E’ davvero curioso, per un giocatore, dover constatare con immenso piacere come lo stile e il gameplay di un videogioco possa variare a seconda della sua provenienza e degli usi e i costumi in cui affonda le proprie radici. Fino a pochi anni fa, le uniche realtà “culturali” conosciute dai videogiocatori erano quella ‘nipponica’ e quella ‘occidentale’. Esse differivano (e differiscono tuttora) per grafica, sonoro, trama e filosofia di gioco in modo quantomeno marcato, rendendosi facilmente distinguibili da chiunque avesse un minimo di conoscenze del mondo dell’entertainment, ludiche o meno. Raramente si è assistito a ‘contaminazioni’ tra due realtà così lontane eppure così imparentate, e soltanto ultimamente i prodotti occidentali cominciano a mescolarsi con le caratteristiche dei prodotti orientali, e viceversa. Tra i due litiganti il terzo gode, questo è un dato di fatto. Per lo meno nell’originalità. In barba a questo lento e graduale processo di omologazione del videogioco (e Nintendo ne sa qualcosa) in favore alla vendita d’un maggior numero di copie, proprio al centro di questo minestrone c’è l’est europeo, forte di una cultura che, di fatto, è più o meno estranea a entrambe le parti.
Gli esperimenti sono stati numerosi, curiosi, originali, apprezzati, disprezzati. C’è chi ha amato S.T.A.L.K.E.R ., chi si è innamorato delle lande desolate di Pathologic , chi ha ceduto al fascino semi-erotico delle sisters di The Void , chi si è raggelato il sangue con Cryostasis, o chi addirittura ha cominciato a leggere i romanzi di Sapkowski grazie al pluripremiato The Witcher . E c’è anche chi, che come noi, oltre a tutto questo, è impazzito alla follia giocando a Metro 2033, perla partorita dalla neonata software house 4A Games , con sede a Kiev, formata da alcuni ex-programmatori di GSC Game World (la casa di sviluppo che ha creato S.T.A.L.K.E.R.), staccatisi da essa dopo l’uscita di Shadow of Chernobyl .

Amo la Metropolitana

Metro 2033 , seguendo un po’ la scia di The Witcher e S.T.A.L.K.E.R., è ispirato all’omonimo romanzo di Dmitry Glukhovsky , mutuandone l’atmosfera e importandone, ovviamente, l’ambientazione, adattandola al gameplay di un (a)tipico sparatutto in prima persona.

La narrazione ci accoglie con un imprinting non perfettamente innovativo; ma, come ampiamente evincibile da quanto scritto sopra, assolutamente impregnato di tutte quelle caratteristiche e quei piccoli tocchi di classe che sempre più vanno identificando le opere dell’est europeo.E’ l’anno 2033. Siamo a Mosca . O meglio, sotto Mosca, nei tunnel della Metro. Dopo un non meglio specificato disastro nucleare in superficie, i fortunati (o sfortunati) sopravvissuti hanno scelto di rifugiarsi nel sottosuolo, scegliendo di affrontare le insidie mutanti che lo infestano, piuttosto che incontrare la morte certa che li attendeva in superficie.
Non è un segreto che simili setting vadano particolarmente (forse troppo) di moda negli ultimi tempi, riportati in auge con l’avvento di Fallout 3 e perpetuati da titoli come Borderlands e il già sopracitato S.T.A.L.K.E.R.. Ma, come già detto, la vera originalità di Metro 2033 è il modo in cui li interpreta.
Innanzitutto, l’ambientazione risulta atipica persino per il genere. I tunnel della metropolitana, bui e angusti, risultano essere teatri piuttosto scomodi e insidiosi per gli scontri a fuoco, praticamente obbligati per il prosieguo nell’avventura, data l’ovvia e congenita linearità offerta da un mondo di gioco fatto di corridoi, condotti e tunnel ferroviari.Tuttavia, è questo stesso setting lineare e ‘limitante’ ad offrire innumerevoli tattiche adottabili durante gli incontri più spiacevoli. Difatti, specialmente a livelli di difficoltà elevate, il gioco e l’ambiente scarsamente illuminato non faticheranno a premiare un approccio più ragionato e discreto, e a punire i giocatori troppo maldestri o violenti. Lo scontro aperto però, è possibile comunque: a patto di avere un’ottima mira (a causa della penuria dei proiettili) e di saper sfruttare in modo certosino le coperture offerte dall’ambiente; anche perché, di fatto, la marcata scelta da parte di 4A Games di non adottare il classico si sistema di rigenerazione automatica della salute del personaggio, tanto cara agli Fps contemporanei, rende le sparatorie decisamente più impegnative e impossibilita l’amatissima tattica del ‘mordi e fuggi’ che un po’ tutti abbiamo imparato ad usare da Call Of Duty 2 in poi.

