Insurmountable

Scheda Gioco

Insurmountable

Piattaforma
PC
Genere
Adventure, Indie, Strategia
Sviluppatore
ByteRockers’ Games
Publisher
ByteRockers’ Games
Uscita
29 Aprile 2021
PEGI
PEGI 12


Insormontabile: probabilmente, agli occhi di un “neofita”, una montagna, anche di modeste dimensioni, può trasferire l’immagine chiara e nitida della grandezza, maestosità e potenza della natura. Una natura incontaminata, meravigliosamente crudele e difficile da conoscere. Appunto, Insurmountable: non solo un aggettivo, ma anche il titolo del videogame che andremo a spulciare in questa sede. Un gioco interessante non solo per la desueta o quasi tematica montana, ma anche e soprattutto per la mescolanza di stili al suo interno che lo rendono un lento strategico che, al contempo, offrirà una linea ludica con un buon mordente, grazie alle tante sfide casuali che si presenteranno sul nostro difficile percorso di ascesa alla vetta.

Ma, bando alle ciance, ecco a voi la recensione del titolo di ByteRockers’ Games, nella sua versione Steam!

La potenza della Natura

Insurmountable è un gioco di strategia, con fortissimi elementi gestionali ed un’anima improntata alla proceduralità, al ruolismo ed al micro-managing di eventi casuali, i quali avranno un peso fondamentale e che ci vedranno impegnati nell’applicare scelte “al volo” alle volte anche “definitive”. In sostanza, il titolo vivrà di un anima più “quieta” dedicata all’attenta pianificazione della nostra scalata e, al contempo, ci obbligherà ad affrontare il caso, con eventi del tutto casuali e che andranno da tormente, ad animali selvaggi e personaggio non giocanti non sempre amichevoli. In questa avventura dal chiaro sapore roguelike, vestiremo i panni di un intrepido scalatore con un obiettivo difficile: scalare un’enorme montagna misteriosa, apparsa su di un’isola lontana. Ma, nonostante l’essenza stessa del gioco non lo urli a squarciagola, Insurmountable avrà dalla sua anche una dignitosa linea narrativa che si colorerà di tante micro-storie correlate, com’è un po’ tradizione dei roguelike strategici, dagli eventi casuali di cui sopra che si attiveranno durante l’esplorazione della mappa montana, anch’essa generata in modo procedurale.

Insurmountable

All’inizio della nostra avventura, saremo chiamati ad optare fra tre classi differenti di scalatore ognuna delle quali avrà una impostazione ruolistica differente: ad esempio, l’avventuriero potrà contare su di una rigenerazione della salute, mentre il giornalista guadagnerà una porzione di diverse fondamentali statistiche ogni qual volta salirà di livello. Con il progredire del gioco, avremo la facoltà di sbloccare differenti abilità, tutte utili per aiutarci nella difficile scalata. Dopo la scelta dell’alter ego, dovremo scegliere la difficoltà (all’inizio, solo l’opzione Normal sarà sbloccata), il tipo di montagna (ve ne saranno tre, da sbloccare progressivamente) e il tipo di tragitto (ognuno dei quali avrà un fattore positivo ed uno negativo, come ad esempio aria fresca ma terreno difficile da padroneggiare). Fatte queste scelte, arriveremo al cuore ludico del gioco che, come detto in incipit, ci riserverà diverse sorprese sostanziali.

