Lo splendido rapporto di collaborazione nato tra Level-5, celebre software house giapponese che diede vita a serie famose come Inazuma Eleven e Professor Layton, e lo Studio Ghibli, ci regalò una tra le più “luminescenti” perle videoludiche della passata generazione: Ni no Kuni: La Minaccia della Strega Cinerea. Il titolo, arrivato in Europa nel 2013 in esclusiva Playstation 3, riuscì a incantare migliaia di videogiocatori, grazie ad una trama carica di emotività e ad un comparto audiovisivo semplicemente impressionante, grazie – soprattutto – al supporto, e all’esperienza, del celebre studio d’animazione giapponese. Con l’annuncio di un secondo capitolo, oramai nell’aria, la schiera di appassionati del genere jrpg non potè far altro che salire sul trenino dell’hype, tutti ansiosi di mettere le mani sulla nuova fatica targata Level-5. Nonostante i diversi ritardi, siamo finalmente riusciti a mettere le mani su Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno, uscito da qualche giorno su Playstation 4 e PC. Saranno riusciti i ragazzi di Level-5 a replicare il successo del predecessore, pur non vantando la collaborazione con lo Studio Ghibli?

Scopriamolo insieme nella recensione…

Il destino di un regno

Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno è ambientato centinaia di anni dopo gli eventi de La Minaccia della Strega Cinerea. Sebbene, infatti, ritroveremo alcuni setting piuttosto familiari, la trama presenta solo minuscoli riferimenti al capitolo originale, caratteristica che rende questo secondo episodio giocabile anche da chi non ha mai avuto la fortuna di mettere le mani sul titolo esclusivo Playstation 3. Il Destino di un Regno ci mette nei panni del Principe Evan Pettiwhisker Felix – per metà umano e per metà felinide – erede al trono di Gatmandù (Ding Dong Dell nella versione originale), piccolo regno dove due razze – in perenne lotta tra di loro – si spartiscono il controllo dei territori. Durante la giornata della sua incoronazione, con un colpo di stato ordito da Ratoleon (leader di una razza simile a ratti umanoidi, da sempre in conflitto con i felinidi di Gatmandù) Evan si ritrova a dover fuggire dal proprio castello per scappare da morte certa. In aiuto al giovane protagonista, uno “squarcio” dal nostro mondo porta Roland – presentato come il presidente di una nazione del nostro mondo – nell’universo di Evan. Tra i due personaggi nascerà una solida amicizia e ben presto Roland si deciderà a rimanere nel mondo del giovane principe per aiutarlo a conseguire il suo obiettivo: unificare tutti i territori sotto un’unica bandiera, creando un regno di pace e prosperità.

Il protagonista, Evan, sarà affiancato da un nutrito cast di personaggi

Come è facilmente intuibile, la narrativa di Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno presenta toni molto più leggeri rispetto a quelli del suo predecessore, puntando molto meno sull’emotività che la storia di Evan aveva saputo regalarci. Gli eventi del gioco, infatti, non decollano praticamente quasi mai, tranne che nella parte finale del gioco. La leggerezza della narrativa si riflette anche sul nutrito cast di personaggi principali che, da Felix e Roland, non presentano quella profondità che ci saremmo aspettati da un gioco di questo tipo.

Durante tutta la durata dell’avventura visiteremo variegati regni dal design unico

Se da un lato abbiamo titoli come Final Fantasy XV in cui i diversi personaggi principali cambiano sostanzialmente con lo scorrere degli eventi, nel titolo Level-5 il cast di eroi rimane pressocchè imutati all’interno della storia, mantenendosi piuttosto “stereotipati” dall’inizio alla fine. Basteranno una trentina di ore, circa, per arrivare alla conclusione degli eventi di Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno, longevità molto buona (anche considerando le innumerevoli sub quest proposte per tutta la durata dell’avventura) anche se, a conti fatti, inferiore rispetto a quella del suo predecessore.

Una corona e tante responsabilità

Sul fronte gameplay Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno stravolge, in parte, le meccaniche del suo predecessore. Abbandonando completamente il discorso legato ai famigli – anima del primo capitolo – Il Destino di un Regno abbraccia completamente un combat system totalmente action, in cui saremo tenuti direttamente a guidare i nostri eroi contro i diversi nemici che ci si pareranno davati. Il gioco ci darà modo di selezionare, in qualsiasi momento durante gli scontri, uno dei tre membri del party disponibili, dandoci modo di sperimentare i diversi approcci agli scontri. Dalle armi più pesanti a quelle più leggere, ogni personaggio si presenta con dinamismi molto diversi uno dall’altro: alcuni personaggi, inoltre, potranno vantare anche su armi da utilizzare a distanza, Roland, ad esempio, potrà utilizzare armi da fuoco che lo aiuteranno a sbarazzarsi facilmente dei nemici mantenendo una debita distanza, mentre Evan vanterà il supporto di diverse magie grazie alla sua bacchetta magica. Sebbene i famigli – che avevano contraddistinto il combat system del precedente capitolo – siano completamente spariti dalla circolazione, i ragazzi di Level-5 hanno ben pensato di introdurre diverse creature elementali di supporto, chiamate Cioffi, che ci daranno una mano in battaglia con abilità in base al loro tipo. Durante la nostra avventura avremo modo di sbloccare nuovi Cioffi tramite i diversi idoli sparsi sulla mappa, vere e proprie pietre parlanti che necessiteranno di un dono da parte nostra.
Tra magie, abilità, parate e schivate, il sistema di combattimento proposto dal team di Level-5 funziona piuttosto bene nelle intenzioni ma, purtroppo, si deve scontrare con un livello di sfida eccessivamente tarato verso il basso, caratteristica che rende la vena “tattica” degli scontri a volte totalmente inutile, visto che ci ritroveremo davanti a boss fight – o scontri contro nemici più potenti – a volte troppo semplici da portare a termine.

