The Blues Brothers: In missione per conto di Dio

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The Blues Brothers: In missione per conto di Dio

Piattaforma
Youtube
Genere
musicale, commedia, azione
Uscita
1978
Regista
John Landis

Cast

John Belushi: Jake “Joliet” Blues
Dan Aykroyd: Elwood Blues
James Brown: reverendo Cleophus James
Cab Calloway: Curtis
Ray Charles: Ray, proprietario del negozio di strumenti
Aretha Franklin: moglie di Matt Murphy
Matt Murphy: Matt “Guitar” Murphy
Steve Cropper: Steve “The Colonel” Cropper
Donald Dunn: Donald “Duck” Dunn
Murphy Dunne: Murph
Willie Hall: Willie “Too Big” Hall
Tom Malone: Tom “Bones” Malone
Lou Marini: Lou “Blue” Marini
Alan Rubin: Mr. Fabulous
Carrie Fisher: ex-fidanzata di Jake
Henry Gibson: capo dei nazisti dell’Illinois
Eugene J. Anthony: Gruppenführer
John Candy: comandante di polizia Burton Mercer
Kathleen Freeman: sorella Mary Stigmata, “la Pinguina”
Steve Lawrence: Maury Sline, agente teatrale
Twiggy: ragazza chic
Jeff Morris: Bob
Charles Napier: Tucker McElroy
John Lee Hooker: Slim, cantante di strada
Frank Oz: ufficiale del carcere
John Landis: Trooper La Fong
Steven Spielberg: impiegato dell’ufficio delle tasse
Joe Walsh: uno dei carcerati nella scena finale
Paul Reubens: cameriere
Carolyn Franklin:
Armand Cerami: Trooper Daniel
Steven Williams: Trooper Mount

 

50mila dollari da trovare in 12giorni: in missione per conto di Dio

Elwood Blues va a prendere il fratello Jake, appena uscito di prigione, e insieme vanno a trovare la suora che li ha cresciuti. Una volta all’orfanotrofio la suora racconta loro che l’orfanotrofio verrà chiuso se, entro dodici giorni, non verranno versati 50mila dollari di tasse alla contea. I due, non avendo alcuna idea su come trovare questa somma, decidono di ascoltare l’invito di Curtis (Cab Callowey) di recarsi alla chiesa battista di Triple Rock, e di parlare con il reverendo James (James Brown). Una volta in chiesa, Jack verrà colpito (letteralmente) da un’illuminazione: rimettere in piedi la loro blues band, in modo da organizzare degli spettacoli musicali e recuperare il denaro. Elwood, prima dubbioso, si convince in seguito di “Essere in missione per conto di Dio”, proprio per via della natura divina dell’ispirazione. La band è ora sciolta da qualche anno: trovare tutti i componenti non sarà di certo un’impresa facile…il tempo stringe e, come se non bastasse, per colpa di una patente non rinnovata, i fratelli avranno anche la polizia alle calcagna…