Domare la montagna

Siamo noi, il nostro equipaggiamento e una enorme montagna: giunti all’interno del vivo ludico del titolo, ci sconteremo con il cuore meccanico di Insurmountable. L’intera mappa di gioco sarà composta da riquadri esagonali i quali, una volta cliccati, attiveranno una linea verde che rappresenterà il percorso che il nostro scalatore virtuale intraprenderà per arrivarvici. Potrà capitare che, su alcune delle caselle cliccabili, compaiano delle icone: in quel caso, raggiungendole si attiveranno degli eventi casuali che, in linea di massima, obbediranno al classico dogma dei roguelike, ovvero “grande rischio/grande guadagno”. Ad esempio, il nostro alter ego potrà incappare in alcune scatole di cibo poste al di là di un lago ghiacciato che potrebbe frantumarsi: in quel caso, la scelta sarà completamente nostra, così come le ripercussioni di una difficile vittoria o di una tremenda sconfitta. Naturalmente, più saremo innanzi con la scalata, maggiori saranno i rischi e, contestualmente, gli ipotetici guadagni nel caso in cui decidessimo di affrontare l’evento a testa alta. Ovviamente, oltre alla gestione delle risorse relative al nostro alter ego, dovremo gestire anche quelle esterne: il nostro scalatore, infatti, avrà un inventario limitato e che impatterà, in più modi, nella complessiva riuscita dell’impresa. Decidere se tenere maggior cibo rispetto ad un ipotetico attrezzo, potrebbe divenire “fatale” nel prosieguo della scalata.

Insurmountable

Ovviamente, come già detto, il gioco avrà dalla sua una forte componente ruolistica: ecco che, ad esempio, dovremo tenere d’occhio diversi indicatori tra cui l’energia, l’ossigeno, la temperatura corporea e, addirittura, la nostra sanità mentale. La succitata linea verde di “passeggio”, nel caso in cui le citate statistiche dovessero notevolmente assottigliarsi, diverrà rossa e ci impedirà, in modi diversi, di proseguire. Ma, com’è lecito attendersi, se uno dei fondamentali indicatori dovesse del tutto azzerarsi, ebbene, lì comincerebbero i guai: in linea di massima, in quei casi il gioco ci metterà innanzi un evento casuale che, spesso e volentieri, si concluderà con la perdita di parte della nostra salute. Naturalmente, toccare salute zero significherà morire e reiniziare la scalata dall’inizio. Ovviamente, più il percorso sarà impervio, maggiore sarà la spesa in termini di risorse: se ad esempio cercheremo di raggiungere un riquadro posto molto in alto, il dispendio di energia sarà naturalmente notevolmente superiore rispetto ad un tragitto, anche medio, fatto in piano.

Luce e buio, vita e morte

Nella gestione della scalata, considerato il ciclo giorno-notte presente all’interno del gioco, dovremo fare i conti anche con altre questioni cruciali che andranno ulteriormente a complicare le scelte gestionali che faremo. Ad esempio, durante il giorno la nostra visuale sarà più limpida e il dispendio di risorse sarà più limitato, mentre di notte, al contrario, la montagna si presenterà “oscurata” e quindi, muoversi sarà estremamente più “costoso” e difficile. Ragion per cui, durante la notte, dovremo optare per un necessario riposo, utile anche a ripristinare l’energia: ma per farlo, dovremo utilizzare o una tenda, che non sarà infinita, oppure scovare una cava in cui ripararsi. Anche in questo caso, le nostre decisioni avranno delle ripercussioni, alle volte immediate e fatali perché, ad esempio, riposarsi, soprattutto alle altezze più elevate, o concedersi lunghe esplorazioni, consumerà inesorabilmente ossigeno. Ed è, con questo esempio, chiaro il meccanismo di pro e contro al quale, ogni nostra iniziativa, andrà inesorabilmente incontro. Detto ciò, ogni nostra azione “vittoriosa”, sarà ricompensata con della classica esperienza ruolistica, che ci consentirà di salire di livello ed ottenere, come già detto, nuove abilità utili per la scalata.

