Ecco a voi Graveyard Keeper. Uscito sulla piattaforma Steam lo scorso 15 agosto, abbiamo provato questo inaspettato gioco Indie sviluppato dai russi Lazy Bear Games, già autori dell’ottimo Punch Club. Questa loro ultima fatica promette di farci saggiare la vita di un becchino nel medioevo in un “cemetery sim storicamente inesatto”, ma davvero originale.

Se volete saperne di più, battete un colpo …

Intervista col becchino

Si inizia con una piccola storia di preambolo. Siamo ai giorni odierni, è sera ed il nostro protagonista sta rientrando a casa. Mentre attraversa la strada il cellulare squilla. Sul display compare la foto di una donna ornata di cuoricini – evidentemente la compagna. Si sente lo stridere delle gomme di un’auto. Un urto. Poi il buio. Il gioco ha inizio.
Per qualche oscura ragione invece di passare a migliore vita l’eroe della storia si risveglia vivo e vegeto in una terra sconosciuta in epoca medioevale. Dopo pochi minuti uno strano teschio balzellante con problemi di memoria che risponde al nome di Gerry lo informa che è stato insignito del titolo di necroforo del posto. Scoprirà che forse esiste un modo per tornare alla sua vita – riattivare un misterioso portale magico che si trova nella Collina delle Streghe. Attuare questo piano ovviamente non sarà impresa semplice.
Balza subito all’occhio che l’impostazione di Graveyard Keeper è notevolmente ispirata all’eccellente Stardew Valley. Attraverso una visuale isometrica, sposteremo il protagonista vagando per la vasta mappa a disposizione, interagendo con gli NPC ed utilizzando attrezzi e macchinari per specifici compiti.

Il tempo nella terra immaginaria di gioco passa inesorabile. Ogni giorno dura circa 9 minuti reali, ed ogni settimana è composta da 6 giorni. Questi sono indicati in alto a sinistra da altrettanti quadranti di un particolare orologio che segna lo scorrere del tempo e serve per orientarsi. Sì, perché in maniera molto simile al già citato capolavoro di ConcernedApe i vari NPC posseggono una sorta di ciclo di vita ed alcuni saranno disponibili solo durante specifiche giornate. Allo stesso modo molte quest assegnate spesso dovranno essere svolte seguendo uno schema analogo.
Quasi ogni giorno si presenterà un asino parlante che ha l’ingrato compito di trasportare i cadaveri dalla città presso la nostra installazione per affidarli alle nostre cure; i corpi dovranno essere trattati opportunamente prima di essere sepolti, perché la qualità degli stessi incide sul punteggio complessivo del cimitero. Questo si rende necessario perché ovviamente le missioni della storia principale includono tra le altre cose anche il progressivo miglioramento della qualità del cimitero e della chiesa in esso racchiusa (che diverrà accessibile non appena raggiunto un determinato punteggio del cimitero stesso, quando il vescovo Episcop promuoverà ufficialmente Predicatore lo sfortunato alter ego del giocatore).

Tramite un piccolo tutorial viene precisata la corretta gestione dei cadaveri: ognuno possiede un determinato punteggio di azioni buone (teschi bianchi) ed azioni cattive (teschi rossi). Effettuando un’autopsia è possibile rimuovere alcune parti del corpo dalla salma, e questo incide direttamente sul numero dei teschi ad essa associati. Rimuovendo il sangue o il grasso per esempio viene rimosso 1 teschio rosso ed aggiunto uno bianco, mentre rimuovendo la pelle verrà rimosso 1 teschio bianco, e così via. Lo scopo finale è quello di avere corpi con il maggior numero di teschi bianchi e nessun teschio rosso – in questo modo sarà possibile trarre il massimo beneficio dagli abbellimenti che saranno poi aggiunti alla tomba dello stesso. Sì perchè ogni teschio rosso residuo su una salma sepolta elimina 1 punto dal totale della qualità della stessa. All’atto del sotterramento infine si riceve un certificato di sepoltura che potrà essere venduto nella locanda del paese in cambio di denaro.
Se un cadavere risultasse troppo corrotto è possibile sbarazzarsene senza doverlo necessariamente seppellire: può essere gettato barbaramente nel fiume limitrofo al cimitero oppure cremato in apposite pire funebri che sono disponibili quasi subito; la seconda opzione è preferibile in quanto ci permette di ottenere comunque il suddetto certificato più alcuni ingredienti (cenere e sale) necessari per produrre altri oggetti utili.

