Gears of War: Reloaded – Marcus Fenix su PC e Steam Deck
Qualche giorno fa, sulle nostre pagine, abbiamo parlato della — ormai fattuale — fine della console war così come la ricordavamo: non più scontri frontali a colpi di esclusive, ma epocali scambi di titoli tra piattaforme. Ad agosto questa dinamica si è vista chiaramente: su Xbox è approdato Helldivers 2, titolo che fino a poco fa sembrava relegato, almeno su console, al marchio PlayStation, mentre su PS5 è sbarcato uno dei marchi storici di Microsoft: Gears of War. Gears of War: Reloaded è essenzialmente una remaster della Ultimate Edition (arrivata su Xbox One): un intervento puramente tecnico che non introduce nuovi contenuti, ma che riesce comunque a restituire l’esperienza in una veste moderna.
Noi non l’abbiamo provato su PS5; lo abbiamo testato su PC e, soprattutto, su Steam Deck — dove ha ottenuto il bollino Verified dal day one. L’esperienza su PC e in mobilità vale il prezzo del biglietto? Ve ne parliamo nelle righe che seguono…
Mi chiamo Marcus Fenix e adoro uccidere Locuste
Il primo Gears of War, di cui questa edizione Reloaded rispetta pedissequamente ogni battuta della trama, ci immerge nel devastato pianeta Sera: vestiamo i panni dei membri del COG, l’esercito del governo impegnato a respingere l’orda di Locuste dopo l’E-DAY — l’emersione che ha scatenato il conflitto e dà il nome al capitolo successivo della serie. Nei panni di Marcus Fenix, un ex soldato del COG precedentemente incarcerato, veniamo liberati dalla cella da Dominic Santiago e rispediti “al fronte”, ancora una volta schierati nella lotta per la sopravvivenza dell’umanità.
La Reloaded conserva le cutscene della Ultimate Edition, mantenendo il loro tetto a 30 frame al secondo, mentre il frame rate viene sbloccato durante le sequenze di gioco. Il doppiaggio completamente in italiano è purtroppo segnato dal tempo: molti passaggi soffrono ancora di imprecisioni e cadute recitative che affliggevano l’opera originale. La trama del primo Gears non ambisce a essere un capolavoro narrativo dell’industria, ma resta perfettamente funzionale a un gameplay che, al contrario, ha invecchiato benissimo.
Quando si parla del feeling e del gameplay di Gears of War viene naturale definirlo il TPS per eccellenza. È uno sparatutto in terza persona che, per evidenti ragioni di level design e meccaniche di gioco, ha ridefinito il genere e ha ispirato decine di produzioni successive.
La telecamera, piazzata dietro la spalla del protagonista, dà una sensazione di immedesimazione: da un lato ci porta molto vicini all’azione, dall’altro permette uno spostamento fluido nello scenario grazie a un sistema di coperture semplicissimo ma profondissimo. Ogni elemento strutturale — una colonna, un barile, un muro distrutto — è approcciabile con la pressione di un tasto e diventa subito un possibile rifugio, utile per rifiatare o per sparare “alla cieca” per rallentare l’avanzata nemica. In poche parole: il gameplay è costruito intorno a questa dinamica di attacco-difesa e funziona ancora alla perfezione tutt’oggi.
L’armamentario, pur non vastissimo, offre comunque una buona varietà di bocche da fuoco adatte a ogni esigenza. Il Lancer, l’iconica arma con motosega, rimane la più versatile e sarà la compagna di viaggio per gran parte dell’avventura, tanto negli scontri a distanza quanto negli assalti corpo a corpo. Non mancano però soluzioni più devastanti — fucili di precisione, torrette automatiche e, negli spazi aperti, il distruttivo martello dell’alba pensato per abbattere i nemici più coriacei.
Il gioco non si distingue per longevità — probabilmente è tra i capitoli più brevi della saga — ma la rigiocabilità è alta: difficoltà superiori, l’eccellente cooperativa e la caccia ai collezionabili allungano notevolmente le ore di gioco. Le modalità online, riprese dall’originale, funzionano bene e, durante le nostre prove su Steam Deck — dispositivo principale delle nostre sessioni — il matchmaking è risultato solido e il netcode stabile. Un’esperienza che riporta alla memoria i pomeriggi in co-op su Xbox 360, tra Gears e Halo 3, fatti di battaglie e momenti indimenticabili.
Una rimasterizzazione solamente grafica?
Il mercato PC non è nuovo al primo Gears of War: un porting della versione Xbox 360 era arrivato anni fa, ma oggi è praticamente introvabile. Sarebbe intrigante poter mettere le mani anche sul secondo e sul terzo capitolo — e non è da escludere che Microsoft stia misurando l’interesse del pubblico con le vendite di questa rimasterizzazione, in attesa di un eventuale annuncio in vista dell’uscita di E-DAY.
Questa Reloaded svolge però egregiamente il suo compito sul fronte tecnico: rispetto alla “cugina” Ultimate Edition pulisce e modernizza l’esperienza rendendola più immersiva e reattiva. Parliamo di remaster completa in 4K, 60 FPS garantiti in campagna e supporto fino a 120 FPS nel multiplayer, oltre a tecnologie quali HDR, Spatial Audio, Dolby Vision/Atmos, Variable Refresh Rate e upscaling con Super Resolution e antialiasing avanzato.
Come detto, il gioco vanta il bollino Steam Deck Verified e — senza dover toccare praticamente nulla nelle impostazioni — il risultato è ottimo. I 60 frame granitici sul piccolo schermo della console Valve assicurano un’esperienza fluida e coinvolgente, mentre il layout dei comandi è rimasto pressoché invariato rispetto all’originale: il risultato è che, anche in modalità portatile, l’esperienza non perde nulla.
Concludendo…
Gears of War: Reloaded è il miglior punto di ingresso alla saga di Microsoft attualmente sul mercato. Pur non introducendo contenuti inediti né rivoluzioni strutturali, riesce a riproporre la mole contenutstica del primo capitolo della saga, attraverso una veste tecnica capace di valorizzarne l’impatto ancora oggi. La campagna rimane breve ma intensa, il gameplay è invecchiato benissimo e il comparto tecnico rinnovato lo rende perfettamente godibile sia su PC che su Steam Deck, in portabilità.
Per i veterani sarà un tuffo nostalgico che mette in risalto ciò che rese grande il brand, per i nuovi giocatori l’occasione ideale di scoprire l’origine di una serie che ha definito il genere. Certo, mancano vere novità e resta il desiderio di rivedere anche i capitoli successivi in una veste simile, ma Reloaded è un’operazione curata e convincente, che conferma quanto Marcus Fenix e compagni abbiano ancora molto da dire.
Gears of War: Reloaded
BUONO- Meccaniche di gameplay invecchiate benissimo
- In multiplayer (cooperativo o competitivo) diverte un sacco tutt’oggi
- Rimasterizzazione tecnica di tutto rispetto
- Esperienza in portabilità su Steam Deck eccelsa
- Si sente la mancanza dei successivi due capitoli
- Se avete giocato la Ultimate Edition, non aspettatevi novità
- Alcuni elementi del gioco sono invecchiati maluccio, audio in primis
Gears of War: Reloaded è una remaster solida e curata: non aggiunge nulla di nuovo, ma restituisce tutto il carisma del primo capitolo con un comparto tecnico modernizzato. Breve ma intenso, resta un must sia per i nostalgici sia per chi vuole scoprire le origini della saga.