Insurmountable

In generale, nonostante la proceduralità delle mappe, gli eventi casuali e il perenne “ticchettio” delle risorse, Insurmountable è in realtà una esperienza quasi “spirituale”: la solitudine dello scalatore in un ambiente impervio e tendenzialmente ostile, il senso di proporzione e di misura, chiaro e netto, l’obiettivo e le difficoltà, tante, ma cristalline e coerenti, nonostante, appunto, la citata casualità. In generale, l’esperienza di gioco riesce nella difficile impresa di dar filo da torcere, al contempo senza imporre ritmi frustranti. Detto ciò, il complessivo gameplay non sarà esente da difetti: il primo “nemico” sarà la complessiva ripetitività, data ovviamente dal contesto immutabile della “scalata”, del gameplay. Una “repetita” solo parzialmente limitata dalle caratteristiche randomiche presenti nel gioco. E, anche quest’ultime, nonostante siano state di già espanse, diverranno ben presto “prevedibili” al punto che si saprà quali conviene intraprendere e quali, invece, no. In aggiunta, in generale, Insurmountable parrà premiare più l’utente “quieto” che quello avventuroso: in generale, specialmente in termini di risorse, un approccio lento, ragionato e parsimonioso, premierà alla lunga sul rischio e sull’avventura.

Insurmountable

Da un punto di vista più specificatamente tecnico, pur non facendo gridare al miracolo tecnologico, Insurmountable offre un comparto meccanico ed estetico senza fronzoli e curato. Tante le opzioni grafiche disponibile per “ottimizzare” l’esperienza in base ai “numeri” della nostra macchina (seppur, in termini di richieste hardware, il titolo si attesti ad un livello intermedio). Esteticamente parlando, Insurmountable si presenterà in modo pregevole, offrendo ambienti piuttosto dettagliati e ben realizzati, intervallati da scorci meravigliosi (e resi tali anche dal buon lavoro di luci effettuato dagli sviluppatori). In generale, il mondo di gioco si presenterà sufficientemente dettagliato e appetibile ai nostri occhi, seppur com’è lecito attendersi, la varietà complessiva lascerà un po’ a desiderare (d’altronde, dobbiamo scalare montagne!). Anche da un punto di vista della complessiva programmazione, nulla di “malvagio” da eccepire: gli ingranaggi funzionano e anche bene, e tranne qualche sporadico pop up di dettagli sul fondale e micro-lag nei momenti di maggior presenza di dettagli sullo schermo, in generale il lavoro profuso da ByteRockers’ Games è senza dubbio di alto livello.

Concludendo…

Un’esperienza spirituale, ma con un certo mordente: potremmo riassumere così Insurmountable, un titolo strategico manageriale, ma con notevoli elementi ruolistici e roguelike. Un’esperienza consigliata a coloro che amano ragionare e affrontare le classiche “questio” relative al micro-managing di risorse ed imprevisti, naturalmente correlati tra loro. Nonostante l’esperienza offerta dal gioco sia ottima sia in termini meccanici che tecnici, in generale il gameplay presenterà qualche piccolo neo che, al contempo, influirà solo parzialmente sulla pregevole offerta complessiva del titolo.

Il Nostro Verdetto

Insurmountable

OTTIMO
83
Pro
  • Un gestionale con elementi ruolistici e roguelike
  • Tecnicamente ed esteticamente pregevole
  • Gameplay “lento” ma con mordente…
Contro
  • …seppur non privo di qualche limite
  • Qualche piccola incertezza tecnica
Conclusioni

Noi, una montagna, il freddo e le poche risorse: un dilemma canonico per qualsiasi scalatore che voglia intraprendere la difficile missione di domare i giganti di roccia. Insurmountable in questo senso, ci offre un’esperienza che riteniamo non troppo distante dalla realtà: dovremo gestire le risorse, corporali, mentali e materiali, al contempo scontrandoci con un ambiente meravigliosamente severo. Un’esperienza gestionale a tutto tondo e che, nonostante alcuni limiti, è sicuramente una delle migliori che si posson fare su PC.

Piattaforma
PC
Data Recensione
11 luglio 2021
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Donato Marchisiello
Amante dei videogiochi, degli animali e del buon cibo, non rinuncio ai piccoli piaceri ludici e ad una buona compagnia! Anche Online!

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