Metro Exodus è l’ultimo videogioco basato sulla trilogia di libri del russo Dmitrij Gluhovskij, sviluppato dagli immancabili 4A Games. Dopo che il primo titolo, Metro 2033, acquisì un discreto successo tra pubblico e critica, arrivò inesorabile il sequel, Metro Last Light, titolo parzialmente basato sulla trama del secondo libro, Metro 2034, ma con qualche spunto innovativo. In un inseguimento che sembra non avere fine ecco che il terzo libro, Metro 2035, fu a sua volta ispirato dallo stesso Last Light e la sua storia viene ora trasposta ed ampliata nel formato videoludico.
Questa volta le premesse sono altissime: una trama tracciata in stretta collaborazione con l’autore originale, sezioni open world, fps con forti elementi stealth, crafting. Insomma non manca nulla: solo la lettura della nostra recensione …

Il ritorno di Artyom

La storia prende spunto dove si era interrotto il precedente capitolo. Il protagonista Artyom e la sua compagna Anna si sono infine sposati e continuano a spendere le loro vite nei cupi cunicoli della metropolitana di Mosca. Nonostante il mondo sia stato reso inabitabile da una guerra atomica – vent’anni or sono – Artyom non perde le speranze sull’esistenza di un segno di civiltà oltre la Metro, ritrovandosi spesso a gironzolare con la sua radio per le rovine infestate da mutanti, alla ricerca di un segnale radio che possa confermare la sua intuizione: Mosca non può essere l’unica città superstite.

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Ecco un tavolo da lavoro, dove è possibile assemblare munizioni ed oggetti.

Il gioco si apre nel corso di una di queste indagini, durante la quale il protagonista rischia seriamente la vita quando viene attaccato da un piccolo branco di Custodi (Watcher in inglese), esseri osceni che assomigliano ad un incrocio tra un lupo ed un pipistrello.
Per fortuna viene salvato in extremis dalla sua squadra, composta da numerosi membri fidati tra cui spicca il colonnello Miller, padre di sua moglie Anna e capo del distaccamento militare dislocato nella Metro.
Durante i primi minuti di gioco scopriamo pertanto che le speranze del nostro eroe si rivelano fondate: egli svelerà presto che in realtà non tutto il mondo è irradiato e inabitabile! Il comando russo ha infatti volutamente ostruito tutti i segnali radio in uscita da Mosca perché la guerra, a quanto pare, non è ancora finita. Senza voler fornire troppi spoiler basti sapere che la squadra di Artyom, il colonnello e la sua amata riescono a scappare quali fuggitivi confiscando una locomotiva alle autorità russe e l’avventura ha inizio …

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Una piacevole scena dove la squadra di Artyom riesce a rilassarsi.

Rivoluzione della saga

Come anticipato il terzo capitolo della epopea offre numerose promesse ai suoi fan che vengono, in parte, mantenute. Mentre i primi titoli percorrevano la narrativa tra un capitolo e l’altro su livelli sempre più grandi, ma lineari, qui troviamo intere mappe liberamente esplorabili con un ciclo giorno/notte ed un sistema meteorologico autonomo.
Anticipiamo che purtroppo non tutto il gioco si svolge in questo modo: la parte iniziale e quella finale si avvicinano molto di più alla linearità degli altri titoli, ma diciamo che almeno metà di tutta l’avventura riesce a centrare l’obiettivo ed offre una libertà d’azione mai vista prima. Questa si spinge fino ad offrire in alcune mappe dei mezzi di trasporto che aiutano il giocatore a muoversi più velocemente.
La produzione romanzesca del titolo è poco innovativa, ma molto appassionante e riesce a coinvolgere il giocatore fino all’ultimo minuto. Questo nonostante si presentino alcuni difetti logici degni di nota, come il fatto che nessuno abbia mai sentito il suono di enormi locomotive in movimento in superficie (sinceramente un po’ poco credibile).

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L’introduzione dei veicoli è una piacevole novità.

Gameplay

Metro Exodus è fondamentalmente un FPS con un forte orientamento stealth. Si esplorano le desolate lande russe zeppe di popolazioni oppresse ed ostili, mentre si cerca di sopravvivere agli attacchi dei vari mostri mutanti creati dalle radiazioni. Il crafing di cui si parlava nella premessa è in effetti una piacevole aggiunta: durante le varie perlustrazioni sarà possibile raccogliere oggetti sparsi che si tramutano automaticamente in due risorse: ferramenta e chimiche.
Grazie al prezioso zaino attrezzato fornito da un membro della squadra durante la prima missione è possibile in qualsiasi momento fermarsi e montare oggetti utili per la sopravvivenza.
Tra questi si contano munizioni, medikit ed armi secondarie come coltelli, molotov, granate e lattine per distrarre gli avversari.
L’intero gioco si può dividere in sei grandi capitoli che seguono il lunghissimo viaggio della brigata russa a bordo della locomotiva Aurora. Di questi solo tre offrono una effettiva libertà di movimento, mentre gli altri sono lineari ed assolvono esclusivamente al proseguimento della storia. Le interazioni con i vari NPC purtroppo sono moderatamente passive: si riducono ad avvicinarcisi per ascoltare quanto hanno da dire. Talvolta è possibile decidere di ascoltare la storia di questi ultimi, magari sedendosi su una sedia e tirando una sigaretta di quando in quando, oppure sorseggiando un liquore, ma niente di più. Peccato.