Abbandonati i famigli del primo capitolo, Ni no Kuni 2 vanta un combat system totalmente action

Avanzando nella campagna principale, Evan inizierà a geattare le fondamenta per la costruzione del nuovo regno: Eostaria. Completate le quest utili a strappare i territori dalle grinfie dei barbari, avremo modo di toccare con mano la componente gestionale introdotta dai Level-5. Come per il resto dell’avventura, la fase gestionale non rappresenta una grossa sfida ma è senza dubbio in grado di aggiungere un notevole tocco di varietà in più al gameplay. Tramite il menu in-game potremo utilizzare una valuta speciale per costruire edifici nelle aree libere del regno, edifici a cui potremo successivamente assegnare degli esperti. Ogni edificio, che siano armerie o fabbriche di Cioffi, oltre a poter essere potenziato – sborsando un notevole quantitativo di momete – verrà utilizzato per eseguire ricerche, utili a sbloccare equipaggiamenti o abilità sfruttabili da Evan e compagni durante le avventure.

La fase gestionale di Eostaria è una buona trovata, peccato sia nel complesso piuttosto limitata

La componente “strategica” di Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno, tuttavia, non si limita alla sola gestione del regno ma anche alle cosìdette battaglie campali, veri scontri “di massa” con cui affronteremo gli eserciti nemici con quattro truppe sotto il nostro diretto controllo. Purtroppo, non sarà possibile spostare le diverse truppe liberamente sulla mappa, visto che saranno strettamente legate ai movimenti di Evan, ma solamete “ruotabili” tramite l’utilizzo dei tasti dorsali. L’esperienza delle battaglie campali poteva rappresentare, sulla carta, una buona alternativa agli scontri classici e invece, per via dei suoi limiti, si tratta di una grossa occasione sprecata.

Le battaglie campali sono una simpatica alternativa agli scontri classici

Sul fronte contenuti Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno non delude affatto. Oltre ad una grossa world map, interamente esplorabile, il titolo Level-5 mette a disposizioni diverse sub quest (tantissime anche se, purtroppo, come nel precedente capitolo vi saranno presenti una quantità spropositata di “fetch quest”) e attività che saranno sicuramente in grado di tenere occupati i giocatori anche dopo la conclusione della storia principale. Tra i più riusciti vi sono sicuramente i diversi labirinti dietro le Porte Oniriche, grazie ai quali sarà possibile affrontare boss sempre più potente ed ottenere ricompense uniche.

No Ghibli? No problem!

Sebbene il leggendario Studio Ghibli non figuri più come “partner” ufficiale per questo secondo capitolo, il comparto artistico e tecnico di Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno è indubbiamente uno tra gli aspetti più riusciti del gioco. Dal character design di personaggi, nemici e boss, il lavoro svolto dai ragazzi di Level-5 è sopraffino. Certo, un po’ abbiamo sentito la mancanza delle bellissime sequenze animate dello studio d’animazione, ma gli intermezzi tridimensionali offerti dal team giapponese ci hanno soddisfatti appieno. Lo stile e il design dei personaggi, in ogni caso, mantiene il medesimo stile del suo predecessore, così come le diverse ambientazioni, colorate e dettagliate oltre che uniche nello stile e nelle architetture. Su Playstation 4 Pro il titolo Level-5 se la cava egregiamente, riuscendo a mantenersi costantemente sui 60 frame al secondo, a parte qualche lieve calo nelle fasi più concitate degli scontri.

I boss sono splendidamente realizzati…peccato sia troppo semplice abbatterli

Un plauso va sicuramente rivolto alla colonna sonora, ancora una volta curata dal leggendario Joe Hisaishi, celebre per aver curato la soundtrack di film d’animazione come La città incantata e Si alza il vento. I brani sono incredibilmente curati e capaci di dare quel tocco magico al mondo di gioco creato dai Level-5.

Concludendo…

Pur non riuscendo ad attestarsi sullo stesso standard qualitativo del suo predecessore, Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno è un ottimo action rpg che conferma, ancora una volta, l’abilità dei Level-5 nel creare ambientazioni incredibili e meccaniche di gioco varie e divertenti. Sotto molti aspetti, Il Destino di un Regno è una mezza occasione sprecata: una maggior varietà nelle meccaniche gestionali e un livello di difficoltà più elevato, avrebbero consentito al titolo Level-5 di sapersi elevare ancor più nel panorama dei giochi di ruolo giapponesi.

In breve
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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.