Tra l’altro, abbiamo avuto modo di notare quanto l’IA sia nettamente superiore persino a quella di S.T.A.L.K.E.R., forse anche grazie alla presenza di livelli meno ampi e più ricchi di coperture e dettagli.

metro 2033

Bossolocrazia

Fortunatamente però, a fronte di un mondo tanto ostile e pericoloso, fatto di fetenti armati fino ai denti, mutanti e mostri di vario genere, avremo a disposizione diversi gadget utili alla nostra sopravvivenza, tra i quali vi sono una maschera antigas, un visore notturno, un accendino e un orologio. Al loro uso, fondamentale per il buon esito delle nostre scorribande, si unisce la curiosa scelta da parte degli sviluppatori di eliminare l’interfaccia di gioco, totalmente assente, e le relative “istanze temporali” che essa comporta. Di fatto, quindi, per verificare la quantità d’ossigeno contenuta nel nostro respiratore non dovremo far altro che controllare il cronometro posto sul nostro polso sinistro, e allo stesso modo, per dare un’occhiata agli obiettivi di gioco dovremo estrarre il nostro taccuino, esponendoci ad eventuali predatori nascosti.
Niente momenti di pausa, dunque, in Metro 2033, un’esperienza da godere tutta d’un fiato (letteralmente), priva di caricamenti, di briefing e quant’altro: uno stile di gioco estremo e raffinato, che ben si sposa con l’atmosfera realistica e alienante di un universo dove più ricco è chi più pallottole possiede.
Gli unici attimi di (relativa) tranquillità saranno quelli vissuti nei piccoli insediamenti che avremo modo di visitare durante le nostre esplorazioni della controparte sotterranea di Mosca. Qui, tempo e risorse permettendo, avremo l’occasione di commerciare, barattando i nostri averi con utili proiettili, o al contrario scambiando le munizioni in eccesso con equipaggiamento utile. Si tratta di un sistema economico piuttosto crudele e intrigante, che purtroppo non è stato sfruttato a dovere dagli sviluppatori, dato che, fondamentalmente, l’amministrazione delle nostre risorse non sarà determinante per la nostra vittoria. E’ un vero peccato, data l’originalità dell’idea, che se approfondita avrebbe potuto dare luogo a veri e propri dilemmi esistenziali circa il bilanciamento pallottolerisorse.
Oltre a queste piccole e piacevoli chicche, dunque, Metro 2033 si lascia godere sostanzialmente come un Fps classico, in assoluta controtendenza con altre produzioni “compatriote”. Tuttavia, come già detto, Metro 2033 vanta di un’atmosfera e di una magia che, se non senza pari, risulta assolutamente originale e affascinante.
La narrazione, lineare dalla prima all’ultima cinematica (tutte riprodotte con il motore di gioco), in linea con il gameplay, è infusa e impregnata delle stesse idee e situazioni (e luoghi, ovviamente) che avevano già caratterizzato l’omonimo romanzo, attestando la qualità dei dialoghi e dell’intreccio narrativo su livelli piuttosto alti per gli standard di un Fps: non sarebbe azzardato un paragone con Bioshock o Half-Life 2 .

metro 2033

Ma se due terzi dei livelli sono al buio… perché mai dovrei giocare col dettaglio al massimo?