La gestione del cimitero e più in generale la professione di affossatore è una piccola parte dei compiti che dovrà svolgere il nostro protagonista. Per poter riuscire a tornare ad abbracciare i suoi cari dovrà infatti sviluppare tutta una serie di abilità che spaziano dalla carpenteria al giardinaggio: si inizia a costruire un banale ceppo per spaccare la legna e si finirà col preparare delicate pozioni su un tavolo da alchimista. La varietà in Graveyard Keeper non manca davvero: con il tempo si potrà coltivare ortaggi ed alberi, cucinare prelibati piatti, costruire tombe di svariate qualità, pescare, scavare in cave di pietra o marmo, compiere apicoltura e professare addirittura religione nella cappella del cimitero.
Alcune abilità si possono sbloccare tramite i vari quest offerti dagli NPC, ma la maggior parte sarà accessibile tramite un ricco diagramma ad albero che le divide in sette macro-categorie: Anatomia ed Alchimia, Teologia, Scrittura, Giardinaggio e Natura, Metallurgia, Costruzione e Cucina. Per sbloccare le varie abilità occorre spendere punti che sono suddivisi in tre tipologie: Rossi (punti generati dal lavoro che concerne l’utilizzo di abilità manuali), Verdi (punti natura) e Blu (punti spirituali del monto immateriale). Questi vengono automaticamente guadagnati svolgendo determinate attività, per fare qualche esempio tagliando un albero si ottengono punti rossi, mentre raccogliendo piante si ottengono punti verdi, e studiando oggetti si ottengono punti blu.

Sempre sulla falsariga di Stardew Valley proseguendo nel gioco sarà possibile sbloccare un apprezzabile dungeon composto da innumerevoli livelli di difficoltà crescente, dove è possibile combattere mostri per completare specifici quest ed ottenere svariate ricompense, anche se la componente combattiva è davvero ridotta all’osso (esiste solo una singola mossa di attacco, e niente altro).
Tutto quanto descritto viene svolto durante il progredire delle giornate in maniera però limitata, perché ogni singola azione compiuta consuma punti stamina (sempre visibili in una barra blu in alto a sinistra), che possono essere ricaricati esclusivamente dormendo oppure mangiando cibi e bevande.

Autopsia Tecnologica

Graveyard Keeper offre una grafica 2D di ottima qualità, in pieno stile videogame anni ’90. Tutti gli oggetti ed i personaggi sono davvero curati maniacalmente e sono ricchi di particolari, con adorabili animazioni che risultano essere in linea con la pixel-graphic adottata.
Il comparto audio include alcuni ottimi temi che sembrano uscire direttamente da storici RPG come Ultima 7 il cui stile ci è sembrato particolarmente ispirato al tema trattato, ma la selezione è un po’ esigua – qualche pezzo in più sarebbe stato gradito per aggiungere varietà. Gli effetti sonori fanno il loro dovere, ma non oltrepassano la soglia del discreto.
Ci sono alcuni problemi di singhiozzamento dello scrolling durante lo spostamento del personaggio tra una zona e l’altra della mappa, evidentemente dovuti al caricamento in background degli elementi corrispondenti; benché visivamente fastidiosi non minano il gameplay. Infine dobbiamo notare che nonostante si tratti di un videogame dal sapore retrò le richieste minime in termini di hardware sono un poco pretenziose – senza una scheda video dedicata aspettatevi dei cali di fps.

Concludendo

Graveyard Keeper ci ha conquistato. E’ un titolo originale, interessante e vario, che se giocato con perseveranza può garantire tantissime ore di divertimento. Ha le potenzialità per diventare un vero classico del genere crafting/RPG, ma al momento è ancora minato da diversi problemi che andrebbero indirizzati a dovere. Iniziando con la componente “grinding” che attualmente è davvero esasperata: gran parte del tempo di gioco viene speso per ottenere le risorse necessarie alla costruzione dei manufatti, mentre le giornate scorrono velocemente e la componente stamina frena troppo le possibilità.
Seconda grossa mancanza riguarda la documentazione generale del titolo. I contenuti sono davvero tanti, forse anche troppi, ed il tutorial iniziale rimane vago su molti aspetti del gameplay – numeosi meccanismi vengono assimilati sulla pelle stessa del giocatore. Nell’albero delle abilità manca del tutto una spiegazione sulle stesse o sull’utilizzo degli utensili. Non esiste alcuna enciclopedia interna al gioco che sarebbe molto utile anche solo come promemoria sulle varie ricette di crafting (l’inventario a disposizione è molto limitato). Per sopperire a tutte queste mancanze al momento si è costretti ad utilizzare la wiki ufficiale, ma non è esattamente una soluzione comoda.
Tutto considerato siamo convinti che sarebbe stato più saggio rilasciare questo titolo in Early Access per qualche mese prima di venderlo subito come opera già compiuta. Non resta che sperare che i nostri fautori russi vogliano perfezionare la loro creatura a dovere nei mesi a venire (come hanno già dimostrato di voler fare rilasciando patch con solerte regolarità).

In breve

  • Genere: Action/rpg
  • Sito web: Vai al sito
  • Data di rilascio: 15 agosto 2018
  • Sviluppatore: Lazy Bear Games
  • Distributore:
  • Publisher: Tiny Build
  • Pegi:

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Gabriele o “Gabe” per gli amici, è un informatico di professione ed inguaribile videogiocatore. Cresciuto a colpi di Commodore 64 ed Amiga è papà di due bellissimi bimbi che ormai gli rubano quasi tutto il tempo. La sua passione sono l’informatica, il cinema, la musica ed un giorno spera di finire e vedere pubblicato il suo primo videogame … quando trova il tempo!