No Rest for the Wicked

Scheda Gioco

No Rest for the Wicked

Genere
Action/RPG
Sviluppatore
Moon Studios GmbH
Publisher
Private Division
Uscita

18 Aprile 2024
Versione
Patch 2
PEGI
PEGI 18

Requisiti di sistema (PC)

Minimi

Sistema operativo: Windows 10
Processore: Intel Core i5-8400 / AMD Ryzen 5 2600
Memoria: 16 GB di RAM
Scheda video: Nvidia GeForce GTX 1080 / AMD Radeon 5600 XT
Archiviazione: 46 GB di spazio disponibile
Note aggiuntive: SSD Required. Intel Iris Xe Integrated Graphics is not supported.

Consigliati

Sistema operativo: Windows 10 / Windows 11
Processore: Intel Core i7-11700K / AMD Ryzen 7 5800X
Memoria: 32 GB di RAM
Scheda video: Nvidia GeForce RTX 2060 / AMD Radeon RX 5700 XT
Archiviazione: 46 GB di spazio disponibile
Note aggiuntive: SSD Required. Intel Iris Xe Integrated Graphics is not supported.

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Possiamo attestarlo senza paura d’esser smentiti, nemmeno dal tempo (che non sempre è galantuomo): No Rest for The Wicked, titolo rilasciato nelle scorse settimane in accesso anticipato su Steam da Moon Studios, autore della saga Ori, è di già un caposaldo. Probabilmente, non è la rivoluzione (per il momento, sia chiaro) che gli stessi sviluppatori si erano preposti, ma di acqua ne deve ancora scorrere sotto i ponti per giungere alla fatidica versione 1.0.

Cosa significa? Che il sostrato, tecnico e concettuale, c’è e si vede ma… andiamo con ordine.

Non c’è riposo per i malvagi

No Rest for The Wicked è un gioco d’azione con visuale isometrica dinamica, con fortissimi elementi di stampo ruolistico ed altri, più tenui ma pur presenti e fondamentali, tipici dei titoli di piattaforma. Nonostante la critica l’abbia avvicinato a titoli come Diablo o Path of Exile, a nostro avviso la descrizione calza ma con “l’asterisco”: il titolo di Moon Studios ha di fatti tutta una serie di caratteristiche che lo rendono, nonostante sia in pieno Early Access, un titolo sui generis. Se volessimo dare un’idea generale del gioco “scomodando” grandi nomi, potremo dire che No Rest for The Wicked è un Diablo che ha incontrato Dark Souls e che, al contempo, è molto amico anche con Tomb Raider (presa nella sua recente “riedizione”). Sono difatti diversi gli elementi che si mescolano al suo interno, tali da rendere difficile una chirurgica catalogazione in senso stretto. Difatti, del primo ne possiede il senso stretto, la visuale e i concept. Del secondo, invece, il sistema di movimento e combattimento, teso alla “punizione” nel caso in cui si ceda al fascino indelicato del button mashing. Del terzo, invece, l’esplorazione spaziale, gli ambienti sviluppati sui tre assi, la presenza di segmenti platform e la ricerca “convulsa” di materie prime utili per la costruzione/il potenziamento dei nostri arnesi (quest’ultima, in verità, caratteristica presente anche in Diablo e Dark Souls).

no rest for the wicked screen 3

Come è d’uopo per il settore ruolistico, anche il gioco in questione avrà una trama specifica: dopo un breve tutorial, il nostro personaggio, creato attraverso un editor non particolarmente vasto, finisce, a seguito di un naufragio, sull’isola di Sacra con l’obiettivo di cercare l’insediamento più vicino. Ma dopo poco, ci accorgeremo che non saremo esattamente approdati in una sorta di paradiso terrestre: l’isola è difatti abitata da pericolosi banditi e amenità mostruose d’ogni tipo e noi, superstiti nudi ad una sciagura, dovremo sopravvivere. Ma, dietro eventi che paiono casuali, si nascondono trame oscure che interessano personaggi “altissimi”, tutte iniziate con la ricomparsa di un terribile flagello, la Pestilenza, e l’improvvisa morte dell’amato Re Harol che, al contempo, ha permesso al giovane, inesperto ed arrogante figlio Magnus di ritrovarsi subitaneamente una pesante corona sul capo. Le premesse sono interessanti, seppur non particolarmente originali, e la trama sembra essere più di un semplice orpello (come, purtroppo, accade piuttosto spesso negli hack ‘n slash): dunque, non ci resta che attendere, anche sotto questo punto di vista, il futuro per vedere gli eventi che investiranno lo splendidamente malvagio mondo di No Rest for The Wicked.

Un mondo brutale

Come detto, il titolo di Moon Studios presenta un gameplay dalle caratteristiche “consolidate”, con alcuni “guizzi” personali. Come già detto, dovremo esplorare, accumulare materiali, uccidere nemici e potenziare il nostro equipaggiamento al meglio. I combattimenti e il movimento sono “pesanti e pensati”: avremo una classica barra della stamina a governare le nostre mosse, mentre ogni arma e abilità avrà un suo danno e, soprattutto, un suo segmento temporale di esecuzione. Non sarà possibile bloccare un colpo una volta avviato, dunque dovremo strategicamente avvicinarci ai combattimenti, cercando di carpire in velocità (così come accade negli hardcore rpg in stile Dark Souls) le routine d’attacco del nemico. Una menzione va fatta, in modo specifico, per i boss i quali sono spettacolari nel design ma anche e soprattutto nelle movenze e nelle caratteristiche specifiche: già il primo, terribile boss, alle porte della prima vera città che incontreremo, ci darà una sonora bastonata e ci farà comprendere appieno il livello di difficoltà del gioco. Morire sarà piuttosto semplice, almeno inizialmente; non perderemo, però, né esperienza né denaro ma il nostro equipaggiamento si “consumerà” man mano, inducendoci ad accumulare denaro proprio per poter riparare il tutto.

