Crackdown 3 sembrava dovesse essere una di quelle chimere, in stile Duke Nukem Forever. Annunciato nel giugno del 2014 all’E3 di Los Angeles, il terzo capitolo della saga open world targata Microsoft fece immediatamente parlare di se per la tanto reclamizzata “distruttibilità totale”, magia della tecnica che sarebbe stata possibile grazie alle possibilità infinite offerte dal cloud computing. Il gioco venne poi effettivamente mostrato durante il Gamescom 2015, mettendo in risalto le possibilità offerte dalla suddetta tecnologia di poter distruggere enormi edifici senza rallentamenti, e confermato per il 2016. Ma, poi, qualche tempo dopo, venne rinviato e confermato nel 2017, in uscita contemporanea con Xbox One X. Ma, ahi noi, nemmeno in quel caso il gioco vide finalmente la luce ma…adesso ci siamo!

I continui rinvii avranno consentito a Crackdown 3 d’essere un gioco d’alto livello?

Super poliziotto

Per chiunque lo ignorasse, Crackdown 3 è il terzo capitolo di una saga action esclusiva Microsoft, il cui secondo capitolo uscì nel 2010 su Xbox 360. Il titolo ci metterà nelle vesti robotiche di un super poliziotto, dotato di abilità sovrumane e con il compito di rovesciare una dittatura ombra portata innanzi da una cattivissima corporation, Terra Nova, la quale controlla con il pugno di ferro la città fittizia di New Providence. Il gioco è sostanzialmente un action shooter in terza persona open world con alcuni lievi elementi ruolistici, il quale ci farà giocare per circa una 20ina di ore nella sua folle campagna in singolo. Nel dettaglio, saremo chiamati a smantellare la perfida organizzazione abbattendo i suoi membri di spicco, attraverso la conquista di territori o la distruzione delle loro operazioni criminose sparse per la labirintica cittadina ultra-tecnologica, il tutto condito da una comicità da folle B-Movie action a stelle e strisce. Concretamente, Crackdown 3 non sarà dotato di una struttura narrativa vera e propria e la totalità della campagna ci vedrà smantellare a suon di missili e proiettili un’intera città, senza missioni principali e con pochissimi spunti narrativi.

La cosa, naturalmente, causerà più di qualche sopracciglio inarcato, vista anche l’estrema ripetitività delle attività che si susseguiranno nella campagna in singolo, la quale ci vedrà distruggere vari obiettivi per raccogliere informazioni su uno dei pezzi grossi di Terra Nova, per poi abbatterlo e liberare un’area ben definita. Ripetitività la quale sarà comunque parzialmente tamponata dal gameplay per larga parte frenetico e divertente. Il titolo si ripresenta dopo una travagliata gestazione computazione, quasi immutato nella sua formula ludica originale, anche se con qualche piccola novità. Il player avrà ancora la possibilità, così come accadeva in passato, di muoversi liberamente in una città non particolarmente vasta ma sviluppata sufficientemente anche in verticale, con l’unico scopo di crear quanto più “casino” possibile grazie ad una nutrita selezione di armi (tra cui delle nuovissime armi elementali) e poteri sovra-umani.

Avremo la possibilità di utilizzare differenti agenti, i quali saranno intercambiabili a piacimento durante il corso del gioco ed avranno ognuno una specializzazione ed abilità diverse. Compiendo missioni e azioni varie, accumuleremo esperienza con cui potremo far evolvere le skill che caratterizzeranno il nostro poliziotto super tecnologico. Naturalmente, avremo anche possibilità di guidare un variegato ventaglio di mezzi di varia specie, con cui potremo agilmente muoverci nella tentacolare New Providence e, con alcuni d’essi, persino avviare fasi di guerriglia urbana. Per quanto concerne la sezione shooting, essa sarà ancora saldamente legata al passato e fondata sull’auto lock dei nemici, meccanica che abbassa notevolmente il livello di sfida, e sull’altissima mobilità del personaggio, dal primo capitolo autentico marchio di fabbrica della produzione. In generale, nonostante il gioco abbia conservato quasi intatta la freneticità ed il divertimento light dei capitoli passati, Crackdown 3 non mette nulla di sostanzialmente nuovo sul piatto, limitandosi per la maggiore ad aggiornare e ammodernare quanto di buono hanno offerto i vecchi capitoli.

Leaping and Killing!