Sul fronte tecnico Metro 2033 è davvero una gioia per gli occhi e le orecchie.
Se, da un lato, non vanta di una colonna sonora poi così galvanizzante, dall’altro l’inquietante pletora di rumori spettrali e inquietanti che disseminano i livelli sono assolutamente ‘outstanding’, come direbbero gli inglesi, lasciando forti soddisfazioni a chi possiede un 5.1.
Ma, come vi sarete sicuramente accorti voi stessi dalle immagini, i video e tutte le techdemo che pullulano per la rete, il vero cavallo di battaglia di Metro 2033, almeno sul fronte tecnico, è ovviamente la resa grafica.
Essa costituisce l’unica sostanziale differenza che distingue la versione PC da quella per Xbox 360 . Difatti, mentre la versione consolara raggiunge “solo” l’eccellenza, quella PC risulta essere assolutamente fenomenale, spremendo al massimo il motore di gioco e, sfortunatamente, anche i computer più performanti. Con un buon sistema di fascia media è possibile godersi Metro 2033 a dettaglio alto, senza significativi cali di frame-rate, ulteriormente riducibili attivando le DirectX 11 . Tuttavia, così come solo i possessori di una GeForce recente potranno fruire delle meraviglie del PhysX senza troppi rallentamenti, allo stesso modo tutti coloro che possiedono una scheda con soli 256 MB di memoria possono dimenticarsi di giocare Metro 2033 a velocità diverse da quella della slow motion.
Paradossalmente, molte di queste meraviglie grafiche (ed estetiche, data la maniacale cura degli ambienti) saranno ‘celate’ dall’oscurità permeante dalla quale Metro 2033 è assolutamente avvolto, che poi non è altri che il segreto dello stupore che suscita agli occhi. Tutto ciò che vedrete, per quanto ben realizzato e dettagliato, durerà un attimo: il tempo di uno sparo, di un lampo, o di un fugace e distratto sguardo consentito da una torcia elettrica. E questo, dalla grafica al gameplay, alla narrazione, è Metro 2033.

metro 2033

Concludendo…

Metro 2033 è un titolo originale, per quanto classico, ricco di buone idee e interessanti trovate, esplorate a dovere ma mai troppo azzardate. Tutto ciò che appare dall’inizio alla fine del gioco supera ogni aspettativa, anche se avremmo gradito qualche novità in più, date le forti potenzialità di un simile titolo, oltre che di una simile ambientazione. La grafica è “stalkeriana” all’ennesima potenza, ma dotata di molto più stile e cura nel dettaglio e nell’estetica. L’atmosfera è da oscar, quasi da incubo talvolta; la trama è accattivante e curata. Allo stesso modo, il gameplay è di ottima qualità, e il level design lascia spazio all’inventiva dei giocatori, incentivati anche dagli innumerevoli gadget a disposizione del protagonista, i quali aumentano considerevolmente la rosa delle tattiche adottabili, rese ancora più accattivanti da un IA fortemente competitiva. Il nostro unico rammarico è dovuto all’assenza del multiplayer: una pecca da poco, soprattutto se vista dalla prospettiva da un esperienza in singolo ben più che galvanizzante.

CI PIACE
  • Resa grafica eccellente
  • Grande atmosfera
  • Ottima IA
NON CI PIACE
  • Niente Multiplayer
  • Lineare
  • A volte difficile
Conclusioni

Metro 2033 è un titolo originale, per quanto classico, ricco di buone idee e interessanti trovate, esplorate a dovere ma mai troppo azzardate. Tutto ciò che appare dall’inizio alla fine del gioco supera ogni aspettativa, anche se avremmo gradito qualche novità in più, date le forti potenzialità di un simile titolo, oltre che di una simile ambientazione. La grafica è “stalkeriana” all’ennesima potenza, ma dotata di molto più stile e cura nel dettaglio e nell’estetica. L’atmosfera è da oscar, quasi da incubo talvolta; la trama è accattivante e curata. Allo stesso modo, il gameplay è di ottima qualità, e il level design lascia spazio all’inventiva dei giocatori, incentivati anche dagli innumerevoli gadget a disposizione del protagonista, i quali aumentano considerevolmente la rosa delle tattiche adottabili, rese ancora più accattivanti da un IA fortemente competitiva. Il nostro unico rammarico è dovuto all’assenza del multiplayer: una pecca da poco, soprattutto se vista dalla prospettiva da un esperienza in singolo ben più che galvanizzante.

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