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Talvolta, vedendo i loro compagni cadere, alcuni nemici possono decidere di arrendersi… a voi la scelta se trucidarli oppure risparmiarli.

Armamentario post-atomico

Artyom può portare con sé tre armi alla volta: due scelte liberamente tra quelle trovate in giro che annoverano pistole, fucili da cecchino, mitra, fucili a pallettoni; la terza è inizialmente obbligata al famoso fucile Tikhar ad aria compressa già visto negli altri capitoli, ma in seguito sarà possibile scambiarlo con una silenziosa balestra a preferenza del giocatore.
Altro fattore determinante è che le armi, ruzzolando nel fango o nell’acqua, si sporcano e vanno periodicamente pulite per evitare che perdano efficacia o si inceppino. Questa operazione non può essere svolta tramite lo zaino, ma solo presso alcuni tavoli da lavoro sparsi per le mappe, dove è anche possibile assemblare le munizioni più complesse. Ogni oggetto o munizione assemblata, così come la pulizia, ha un relativo costo in risorse meccaniche/chimiche, che andranno quindi costantemente ricercate.
Exodus premia curiosità ed esplorazione con il ritrovamento di componenti più o meno utili alle varie armi ed equipaggiamento: canne più lunghe, silenziatori, caricatori più ampi, mirini laser, ad infrarossi, con zoom, maschere antigas più robuste, zaini più spaziosi e così via.

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Il visore notturno è utilissimo nei luoghi molto bui, ma consuma velocemente la batteria…

Comparto tecnico

Metro Exodus andrebbe collocato nella famigerata schiera dei “mixed bag”. Il motore che muove il gioco è ottimo e la grafica davvero stupenda, specialmente al massimo del dettaglio, ma è molto esoso di risorse: nella versione PC se si desidera giocarlo a dettagli sopra il medio è imperativo procurarsi almeno una GTX1060. Le animazioni dei vari attori durante lo svolgimento della storia sono realizzate con cura, a parte le espressioni facciali che sono talvolta inespressive.
I nemici sono molto vari e ben realizzati; quelli umani, in special modo, hanno mostrato in più di un’occasione di possedere una IA molto evoluta che arriva anche a farli scambiare verbalmente messaggi come la posizione del giocatore durante gli scontri. Per quanto riguarda la versione console, abbiamo avuto modo di provare il titolo 4A Games anche su Playstation 4 Pro, rimanendo mediamente soddisfatti dalla resa grafica generale, nonostante diversi cali di frame rate dove il comparto effetti (ad esempio fumo o esplosioni) viene messo più a dura prova. Peccato invece per i caricamenti che, a differenza della versione PC, su console risultano eccessivamente lunghi.

Il comparto audio include una stupenda colonna sonora degna di un film, effetti sonori di prim’ordine ed un ricco parlato. In inglese è davvero molto convincente e sopra la media, mentre in italiano come sempre la qualità è un po’ inferiore e perde il marcato accento russo dei personaggi.
Metro Exodus è purtroppo anche costellato da una lunga serie di piccoli bug che, per fortuna, non pregiudicano mai lo svolgimento della storia, anche se spesso risultano fastidiosi. Tra questi si annoverano: blocco della camminata di fronte ad ostacoli alti 10 cm, salti di 1 metro che uccidono il protagonista, mostri che attraversano pareti e soffitti, nemici che appaiono paralizzati o che si muovono ad una velocità assurda, sequenze di intermezzo dove gli NPC parlano tutti insieme ed altro ancora. Niente di eclatante, ma speriamo possano essere indirizzati in una delle prossime patch.

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Una suggestiva visuale di Mosca nell’era post-atomica di Metro.

Concludendo…

Metro Exodus è un videogioco davvero eccellente sotto molti aspetti, vario e divertente, che forse andava semplicemente testato più a fondo prima del rilascio definitivo. La storia è avvincente e riesce ad emozionare fino alla fine offrendo finali diversi sulla base delle azioni compiute dal giocatore: comportarsi come un’assassino impietoso dal grilletto facile alla fine potrebbe costare caro.
Questo aspetto aiuta in parte una longevità non esattamente abbondante, sicuramente incomparabile con titoli del calibro di Red Dead Redemption 2: in circa 20 ore di gioco è possibile completare Exodus esplorando a fondo i vari livelli e svolgendo tutte le sub-quest più importanti.

CI PIACE
  • Comparto audio-visivo eccelso.
  • Storia avvicente con finali differenti.
  • Giocabilità elevatissima, tante armi e personalizzazioni.
  • Ottima componente open-world.
NON CI PIACE
  • Tanti bug.
  • Longevità limitata.
Conclusioni

Metro Exodus è un titolo di qualità. Soffre, è vero, di numerosi bug, alcune lacune sul gameplay ed una durata non esuberante, ma si tratta di problemi minori che non minano una produzione di alto livello come questa. Risulta in definitiva un acquisto imprescindibile per tutti i seguaci della saga di Metro ed è un’ottima scusa per riprendere i precedenti capitoli per coloro che li avessero mancati: non se ne pentiranno.

8.6Cyberludus.com
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Gabriele Priarone
Gabriele o “Gabe” per gli amici, è un informatico di professione ed inguaribile videogiocatore. Cresciuto a colpi di Commodore 64 ed Amiga è papà di due bellissimi bimbi che ormai gli rubano quasi tutto il tempo. La sua passione sono l’informatica, il cinema, la musica ed un giorno spera di finire e vedere pubblicato il suo primo videogame … quando trova il tempo!

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