Restiamo nuovamente in territorio italiano con Riot – Civil Unrest, uno strategico in tempo reale, in sviluppo già da tempo e attualmente in early access su Steam e GOG.
Il titolo è stato partorito dalla mente di Leonard Menchiari che, avendo vissuto in prima persona i disordini insorti durante le proteste dei No TAV in Italia (Val di Susa), ha voluto “convertire” in versione videoludica le sensazioni e le dinamiche complesse presenti negli scontri violenti tra i manifestanti, spesso rivoltosi, e forze dell’ordine.

Le meccaniche della rivolta

Riot – Civil Unrest è uno strategico in tempo reale che vanta una campagna in giocatore singolo composta da quattro scenari. Essi riprendono quattro eventi realmente accaduti in diversi stati del mondo, dove le manifestazioni sono poi degenerate in rivolte violente contro la polizia. Avremo modo quindi di vivere gli scontri in Spagna (Indignados), in Egitto (Primavera Araba), in Grecia (Keratea) e infine in Italia (No TAV). Ognuno degli scenari è suddiviso in vari livelli, tutti giocabili sia dalla parte dei manifestanti che dalla parte delle forze dell’ordine.
Per quanto riguarda i rivoltosi, inizialmente si può lavorare sulla quantità stessa dei partecipanti, usando lo strumento social (che letteralmente chiama a rapporto nuovi individui) oltre che sul coinvolgimento del gruppo attraverso l’utilizzo di slogan, bandiere e striscioni. Passati alla fase offensiva, si possono scegliere vari gadget per la guerriglia urbana, come molotov, petardi e pietre. Degna di nota inoltre la possibilità di influenzare i media giornalistici grazie alle fotografie scattate in loco.

Per quanto riguarda le pattuglie della polizia si possono invece configurare le caratteristiche degli squadroni (unità d’assalto, balistica e tattica) scegliendone le corazze e le armi da equipaggiare, oltre a bombe fumogene o stordenti. Ovviamente bisogna valutare attentamente le scelte che si compiono nel “preparare le truppe”, perchè più si sarà equipaggiati più saranno resistenti i manifestanti.

Riot

Il gameplay possiede tutte le caratteristiche di uno strategico. Sia attivisti che polizia sono divisi in gruppi da gestire autonomamente, ognuno coi propri gadget e abilità specifiche. Ogni singolo livello poi ha un conto alla rovescia che decreta la fine dello stesso: entro il termine del tempo a disposizione, si deve adempiere a una “missione” annunciata all’inizio del livello.
Lo scopo dei manifestanti normalmente è quello di mantenere una posizione o occupare una determinata area; quello dei poliziotti sgombrare una zona o far arretrare gli occupanti. Sempre importante, se non basilare in alcuni casi, è il coinvolgimento dei media.
Può capitare infatti che l’obiettivo del livello sarà raggiunto ma quest’ultimo non verrà superato, perché si è agito in maniera troppo violenta e l’indignazione pubblica ha raggiunto il suo picco.
La simulazione realistica delle rivolte è palpabile anche attraverso l’apparente indole anarchica che i gruppi da controllare spesso manifestano. I comandi che si impartiscono vengono eseguiti in ritardo e ogni tanto qualche personaggio impazzirà staccandosi dal suo gruppo, rendendo difficile il farlo rientrare nei ranghi.

Riot

La rivolta in pixel art

La realizzazione artistica di Riot – Civil Unrest è veramente di alto livello e mostra un lavoro in pixel art riuscito a tutti gli effetti.
Gli scenari di gioco sono ricreati in maniera curata, ricchi di dettagli grazie alla varietà di tipologie di personaggi. Tra un livello e l’altro sono anche presenti delle brevi ma ottime sezioni filmate.
La scelta degli scenari ispirati a eventi realmente accaduti negli ultimi anni è degna di nota: peccato però che la narrazione dei vari scontri venga solamente accennata e non approfondita come meritato. Sarebbe stata interessante una cronaca più dettagliata degli antefatti e delle insurrezioni, senza per forza essere di parte ma dando un’immagine più chiara oltre a uno spunto narrativo in più che ne rimane quindi mutilato.

Da segnalare infine la campagna multiplayer, dove un massimo di quattro giocatori si possono sfidare con una scelta di scenari molto più vasta di quella in single player.

Riot

Concludendo…

Riot – Civil Unrest ha fatto parlare di sè fin dal suo sviluppo, ovviamente per il delicato tema trattato. A livello di gameplay si rivela uno videogioco strategico curato e condito dalla giusta dose di sfida.
Nonostante gli scenari siano ispirati a fatti realmente accaduti, esso rimane comunque un titolo di puro intrattenimento, fornendo poco approfondimento narrativo e fallendo di fatto la sua principale missione di sensibilizzazione e denuncia sociale.

 

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