Quando si parla di esperienze ludiche di grande spessore intrattenente, non si può non considerare l’importanza che il genere dei picchiaduro, in particolare della categoria Beat ‘Em Up, ebbe e riveste tutt’ora all’interno di questo mercato variegato. In tempi più recenti, abbiamo assistito ad una sorta di rinascita di questa categoria, grazie a titoli dal calibro di Dragon Ball FighterZ e Street of Rage 4 che, a loro modo, hanno saputo rinnovare una tipologia di prodotti ormai caduta in disuso. Nel tentativo di configurarsi come un’alternativa altrettanto valida ed originale, il team di sviluppo russo Sobaka Studios, dopo una lunga scomparsa che seguì la pubblicazione di Redeemer, si appresta a ritornare sugli schermi dei videogiocatori con 9 Monkeys of Shaolin, disponibile su tutte le attuali piattaforme di gioco. Configuratosi, dunque, come un Beat ‘Em Up tridimensionale a scorrimento laterale, ecco a voi la recensione di un prodotto che, nonostante i limiti tecnici, ha saputo divertire parecchio durante il corso dell’avventura.

Dalla Russia, alla Cina, con furore

Vestendo i panni di Wei Cheng, un giovane pescatore nato e cresciuto in un piccolo villaggio del lontano est asiatico, nella terra del Sol levante ove venne edificato il primo tempio dello Shaolin del sud, il giocatore verrà condotto verso una rappresentazione iconica della Cina, attraverso la creazione di scenari altalenanti tra l’originalità ed una banalità negativa. Temporalmente collocata nel XVI secolo, questa apparirà corrotta e ormai prossima al crollo, a causa dell’incombente minaccia dei pirati dell’est. Pur nonostante non si possano definire avvincenti le premesse narrative di 9 Monkeys of Shaolin, a causa di un coacervo di limiti tra il genere stesso di appartenenza e una caratterizzazione degli ambienti di gioco non ottimale, non si può dire che questo non fornisca spunti genericamente interessanti, con una serie di “cariche emotive” dal potenziale inespresso.

Distaccandosi da una “semplice” produzione picchiaduro, nel corso dell’avventura proposta dal team di Sobaka Studios, temi come la rabbia, la sete di vendetta e l’onore assumono una posizione di rilevo durante la progressione in gioco, fungendo da movente che ben si congegna alla struttura ludica dello stesso prodotto e, soprattutto, riproducendo una versione concettualmente coerente dell’oriente e dello shaolinquan.

Le scimmie dello Shaolinquan

Aiutato dai monaci buddisti dello Shaolin del sud, il cammino del giocatore verso la via del guerriero ha presto inizio. Contrassegnato dall’allontanamento dai lussuriosi piaceri terreni e dalla redenzione dal male, Wei Cheng si ritroverà presto a padroneggiare un sistema di tecniche di combattimento che, fedelmente ma al contempo in maniera del tutto originale ed autoriale, richiama alla sua controparte reale. Ludicamente tradotto, 9 Monkeys of Shaolin offre un’ottima esperienza, capace di divertire costantemente e frutto di un mescolamento congeniale di numerosi artifici interessanti, volti a rendere divertente l’avventura dall’inizio alla fine. Con la presenza di una serie di missioni principali ed altrettante secondarie, principalmente volte all’ottenimento di armi, amuleti e calzature per potenziale il nostro alter-ego digitale, ci si ritroverà non poche volte a giocare missioni marginali, per il puro e semplice divertimento di far fuori qualche nemico, grazie ad una intelligenza artificiale ottimale, capace di offrire un buon livello di sfida proporzionale a quella selezionata e, in ogni caso, punitrice per il giocatore più disattento.

Infatti, poche volte vi saranno occasioni nelle quali i nemici vi colpiranno singolarmente, ricordando parecchio alla lontana grandi produzioni dal calibro di The Witcher 3. Per chi invece fosse interessato al completismo, 9 Monkeys of Shaolin saprà offrire una longevità tutto sommato valida, con la presenza di missioni per ottenere un nuovo equipaggiamento e punti potenziamento da utilizzare presso il proprio maestro.

Il potenziale inespresso della più antica arte marziale

Se si può generalmente evidenziare una semplicità della componente narrativa, che risulta discreta nella sua interezza ma che mostra a tratti il fianco ad alcuni limiti concettuali, come l’abbozzato character design desunto dai dialoghi presenti, è tuttavia il fronte ludico a rappresentare la vera muscolatura di questa produzione. Questo, in particolare, rivela un lavoro da manuale celato timidamente ma che, al lungo andare, viene esaltato dal prodotto stesso, determinandone il suo successo. Tecnicamente non eccelso, con dei generici errori di compenetrazione con alcune parti dello scenario di gioco ed una serie di modifiche che migliorerebbero l’esperienza dell’utente, l’avventura tridimensionale a scorrimento laterale targata Sobaka Studios presenta una serie di artefici ottimali, capaci di rendere unica ed intrigante la giocabilità di 9 Monkeys of Shaolin. Padroneggiare l’arte di combattimento caratteristica della terra del Sol levante sarà divertente sin dalle primissime ore di gioco, in cui le varie introduzioni apportate costituiranno una varietà da annoverare tra i vari pregi della produzione.

Le nuove abilità di combattimento conseguite con gli insegnamenti del maestro, la presenza di barili distruttibili e necessari per l’utilizzo di oggetti utili unicamente in missione e, soprattutto, l’ottenimento dell’equipaggiamento che non costituisce in alcun modo una fase di farming obbligatorio del giocatore, rendono 9 Monkeys of Shaolin un prodotto capace di reggere bene la competizione con i rivali del genere.

Concludendo…

Giunta al suo termine, l’avventura proposta dal team russo non è tecnicamente eccelsa, seppure l’utilizzo di un ottimale Unreal Engine 4, cui segue un frame rate parecchio stabile ma anch’esso altalenante nelle fasi cruciali di gioco (quantomeno nella versione del titolo per Playstation 4), dimostri un intento produttivo interessante, che si riversa sull’esperienza utente, solitaria o in co-op locale che sia. Corruzione, vendetta e pirati da massacrare sono le chiavi necessarie per creare un prodotto unico ed altrettanto valido, che dimostra il (relativo) successo che l’ha contraddistinto nelle fasi seguenti dal suo rilascio.

CI PIACE
  • Intelligenza artificiale responsiva
  • Gameplay vario anche grazie alla coop locale
  • Ramificazione ottimale delle abilità
  • Ottenimento dell’equipaggiamento non obbligatorio
  • Rappresenta a pieno lo spirito ludico dei picchiaduro
NON CI PIACE
  • Narrativa deludente
  • Character design in parte abbozzato
  • Caratterizzazione degli ambienti che si limita alla sufficienza
  • Personalizzazione limitata dell’equipaggiamento
Conclusioni

Giunto su tutte le attuali piattaforme di gioco, la produzione targata Sobaka Studios viene discretamente promossa. Capace di divertire anche il giocatore meno avvezzo a questo genere ludico, grazie alla padronanza delle arti marziali orientali, 9 Monkeys of Shaolin viene venduto ad un prezzo relativamente budget. Nonostante gli ovvi limiti e difetti del prodotto, dunque, si consiglia l’acquisto del prodotto.

7.2Cyberludus.com

Articolo precedentePikmin 3 Deluxe – Recensione
Prossimo articoloTop 20 Fps anni ’90 – Parte 1

E tu che ne pensi? Facci conoscere la tua opinione!