Cronos: The New Dawn

Scheda Gioco

Cronos: The New Dawn

Piattaforma
PC
Genere
Survival Horror
Sviluppatore
Bloober Team
Publisher
Bloober Team
Uscita
05 Settembre 2025
PEGI
PEGI 16


Se il 2024 è stato per Bloober Team l’anno della sorpresa, il 2025 sembra voler essere quello della consacrazione. Lo ammettiamo: all’inizio eravamo scettici. Forse Cronos: The New Dawn è passato un po’ in sordina nel caotico periodo post-estivo, forse è stato in parte sovrastato dall’onda mediatica di altri successi — ma lo scetticismo è roba da critici: quello che conta è quello che il gioco riesce a fare davvero.

Dopo avere lasciato le nebbie della cittadina sul lago Toluca, Bloober torna al survival horror con una IP tutta nuova che pesca a piene mani dai capisaldi del genere e, non meno, da certe atmosfere cinematografiche ben riconoscibili. Cronos non è un semplice esercizio di stile: è un tentativo di riaccendere la fiamma del brivido con idee originali e una firma visiva che guarda tanto al passato quanto al presente.

Sarà questo il titolo che consacrerà definitivamente il team polacco? Ve ne parliamo nelle prossime righe…

Non c’è n’è coviddi!

Narrativamente Cronos: The New Dawn colpisce sin da subito, ma lo fa con una sottigliezza che pian piano si insinua nella testa del giocatore: ambientato in uno scenario post-apocalittico dove l’umanità è sull’orlo dell’estinzione a causa di una pandemia globale chiamata “Il Cambiamento”, il gioco sfrutta con intelligenza i parallelismi inevitabili con COVID, lockdown, paura del contagio e tutte le parole che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni, trasformando quella familiarità in un ingrediente di tensione piuttosto che in un semplice riferimento sociale. Non si tratta di shock gratuiti, ma di inquietudini quotidiane — la sensazione che ciò che accade sullo schermo abbia radici in qualcosa di percepito anche nella realtà — e quegli attimi in cui riconosci un gesto o un’atmosfera ti fanno correre un brivido lungo la schiena. L’avvio è volutamente misterioso: ci risvegliamo in una sala claustrofobica piena di macchinari, usciti da un sonno criogenico senza ricordi chiari; vestiamo i panni de La Viaggiatrice, un personaggio le cui fattezze sono nascoste da un pesante scafandro, e il nostro scopo iniziale è tanto semplice quanto enigmatico – raggiungere il Viaggiatore che ci ha preceduti e proseguire la sua missione.

cronos screen 1

Da quell’incipit si dipana un racconto che si svolge per circa quindici ore, costruito senza rivelazioni immediate ma con una paziente stratificazione di indizi: audio log, cutscene e frequenti viaggi nel passato ricompongono il puzzle degli eventi che hanno generato il Cambiamento, mentre l’ambientazione – una Polonia degli anni ’80 che fa da teatro alle vicende – conferisce alla storia una texture storica e culturale rara nei survival moderni. La narrativa combina influenze cinematografiche (si avvertono echi di L’esercito delle 12 scimmie nella gestione del tempo e della follia) e meccaniche tipiche di capisaldi videoludici come Dead Space, Resident Evil e lo stesso Silent Hill: paranoia psicologica, fasi di isolamento opprimente, body horror e momenti di tensione legati alla scarsità di risorse si fondono in modo coerente, senza mai apparire come semplici citazioni. Il ritmo è ben calibrato: non cede né all’eccesso di spiegoni né all’oblio informativo, preferendo invece rivelazioni graduali che aumentano il coinvolgimento emotivo e mantengono vivo il senso di scoperta. Il risultato, a nostro avviso, è una trama complessa ma sorprendentemente coesa, capace di emozionare, disturbare e, soprattutto, di restare impressa ben oltre i titoli di coda.

Dead Evil o Resident Space?

Sul piano ludico, Cronos: The New Dawn convince spesso, pur con qualche riserva evidente. La telecamera alle spalle della protagonista è un omaggio esplicito ai Resident Evil in terza persona, mentre la lentezza nei movimenti – quella pesantezza che senti in ogni passo – ricorda il feeling gravoso di Dead Space: la tuta della Viaggiatrice non è un vezzo estetico, si percepisce come un peso fisico che influenza anche il combattimento corpo a corpo. Il gioco offre un arsenale vario – sette armi da fuoco differenti più gadget come granate adesive e il lanciafiamme – e il gunplay, nel complesso, funziona bene: le armi hanno impatti diversi e richiedono scelta e precisione. Il corpo a corpo, per contro, pur essendo ben concepito nelle intenzioni, risulta inizialmente poco incisivo: senza uno specifico potenziamento ottenibile nella parte avanzata della campagna i colpi ravvicinati infliggono danni troppo esigui rispetto alle armi da fuoco, rendendo il confronto fisico un’opzione rischiosa soprattutto quando le munizioni scarseggiano. Questa scelta di bilanciamento appare talvolta artificiosa, quasi pensata per alzare la difficoltà a discapito della plausibilità ludica – sarebbe più appagante se il gioco concedesse almeno una minima via di fuga al giocatore a corto di proiettili.

cronos screen 2

A livello di design la componente survival è il vero cuore dell’esperienza: risorse rare, inventario cronicamente limitato e un unico livello di difficoltà tarato verso l’alto spingono a pianificare ogni mossa. La Viaggiatrice può fabbricare sul momento proiettili e kit energetici usando rottami e sostanze chimiche, ma questi materiali non bastano quasi mai, costringendo a scelte dolorose e a continui trade-off. Il lanciafiamme, per esempio, è fondamentale non solo come arma ma anche per risolvere un problema specifico del gioco: le creature possono fondersi con cadaveri e diventare più potenti e resistenti, dunque bruciarli è spesso l’unica soluzione sensata. Peccato che le cariche del lanciafiamme siano gestite in modo punitivo – ne troviamo una gratuita nelle zone sicure, ma una volta consumata saremo costretti a tornare indietro o a spendere risorse preziose per crearne altre – comportamento che innesca un backtracking frequente e non sempre gradevole.

