L’universo non ha più segreti

No Man’s Sky è indubbiamente il titolo più discusso del momento. Tra una fase di sviluppo piuttosto travagliata e la successiva ondata di critiche post-lancio, l’ambiziosa opera spaziale di Hello Games verrà indubbiamente ricordata da milioni di giocatori, nel bene e nel male.

Come sempre, Cyberludus non si è potuta astenere dal gettarsi a capofitto nella galassia procedurale di No Man’s Sky. Dopo aver collezionato ore ed ore di gameplay – tra asteroidi, pianeti e variopinte razze aliene – vi presentiamo questa guida introduttiva alle meccaniche base del titolo Hello Games, dove verranno illustrati i primi passi necessari a completare i primi task richiesti dal gioco.

Cominciamo!

LO SCHIANTO

Inizializzato No Man’s Sky, verremo immediatamente catapultati all’interno di uno dei 18.446.744.073.709.551.616 presenti all’interno dell’universo procedurale del titolo. Le nostre condizioni non saranno ottimali: parte del nostro equipaggiamento è andato distrutto nell’impatto, così come la navicella, che necessiterà di materiali specifici per essere riparata a dovere.

No Man's Sky

Camminando intorno al luogo dell’impatto, noterete diversi elementi con cui poter interagire. Partiamo subito dalla navicella. Nonostante sia – allo stato attuale – inutilizzabile, potremo entrare al suo interno per analizzare nel dettaglio i vari “tasselli” che necessitano di una riparazione. Inizialmente, sarà necessario effettuare la riparazione dei due principali strumenti di funzionamento della navicella: i propulsori di lancio e il motore a impulso. Una volta usciti all’esterno della navetta, potremo iniziare a raccogliere risorse. Eccezion fatta per i container sbloccabili solamente con i pass dell’Atlante (più tardi spiegheremo nel dettaglio come ottenerli), potremo ottenere alcune risorse dalle capsule libere.
Vicino all’astronave, potrete inoltre interagire con il radiofaro di emergenza, un oggetto di forma sferica grazie a cui potremo attivare la cosiddetta guida dell’Atlante, un simil percorso-tutorial che ci consentirà di ottenere in maniera piuttosto “guidata”, i primi utili strumenti per sopravvivere all’interno dell’universo di No Man’s Sky.
Dopo aver esaminato con attenzione gli oggetti intorno al campo, possiamo iniziare a cercare i materiali necessari per le riparazioni!

RIPARIAMO L’EQUIPAGGIAMENTO

No Man's Sky

Prima di gettarvi all’esplorazione dello spazio sconfinato di No Man’s Sky, sarà necessario “rattoppare” la nostra attrezzatura e – ovviamente – l’astronave. Prima di tutto, vi consigliamo di procedere alla riparazione dello scanner, una degli strumenti più importanti di tutto il gioco visto che sarà molto utile per localizzare gli elementi necessari per crafting e altre riparazioni. Aprendo l’inventario – alla scheda exotuta – avremo modo di osservare nel dettaglio tutti i materiali necessari alla riparazione della strumentazione. Nel caso dello scanner, saranno necessarie 25 unità di carbonio, elemento – fortunatamente – molto comune, visto che è presente in quasi ogni pianta dei diversi biomi del gioco. Chiudiamo il pannello e iniziamo quindi a guardarci intorno alla ricerca del carbonio necessario alle riparazioni. Una volta individuata la fonte della risorsa (in questo caso, come prima anticipato, è consigliabile cercare piante o alberi) basterà utilizzare il raggio minerario in nostro possesso, premendo l’apposito pulsante per far fuoco. Tenendo premuto il pulsante, il nostro raggio minerario emetterà un flusso laser utile a raccogliere risorse, e sarà necessario tenere d’occhio la barra posta sulla parte superiore destra dello schermo, per evitare di surriscaldare lo strumento. Il raggio minerario non funziona però all’infinito. Posto immediatamente sotto la barra del surriscaldamento troveremo infatti un valore in percentuale, che rappresenta la carica effettiva dell’arma: una volta a zero sarà necessario ricaricarla con isotopi come carbonio o plutonio.

No Man's Sky

Stesso discorso vale per il visore analitico, strumento indispensabile per analizzare tutti i vari elementi che compongono la flora e fauna dei pianeti esplorabili. In questo caso saranno necessarie 25 unità di ferro, cercate quindi piccole rocce o – ancora meglio – formazioni rocciose all’interno delle caverne. Una volta riparato, il visore analitico potrà essere utilizzato per “scansionare” i diversi elementi della vegetazione e della fauna che popolano il pianeta su cui ci troviamo. Scoprendo nuove specie potremo infatti caricarle all’interno della mega-banca dati di No Man’s Sky, rinominandole pure, in modo da guadagnare unità – o crediti – che potrete spendere in diversi modi, come ad esempio per acquistare risorse sul mercato o navi dai commercianti (a prezzi più che esorbitanti).

No Man's Sky

RIPARIAMO L’ASTRONAVE

Dopo aver rimesso in sesto l’equipaggiamento, potremo procedere alla riparazione della nostra astronave.
Come primo passo, iniziamo la riparazione del motore ad impulso. In questo caso saranno necessarie 200 unità di eridio, materiale che vi costringerà ad allontanarvi un po’ dal luogo dello schianto ma che potrete facilmente reperire da enormi giacimenti difficilmente non visibili ad occhio nudo (in questo caso utilizzate lo scanner e cercate l’iconcina blu dei silicati). Gli altri materiali necessari per la riparazione del motore ad impulso sono le 2 lastre di carite (craftabile selezionando uno spazio vuoto dell’inventario, utilizzando 50 unità di ferro) e 20 unità di zinco (anche in questo caso utilizzate lo scanner per aiutarvi nella ricerca).

No Man's Sky

Completata la riparazione del motore ad impulso, si può pensare di ultimare le riparazioni dei propulsori di lancio. Niente di più semplice, basterà infatti creare 4 lastre di carite con 200 unità di ferro. Tornate quindi all’astronave ed effettuate tutte le riparazioni del caso.
Sfortunatamente, le riparazioni non basteranno per farci lasciare definitivamente il pianeta iniziale, visto che motore e propulsori necessitano di carburante per funzionare a pieno regime.
Prima di lanciarci definitivamente nello spazio, quindi, avremo bisogno di plutonio per i propulsori di lancio e thamium9 per il motore ad impulso. Il carburante sarà inoltre necessario per rifornire la strumentazione della nostra exotuta come i supporti vitali e scudi.
Gli isotopi precedente citati non sono particolarmente difficili da trovare. Il plutonio, è forse il materiale più semplice da scovare: cercate delle formazioni cristalline rosse e distruggetele con il raggio minerario. Il thamium9, d’altro canto, potrà essere raccolto da speciali piante di colore rosso con cui interagire (ovviamente utilizzate sempre lo scanner per facilitare la vostra ricerca di materiali).

Una volta acquisite abbastanza unità di plutonio e thamium9, potremo tornare alla nostra nave pronti a rifornire motore e propulsori. Seguite quindi le indicazioni poste sull’hud e libratevi in cielo!

Work in progress…

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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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