no rest for the wicked screen 1

Uccidere nemici ci consentirà di salire di livello e distribuire punti in diverse statistiche specifiche, con alcune scelte inusuali (come un attributo dedicato unicamente al peso complessivo che riusciremo a trasportare). Sicuramente, il crafting ricopre un ruolo fondamentale per la sopravvivenza del personaggio (ed è qui che rientrano le caratteristiche ludiche tipiche di Tomb Raider): gli scenari saranno sviluppati a 360° e saranno molte le zone segrete nascoste arrampicandosi su di una parete rocciosa, oppure facendo gli equilibristi su delle mura diroccate. Prima di poter creare qualsiasi oggetto in No Rest for the Wicked, sarà fondamentale ottenerne il relativo progetto. In linea di massima, potremo acquisirne alcuni dai venditori a Sacrament, oppure sperare nel (non particolarmente magnanimo) fato che governa il bottino che scoveremo da bauli e nemici. Nonostante sia solamente in accesso anticipato, v’è già parecchio che potremo costruire: non solo armi ed armature, ma anche rune per potenziare le nostre armi ed acquisire nuove abilità (che, appunto, saranno legate ad esse in modo esclusivo), bombe da lanciare ai nemici, cibo utile per recuperare la salute persa ecc. La mappa, non vastissima numericamente ma intricata e colma di segreti, verrà svelata man mano che la “calpesteremo”: va anche specificato che, dopo un certo quantitativo di tempo, essa si riempirà nuovamente di nemici e risorse (dunque, il back tracking sarà cruciale già nelle battute iniziali).

no rest for the wicked screen 2

Avremo addirittura la possibilità di “risanare” e far tornare al suo antico splendore la città di Sacramentum, che diverrà il nostro cruciale hub per servizi e missioni, “donando” alla cittadinanza le risorse necessarie al fine di sbloccare nuove strade, aprire nuovi negozi (o potenziare i vecchi) ecc. Dunque, nonostante sia un prodotto ancora allo stato embrionale, No Rest For The Wicked offre di già un pacchetto di contenuti compresi tra le 20 e le 30 ore, supportati da un gameplay divertente, piuttosto profondo ed impegnativo. Tolti alcuni problemi di bilanciamento ed equilibratura, possiamo affermare senza grossi timori di smentita che l’ossatura ludica, di base, c’è ed è già in forma piuttosto smagliante.

Tecniche di sopravvivenza all’oscurità

Tecnicamente parlando, No Rest for The Wicked è di già un prodotto eccezionale. Lo stile, vagamente cartoon ma con la tavolozza cromatica che spinge verso toni cupi e tetri, rende il prodotto di Moon Studios un unicum (così come, in sostanza, furono a suo tempo i capitoli di Ori). Potremmo definirlo un “dipinto ruolistico” e l’etichetta sarebbe, tutto sommato, ancora limitante.

no rest for the wicked screen 4

Gli ambienti sono ricchissimi di dettagli e non lasciati alla proceduralità: il design complessivo dei livelli è tortuoso al punto giusto e premia chi oserà spingersi sempre un passettino più in là. Capiterà abbastanza spesso di scovare, all’ennesima volta che si passerà in una zona specifica, un anfratto, una porticina od un baule che c’era sfuggito in precedenza. Dal day one, gli sviluppatori hanno rilasciato patch correttive a raffica, ascoltando la community su tanti aspetti (come, ad esempio, gli esosi costi di riparazione che v’erano inizialmente). Il gioco, già adesso, offre prestazioni di tutto rispetto (seppur soffra qualche calo di frame, specialmente negli intermezzi) ed una pulizia tecnica di già piuttosto curata. Le animazioni sono fluide e naturali, così come gli effetti di “contorno” ad esse (come l’acqua spostata dai fendenti mentre piove), così come è curatissimo anche il comparto sonoro, seppur un po’ limitato in meri termini numerici.

Concludendo…

Manca ancora parecchio alla versione 1.0, ma No Rest for The Wicked è di già un titolo di riferimento per gli amanti degli action rpg, seppur in esso gli stessi troveranno molto di più di ciò che, solitamente, un “fratello di Diablo” offre. Il gioco di Moon Studios è di già sui generis e particolare, seppur non (ancora) la rivoluzione di cui si sentiva parlare. Il gioco è in ebolizione continua, anche grazie ad una community numerosa ed attenta coadiuvata splendidamente da un team di sviluppo rapido, talentuoso e che ascolta le sue richieste. Sulla carta, vi sono tutte le caratteristiche per rendere No Rest for The Wicked un’esperienza ludica fuori dallo standard: il gioco, già adesso, vale ampiamente il prezzo richiesto dagli sviluppatori. Dunque, siete amanti di Diablo e affini? Ancora non lo avete acquistato? Correte!

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Donato Marchisiello
Amante dei videogiochi, degli animali e del buon cibo, non rinuncio ai piccoli piaceri ludici e ad una buona compagnia! Anche Online!

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