esperienza.

C’è però una qualità che Blue Prince riesce a trasmettere in modo raro: inquietudine e mistero attraverso un’estetica essenziale. Niente fotorealismo, niente eccessi visivi, niente dettagli opprimenti; al contrario, il gioco adotta un design pulito, geometrico, quasi schematico, che finisce per amplificare il senso di straniamento. La semplicità visiva non impoverisce il mondo di gioco: al contrario, lo rende ancora più enigmatico.

Blue Prince blueprint
Ogni porta nasconde una nuova possibilità.

Ogni stanza è distinta, sia per disposizione sia per palette cromatica. I colori non hanno soltanto una funzione estetica, ma un vero e proprio valore comunicativo: indicano la categoria dell’ambiente, suggeriscono il livello di rischio e anticipano il ruolo che avrà nella run. È un linguaggio visivo che sostituisce in buona parte l’esposizione testuale. Icone, simboli e indizi ambientali fanno il lavoro necessario, trasmettendo informazioni senza bisogno di spiegazioni invadenti. Il risultato è un mondo che appare alieno, ma allo stesso tempo coerente e tangibile.

Anche l’interfaccia merita una menzione particolare. È minimale, pulita e mai invasiva, capace di accompagnare l’esperienza invece di interromperla. La struttura dei menu è funzionale, ma il colpo d’occhio più riuscito resta quello della mappa e dei progetti delle stanze, che diventano parte integrante dell’immersione. Blue Prince usa la propria estetica per costruire atmosfera, e lo fa con un’ipnosi silenziosa e molto affascinante.

Concludendo…

Blue Prince su Nintendo Switch 2 si conferma un’esperienza peculiare, affascinante e tutt’altro che immediata, capace di catturare con il suo intreccio di enigmi, casualità, pianificazione e scoperta continua. Il porting rende giustizia all’opera originale, mantenendone intatta l’identità e adattandola con intelligenza a una console che valorizza particolarmente la sua natura da “una run ancora e poi smetto”. È un titolo che non si limita a chiedere attenzione, ma pretende osservazione, memoria e voglia di andare a fondo, premiando chi accetta di perdersi nei suoi meccanismi. Proprio per questo, Blue Prince resta uno dei giochi più singolari e interessanti dell’ultimo periodo, e questa versione Switch 2 ne ribadisce con forza il valore.

Il Nostro Verdetto

Blue Prince

OTTIMO
Voto: 90 su 100 — OTTIMO
Pro
  • Formula originale e intelligentemente costruita, capace di unire puzzle, roguelite e progressione in modo davvero personale.
  • Grande senso della scoperta, con una struttura che premia osservazione, memoria e sperimentazione.
  • Atmosfera unica, costruita con un’estetica minimale ma estremamente efficace nel trasmettere mistero e inquietudine.
  • Ogni run è diversa, grazie alla generazione delle stanze e alla varietà di possibili percorsi.
  • Porting su Switch 2 riuscito, solido e perfettamente adatto a una fruizione sia portatile sia domestica.
Contro
  • Curva di apprendimento non immediata, soprattutto per chi cerca un’esperienza più diretta.
  • Caricamenti un po’ troppo lunghi, che spezzano leggermente il ritmo.
  • Fortuna ancora molto incisiva, perché alcuni progressi dipendono anche dalla casualità degli oggetti trovati.
  • Rischio di smarrimento, perché il gioco lascia molto al giocatore e spiega poco.
  • In docked perde un po’ del suo meglio, risultando meno incisivo rispetto alla modalità portatile.
Conclusioni

Blue Prince è un’opera tanto singolare quanto riuscita, capace di distinguersi grazie a una struttura intelligente, a un’atmosfera magnetica e a una progressione che premia davvero curiosità e deduzione. La versione Switch 2 ne valorizza bene la natura, rendendolo perfetto anche in portabilità, e conferma quanto questo titolo sia una delle esperienze più interessanti e originali del panorama recente.

Piattaforma
Switch 2
Data Recensione
14 aprile 2026
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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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