The Blues Brothers

Comicità e grande musica, un cult immortale e irripetibile

John Landis, già autore del “fenomeno” Animal House, ha portato anche qui la sua comicità demenziale, con risultati davvero eccellenti. Il ritmo serratissimo della pellicola, scandito oltre che dalla musica dal ritmo degli inseguimenti a spasso per gli USA, è aiutato da una comicità debordante, con un John Belushi probabilmente nella sua parte migliore, qui al suo terzultimo film prima della scomparsa. Battute e situazioni paradossali, celebre la scena del ristorante o quando vengono scambiati per poliziotti, e dialoghi indimenticabili (come quello tra i due fratelli in macchina all’inizio del film) hanno reso di fatto il film un cult immortale. L’ultima mezz’ora, praticamente tutta composta dalla fuga dalla polizia (e esercito), mette anche in mostra l’occhio “visionario” e paradossale di Landis, con sequenze completamente inverosimili (l’auto dei blues spiccherà spesso il volo…) che aumentano di molto l’ironia complessiva del film. Come se non bastassero già il cast e il regista in stato di grazia, la produzione mise a disposizione di Landis alcuni tra i musicisti blues più grandi di sempre. Stelle del calibro di Cab Calloway, Ray Charles, James Brown, John Lee Hooker, passando per la fantastica voce di Aretha Franklin (che canta il famoso pezzo “Think”), nomi che per gli appassionati della buona musica sono da soli un motivo più che sufficiente per la visione del film. La colonna sonora, definita da molti come la migliore nella storia del cinema, resta famosissima ancora oggi, con canzoni in assoluto tra le più famose e cantate di tutti i tempi, con in testa “Everybody needs somebody to love”, seguita da altri pezzi mitici come “Sweet home Chicago” e “Minnie the moocher “, insomma un’insieme di elementi che hanno reso i Blues Brothers un film assolutamente irripetibile. Alcune curiosità… Altri elementi che hanno reso cult il film stanno in tante piccole curiosità sparse per la pellicola. Elwood porta per tutta la durata del film gli occhiali da sole, tranne in una scena apparsa nell’edizione integrale ambientata nella fabbrica dove lavorava, in cui ha degli occhiali trasparenti. Mentre Jack indossa il cappello in tutto il film, escludendo la sequenza in cui esce di prigione, e indossa gli occhiali da sole, come il fratello, escludendo la scena in cui si inginocchia di fronte alla ex-fidanzata per chiedere perdono. Se, per quanto riguarda Aykroyd, era solo una scelta visiva, per Belushi è diventata anche una necessità, per il motivo che l’attore si presentava spesso drogato sul set (morì solo due anni dopo, proprio per overdose), così facendo il film non ha subito ritardi nella lavorazione. Non ci sono solo camei musicali, nel film oltre al regista John Landis (uno dei poliziotti nell’inseguimento nel supermercato) appaiono il regista-attore Frank Oz (recentemente uscito il suo Funeral Party) nella parte di un impiegato del carcere all’inizio del film, e in un altro cameo di lusso Steven Spielberg, nella parte dell’esattore delle tasse proprio alla fine del film. I personaggi dei fratelli Blues, compresa la band, erano stati creati proprio dai due attori protagonisti per gli spettacoli del Saturday Night verso la fine degli anni 70’, lo stesso Avkryod ha collaborato alla sceneggiatura con il regista. Il film fu, inizialmente, un disastro al botteghino, in seguito incassò così bene nel resto del mondo da essere il primo film USA a aver incassato più all’estero che in patria. Ultima curiosità, il film vanta anche un altro record: quello di maggior numero di autovetture distrutte su un set cinematografico, record difficilmente raggiungibile…

The Blues Brothers 3

Conclusioni

Un film epico, forse il più grande cult degli anni 80’, che è riuscito a creare, tutt’oggi, un’incredibile schiera di fan in tutto il mondo. Ancora adesso è tra i film più divertenti in assoluto, un incredibile cocktail di grande comicità, grande musica e grande ritmo narrativo. Battute e canzoni rimaste nell’immaginario collettivo, per uno dei film più belli di John Landis e tra i migliori del suo genere, il musical, che forse mai aveva trovato un’espressione tanto completa quanto esilarante.

Il Nostro Verdetto

The Blues Brothers: In missione per conto di Dio

ECCELLENTE
90
Conclusioni

Un film epico, forse il più grande cult degli anni 80’, che è riuscito a creare, tutt’oggi, un’incredibile schiera di fan in tutto il mondo. Ancora adesso è tra i film più divertenti in assoluto, un incredibile cocktail di grande comicità, grande musica e grande ritmo narrativo. Battute e canzoni rimaste nell’immaginario collettivo, per uno dei film più belli di John Landis e tra i migliori del suo genere, il musical, che forse mai aveva trovato un’espressione tanto completa quanto esilarante.

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Data Recensione
06 Febbraio 2021
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