Tra passato e presente

Fuso alle meccaniche di base c’è il continuo viaggio temporale della Viaggiatrice: attraverso anomalie temporali (squarci) potremo spostarci tra passato e presente, e quel che a prima vista sembra semplice backtracking si trasforma qui in un meccanica narrativa e ludica ben più ricca – visiteremo spesso le stesse aree su due archi temporali distinti, scoprendo come piccoli cambiamenti nel passato sblocchino percorsi, risorse o minacce differenti nel presente. Questo doppio sguardo aggiunge layer strutturali interessanti alla trama e rende la progressione più stratificata: il recupero delle “Essenze”, le anime di individui ritenuti cruciali dai nostri misteriosi mandanti, diventa sia l’asse narrativo che la chiave di molte evoluzioni meccaniche della protagonista – una soluzione di design originale che preferiamo non sviluppare oltre per non rovinarvi sorprese.

cronos screen 3

Sul piano artistico Cronos brilla in molti aspetti, pur non essendo esente da difetti tecnici: il design degli ambienti è curato e capace di creare sequenze di gameplay claustrofobiche e intense, la gestione di luci, ombre e nebbia è eccellente e contribuisce a un’atmosfera costantemente opprimente, mentre la modellazione dei personaggi – dalla Viaggiatrice alle figure secondarie – mostra dettagli di buon livello. Il sound design è forse il vero fiore all’occhiello del titolo: ogni passo, ogni respiro e ogni minima variazione ambientale sono scanditi da un comparto sonoro che amplifica tensione e inquietudine in modo chirurgico. Detto questo, durante il nostro playthrough su PC abbiamo incontrato un problema tecnico ricorrente: numerosi crash verificatisi soprattutto durante alcune cutscene, costringendoci talvolta a saltare sequenze per proseguire; nulla di totalmente bloccante, ma abbastanza frequente da risultare fastidioso su diverse configurazioni. L’uso dell’Unreal Engine 5 nel complesso si è dimostrato solido in termini di frame rate, anche nelle fasi più concitate, ma questi crash meritano attenzione e auspicabilmente una patch correttiva.

Concludendo…

Cronos: The New Dawn non è solo un passo avanti rispetto alle precedenti pubblicazioni del team ma, se vogliamo, la consacrazione definitiva di Bloober Team: se il remake di Silent Hill 2 è stato l’anno della sorpresa, Cronos prende quella fiducia e la trasforma in un’esperienza survival horror matura, ambiziosa e – secondo noi – tra le più rilevanti degli ultimi anni. La trama stratificata, il doppio arco temporale, un comparto artistico e sonoro di prim’ordine e un gunplay solido ci coinvolgono emotivamente e restano impressi ben oltre i titoli di coda. I difetti – crash su PC, qualche sbilanciamento nel corpo a corpo e una scarsità di risorse talvolta punitiva – vanno segnalati, ma non intaccano più di tanto la portata complessiva del progetto: con patch mirate e ritocchi al bilanciamento il titolo potrebbe diventare un vero punto di riferimento. Lo consigliamo con convinzione agli appassionati del genere: se amate l’horror survival, Cronos è una tappa obbligata.

Il Nostro Verdetto

Cronos: The New Dawn

ECCELLENTE
90
Pro
  • Narrativa stratificata e coinvolgente
  • Gunplay vario e generalmente soddisfacente
  • Forte componente survival che premia la pianificazione e la gestione delle risorse
  • Comparto artistico curato e sound design di altissimo livello
Contro
  • Corpo a corpo inizialmente poco incisivo e sbilanciato rispetto alle armi da fuoco
  • Scarsità di risorse spesso punitiva che limita le opzioni di sopravvivenza
  • Backtracking talvolta ripetitivo o eccessivo per rifornirsi o progredire
  • Crash e problemi tecnici riscontrati su alcune configurazioni PC
Conclusioni

Per noi, Cronos: The New Dawn è la consacrazione di Bloober Team: una produzione che unisce una narrativa stratificata e emotivamente potente a un comparto artistico e sonoro di prim’ordine, sostenuta da un gunplay solido e da meccaniche survival che premiano la pianificazione. Non mancano però limiti reali: il corpo a corpo richiede ritocchi, la scarsità di risorse può risultare talvolta punitiva e i crash su PC minano l’esperienza complessiva. Detto questo, quei difetti appaiono risolvibili con patch e bilanciamenti mirati, e non cancellano il valore dell’opera. Lo consigliamo con convinzione agli appassionati dell’horror survival e con una leggera prudenza a chi cerca un’esperienza più immediata.

Piattaforma
PC
Data Recensione
2 ottobre 2025
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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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