Oltre ad una canonica campagna in singolo, il gioco offrirà varie opportunità a livello online. Avremo la possibilità di scorrazzare e seminare il caos a New Providence con l’aiuto di un amico, vista la possibilità di affrontare la campagna di gioco in cooperativo a due. Ma il vero cuore della proposta ludica del titolo è la modalità Wrecking Zone, ovvero il multiplayer competitivo. Il motivo? Il comparto PVP sarà l’unico del gioco ad offrire la totale distruttibilità potenziata dal succitato cloud computing. La modalità player vs player sarà composta da due attività diverse, Agent Hunter Mode e la modalità Territory, le quali saranno null’altro che un Team Deathmatch in cui dovremo raccogliere i badge lasciati in terra dai nemici caduti ed un classico Capture The Flag. Al momento, ci saranno solamente tre mappe disponibili per il PVP competitivo, le quali ben rappresenteranno la tentacolarità al neon di New Providence e le quali, come già detto, saranno completamente distruttibili.

La domanda che a questo punto tutti si chiederanno, è la seguente: il cloud computing ha reso il gioco più divertente? Memore dei passati capitoli (e soprattutto di Crackdown 2, ancora modernissimo nonostante abbia quasi dieci anni), la risposta che mi sento di dare è “ni”. E’ sicuramente bello poter distruggere ogni cosa e vedere franare addosso ai nemici interi edifici, ma la cosa non aggiungerà particolare interesse o spessore al gioco ne’ sarà particolarmente originale (lo ha già fatto tempo addietro la saga di Red Faction). Gli edifici si distruggeranno come se fossero costruiti di cartone e, in generale, i frammenti cadenti delle costruzioni non danneggeranno in alcun modo i nemici coinvolti, quasi non avessero peso. Da questo punto di vista, Crackdown 3 assume più i connotati di un primo, concreto step evolutivo di una tecnologia potenzialmente rivoluzionaria per il mondo del gaming, quasi un esperimento tecnologico dai risultati incoraggianti ma non particolarmente sconvolgenti.

La (ri)conquista di New Providence

Tecnicamente parlando, il gioco è una produzione di livello discreto, senza particolare infamia o lode. La labirinticità di New Providence, colma di enormi grattacieli dal look hi-tec e neon multicolore, è resa ancora migliore dal buon lavoro (e quasi marchio di fabbrica) in cell shading, seppur la qualità generale non regge il confronto con le più recenti produzioni AAA del settore. Crackdown 3 risulterà alle volte esteticamente “piatto”, vuoi per una scelta di colori inspiegabilmente “chiari” che cozza un po’ con lo stile grafico prescelto (il quale solitamente tende verso lidi cromatici piuttosto massicci), vuoi per una qualità delle texture altalenante e che passa da pregevole (come nel caso dei modelli dei personaggi) a scadente (come nel caso di alcuni modelli di auto ed edifici).

Grazie alle performance superiori di Xbox One X, sarà possibile godere del gioco in 4K ad un frame ben ancorato ai canonici 30 fotogrammi al secondo. Purtroppo, al momento il titolo non supporta una modalità a 60 frame su console, che comunque potrebbero essere raggiunti giocando su di un performante PC (Crackdown 3 sarà uno dei giochi inclusi nell’ecosistema Xbox Play Anywhere n.d.r), il quale avrà il pregio anche di migliorare l’estetica generale del titolo grazie alla maggiore potenza di calcolo. Per quanto concerne il comparto audio, esso sarà costituito da tracce tendenzialmente elettroniche e ambient di buon livello, le quali ben aderiranno al feeling hi-tec e futuristico che è possibile respirare nel gioco seppur siano utilizzate solo in determinate situazioni.

Concludendo…

Crackdown 3 è un buon action game, frenetico e divertente il quale per certi versi lima e modernizza quanto di buono era apparso nei suoi predecessori, senza però introdurre nessuna reale novità nella serie. Nonostante un’offerta ludica tutto sommato gradevole online e non, il gioco risulterà null’altro che un shooter in terza persona in media con altre produzioni, ma sicuramente non all’altezza dei più recenti “titoloni” del settore.

CI PIACE
  • Frenetico e divertente
  • Campagna cooperativa
  • Il Cloud Computing è bello da vedere…
NON CI PIACE
  • …ma non aggiunge spessore al gioco
  • Nessuna novità di rilievo rispetto al passato
  • Single player ripetitivo
  • Comparto visual altalenante
Conclusioni

Si sa, lunghe e travagliate gestazioni solitamente non producono opere particolarmente epiche o grandiose, almeno in ambito videoludico. E Crackdown 3, per certi versi, rientra proprio in questa categoria: nonostante un passato d’alto livello ed una sana innovatività tecnologica, il titolo non riesce ad emergere nel settore degli action in terza persona, restando “solamente” un’esperienza sufficientemente divertente e appagante.

6.5Cyberludus.com
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Donato Marchisiello
Amante dei videogiochi, degli animali e del buon cibo, non rinuncio ai piccoli piaceri ludici e ad una buona compagnia! Anche Online!

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